Un tuffo nel passato

Unit 4 è il progetto d'esordio dello studio italiano Gamera Interactive

RECENSIONE di Davide Spotti   —   24/05/2017
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Se seguite abitualmente queste pagine è probabile che abbiate già sentito parlare di Gamera Interactive, studio di sviluppo italiano nato a Padova nel 2016. Proprio qualche mese fa vi abbiamo descritto Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, ambizioso soulslike che vanta la collaborazione di un mostro sacro dell'industria come Chris Avellone. Se il suddetto progetto rappresenta il futuro a lungo termine di Gamera, il presente risponde invece al nome di Unit 4, un simpatico platform old school con grafica in pixel art, fruibile sia in solitaria che in modalità cooperativa fino a un massimo di quattro giocatori. A dispetto delle complessità del mercato indipendente, a maggior ragione nel nostro Paese, la nuova realtà italiana sembra avere già le idee molto chiare su come espandere per gradi la propria presenza e farsi conoscere al pubblico. Per quanto già ad un primo sguardo Alaloth e Unit 4 risultino due progetti molto distanti tra loro, tanto per dimensione quanto per scopo, sussiste un minimo comune denominatore nient'affatto trascurabile, rappresentato sia dall'elevato livello di sfida che dall'idea di attingere dai titoli del passato. E se nel primo caso il punto di riferimento da cui sono partiti gli sviluppatori è un'opera risalente come Moonstone, con Unit 4 si è scelto di omaggiare più in generale la tradizione dei classici platform 2D dei tempi andati. Prima di proseguire oltre vi ricordiamo che il gioco è disponibile da oggi su Xbox One e PC e viene venduto ad un prezzo di 14.99 euro.

Quote

Unit 4 è un platform 2D d'altri tempi: in single player bisogna sudare le proverbiali sette camicie!

Guardiani della Galassia

Trattandosi di un platform che attinge a piene mani dalla tradizione, Unit 4 non teme di mostrarsi per quello che è: un gioco arcigno, in cui si strizza l'occhio agli appassionati di vecchia data e si cerca di far leva sull'inevitabile fattore nostalgia.

Un tuffo nel passato

La peculiarità del sistema di gioco è costituita dalla presenza di quattro protagonisti selezionabili senza soluzione di continuità nel corso della propria partita, sulla base delle necessità che di volta in volta scaturiscono da ciascun puzzle, ostacolo o nemico da superare. Ognuno di questi personaggi è in possesso di specifiche doti, come la capacità di effettuare il doppio salto, di muoversi rapidamente in avanti per brevi tratti, di attaccarsi a muri e piattaforme con l'ausilio di un rampino oppure di diventare invisibile per attraversare ostacoli che diversamente sarebbero invalicabili. Considerando l'impronta old school, la storia che fa da sfondo alle avventure di questa squadra così assortita non è altro che un pretesto per introdurre il giocatore ai quindici stage lungo i quali si sviluppa l'avventura. Nell'universo di Unit 4 una civiltà aliena ha sottratto un prezioso artefatto alla popolazione cui appartengono gli intrepidi protagonisti, e così ha inizio un impervio viaggio nel tentativo di recuperare le risorsa perdute prima che sia troppo tardi. Semplice no? Mica tanto, visto che il viaggio sarà irto di ostacoli di ogni tipo e metterà a dura prova la vostra pazienza ancor prima dei vostri riflessi. La struttura dei livelli è molto lineare e prevede di spostarsi da un punto di ingresso a un punto di uscita senza limiti di tempo, ma non mancano nemmeno i classici momenti di fuga da minacce incombenti o le traversate a bordo di alcuni veicoli. Per l'intera durata della partita vengono privilegiati per lo più meccanismi trial & error, volti ad apprendere la strategia più idonea per proseguire verso l'agognato checkpoint successivo.

Obiettivi Xbox One

Gli obiettivi di Unit 4 sono complessivamente 44. I più difficili prevedono di completare al 100% tutti i livelli di ciascuna zona o di sconfiggere alcuni boss senza mai morire.

