Lamento di Natale - la recensione di Dead Rising 4: Frank's Big Package  27

L'ultimo episodio della serie Capcom fa il proprio debutto su PlayStation 4 con un'edizione completa

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   07/12/2017

La serie di Dead Rising è sempre stata legata alla storia di Xbox, tanto che solo in tempi recenti i possessori di PlayStation 4 hanno potuto provarne i primi episodi grazie alle relative remaster; con l'eccezione però del terzo capitolo, rimasto un'esclusiva Microsoft. L'annuncio di Dead Rising 4: Frank's Big Package è stato dunque accolto con un certo entusiasmo: l'ultima fatica di Capcom Vancouver arriva sulla piattaforma Sony esattamente a un anno dal debutto su Xbox One, ma con un'edizione completa, che include nativamente sia la nuova modalità gratuita Eroi Capcom, sia i DLC Frank Rising e Super Ultra Dead Rising 4 Minigolf, insieme a tantissimi costumi extra con cui trasformare il buon vecchio Frank West in un cosplayer tanto ridicolo quanto letale.

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Ritorno a Willamette

Archiviato il tentativo di espandere l'universo di Dead Rising con nuovi protagonisti, il quarto episodio ci rimette nei panni di Frank West, ex reporter d'assalto ora insegnante in una scuola serale. In un suo incubo ricorrente, Frank si ritrova nel centro commerciale di Willamette, dove tutto è iniziato, circondato da zombie e infine azzannato ferocemente da una sua copia in versione non-morta. Neanche il tempo di riprendersi dall'ennesima nottataccia e viene contattato da Vick, una sua allieva, che con la scusa di una partita a minigolf lo conduce verso quella che potrebbe essere un'inchiesta giornalistica sensazionale: un'organizzazione militare al soldo del governo degli Stati Uniti sta conducendo esperimenti per mettere a punto l'arma zombie definitiva, e lo sta facendo proprio a Willamette.

Durante la fase introduttiva ci viene presentata una delle novità di Dead Rising 4, vale a dire la modalità investigativa: grazie ad alcune modifiche apportate da Vick alla nostra fotocamera, potremo utilizzarne l'obiettivo non solo per catturare immagini di varia natura, ma anche per scansionare dispositivi elettronici ed effettuarne l'hacking. Nel corso della campagna questa feature viene riproposta più volte per scoprire dettagli su ciò che sta accadendo, insieme a sezioni stealth francamente poco riuscite e altrettanto poco valorizzate; ma nella fase iniziale le cose non vanno per il verso giusto, Frank e Vick vengono scoperti e si separano. Quando l'ex fotoreporter torna a casa, con sulle spalle un bel mandato di cattura diramato dal governo, viene contattato da Brad Park, un agente dello ZDC che vuole fare chiarezza sulla questione ed è alla ricerca di un alleato per tornare a Willamette. Frank non vuole ricominciare a vivere quell'incubo, ma dopo aver saputo che Vick è ancora sul posto e sta conducendo le proprie indagini a rischio della vita, decide di accettare la missione...

Tutta mia la città

A parte qualche imprecisione nella direzione, le sequenze iniziali di Dead Rising 4 ci mettono di fronte a una sceneggiatura davvero ben scritta, con battute e scenette esilaranti (Park che mostra il cellulare a Frank dicendogli "questo ti è familiare?", ma per sbaglio la foto che gli fa vedere è un selfie che si è scattato a torso nudo in bagno), nonché una caratterizzazione perfetta per il protagonista, che per esperienza personale ha imparato suo malgrado ad apprezzare l'odore di zombie arrostito e a farsi ben pochi problemi rispetto al fatto che quei non-morti in precedenza erano esseri umani. L'ottimo doppiaggio in italiano riesce a valorizzare questa visione, peccato solo per qualche livello di volume sbilanciato durante le cutscene.

Ad ogni modo, una volta tornati a Willamette potremo esplorare non solo il suo centro commerciale appena ricostruito (e subito vittima di un'altra invasione zombie: un record su cui lo stesso Frank fa dell'ironia con un impiegato della struttura), ma anche le zone della città che lo circondano, nell'ottica di un sandbox di dimensioni generose. Muoversi fra le strade evitando le migliaia di zombie che le affollano dipende spesso dall'uso di veicoli, meno enfatizzato rispetto a Dead Rising 3 e visto in questo caso più come una pratica "di servizio" che non di combattimento, sebbene non manchino blindati e, in generale, si riesca a stirare centinaia e centinaia di non-morti semplicemente guidando per la città. È in tale frangente che colpisce la capacità del motore grafico di gestire così tanti personaggi senza cedere a cali di frame rate e mantenendo stabili i trenta fotogrammi al secondo, sebbene tale consistenza si paghi in termini di effettistica e dettaglio: le ombre sono di bassa qualità, i modelli poligonali secondari appaiono poco particolareggiati e si notano diversi glitch.

L'arte di ammazzare

L'elemento cardine del gameplay di Dead Rising, vale a dire il sistema di combattimento, è stato ridisegnato in questo quarto capitolo per risultare più immediato nella selezione delle armi. Basta infatti agire sulle direzioni del d-pad per equipaggiare rapidamente strumenti da lancio, da mischia e da fuoco, che è possibile raccogliere in giro per lo scenario insieme alle immancabili scorte di cibo o medikit per il ripristino della salute. Purtroppo, però, quando si arriva al dunque ci si rende conto che tanti dei limiti originali del franchise sono ancora al proprio posto: la gestione della visuale durante le situazioni più concitate è problematica, ma soprattutto la varietà degli attacchi viene deputata unicamente alla tipologia di strumento utilizzato, visto che per il resto basta premere ripetutamente il pulsante Quadrato (Triangolo per respingere), far salire l'indicatore delle combo e quindi eseguire una spettacolare finisher con Quadrato e Triangolo insieme.

