La recensione di Dandara  9

Una nuova piccola perla arricchisce la libreria di Nintendo Switch (e non solo)

RECENSIONE di Simone Pettine   —   10/02/2018

Le azioni di Dandara non saranno dimenticate. Questa frase perentoria, decisa, ci accoglie nel mondo di gioco immaginato dai due ragazzi brasiliani di Long Hat House, i produttori del titolo. La loro passione, dopo due piccoli capolavori recenti come Iconoclasts e Celeste, ci ricordano che i metroidvania e la pixel art hanno ancora tantissimo da offrire. Ma Dandara non è solo la protagonista dell'omonimo titolo pubblicato da Raw Fury. È anche (o meglio, era) una sorta di figura leggendaria del Brasile del periodo coloniale. Sembra che abbia protetto alcuni schiavi fuggitivi dai feroci padroni, lottando con le tecniche della capoeira. Una figura forse più leggendaria che reale, ma in ogni leggenda c'è un pizzico di verità, no? Questa premessa aiuta a calarsi ancora di più nell'affascinante mondo di Dandara. E questa volta parliamo del videogioco vero e proprio.

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Cerco un centro di gravità permanente

Il mondo che ospita le azioni di Dandara è difficilmente definibile. Si chiama Salt, ed è un universo in sospensione, organizzato secondo le proprie leggi di gravità. Un universo dal lore affascinante, che lascia quasi tutta la comprensione delle vicende di gioco e la conoscenza degli eventi del passato al giocatore, che deve interpretare il tutto osservando ciò che si svolge sotto i suoi occhi. È lui che deve riunire le fila delle azioni di Dandara, per trovare loro un senso. È un'operazione affascinante, che riguarda un mondo ormai vuoto, al collasso, sul precipizio dell'Oblio. Le forze degli Eldariani hanno invaso il Salt, la popolazione è dispersa, si è nascosta un po' ovunque. Le antiche forze cosmiche che lo proteggevano sono state sconfitte, e si sono addormentate. Ma prima che il Salt cessi di esistere nasce un'eroina dalla Culla della Creazione, e porta con sé la luce della speranza: è Dandara. In quello che si presenta come un ottimo metroidvania, pur condividendo molte meccaniche con gli action-platform e persino puzzle ambientali degni di tutto rispetto, Dandara dovrà esplorare tutti i territori del Salt, fino alla prima linea delle forze Eldariane. L'intera produzione ruota attorno al concetto della gravità, ed è questo l'elemento che distingue Dandara da tutti gli altri metroidvania, rendendolo immediatamente riconoscibile. Le varie zone della mappa sono in grado di "ruotare" secondo una logica precisa ma indipendente dalle azioni del giocatore, che dovrà semplicemente riuscire ad orientarsi.

A tratti sembra un'impresa disperata. Dandara non è capace di muoversi linearmente, come in quasi tutti i titoli affini. È invece in grado di saltare tra una piattaforma e l'altra: a noi il compito di tracciare una linea immaginaria tra la piattaforma attuale e la prossima, in modo che l'eroina possa arrivarvi sana e salva, senza scontrarsi con i tanti nemici a schermo o con gli ostacoli naturali. Su Nintendo Switch i comandi touch rendono ancora più intuitiva la meccanica, che comunque è perfettamente funzionale anche altrove. La vibrazione dei Joy Con, inoltre, restituisce un feedback perfettamente calzante con le situazioni. Se il Salt ha perso il suo centro di gravità permanente, Dandara deve ripristinarlo. Saltando di piattaforma in piattaforma, eliminando i nemici lungo il cammino mediante piccole onde d'energia, che possono essere caricate per risultare più potenti e arrivare più lontano, e recuperando la salute lungo la strada sfruttando le Essenze. Ma Dandara è anche un titolo molto difficile, che va affrontato con la dovuta lucidità, pena la morte immediata e l'incapacità di proseguire oltre la prima macro-area del gioco. I nemici, tanto per cominciare, sono molto più resistenti di noi. La salute di Dandara è limitata, e per potenziarla dovremo raccogliere il Sale, la moneta di gioco, rilasciata dai nemici o da (pochi) oggetti distruttibili sparsi per gli scenari. Non è tutto: i progressi del gioco vengono salvati soltanto quando arriviamo ad un accampamento, una piccola tenda dove Dandara può riposare. Ce ne sono pochissime in giro, quasi sempre all'entrata di una nuova zona inesplorata. Questo è anche l'unico luogo dove la protagonista può essere potenziata, a prezzi tra l'altro piuttosto elevati.

