Folla scatenata  1

Okhlos ci spiega il potere della folla e la sua terrificante caoticità

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   30/08/2016

Una folla inferocita è uno spettacolo impressionante e per molti versi terrificante, in cui l'odio e la rabbia si autoalimentano e si moltiplicano con violenza inesorabile, arrivando a uno stato di vera e propria esaltazione.

Guai ai malcapitati che ne ricevono le attenzioni, perché non è facile frenare una folla prima che abbiano fatto scempio dei cadaveri (anche su internet, come insegnano recenti casi). Okhlos di Coffee Powered Machine pone il giocatore alla guida di una folla inferocita formata da cittadini comuni, schiavi, soldati, filosofi ed eroi, che deve distruggere le divinità greche perché troppo oppressive. Per farlo bisogna raggiungere le città dove vivono e raderle letteralmente al suolo. Il sistema di gioco, che richiama quello di Pikmin, ma senza riuscire a raggiungerne la perfezione, mette il giocatore alla guida di un filosofo, unica figura in grado di indirizzare la folla, sulla quale comunque non si ha un controllo diretto, ma a cui si danno soltanto indicazioni di massima. Cerchiamo di spiegarci meglio: con la tastiera si controlla il sapiente che, nel caso muoia, viene sostituito da un altro filosofo preso dalla folla (se ce ne sono, altrimenti game over), mentre con il mouse si indica al nostro esercito improvvisato dove dirigersi e se attaccare o difendersi. I movimenti della folla non sono però completamente prevedibili e controllabili; anzi, sono decisamente caotici al punto che, come vedremo, possono causare diversi problemi, di cui parleremo più avanti. Ogni città, pur avendo un suo tema, è divisa in aree generate proceduralmente, da superare per raggiungere la divinità che la governa. L'obiettivo fisso di ogni area è di eliminare tutti i nemici, indicati come teschi sulla minimappa. Solo dopo averlo fatto si aprono le porte per l'area successiva. I nemici cambiano a seconda della città: ci sono soldati semplici dalla resistenza limitata, ma anche stregoni che sparano palle di fuoco, guerrieri che si gonfiano quando colpiti, ninfe che ammaliano il popolo, gorgoni che pietrificano i nostri uomini con lo sguardo, grossi soldati corazzati che esplodono quando sconfitti e così via. Non mancano trappole di ogni sorta (spuntoni, mulinelli, palle chiodate d'acciaio e così via), che hanno il nobile obiettivo di indebolire e uccidere i nostri uomini.

Abbiamo recensito Okhlos, titolo indipendente in cui si guida una folla a caccia di dei. Scopriamolo

Come nasce una folla

Le città non sono soltanto piene di pericoli, ma anche di carne da macello per il nostro esercito improvvisato. Le aree in cui combattiamo pullulano di gente che non vede l'ora di farsi arruolare per combattere contro le divinità.

In media un esercito è formato da trenta unità, più gli eroi e gli animali, con questi ultimi che non fanno numero nel conteggio complessivo. Ogni unità ha le sue caratteristiche, favorendo teoricamente un certo tipo di approccio all'azione. Ad esempio le unità offensive velocizzano le uccisioni, quelle difensive permettono di affrontare meglio i nemici che causano grossi danni, gli schiavi consentono di raccogliere più oggetti, curativi od offensivi che siano, e così via. Un discorso a parte meritano gli eroi: si tratta di unità speciali con poteri che influenzano l'intero esercito. Ad esempio ce ne sono alcuni che accrescono il numero di unità dell'esercito, altri migliorano l'attacco e la difesa di tutti, altri proteggono dai danni delle trappole, altri ancora velocizzano l'accumulo di furia della folla, di cui parleremo tra poco, e così via. Si tratta di unità preziose, importantissime per la vittoria finale. Purtroppo non si trovano in giro come le altre, a parte in alcuni rari casi, ma bisogna assoldarle nei negozi posti nei disimpegni tra le aree, pagandole con il sacrificio di altre unità. Come dicevamo la folla ha diversi livelli di rabbia, che ne determinano la forza. Una folla tranquilla attaccherà soltanto i nemici, causando il danno standard, ma nel caso la si renda furiosa a farne le spese saranno anche gli edifici e i danni causati aumenteranno. Sembra brutto dirlo, ma poter radere al suolo le mappe è la caratteristica più divertente di Okhlos, quella che lo mantiene interessante per qualche ora, evitando che la ripetitività dell'azione lo affossi immediatamente.

