Piccoli samurai crescono 23

Samurai Warriors: Spirit of Sanada riprende i meccanismi della serie, concentrandosi però sulla storia dei Sanada

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   25/05/2017

Indice

Confermato per l'Europa alcuni mesi fa, Samurai Warriors: Spirit of Sanada arriva a circa un anno di distanza da Samurai Warriors 4: Empires, ponendosi come una sorta di spin-off per la serie prodotta da Koei Tecmo. Stavolta l'attenzione è infatti rivolta completamente alla famiglia Sanada, rappresentata nel gioco prima da Masayuki e poi dai suoi due figli, Nobuyuki e il più celebre Yukimura, che spesso e volentieri ritroviamo nel roster dei musou ambientati nel Giappone feudale.

Il periodo di riferimento copre circa cinquant'anni, dal 1561 al 1615, e la struttura di gioco presenta alcune interessanti novità: in primo luogo è possibile gestire il villaggio da cui le nostre truppe di volta in volta partono verso la battaglia, interagendo con vari NPC, completando piccole quest e dedicandosi a un numero crescente di minigame; in secondo luogo le missioni sono caratterizzate da obiettivi misti, dunque non bisogna semplicemente ripulire le zone della mappa dalla presenza nemica, bensì anche difendere alleati, scortare superiori o eliminare specifici obiettivi. Non mancano inoltre alcune sfaccettature di tipo stealth, sebbene chiamarle in questo modo faccia un po' sorridere: si tratta di sequenze in cui dovremo cercare di nascondere la nostra presenza a manipoli di guardie, peraltro facilmente individuabili sul radar, percorrendo determinati sentieri quando si spostano per la loro ronda. La cosa buffa? Non dovremo farci alcun problema ad affrontare eventuali nemici "normali" lungo il cammino, alla faccia della segretezza.

Quote

Samurai Warriors: Spirit of Sanada prova a mettere sul tavolo delle novità, ma il fulcro resta il solito

La via del guerriero samurai

L'espediente messo in campo da Samurai Warriors: Spirit of Sanada rende senza dubbio più ricco l'aspetto narrativo dell'esperienza, con un concreto approfondimento dei legami della famiglia Sanada e degli eventi che hanno portato alla sua ascesa nel corso degli anni, di battaglia in battaglia. Osservare la crescita di Yukimura, da ragazzino a guerriero abile e determinato, dà vita a momenti abbastanza toccanti in determinate fasi della storia.

Il fatto però che tutti i testi siano soltanto in inglese rappresenta un grosso limite per una fruizione piacevole dell'enorme quantità di dialoghi fra i vari personaggi, che diventano in tal modo stucchevoli e che tenderete a saltare. Rimane l'obbligo di rivolgersi a determinati personaggi non giocanti per poter accedere alle nuove missioni, ma la mappa in tal senso fornisce un aiuto concreto ed è difficile rimanere bloccati nel villaggio per più di qualche minuto, dedicandosi magari a una battuta di pesca, affinando le proprie abilità presso il campo d'addestramento, rivolgendosi al fabbro per potenziare le proprie armi o ripercorrendo la storia del casato nella biblioteca. Luoghi e attività che si palesano quando procediamo per qualche tempo all'interno della campagna, caratterizzata da una buona durata (per completarla servono circa trenta ore) ma priva di reali elementi di novità rispetto alla tradizione della serie. Cambiano infatti gli obiettivi e le regole a cui sottostare per evitare (frustranti) game over, ma i meccanismi sono sempre i soliti: un solo uomo contro centinaia e centinaia di nemici, combo piuttosto ripetitive e mosse speciali che vengono attivate alla bisogna, più per sbrigare le pratiche di una sfida banale (quantomeno al livello normale) che non per motivazioni concrete.

Trofei PlayStation 4

I cinquantuno Trofei sbloccabili in Samurai Warriors: Spirit of Sanada ruotano spesso attorno al completamento di piccole azioni specifiche, come l'uso di determinati personaggi all'interno del villaggio, l'acquisizione di un certo numero di accessori, il cimentarsi con i vari minigame e il completamneto di quest legate ad alcuni NPC. Il resto degli achievement si ottengono alla visione di specifiche cutscene, dunque attraverso un progresso vero e proprio nella storia.

Il solito musou?

È trama, specie nelle fasi avanzate, con le sue situazioni fortemente drammatiche, a tenere banco in Samurai Warriors: Spirit of Sanada, il che forse rende quest'ultima produzione targata Omega Force ancor più di nicchia rispetto ai tradizionali musou.

Ci sono alcune accortezze che enfatizzano l'importanza di determinati elementi, come la cura per l'equipaggiamento o lo sblocco degli "stratagemmi", vere e proprie manovre diversive che è possibile richiamare sul campo di battaglia quando la situazione lo richiede. Inoltre il ciclo giorno/notte influenza la dinamica degli scontri, portando le truppe nemiche a infiltrarsi e ad attaccare nell'ombra, così come risulta simpatica la possibilità di utilizzare cavalcature alternative e decisamente peculiari. Il fulcro rimane però lo stesso di sempre, l'alternanza di combo e special, condita eventualmente dal passaggio da un personaggio all'altro, mentre condizioni di vittoria e sconfitta sempre più stringenti ci obbligano a pianificare con un minimo di criterio le nostre azioni, senza attaccare a testa bassa ma rimanendo in attesa delle consuete indicazioni sulle zone della mappa che bisogna raggiungere e ripulire. Privo di qualsiasi modalità online, il gioco purtroppo delude dal punto di vista della realizzazione tecnica: su PlayStation 4 Pro presenta un frame rate inspiegabilmente ballerino durante l'esplorazione del villaggio, per poi portare letteralmente migliaia di soldati contemporaneamente sullo schermo senza sforzi apparenti, al netto chiaramente di una complessità poligonale limitata e, soprattutto, di scenari che anche in questo caso risultano vuoti, scialbi, privi di dettaglio, personalità ed elementi interattivi.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
44,90 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (2)

8.9

Il tuo voto

Samurai Warriors: Spirit of Sanada si pone per certi versi come una variazione sul tema dei tradizionali musou, concentrandosi narrativamente sulle sorti di un'unica famiglia anziché su diversi condottieri, introducendo gradevoli meccaniche gestionali con tanto di minigame e puntando su missioni caratterizzate da fasi multiple e condizioni di vittoria e sconfitta spesso stringenti, che obbligano a un approccio ragionato piuttosto che alla classica carica a testa bassa. Nel mezzo dell'azione, sul campo di battaglia, da soli contro migliaia di avversari, il gameplay rimane però sempre il solito: un button masher ripetitivo e privo di spessore, ancora in attesa di una ormai doverosa evoluzione.

PRO

  • Narrativa coinvolgente, specie se vi piace l'ambientazione
  • Qualche novità nella struttura
  • Campagna piuttosto lunga...

CONTRO

  • ...ma la varietà latita
  • Gameplay con gli stessi problemi di sempre
  • Realizzazione tecnica deludente