La recensione di SpellForce 3 40

Un'altra serie storica fa il suo ritorno, scopriamo se è valsa la pena aspettare

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   12/12/2017

Indice

SpellForce 3 non arriva dopo molti anni di silenzio della serie come molti credono. È vero che il secondo capitolo, Shadow Wars, fu pubblicato originariamente nel decennio scorso, ma nel frattempo sono uscite ben tre espansioni, una legata al gioco base, Dragon Storm, e due autonome: Faith in Destiny del 2012 e Demons of the Past del 2014. Inoltre, entrambe sono state arricchite da DLC ed extra vari che hanno tenuta viva la fiamma. Diciamo che se esiste SpellForce 3 lo si deve anche al fatto che le espansioni tardive del secondo capitolo hanno venduto benino.

La prima caratteristica che spicca del nuovo episodio è il suo posizionamento nella cronologia della serie: tutti gli altri SpellForce avevano raccontato vicende successive al rituale della Convocazione, con cui dodici potentissimi maghi avevano frantumato il mondo di EO in tanti territori autonomi fluttuanti nel vuoto, collegati da portali; la lunga campagna single player di SpellForce 3, che dura più di trenta ore, racconta invece gli eventi immediatamente precedenti, in cui ovviamente il mondo di EO è ancora integro. Specifichiamo che non c'è bisogno di aver giocato agli altri capitoli per goderselo, ma è chiaro che alcuni riferimenti saranno più chiari e gustosi per chi lo ha fatto. Anche alcuni dialoghi assumono un senso diverso se si è coscienti di come si evolverà la situazione. Diciamo inoltre che se è vero che la trama di SpellForce 3 non è originale (società contro maghi), la storia ben si incastona nell'universo del gioco e poco si poteva fare per cambiarla (anche perché è stata in parte già raccontata negli altri episodi). Chiarite le questioni di continuity, veniamo a noi.

Gioco di ruolo

Il titolo inizia con due grosse mappe tutorial (in base al livello di difficoltà selezionato e a quanto si esplora, ci possono volere anche due ore per terminarle) che spiegano sostanzialmente tutte le meccaniche base, sia quelle da gioco di ruolo, sia quelle da strategico in tempo reale. Nei panni di Sentenza Noria, comandante delle Wolf Guard, dobbiamo penetrare in una fortezza in cui si nasconde un mago traditore, Isamo Tahar. Lungo la strada il nostro party, inizialmente composto da tre personaggi, si allarga includendone un quarto (un arciere), quindi entriamo in possesso del primo avamposto, che ci permette di studiare il sistema di raccolta delle risorse e di produrre un piccolo esercito con cui sfondare le porte della fortezza di Tahar.

Esplorando la mappa troviamo nemici con cui combattere e bottino da raccogliere. Il sistema di combattimento è molto semplice, sia che si sia scelto di utilizzare il nuovo sistema di controllo, sia che si sia optato per quello classico: individuati i nemici bisogna cliccarci sopra per attaccarli, selezionando le abilità dei singoli personaggi o tramite la pressione di scorciatoie sulla tastiera, o utilizzando la ruota delle abilità, che si può richiamare su un singolo bersaglio. Volendo è possibile lasciar fare all'intelligenza artificiale, soprattutto nelle situazioni più concitate (esercito contro esercito) in cui è difficile controllare le singole unità. Per il resto il sistema non presenta grosse sorprese: l'equipaggiamento va assegnato agli appositi slot e varia in base alla classe del personaggio; accumulando punti esperienza si sale di livello e si possono spendere punti extra per migliorare gli attributi o per sbloccare le abilità avanzate dagli alberi delle abilità disponibili (tre per ogni personaggio, scelte tra sei). In totale le classi fisse sono sei, ma si possono personalizzare in fase di creazione del personaggio, accessibile alla fine del tutorial (non vi sveliamo nulla, a parte che sarà l'eroe o l'eroina della parte restante della campagna). Per il resto, come gli SpellForce del passato, anche nel terzo ci sono mappe pensate per la parte RTS e mappe incentrate sull'uso degli eroi.

Le seconde solitamente sono meno aperte e contengono più bottino, con quest'ultimo che varia da oggetti standard ad equipaggiamento magico il cui valore è determinato dal grado di rarità. A uno sguardo superficiale, il sistema può ricordare quello di Diablo, ma in realtà è molto diverso, perché gestito completamente dai designer. In questo modo la progressione non soffre delle fluttuazioni del caso e, soprattutto, non mancano mai oggetti per potenziare i personaggi che ci si porta dietro. A livello di interazione con lo scenario non aspettatevi di trovarvi di fronte a un nuovo Divinity: Original Sin II. Certo, ci sono personaggi con cui parlare e da cui ottenere quest e ci sono oggetti da raccogliere e altri da esaminare, ma è tutto qui. Il focus è ovviamente sul combattimento e sull'utilizzo delle abilità, compromesso necessario per rendere meno bruschi i passaggi verso le fasi strategiche. Le mappe da gioco di ruolo offrono anche dei piccoli puzzle (ad esempio trovare un certa chiave per aprire una data porta), ma niente di troppo complicato.

Strategico in tempo reale

Tornando a quanto detto prima, SpellForce 3 è, come i predecessori, anche uno strategico in tempo reale. I due generi convivono tranquillamente nel gameplay, sfumando l'uno nell'altro senza grossi traumi. Di base nelle fasi strategiche bisogna fondare un quartier generale (o conquistarlo), per ottenere un certo numero di lavoratori.

