Gomiti a terra 70

Milestone scende di nuovo in pista dopo l'esperienza con RIDE

RECENSIONE di Andrea Centini —   29/06/2015

Indice

Se c'è un problema intimamente connesso alla natura dei titoli a cadenza annuale, per gli sviluppatori si tratta indubbiamente della necessità di rendere fresca e innovativa la propria creatura ad ogni nuova iterazione, un traguardo che tuttavia sin troppo spesso sfugge di mano, in particolar modo quando a uno step evolutivo sensibile si susseguono anni di relativo lassismo.

Gomiti a terra

Basti pensare a ciò che è avvenuto con le saghe di Call of Duty, Assassin's Creed, Lego e Fifa, giusto per citarne alcune tra le più celebri e commercialmente vincenti. Gli sportivi e i racing rappresentano generi particolarmente esposti alle suddette dinamiche, e il rischio "reskin", ovvero quello di proporre una costosissima espansione con le sole rose e livree aggiornate, è sempre dietro l'angolo. Partendo da questi presupposti, ci siamo avvicinati a MotoGP 15 di Milestone con curiosità e un pizzico di apprensione, soprattutto alla luce del materiale promozionale rilasciato dalla software house meneghina sino ad oggi, che non suggeriva sostanziali passi in avanti rispetto alla precedente iterazione. Lo abbiamo messo alla frusta sulla nostra PlayStation 4 e questo è ciò che ne pensiamo.

Qualche novità e tanta conservazione nel nuovo racing dedicato alla Moto GP

La mia squadra

Tra le principali novità introdotte in MotoGP 15 troviamo una modalità carriera parzialmente evoluta, dove per la prima volta fanno capolino i team privati, i cosiddetti GP Credits e una personalizzazione più approfondita. L'impalcatura generale è praticamente la medesima dello scorso anno, sia dal punto di vista della crescita del pilota, che partendo da Wild Card nella Moto 3 punta alle vette della classifica nella classe regina, sia da quello dell'organizzazione nel motorhome, con l'immancabile touch screen dove consultare le email e le notizie, il calendario per gestire i singoli Gran Premi, il monitor per i filmati e il camerino del pilota.

Gomiti a terra

La differenza sostanziale risiede nel fatto che potremo avere contatti diretti anche con gli sponsor, necessari per finanziare il nostro team privato che è personalizzabile sotto diversi punti di vista. Al di là del logo e del nome, infatti, si può mettere direttamente mano alla livrea della moto, con una quarantina di design preimpostati da variare grazie a un comodo editor per le tonalità. I GP Credits conquistati in gara possono essere spesi sia per acquistare nuovi bolidi su licenza (oltre venti modelli tra Moto 3, Moto 2 e Moto GP) che livree, mentre salendo di livello con l'esperienza si rendono accessibili nuovi guanti, caschi e stivali. La selezione non è ovviamente equiparabile a quella di RIDE, ma permette un buon grado di personalizzazione soprattutto a chi si impegna nello sbloccare tutto. Per quanto concerne il profilo del pilota è possibile scegliere una fotografia identificativa, la sigla, il soprannome, il numero di gara e lo stile di guida, che spazia dal Bilanciato al cosiddetto Vecchia Scuola, passando per Gomiti a terra, Spalle fuori e Corpo fuori. Le novità introdotte nella carriera non cambiano tuttavia la sostanza di quanto già provato lo scorso anno, e il senso di déjà vu viene magnificato anche dal corposo riciclo di asset e dalle finestre dell'interfaccia praticamente inalterate. Nel complesso, comunque, si tratta di una buona carriera, longeva e appagante, che non mancherà di entusiasmare e divertire gli appassionati del motomondiale.

Gomiti a terra

Tra le modalità accessorie per singolo giocatore troviamo Gara Istantanea, Gran Premio e Campionato personalizzato, Prova Cronometrata e soprattutto Eventi Speciali, che quest'anno presenta un paio di introduzioni interessanti. Oltre agli Eventi Reali relativi al 2014, nei quali potremo rivivere (e in caso ribaltare) i momenti clou della passata stagione, come ad esempio lo spettacolare exploit di Andrea Iannone al Mugello nell'avvio di gara, in Beat the Time è necessario battere un tempo con moto e condizioni specifiche, mentre in Eventi 2 Tempi saremo impegnati in diciotto sfide impersonando piloti alla stregua di Mick Doohan, Max Biaggi, Loris Capirossi e Carlos Checa a bordo dei bolidi che hanno fatto la storia di questa specifica motorizzazione. Nel gioco sono presenti anche i piloti della stagione 2014 di Moto 3, Moto 2 e Moto GP. Per quanto concerne le modalità multigiocatore troviamo lo schermo condiviso per due giocatori, sempre ben accetto, e un comparto online che ne supporta al massimo dodici contemporaneamente. Le opzioni sono sovrapponibili a quelle viste nella passata stagione, dato che è possibile accedere a partite veloci, creare sessioni personalizzate e partecipare alla cosiddetta "Sprint Season", con promozioni e retrocessioni alla stregua di quelle introdotte nelle leghe di Fifa. Durante le nostre prove non abbiamo sofferto problemi di lag e il netocode è risultato solido; gli unici veri difetti risiedono in una concezione piuttosto datata delle lobby, con la necessità di uscire e ricreare la stanza qualora si volessero fare determinate modifiche, e nell'aver associato una fastidiosa finestra bianca al click della leva analogica sinistra, che sin troppo spesso si preme involontariamente durante la guida.

