Lacrime diaboliche 69

Capcom ci propone un'edizione rimasterizzata e arricchita dell'ultimo episodio "classico" di Devil May Cry

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   03/07/2015

Indice

Ricordiamo bene quando è stato annunciato DmC Devil May Cry: era il settembre del 2010 e ci trovavamo a Tokyo, intenti a scroccare manicaretti e alcolici all'interno di un locale che Capcom aveva affittato per un evento speciale. Un gran bell'evento, peraltro, nell'ottica di una fiera nipponica che ai quei tempi ancora aveva un peso concreto, e che si spera tornerà quest'anno ad attirare l'interesse dei top player visto il numero record di adesioni e l'intenzione di utilizzare l'intera struttura del Makuhari Messe.

Ma torniamo al tanto discusso reboot, che fu presentato con un trailer e la presenza sul palco dei componenti chiave di Ninja Theory, a suggellare un patto che, nelle intenzioni dei contraenti, avrebbe dovuto portare la casa di Osaka a riconquistare il pubblico occidentale con un Dante tutto nuovo. L'operazione ha avuto un buon successo, nonostante le polemiche e lo scetticismo iniziali, ma ha realmente soddisfatto le aspettative del publisher? Oppure è nell'aria un ritorno al Devil May Cry classico, la serie culminata nel 2008 con il quarto, eccellente capitolo? Può darsi che la Special Edition che ci accingiamo a recensire rappresenti per certi versi un sondaggio rivolto agli appassionati, ma bisognerà attendere un po' per conoscerne gli esiti. Concentriamoci dunque su quanto offerto da questa nuova remaster, che al di là dei miglioramenti cosmetici (1080p e gli stessi sessanta frame al secondo della versione originale, ma a fronte del rifacimento di molti asset) presenta anche qualche limatura al gameplay, l'ormai apprezzata modalità Turbo, un livello di difficoltà extra e la possibilità di giocare la campagna non solo nei panni di Nero e Dante, ma anche al comando di Vergil o del duo composto da Lady e Trish.

Devil May Cry 4 Special Edition è un buon modo per cimentarsi con l'ultimo episodio classico della serie

Urge un ripasso

I primi minuti passati con Devil May Cry 4 Special Edition riportano letteralmente indietro nel tempo, a una narrazione tipicamente nipponica mentre Nero, cuffiette al collo e braccio demoniaco nascosto da una fasciatura fittizia, corre verso la cattedrale dove potrà assistere alla messa cantata dalla bella Kyrie (circondata dagli Assassini! Ah, no, ci siamo sbagliati).

Proprio durante la cerimonia accade però qualcosa di inaspettato: Dante si cala dal soffitto e spara al sacerdote, scatenando una furiosa lotta con le guardie e con lo stesso Nero, che si lancia all'attacco dell'assassino (a lui) sconosciuto. Gli eventi prendono poi una piega particolare pur rimanendo nel solco tracciato da Capcom per la serie, fra verità nascoste e terribili demoni da sconfiggere; ma chiaramente non è la trama il punto di forza del gioco, quanto piuttosto l'eccellente combat system, che nel periodo pre-Bayonetta rappresentava l'assoluta eccellenza per il genere degli action game in terza persona. Ebbene, giocando al livello di difficoltà normale si rimane un po' spiazzati: rammolliti da anni di approcci ben più permissivi e sfide non pervenute, il game over in Devil May Cry 4 si pone come un'eventualità concreta e frequente, specie durante gli scontri con i boss; quantomeno finché non si riprende familiarità con determinati meccanismi e con il sistema di schivata, tutt'altro che infallibile e dunque foriero di un ulteriore strato di complessità. Acquistati i primi potenziamenti e compresa l'alternanza fra le armi, le cose fortunatamente cominciano a girare, anche se restano gli spigoli di un'esplorazione costellata da un backtracking talvolta noioso e da enigmi ambientali non sempre limpidi.

Le novità

Come sempre accade per le edizioni rimasterizzate, il valore di Devil May Cry 4 Special Edition cambia a seconda dell'utenza: chi non ha giocato nel 2008 con la versione originale si troverà di fronte a un prodotto solido, affascinante, impegnativo e finanche discretamente ricco di contenuti; mentre chi già conosce il gioco dovrà limitarsi a rivivere situazioni già viste, sia nella campagna standard che utilizzando i nuovi personaggi.

