La recensione di Far Cry 5 180

Il nuovo capitolo della serie Ubisoft ci catapulta nel cuore del Montana, alle prese con un pericoloso culto

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   26/03/2018

"Ti ho mai detto qual è la definizione di follia, sì?" Quando è stato rilanciato con il terzo capitolo, alla fine del 2012, il franchise di Far Cry si è reso protagonista di una sostanziale evoluzione che per molti versi rappresenta un caso da studio. Se infatti il protagonista dell'avventura non si vedeva quasi mai e a stento comunicava, su quali spalle poggiare il peso della narrazione? Gli sviluppatori di Ubisoft hanno avuto ai tempi una straordinaria intuizione: quella del villain carismatico, folle, che ami odiare. Declinarla in contesti differenti non è stato semplice, ed è probabilmente per questo che in tante delle sue caratteristiche Far Cry 4 è risultato tutto sommato un'esperienza derivativa, tanto da spingere la casa francese a "prendersi una pausa" con l'episodio preistorico di Far Cry Primal prima di elaborare una nuova e convincente strategia. Ebbene, se sotto il profilo strutturale e del gameplay Far Cry 5 non prova in alcun modo a rivoluzionare la serie, sul fronte dell'ambientazione e delle nemesi il discorso è ben diverso.

In questo capitolo infatti non ci troviamo più su di un'isola sperduta o in una remota regione asiatica, bensì nell'entroterra americano del Montana, nello specifico all'interno della regione fittizia di Hope County; e non c'è un unico "cattivo carismatico" da combattere, ce ne sono quattro. Veniamo catapultati in un luogo splendido, dove certi valori sono sempre stati ben radicati, ma che anni prima ha sottovalutato la pericolosità di Joseph Seed e del suo culto, Eden's Gate. Nessuno credeva a ciò che l'autoproclamatosi "Padre" e i suoi discepoli facevano esattamente agli abitanti della zona, e così nel giro di pochi anni la chiesa di Seed si è riempita di fanatici estremisti armati fino ai denti, pronti a tutto pur di realizzare il "piano divino" predicato dal loro mentore. I luogotenenti di Joseph sono i suoi fratelli Jacob, John e Faith: ognuno di essi controlla una porzione della mappa, ma soprattutto ognuno racconta una storia diversa, terribile e spietata nelle sue implicazioni. La moltiplicazione dei villain di spessore? Non male come primo miracolo, per un culto così giovane.

Terra mia

Dicevamo delle mancate rivoluzioni: se togliamo a Far Cry 5 la pregevole (e amara!) narrazione che viene portata avanti durante le cutscene, e che in determinati momenti si spinge al limite della tollerabilità fra "marchi" e torture, quello che rimane è il ricco, ampio ma ben collaudato sandbox che nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscere. La differenza in questo caso sta nella struttura "a zone", la stessa vista esattamente un anno fa in Ghost Recon Wildlands: le tre aree di Hope County vengono controllate da John, Jacob e Faith, ma per liberarci di questi pericolosi membri della famiglia Seed e affrontare finalmente Joseph dovremo portare a termine una certa quantità di missioni principali e secondarie, facendo salire il valore della "resistenza". Nel corso delle sezioni esplorative avremo modo di liberare cittadini tenuti in ostaggio che decideranno di combattere al nostro fianco, distruggere gli avamposti e i centri nevralgici di Eden's Gate, sferrando in particolare attacchi ai centri di produzione della loro droga allucinogena, il "gaudio", utilizzata per piegare le menti dei soldati o per creare vere e proprie aberrazioni che attaccano con foga inaudita e non si piegano neanche di fronte alle pallottole.

Il canovaccio utilizzato per la progressione è lo stesso per tutti i comandanti: ci sono tre livelli di "resistenza", e ogni stadio determinerà la nostra cattura, con un incontro con il villain di turno e una fuga rocambolesca. Solo quando avremo totalizzato abbastanza punti si sbloccherà il confronto finale, nella forma di una sequenza molto coinvolgente a cui seguirà un boss fight composto da più fasi, alcune delle quali davvero frenetiche e impegnative. Puntare sui numeri sembra sia stata insomma l'idea di Ubisoft per questo nuovo capitolo: mappe più grandi, una maggiore quantità di missioni e ben quattro villain di spessore da combattere. Ma come si arriva a questa situazione, e in che modo viene giustificata la guerriglia fra le strade di una normale contea americana?

Qui le cose in effetti traballano un po' e bisogna fare un certo sforzo in termini di sospensione dell'incredulità: quando il nostro personaggio, da poco in servizio, si reca nella roccaforte di Joseph Seed insieme ad alcuni colleghi e a un agente federale per arrestare il santone, le cose non vanno per il verso giusto, l'elicottero di servizio precipita sotto il peso degli stessi fanatici, accorsi in massa per salvare loro "padre", e ci ritroviamo costretti a fuggire per sopravvivere. L'operazione viene però interpretata dagli adepti come la concretizzazione di una profezia, ed è per questo che l'intera regione viene di fatto sigillata, comunicazioni comprese, per un tempo imprecisato. Ambientare la storia qualche decennio fa avrebbe magari giustificato determinate forzature e reso la trama un po' più convincente, anche se da questo punto di vista il realismo è l'ultimo dei problemi di Far Cry 5.

