Dead Man Running - La recensione di Into the Dead 2  7

A quasi cinque anni di distanza dal primo episodio, PikPok rivoluziona l'esperienza di Into the Dead

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —  5 settimane fa

Quando è stato lanciato, nell'ormai lontano dicembre del 2012, Into the Dead ha fornito una visione alternativa e affascinante dei tradizionali endless runner, utilizzando una visuale in prima persona e un contesto senza dubbio interessante, quello della classica apocalisse zombie. Nei panni di un sopravvissuto, il nostro compito nel gioco era quello di fuggire (o quantomeno cercare di farlo) correndo a perdifiato fra praterie e fattorie, in campo aperto, dribblando i morti viventi che sbucavano letteralmente da ogni dove e puntando a raggiungere la massima distanza in un'unica partita. Lungo il tragitto era possibile raccogliere armi che consentivano di aprirsi un varco fra le orde di nemici, con la costante però di un numero di munizioni molto limitato.

Con il nuovo episodio, Into the Dead 2, PikPok ha voluto rivoluzionare la formula originale e arricchirla sotto ogni punto di vista, consegnandoci una vera e propria trama che si sviluppa nell'arco di sette capitoli, ognuno diviso in stage basati sulla distanza da percorrere. Non più dunque un'esperienza endless fine a se stessa, bensì un titolo di maggior spessore, che anche sul fronte dell'equipaggiamento introduce numerose sfaccettature, considerando le armi da fuoco un punto fermo del gameplay anziché un fattore estemporaneo. Il protagonista di questa nuova avventura è un uomo che cerca di tornare a casa dalla moglie e dalla figlia non appena si accorge dell'invasione degli zombie, ma a causa di un incidente distrugge il furgone su cui viaggia ed è dunque costretto a percorrere a piedi i chilometri che ancora lo separano dai suoi cari. Riuscirà ad arrivare in tempo?

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Fuga dall'incubo

In termini di gameplay, chi ha avuto modo di giocare con il primo Into the Dead non avrà alcun problema a cimentarsi con questo sequel. Il sistema di controllo di default è probabilmente quello che meglio si adatta al nuovo approccio del titolo targato PikPok, con uno stick virtuale invisibile nella parte sinistra dello schermo che influenza la direzione verso cui corriamo e la pressione della parte destra per fare fuoco con l'arma equipaggiata, laddove naturalmente si possiedano delle munizioni. È ancora possibile scegliere altri due layout, ma come detto la soluzione individuata dagli sviluppatori fornisce maggiori garanzie in termini di precisione, reattività e immediatezza, visto e considerato che stavolta ci toccherà sparare un bel po'.

Ogni stage prevede una serie di sfide che è possibile completare per ottenere monete, componenti, granate, coltelli (questi ultimi utili per ottenere una via d'uscita qualora si venga afferrati da uno zombie, eventualità che in tutti gli altri casi si traduce nel game over), sono presenti alcune simpatiche variazioni sul tema (vedi la mitragliatrice fissa) e, in generale, è stato fatto un ottimo lavoro per caratterizzare in maniera differente ogni zona, sia in termini di tonalità di colore che di costruzione delle location: si passa dalle lande desolate alle fattorie, dalle balle di fieno ai campi di granturco, davvero insidiosi perché tra le piante è difficile individuare la presenza di zombie. Dopo alcuni capitoli si sblocca inoltre una modalità secondaria basata sul confronto online fra gli utenti, chiamati a percorrere tragitti sempre più lunghi e a mettere a segno il maggior numero possibile di eliminazioni.

Tutto questo viene rappresentato visivamente in modo davvero eccellente, con una grafica che riesce a unire dettaglio, effettistica e fluidità in un'unica soluzione, mascherando abilmente eventuali limiti della modellazione poligonale. Into the Dead 2 può essere scaricato gratuitamente da App Store e Google Play, e l'impostazione freemium ovviamente non passa inosservata: ogni tanto spunta l'offerta che consente di acquistare armi molto potenti per poter procedere in tutta tranquillità, ma l'approccio alla monetizzazione è abbastanza permissivo e già la visione di trailer pubblicitari consente di ottenere bottino extra. L'energia d'azione necessaria per cimentarsi con il gioco non si consuma troppo in fretta, ma a partire dal secondo capitolo appare evidente la necessità di effettuare un po' di grinding per rendere le armi più efficaci. Per fortuna è un piacere anche rigiocare le missioni già completate, magari per sbloccare tutte le sfide, quindi questo fattore pesa solo in maniera molto limitata e nulla toglie alla straordinaria qualità dell'esperienza.

Versione testata
iPhone (1.0.4)
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

8.8

Lettori (1)

9.0

Il tuo voto

Into the Dead 2 ridefinisce l'esperienza messa a punto da PikPok, donandole un sostanziale spessore ed eliminando la componente endless in favore di una campagna a base narrativa composta da sette capitoli man mano più complessi. Le armi assumono in questo sequel un ruolo centrale e il rinnovato mix funziona alla grande, coinvolgendo fin dalle prime battute anche grazie a un sistema di controllo touch preciso, reattivo e semplice da assimilare. Eccellente dal punto di vista tecnico, il gioco pone qualche limite alla fruizione per via della sua natura freemium, ma si tratta di aspetti tutto sommato marginali, che nulla tolgono alla straordinaria qualità di questo titolo.

PRO

  • Molto più profondo del primo episodio
  • Grafica eccellente, ottimi controlli touch
  • Tante armi da sbloccare...

CONTRO

  • ...ma i meccanismi freemium si fanno sentire