Al di là di introduzioni animate e finali differenti, infatti, la sequenza degli eventi rimane praticamente la stessa, che si giochi con Nero e Dante o che si scelga di optare per la coppia di donzelle, Lady e Trish, oppure per il potentissimo Vergil. Una soluzione non bellissima da vedere, che porta al taglio di tante brevi cutscene come espediente per giustificare il differente protagonista, ma che acquista un senso nel momento in cui si va ad approfondire la conoscenza con le "new entry". Parliamo di approcci al gameplay molto diversi: Lady possiede tre armi da fuoco liberamente selezionabili (coppia di pistole, fucile a pompa o un devastante lanciamissili con tanto di baionetta), che le permettono di infliggere danni anche e soprattutto dalla distanza, mentre Trish impiega in battaglia la letale Sparda, con movimenti fulminei e letali. Quanto a Vergil, può non solo richiamare delle lame spirituali per gli attacchi da lontano, ma anche e soprattutto utilizzare tre distinti stili di lotta, ognuno con i suoi potenziamenti e le sue combo, impugnando la leggendaria spada Yamato, due lame Force Edge e il set da combattimento Beowulf, con guanti e stivali rinforzati che consentono di sferrare colpi devastanti.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: AMD FX 8320
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 Jetstream
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 8.1
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core 2 Duo da 2,4 GHz, AMD Athlon X2 da 2,8 GHz
  • Scheda video: NVIDIA GeForce 8800 GTS, AMD Radeon HD 38540
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 7, Windows 8.1
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i3 da 3 GHz, AMD FX 4100 da 3,6 GHz
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 570, AMD Radeon HD 7790
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 7, Windows 8.1

Alla fine della fiera

Inchiodato ai sessanta frame al secondo a 1080p, con tutti gli effetti al massimo e caricamenti che su PC sembrano essere decisamente più rapidi rispetto alle versioni console, Devil May Cry 4 Special Edition vanta una discreta opera di "rimasterizzazione", in particolare per quanto concerne i personaggi, l'effettistica (sono state aggiunte diverse cose sotto quel profilo) e le texture.

A queste ultime, purtroppo, non è stata prestata sempre l'attenzione necessaria, e così si finisce per assistere a sequenze in cui vengono inquadrate in primo piano trame decisamente poco definite. Si nota inoltre, in particolare nelle cutscene, uno stacco netto fra i modelli poligonali migliorati e lo sfondo. Volendo approfondire il discorso delle performance in ambiente Windows, la sensazione è di trovarsi di fronte a un prodotto ottimizzato non benissimo, nel senso che l'originale Devil May Cry 4 raggiungeva frame rate superiori su configurazioni di fascia medio-bassa, un plus che la Special Edition sembra francamente incapace di offrire. Il punto di forza di questa edizione risiede dunque in un fascino tuttora molto forte, nel gameplay solido (che può essere reso più pepato grazie alla modalità Turbo) e nei contenuti extra, che garantiscono quantomeno altri due completamenti della campagna e delle reali alternative sul fronte dell'approccio ai combattimenti. Ragionando in termini di lavoro, asset e opportunità, tuttavia, il prezzo finale di questa remaster appare leggermente alto (e stendiamo un velo pietoso sui pack acquistabili per ottenere i personaggi in versione super).

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
24,99 €
Multiplayer.it

7.6

Lettori (22)

8.1

Il tuo voto

Devil May Cry 4 Special Edition punta sui miglioramenti cosmetici, su di un paio di interessanti extra e sull'introduzione di nuovi personaggi per offrire un'esperienza ancora più ricca e divertente rispetto alla versione del 2008. Il risultato finale, al netto di qualche spigolo, appare convincente tanto per i videogiocatori della vecchia guardia quanto per i novizi: i primi avranno modo di rivivere la campagna originale con qualche twist e la possibilità di controllare personaggi dallo stile differente, i secondi di scoprire un action game impegnativo e stiloso che ancora oggi può dire la sua, pur risultando datato sotto alcuni aspetti.

PRO

  • Gameplay solido, convincente e ancora attuale
  • I nuovi personaggi e gli altri extra arricchiscono il pacchetto
  • Buono il lavoro di rimasterizzazione grafica...

CONTRO

  • ...a parte qualche svarione
  • Alcuni aspetti dell'esperienza sentono il peso degli anni
  • La campagna rimane la stessa anche con i nuovi personaggi