L'enfasi sugli impatti è meno marcata rispetto agli esordi, probabilmente per via del fatto che non è più Capcom in prima persona a occuparsi dello sviluppo, e ciò rende inevitabilmente meno piacevoli gli scontri. A ciò si aggiunge il fatto che i boss fight sono molto approssimativi per via delle limitazioni a cui bisogna sottostare, il che si traduce nella possibilità di vincere unicamente qualora si possiedano armi efficaci (specie quelle costruite grazie agli immancabili progetti sparsi nella mappa) e una scorta di medicine per rimediare ai danni che inevitabilmente subiremo. Nella realtà dei fatti questo aspetto dell'esperienza non si discosta molto da ciò a cui ci aveva abituato il primo Dead Rising, ma è pur vero che sono passati molti anni da allora e sarebbe stato lecito attendersi una solida evoluzione di quelle meccaniche.

Sorprende, da questo punto di vista, che tante incertezze nel sistema di interazione con lo scenario (vedi la raccolta degli oggetti) non siano state sistemate nel passaggio da Xbox One e PC a PlayStation 4, quasi come se gli sviluppatori non percepissero tali elementi come dei difetti. Abbiamo invece continuato ad apprezzare il sistema di potenziamento del personaggio, che sulla base dei punti esperienza guadagnati consente di migliorare le sue capacità all'interno di quattro differenti categorie: Combattimento, Temperamento, Tiro e Sopravvivenza. Ad alzare il livello dell'esperienza ci pensa una struttura ricca di situazioni e di sorprese, inclusi gli immacabili psicopatici che si nascondono all'interno di aree tematiche, ma che stavolta costituiscono un contorno più che un vero elemento narrativo; nonché l'innesto di alcune novità interessanti (vedi la possibilità di utilizzare un potente esoscheletro) e la già citata trama, sebbene alla fine dei conti per completare la campagna bastino circa dieci ore: non moltissimo per un prodotto del genere.

Trofei PlayStation 4

I cinquantotto Trofei di Dead Rising 4: Frank's Big Package possono essere ottenuti completando i vari capitoli che compongono la campagna, ma anche e soprattutto sviscerando i contenuti del gioco in termini di collezionabili, costumi, crafting e fotografie. Non mancano ovviamente gli achievement legati ai DLC e quelli sbloccabili facendo crescere Frank sulla base delle sue abilità.

Il grande pacco

L'edizione Frank's Big Package, come accennato all'inizio, include nativamente una serie di contenuti extra che rendono senza dubbio il gioo più corposo e variegato. Oltre all'interessante multiplayer cooperativo, dotato di un proprio sistema di progressione e di meccaniche molto stuzzicanti, già presente su Xbox One e PC, è infatti possibile cimentarsi con l'espansione Frank Rising, di cui però non è il caso di parlare visto che si svolge dopo il finale della campagna e contiene dunque degli spoiler piuttosto pesanti, e il Super Ultra Dead Rising 4 Minigolf. Quest'ultimo, che può essere giocato in singolo oppure in multiplayer, propone una visione decisamente fuori di testa del tradizionale minigolf, con percorsi costellati da zombie, evoluzioni spettacolari e regole che alla fine dei conti si basano sulla controparte reale di questa disciplina.

Equipaggiati con un esoscheletro, potremo far letteralmente saltare in aria i non-morti colpiti dalla nostra "pallina", ma l'obiettivo rimane quello di imbucare con il minor numero di tiri possibile. Il risultato finale è divertente e spensierato, ma a fare realmente la differenza è la modalità gratuita Eroi Capcom, che consente in pratica di rigiocare l'intera campagna contando però su di una serie di trasformazioni che portano Frank ad acquisire le fattezze e le abilità di alcuni fra i più celebri personaggi di casa Capcom: da Mega Man a Ryu, da Viewtiful Joe a Dante, da Cammy a M. Bison. Questa peculiarità, che trasforma la storia in una sorta di "dream mode", rende effettivamente il sistema di combattimento del gioco più sfaccettato e divertente, con combo spettacolari e special che riprendono il repertorio di ogni combattente.

Multiplayer.it

7.5

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Dead Rising 4: Frank's Big Package porta anche su PlayStation 4 l'ultima avventura di Frank West, e lo fa con un'edizione ricca di contenuti extra, alcuni dei quali davvero fuori di testa. Il gioco propone una serie di interessanti novità ed esprime in maniera piuttosto chiara la propria ambizione a elevarsi in termini narrativi, grazie a dialoghi molto riusciti e ben valorizzati dal doppiaggio in italiano. Per alcuni aspetti migliorativi del gameplay, però, ce ne sono altrettanti che non convincono e che purtroppo rendono difficile apprezzare appieno combattimenti magari coinvolgenti e spettacolari, ma che troppo spesso diventano confusionari e approssimativi. Il risultato finale, ad ogni modo, difficilmente deluderà i fan della serie, avvezzi alla legnosità degli episodi originali e certamente desiderosi di assistere al gran finale della storia di Frank.

PRO

  • Edizione molto ricca di contenuti
  • Ottimi dialoghi, ben doppiati in italiano
  • Alcune interessanti novità sul piano del gameplay...

CONTRO

  • ...ma i combattimenti sono spesso confusionari e approssimativi
  • Graficamente valido ma con qualche magagna di troppo
  • Campagna principale relativamente breve