Da qui si possono poi costruire gli edifici per la raccolta delle sette risorse disponibili (legna, pietra, cibo e così via) e quelli per la produzione di truppe, con queste ultime legate appunto alle risorse: più un'unità è potente, più richiederà un materiale raro per essere prodotta. Il sistema di approvvigionamento è molto simile a quello visto in SpellForce 2: costruito un edificio di raccolta gli si devono assegnare dei lavoratori, che si recheranno automaticamente a cercare la risorsa specifica. Gli edifici realizzabili variano a seconda dell'avanzamento del gioco e dello sblocco dei progetti avanzati. In totale non ce ne sono moltissimi, ma ci vorrà qualche ora di gameplay prima di ottenere tutti i progetti di tier III. Le truppe producibili variano a seconda della razza utilizzata (ce ne sono tre: umani, elfi e orchi) e vanno dalle classiche unità carne da cannone, a dei colossi capaci da soli di spazzare via interi eserciti. Come gli elementi da gioco di ruolo, anche quelli da strategico in tempo reale sono semplificati rispetto a titoli dal genere più definito. Si tratta probabilmente di un compromesso necessario per integrare le varie meccaniche e per consentire il tipo di gameplay espansivo da cui è caratterizzato il gioco, basato sulla costruzione di più avamposti su una singola mappa, essenziali per pressare contro le fortezze nemiche.

Nelle prime fasi SpellForce 3 può sembrare un RTS fin troppo blando, ma quando ci si trova in situazioni molto complesse, con più avamposti da gestire, più fronti da attaccare, più eserciti da formare e gli eroi da indirizzare, si finisce per apprezzare le semplificazioni introdotte e anche il rallentamento del ritmo di gioco, in particolare nella raccolta delle risorse, che permette di prendersi il giusto tempo per svolgere i vari compiti. Ovvio che se cercate qualcosa di più rapido tipo un hack and slash, genere con cui SpellForce 3 non ha niente a che fare, guardate altrove.

Mix riuscito?

Insomma, il mix di SpellForce 3 è da considerarsi riuscito? In buona sostanza sì, anche perché non troverete di meglio. Il titolo di Grimlore si dimostra molto valido anche dal punto di vista tecnico, con mappe sontuose e piene di dettagli ben realizzati, siano esse ampie distese boschive o aree cittadine, per una EO che non è mai stata così bella. Certo, i modelli 3D dei personaggi non sono eccezionali, ma li si guarda dall'alto per la maggior parte del tempo ed è quindi difficile subirne la spigolosità. Ci sono anche diversi filmati d'intermezzo, generalmente ben realizzati, ma non confrontabili con quelli di produzioni più grosse: insomma, fanno il loro lavoro e nulla più.In generale, SpellForce 3 manca un po' di rifiniture, nonostante gli sviluppatori lo stiano supportando in modo attivo con il rilascio continuo di patch. Molti dei problemi del lancio sono infatti già stati risolti.

Parlando delle altre modalità vi segnaliamo la possibilità di selezionare degli scenari extra per giocatore singolo. Si tratta di avventure brevi diverse dalla campagna standard: per ora ce n'è soltanto una, ma crediamo che a breve ne saranno pubblicate altre. Non manca l'online, con la classica modalità schermaglia in cui bisogna conquistare le basi dei nemici. Niente che non si sia visto altrove, ma le meccaniche peculiari di SpellForce la rendono comunque un'esperienza da fare. Certo, qualche mappa in più non avrebbe guastato, visto che ce ne sono soltanto una manciata, ma speriamo che presto gli sviluppatori rimedino anche a questo problema. Da segnalare infine la colonna sonora, fatta di brani che ben sottolineano l'epicità del gameplay.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows 7, 8, Windows 10 (64 bit)
  • Processore Intel Core i5 3570, AMD FX-6350
  • 6 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GTX 660 2GB, AMD Radeon 7850 2GB
  • DirectX 11
  • 15 GB di spazio su Hard Disk
Requisiti consigliati
  • Processore Intel Core i7-4790, AMD FX-8350
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GTX 970 4GB, AMD Radeon R9 290 4GB
Digital Delivery
Steam, GoG
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (12)

8.4

Il tuo voto

Fortunatamente la serie SpellForce è tornata sulla scena videoludica con un ottimo titolo, che speriamo possa garantirle un futuro più stabile. Insomma, gli appassionati non dovrebbero lasciarsi sfuggire SpellForce 3, così come tutti quelli alla ricerca di un mix non certo originale, ma sicuramente poco frequentato di questi tempi, tra gioco di ruolo e strategia in tempo reale. L'unico vero difetto, che influisce però su vari aspetti del gioco, è una certa mancanza di rifiniture. Certo, qualcuno ne potrà essere indispettito, ma in generale ci troviamo di fronte a un titolo che vale la pena giocare, soprattutto se si è curiosi di scoprire i retroscena degli eventi che hanno portato al rituale della Convocazione.

PRO

  • Campagna single player lunga e articolata
  • Il mix di generi è decisamente riuscito
  • Visivamente molto bello

CONTRO

  • Manca qualche rifinitura
  • Ancora qualche bug di troppo, soprattutto in multiplayer
  • Qualche mappa in più per il multiplayer non avrebbe guastato