Trofei PlayStation 4

MotoGP 15 mette a disposizione 47 trofei, dei quali 35 di bronzo, 8 d'argento, 3 d'oro e uno di platino, che si sblocca conquistando tutti gli altri trofei. La maggior parte degli obiettivi di base è legata alla vittoria di una gara con una specifica scuderia o classe, ma ci sono anche premi dedicati alle sessioni online, al raggiungimento di determinate velocità e alla firma di contratti. Tra i trofei d'argento spiccano quelli relativi alle modalità Eventi e alla fisica Pro, mentre per conquistare i tre d'oro è necessario sbloccare tutti i piloti del gioco, diventare campione del mondo in MotoGP e accumulare un tot di chilometri su pista.

In carena

Se avete giocato a fondo MotoGP 14 non aspettatevi una sostanziale evoluzione nel gameplay, poiché il modello dinamico della simulazione è stato sì raffinato e aggiornato con nuovi algoritmi, ma la resa non si discosta sensibilmente dai risultati (comunque buoni) già ottenuti lo scorso anno. Si avverte comunque l'influenza di RIDE in alcune nuove animazioni, inoltre la fisica PRO risulta ancor più ostica e appagante da padroneggiare, con una risposta della moto più nervosa e fedele, tra disarcionamenti e sbacchettate violentissime se non si gestiscono con accortezza freni e acceleratore, soprattutto in uscita dalle curve. Gli effetti appaiono ovviamente più chiari disabilitando il TCS (controllo di trazione) e a bordo delle potentissime Moto GP, per le quali è necessario fare parecchia pratica e imparare con cura le traiettorie dei diversi tracciati. La fisica Standard e quella Semi Pro, in associazione alla possibilità di avere i freni congiunti e la gestione automatica della posizione in carena del pilota, oltre che la traiettoria ideale, il freno e lo sterzo assistito, rendono il modello di guida piuttosto scalabile e adatto a un'ampia fascia di giocatori, senza mai sfociare nel superficiale. L'intelligenza artificiale è sempre competitiva e offre un buon livello di sfida anche alla difficoltà intermedia, benché vada sottolineato un comportamento talvolta poco attento e reattivo nei confronti della moto controllata dal giocatore, con conseguenze spesso nefaste. La fisica delle collisioni non si discosta da quanto già visto in RIDE e nella precedente iterazione di Moto GP, sebbene sia impreziosita da qualche animazione più gradevole e meno legnosa. Purtroppo per le versioni console del gioco si è nuovamente optato per i 30 fotogrammi al secondo, un valore che, com'è ampiamente noto, in un racing di stampo simulativo impattano sulla sensibilità e sulla precisione nella risposta ai comandi. Sul fronte tecnico ci troviamo praticamente innanzi a un "more of the same" del capitolo precedente, caratterizzato da alcuni alti e diversi bassi sia nella resa degli effetti che dei circuiti.

Gomiti a terra

Se da un lato troviamo diverse texture piatte e a bassa risoluzione, oltre che circuiti non propriamente all'altezza degli standard attuali, come ad esempio Losail in notturna, Catalunya e il tracciato di Termas de Rio Hondo in Argentina, dall'altra ci sono buoni modelli delle moto, alcuni shader interessanti e tracciati più dettagliati e visivamente piacevoli, come il Sachsenring, Austin e Sepang. Discreto l'effetto pioggia anche con le visuali interne, benché gli accumuli d'acqua sul manto stradale siano resi con risultati decisamente poco netxgen. Per quanto concerne il comparto audio segnaliamo il ritorno dell'apprezzato Guido Meda al commento tecnico prima e dopo la gara, mentre il rombo delle moto presenta campionamenti con alti e bassi in base al modello e alla classe.

Versione testata
PlayStation 4
Prezzo
69,99 €
Multiplayer.it

7.2

Lettori (41)

7.2

Il tuo voto

Pur introducendo alcune interessanti novità in termini di contenuti, come i team privati e la personalizzazione in carriera, Moto GP 15 non si discosta sensibilmente rispetto all'offerta dello scorso anno, presentandosi più che altro come un aggiornamento alla stagione attuale. Non mancano comunque una migliore rifinitura nel modello dinamico, in particolare per la fisica PRO, e qualche animazione più curata. I menù macchinosi, alcune dinamiche datate nelle lobby, gli asset riciclati e il comparto tecnico dal sapore poco next-gen invitano a sperare in un deciso passo avanti per la prossima iterazione della serie. Potete aggiungere mezzo punto in più alla valutazione se avete una Xbox One, dato che Moto GP 14 non è uscito sull'ammiraglia Microsoft, e se siete patiti della MotoGP: del resto si tratta di un prodotto divertente e longevo.

PRO

  • Carriera appagante
  • Alcune migliorie nelle animazioni e nella fisica
  • Netcode solido
  • Ricco di contenuti

CONTRO

  • Tanti asset riciclati
  • Menù macchinosi e lobby datate
  • Tecnicamente poco next-gen