Parola d’ordine: perseveranza

Come abbiamo già accennato, Unit 4 può essere sperimentato da soli oppure in modalità cooperativa a fianco di uno o più amici. La prima soluzione è ovviamente quella pensata per i giocatori più hardcore, dal momento che in questi momenti il gioco risulta estremamente punitivo, mettendo a dura prova i riflessi e la coordinazione del giocatore. Le difficoltà maggiori emergono non appena si rende necessario passare in rapida successione da un personaggio all'altro allo scopo di superare con successo un ostacolo particolarmente ostico. L'ingresso in partita di almeno un altro utente contribuisce quindi a ridurre la complessità generale degli stage, agevolando l'avanzata verso il prossimo boss. L'idea di sfruttare la collaborazione tra personaggi si è rivelata tutto sommato piacevole e interessante da fruire, ciò nondimeno abbiamo riscontrato alcuni problemi di bilanciamento nel loro utilizzo. Tanto per capirci, il protagonista in divisa blu è con ogni evidenza quello più sfruttato, seguito a ruota da quello in divisa rossa, mentre il quello in giallo si rivela il meno efficace della squadra. E sebbene i ragazzi di Gamera abbiano rimarcato che questa disparità deriva da una specifica scelta di design, questa soluzione presta il fianco a qualche limite nel momento in cui si dovesse decidere di prendere parte a una sessione cooperativa da quattro giocatori.

Un tuffo nel passato
Un tuffo nel passato

Nel complesso il sistema di controllo si è dimostrato sufficientemente reattivo, tuttavia avremmo gradito poter rientrare in gioco con un po' più di immediatezza durante le sessioni condivise. Trattandosi di un platform 2D di impostazione classica, è quantomeno singolare che non sia possibile nemmeno aggregarsi in qualsiasi momento ad una partita già avviata, ma al contrario si debba aspettare di tornare alla mappa del pianeta. All'occorrenza è possibile fare ritorno alla propria navicella spaziale e muoversi all'interno del sistema solare per raggiungere gli altri pianeti che nel frattempo sono stati sbloccati. Proprio in queste fasi appaiono le uniche parti di testo - rigorosamente in lingua inglese - che si attivano nel momento in cui si prova a contattare il comando o a raggiungere le mete secondarie alla ricerca di segreti da sbloccare. Nel corso dell'esplorazione si ottiene accesso anche a due negozi galattici nei quali è possibile acquistare nuove skin per i personaggi e alcuni materiali utili a modificare l'aspetto del proprio velivolo. Ma in Unit 4 non mancano nemmeno le citazioni, a partire dal nome della navicella, che è stata denominata The Garriott in onore del celebre game designer Richard Garriott (e che non a caso è anche uno degli idoli indiscussi di Alberto Belli, CEO e fondatore di Gamera Interactive, ma non glielo andate a dire che altrimenti poi non vi molla più!). Peraltro non mancano nemmeno riferimenti più o meno evidenti a film e videogiochi del passato, che senz'altro non sfuggiranno ai giocatori più attenti. Per quanto riguarda la veste grafica, riteniamo che si sarebbe potuto fare uno sforzo in più. I personaggi risultano un po' troppo anonimi e anche l'originalità dei fondali e delle altre parti che compongono lo scenario è piuttosto altalenante. Più convincente la cura per il level design, dal momento che ciascun settore propone delle caratteristiche uniche e distintive. Lo stesso dicasi per i boss che, pur non essendo numerosi, sono ben differenziati e mettono efficacemente alla prova le abilità del giocatore. Nel corso dei nostri test abbiamo anche riscontrato qualche piccola sbavatura tecnica qua e là, ma lo studio ci ha assicurato che tutti i problemi sono già stati risolti nella build del day one.

Commento

Prezzo 14,99 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori (2)

7.6

Il tuo voto

Il progetto d'esordio di Gamera Interactive omaggia un passato fatto di pixel, ardue sfide e divertimento senza tanti fronzoli. Pur con tutti i limiti che abbiamo evidenziato nel pezzo, Unit 4 è un prodotto discreto, indirizzato ad un tipo di pubblico molto selezionato. La presenza della modalità cooperativa è senza dubbio un valore aggiunto, sebbene la mancanza di bilanciamento nell'utilizzo dei personaggi non ci abbia saputo convincere appieno. Nel complesso ci troviamo al cospetto di un titolo senza troppe pretese, dotato di un discreto level design ma parimenti afflitto da qualche difetto tanto nella qualità della grafica in pixel art proposta che nell'utilità delle attività secondarie. Peraltro gli sviluppatori hanno già pianificato la pubblicazione di un aggiornamento gratuito, che a partire da giugno offrirà alcuni minigiochi competitivi e funzionalità aggiuntive.

PRO

  • Quattro personaggi intercambiabili dotati di abilità esclusive
  • Divertente da giocare in cooperativa
  • Boss vari e level design più che discreto
  • Esalta l'approccio old school
CONTRO
  • Alcuni personaggi sono più utili di altri
  • I livelli a bordo dei veicoli non ci hanno convinto
  • Grafica in pixel art un po' troppo generica