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L’orda urlante

Okhlos è il classico titolo che ti esalta nei primi minuti grazie alla sua formula anarchica e caciarona, unita a uno stile visivo accattivante fondato su un'ottima pixel art, ma che si esaurisce altrettanto velocemente, per via di una serie di problemi che si manifestano troppo presto. Come vi abbiamo già detto, la folla tende a comportarsi in modo caotico.

La indirizziamo, certo, le diciamo di attaccare o difendersi, ma in generale non la controlliamo mai completamente. Poco male quando si combatte in mappe senza ostacoli e contro i nemici deboli, ma quando la situazione si fa più complessa, il sistema inizia a mostrare dei limiti insostenibili. Ad esempio in un'area piena di trappole con passaggi strettissimi, non siamo riusciti a trovare un modo di muovere la folla senza farle subire danni, mentre in un altro caso la presenza contemporanea sullo schermo di molti nemici ha creato un caos tale che abbiamo capito cosa stava succedendo solo dopo aver perso mezzo esercito. Nonostante questo, Okhlos non è un titolo difficile. Anzi, è abbastanza semplice da finire. Il motivo è che un simile sistema di gioco ha imposto dei margini di errore amplissimi, in modo da non frustrare il giocatore. Il risultato è che tutte le varie caratteristiche descritte vengono diluite e in buona parte si perdono in un gameplay che diventa presto ripetitivo. Ad esempio a che serve avere unità differenti se poi nel gioco non è possibile valutarne il loro peso specifico? Certo, è chiaro che disponendo di unità difensive si resiste di più, mentre con più unità offensive si causano più danni, ma nelle fasi finali la folla viene decimata rapidamente e la situazione impone di tirare dentro chi capita. Insomma, l'esercito lo determina più il caso che le nostre scelte. Mettersi a elaborare strategie diventa quindi superfluo, quando non controproducente. In che senso? Be', sullo schermo la situazione si evolve spesso in modo così rapido che mettersi a pensare a qualche azione raffinata è solo un modo per esporsi al massacro. Meglio puntare il nemico e colpirlo il più violentemente possibile, difendendosi quando contrattacca. Anche i boss, che pure hanno schemi di attacco differenti e più vari, non consentono di lavorare troppo di fino. Solo gli ultimi richiedono un minimo di pianificazione delle mosse, mentre in alcuni casi, ad esempio contro Nettuno, è necessario valutare anche lo scenario. Per il resto è tutto un monotono continuare a fare sempre le stesse azioni.

Digital Delivery
Steam
Prezzo
12,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Okhlos è un'idea accattivante che si è trasformata in un titolo sì scoppiettante, ma limitato. È facile comprendere come sia riuscito ad appassionare il pubblico durante alcune fiere, visto che l'impatto iniziale è davvero eccezionale. Purtroppo l'effetto ipnotico di andarsene in giro a demolire edifici e nemici si esaurisce velocemente e ben presto subentra un senso di ripetitività che ci si riesce a scrollare di dosso, soprattutto in virtù di un sistema di gioco che spesso crea situazioni poco leggibili. All'inizio può anche andare bene, ma quando non si riesce a capire come mai si è morti o come si è vinto uno scontro, si rimane interdetti. Okhlos in questo senso è come una forte ubriacatura: all'euforia iniziale, seguono ore e ore di mal di testa.

PRO

  • Nelle fasi iniziali il sistema di gioco è appagante
  • La grafica in pixel art è ben realizzata

CONTRO

  • Diventa presto ripetitivo
  • Nelle situazioni più complesse il sistema di gioco diventa penalizzante
  • Troppo incentrato sul caos e sul caso