La bellezza dell’Oblio

Dandara è un titolo che sa offrire una difficoltà interessante, senza rivelarsi mai davvero frustrante. Questo è sicuramente un pregio, ma ce ne sono altri degni di nota. Il sistema di progressione, ad esempio, è quello di un ottimo metroidvania, dove nulla, neppure il più piccolo elemento è lasciato al caso. Se giunti a un certo punto è impossibile proseguire, probabilmente non avrete notato un dettaglio posizionato dagli sviluppatori poco prima, oppure vi manca un upgrade da cercare da qualche altra parte. Se vi state avventurando in un'area nuova, per la quale non siete ancora pronti, lo capirete subito perché i nemici vi faranno a pezzi senza possibilità di difendervi. Di potenziamenti da raccogliere ce ne sono diversi: un lancia-razzi energetico per abbattere alcune superfici solide, un amuleto antico per attivare intere aree assopite nell'Oblio, e altri ancora. È importante notare che ogni dettaglio è giustificato da quello che a conti fatti si rivela un contesto onirico e fiabesco, che ci ha lasciati affascinati.

Di tanto in tanto il titolo offre il meglio del suo level design e delle sue idee grazie agli scontri con i boss. Sono esseri antichi e mastodontici che andranno buttati giù secondo una precisa strategia, e richiederanno più di un tentativo per essere sconfitti. Molto spesso alterano completamente l'area di gioco che abbiano conosciuto fino a quel momento, lasciando il giocatore spaesato ma anche incredibilmente appagato per le vette raggiunte dal gameplay. Lo stesso appagamento che è legato al ritrovamento di un particolare scrigno nascosto in un punto specifico dei livelli, che ad una prima occhiata sembrava totalmente irraggiungibile. Ma nessuno è perfetto, neppure Dandara. E sicuramente non lo è la meccanica preposta alla rotazione del livello: nel momento in cui stiamo proseguendo al suo interno, la modifica lascia il giocatore completamente spaesato, soprattutto perché non trova corrispondenza con l'effettivo layout mostrato dalla mappa di gioco, che resta invece invariato. In questo modo, molto spesso, non si capisce esattamente dove bisogna andare, né come raggiungere determinati punti, neppure quando abbiamo già fatto tutto quello che dovevamo fare. Va anche detto che la pixel art dei Long Hat House è di ottima qualità, solo di tanto in tanto si nota qualche dettaglio che poteva essere perfezionato, o che comunque ha ricevuto un livello di cura minore. Certo, alcune delle aree sono palesemente un riempitivo confusionario pieno di nemici, per collegare tra loro zone di ben altra importanza. Ma sono comunque dettagli secondari, li abbiamo riportati per dovere: non rischiano mai di rovinare l'esperienza di gioco.

Versione testata
Nintendo Switch
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo
14.99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (4)

7.8

Il tuo voto

Dandara è un prodotto di ottima fattura. Ambientato in un mondo affascinante quanto evanescente, celebra i metroidvania offrendo non pochi elementi innovativi, tra tutti i salti a gravità zero. È in grado di regalare emozioni e soddisfazione a tutti i giocatori. Soprattutto per gli amanti del genere, ovviamente. I più giovani rischiano di trovarsi spiazzati da meccaniche che reputeranno punitive. Non lo sono, in realtà. Sono la carta di identità di un genere che non si rassegna a cadere nell'Oblio.

PRO

  • Un mondo di gioco affascinante
  • La meccanica di movimento funziona bene
  • Un ottimo esponente del genere

CONTRO

  • Alcune aree sono meno ispirate di altre
  • A volte la rotazione dei livelli crea confusione