Sconfitta commerciale 22

Vi piacerebbe poter condurre una guerra solo attraverso l'economia?

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   13/10/2015

Indice

Le promesse di Grand Ages: Medieval sono di quelle che possono facilmente attirare l'attenzione: simulare il Medioevo, dando maggiore risalto al lato economico invece che a quello militare. Insomma, la guerra non si vince solo con gli eserciti, ma anche con la capacità di dominare il mercato colpendo gli avversari lì dove fa più male: nella produzione di beni.

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Le rotte commerciali sono il fulcro del gioco

Perché se una razzia frena una città sulla breve distanza, l'inflazione la destina a una lenta asfissia che avrà ripercussioni nei decenni a venire. Insomma, sulla carta ci troviamo di fronte a un titolo vincente e davvero originale. Inizialmente Grand Ages: Medieval non mostra grossi problemi. La campagna single player inizia con un filmato introduttivo che contestualizza l'azione di gioco. Siamo i signori di Sofia e dobbiamo cercare di conquistare l'Europa per Costantinopoli e per la nostra gloria personale. Dopo il tutorial, abbastanza chiaro anche se incompleto, ci si trova alle prese con i primi compiti da svolgere: esplorare la mappa, costruire edifici, indirizzare la produzione e creare la prima rotta commerciale. Inizialmente sembra funzionare tutto molto bene. Le vedette corrono in lungo e in largo per l'Europa dell'est svelando le città vicine alla nostra e alcuni tesori perduti. Arrivare nei pressi di una città consente di aprire un canale diplomatico con l'amministrazione locale, per negoziare il diritto di passaggio, la concessione di una rotta commerciale, dichiarare guerra e così via. Dopo un paio d'ore di gioco è impossibile non notare un fatto che sarà confermato anche nel resto della prova: la mappa di Grand Ages: Medieval è terribilmente vuota. In effetti non è ben chiaro perché sia stata realizzata una mappa così grossa per non metterci dentro praticamente nulla. C'è una manciata di città, che se conoscete un po' la geografia saprete anche trovare senza troppa fatica, ci sono strade, ci sono dei punti da esplorare per raccogliere risorse o partecipare a qualche mini evento e... basta. Insomma, che le prime impressioni positive siano destinate a essere smentite?

Guerra economica

Dovendo riassumere l'ultima fatica di Gaming Minds Studios potremmo definirlo come un concentrato di ottime idee implementate male o a metà. Ma ritorniamo al concept principale del titolo: conquistare l'Europa attraverso il dominio economico. Come fare?

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Le città sono belle, ma poco personalizzabili

Diciamo che si tratta dell'aspetto più complesso del gioco e anche quello a cui va dedicato più tempo, per buoni e cattivi motivi. Ora, immaginate di avere una serie di città limitrofe e di volerle soggiogare, evitando di dover costruire immensi eserciti per schiacciarne le difese. Che ne dite di rovinargli il mercato facendo loro concorrenza sulla produzione di alcuni beni in modo da deprimerne l'economia? Affascinante, vero? Il problema è che l'idea c'è, ma l'esecuzione è latitante. Non è solo una questione di complessità dell'interfaccia, su cui si può anche sorvolare visto che il gioco è evidentemente indirizzato a un pubblico smaliziato e amante del genere. Grand Ages: Medieval s'impegna tantissimo per fare male ciò che per uno strategico è essenziale: dare informazioni al giocatore. In alcuni frangenti è davvero difficile capire cosa va e cosa non va. Non che il gioco debba dirci cosa fare, ma almeno fornire degli indicatori economici chiari sì, soprattutto quelli relativi al commercio, che è il cardine del gameplay. Il dramma si manifesta maggiormente nei periodi di recessione, ossia quando la nostra economia inizia a perdere terreno. È vero che ci sono i capitoli di spesa che ci dicono dove stiamo spendendo più del dovuto, ma vengono mostrate solo delle macrocategorie che rendono una questione di intuito decidere come intervenire per salvare la situazione. In verità con l'esperienza s'impara a capire cosa va e cosa no, ma a quel punto l'interesse suscitato dall'originalità delle meccaniche è ampiamente andato a uomini di facili costumi, anche perché nel frattempo è subentrato il fattore ripetitività.

La nostra recensione di Grand Ages: Medieval lascia poche speranze agli appassionati di strategia

Piccoli passi verso il baratro

È un peccato che Grand Ages sia così ambivalente nella realizzazione, perché ha degli aspetti che funzionano bene: ad esempio la gestione delle rotte commerciali, che vanno modificate di volta in volta per aggredire l'economia di questa o quella città, oppure per difendersi dall'inflazione galoppante.

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Tanta scena, ma in realtà le battaglie sono secondarie e mal fatte

Certo, il limite di un solo mercante per città è poco comprensibile, ma per abituarsi ci vuole poco. Peccato però che il resto sia di una mediocrità disarmante. Prendiamo il sistema di combattimento. Gaming Minds Studios ha fatto di tutto per limitare la necessità di ricorrere all'esercito... e forse sarebbe stato meglio eliminarlo in blocco, visto ciò che è rimasto. Non siamo impazziti, ma il lato militare di Grand Ages è davvero carente. I combattimenti sono quanto di più statico possa esistere e si svolgono spesso in modo assurdo. Basta assemblare un esercito di più di un'armata e andare a sfidare un altro esercito. Apparentemente le truppe sono ben schierate e potrebbero dare vita a battaglie maestose, ma in realtà si ottengono solo delle tristi animazioni poco dinamiche. Calcolate anche che gli eserciti tendono a disfarsi con grande velocità in caso di crisi economica e capirete come invece di arricchire il gioco, il lato militare tenda a penalizzarlo, anche perché le truppe da produrre sono poche e poco interessanti.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10 Pro
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows Vista
  • Processore: Intel Core 2 Duo serie E8000 o superiore
  • Scheda video: compatibile con DirectX 10 con 1 GB RAM, Geforce GTS450 o equivalente
  • DirectX: 11
  • 2 GB di RAM
  • 5 GB di spazio su disco
Requisiti consigliati
  • Sistema operativo: Windows 7 / 8 / 10
  • Processore: Intel i5 3 GHz o equivalente / superiore
  • Scheda video: compatibile con DirectX 11 con 2 GB RAM, GTX 650ti o equivalente / superiore
  • 4 GB di RAM

Altre carenze

Un discorso simile, anche se ammorbidito, si può fare per il lato infrastrutturale. No, non ci aspettavamo un city builder, ma qui le opzioni di personalizzazione e gestione degli agglomerati urbani è zero.

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Una grande mappa... vuota

Tutto è preimpostato e in sincerità non ci sono nemmeno molti edifici da costruire: caserme, chiese, conventi, qualche edificio economico e poco altro. La taverna regala qualche opzione in più, visto che permette di costruire nuovi carri per i mercanti, di assumere manodopera per costruire o rinnovare le strade, essenziali per i commerci, di assoldare coloni e altro ancora. In generale si tratta di aspetti che funzionano, peccato che non vengano minimamente approfonditi e che ogni unità abbia pochissime funzioni. Lo stesso identico discorso è fattibile per la diplomazia, basata su una semplice selezione di offerte e richieste, pesata sui rapporti tra le fazioni. Funziona, c'è poco da dire, ma offre pochissime opzioni, non avvicinandosi minimamente alla complessità di un qualsiasi strategico di Paradox o Matrix Games, ma nemmeno di uno dei Civilization. Probabile che molte delle limitazioni di Grand Ages: Medieval siano state pensate in riferimento al multiplayer: snellire le meccaniche di gioco può servire per rendere meno pesanti le partite online. Peccato solo che attualmente si trovino pochissimi giocatori da sfidare. Insomma, impostare i giochi sull'online può andare anche bene, ma se poi online non c'è nessuno a essere penalizzato è chi vuole o non può che giocarseli da solo.

Versione testata
PC Windows, PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
36,99 € / 49,99 €
Multiplayer.it

5.9

Lettori (12)

5.9

Il tuo voto

Grand Ages: Medieval prova a essere originale, in parte ci riesce, ma sacrifica troppi aspetti per essere convincente. Di solito gli strategici offrono molte ore di gioco, ma qui la monotonia assale dopo poche partite, per colpa della scarsa profondità di molte meccaniche di gioco. Peccato, perché poteva essere un titolo valido e alternativo ai mostri sacri del genere. Così è solo un concentrato di mediocrità.

PRO

  • Alcune meccaniche sono originali
  • L'idea della guerra basata sull'economia è buona

CONTRO

  • Troppa superficialità
  • Carente nelle informazioni fornite al giocatore
  • Il lato militare era meglio eliminarlo del tutto