Il gioco non riesce infatti a mantenere un certo tipo di coerenza nelle normali sequenze in-game, e alla fine dei conti si ha come la sensazione di trovarsi di fronte a due realtà distanti: da una parte le atmosfere tese, violente, spietate delle cutscene, dall'altra l'esigenza di confrontarsi con una struttura sandbox frenetica e scalmanata, che non sta ferma un secondo, che non ti dà neanche la possibilità di rifiatare visto che ogni dieci secondi per strada passano camioncini dell'Eden's Gate o gruppi di edeniti che ci individuano e cominciano ad attaccare, incuranti del fatto che siamo impegnati in una conversazione con un NPC per scoprire ulteriori retroscena e sbloccare nuove missioni. C'è insomma un problema di direzione abbastanza evidente, che in alcuni casi sfocia nel ridicolo e penalizza ingiustamente l'ottimo lavoro fatto sul piano della narrazione, complici anche gli immancabili glitch e i bug più o meno fastidiosi (il personaggio che non fa partire la missione, gli indicatori che scompaiono, i compagni che non ti seguono).

Da soli o in compagnia

La cronica mancanza di rifinitura, che impedisce a Far Cry 5 di fare il salto di qualità, viene giustificata dalle circa centoquaranta missioni disponibili nella campagna. È possibile riscontrare una grande varietà negli incarichi, sia quelli principali che quelli secondari: non dovremo unicamente liberare degli avamposti, ma anche recuperare veicoli molto particolari (a cui i proprietari del posto hanno dato un nome...), individuare mappe e dispositivi, salvare ostaggi cercando di utilizzare un approccio silenzioso (in caso contrario gli edeniti li uccideranno), rubare autocisterne, cacciare animali e così via. Fra le quest secondarie ce ne sono alcune che sfociano nel cattivo gusto spinto (vedi la missione in cui bisogna uccidere "fantasiosamente" dei tori per ricavarne i testicoli, da cucinare in vari modi per una festa tematica di Holland Valley), andando nei fatti ad abbracciare una certa cultura "country".

Il medesimo aspetto si ritrova in alcuni personaggi con cui avremo a che fare, in particolare i "mercenari" che potremo sbloccare nel corso della campagna e utilizzare come supporto durante le missioni, assegnandone l'intervento ai tasti sinistra e destra del d-pad. Ce ne sono in tutto nove, tre per zona, e vantano abilità molto differenti: la letale Jess Black, perfetta per le incursioni stealth grazie alla sua bravura con l'arco; Grace Armstrong, una cecchina infallibile; Nick Rye, che ci guarderà le spalle dall'alto, a bordo del suo aereo. E poi tre differenti animali: il cane Boomer, l'orso Cheeseburger e il puma Puccettina; l'esperto di fuochi Sharky Boshaw; la pilota di elicotteri Adelaide Drubman; e infine Hurk Drubman Junior, un "bambinone del Montana" armato di bazooka, tutto birra e flatulenze, i cui dialoghi (specie in combinazione con Jess) vi strapperanno più di un sorriso.

L'uso dei mercenari durante le missioni introduce un interessante substrato strategico nel gameplay e consente finanche di essere rianimati alla bisogna, sebbene la loro precisione non sia impeccabile e spesso si caccino nei guai anziché risolverli. A proposito di collaborazioni, Far Cry 5 consente di giocare lo story mode anche in multiplayer cooperativo online per due giocatori, salvando però i progressi unicamente per quanto concerne l'utente che ospita la partita: l'altro guadagnerà solo punti esperienza e potrebbe beccarsi degli spoiler, dunque attenzione a come organizzate la cosa. A proposito di esperienza, completare le missioni con successo consente di ottenere punti utili a sbloccare i "tratti", le abilità del protagonista che si dividono in cinque categorie. Fra le tante capacità che potremo ottenere ci sono il rampino, il paracadute e la tuta alare, fondamentali per affrontare determinati spostamenti; l'aumento della salute e il miglioramento delle abilità legate alla sopravvivenza; la possibilità di riparare i veicoli o aprire le casseforti; la maestria con le armi, la fondina aggiuntiva o la borsa per le munizioni extra; oppure ancora lo sblocco del secondo mercenario, visto che inizialmente potremo utilizzarne solo uno.

Jim Jones e il Tempio del Popolo

Gli autori di Far Cry 5 si sono probabilmente ispirati a diverse opere letterarie e filmiche per caratterizzare i vari personaggi del gioco, ma nella follia di Eden's Gate è impossibile non notare dei riferimenti al Tempio del Popolo, il culto creato dal predicatore americano Jim Jones negli anni '70. Dopo aver fatto proseliti, Jones decise di fondare una comunità nel Guyana e di trasferirvisi insieme a un migliaio di adepti, creando quella che a suo modo di vedere era la città ideale: Jonestown. Al governo degli Stati Uniti arrivarono tuttavia voci di abusi e condizioni difficili per i membri della congregazione, che venivano puniti in modo crudele in seguito a qualsiasi insubordinazione; e così si decise di inviare un senatore, Leo Ryan, a controllare la situazione insieme ad alcuni assistenti. Ryan fu tuttavia ucciso prima di lasciar il Guyana, quando si scoprì che qualcuno gli aveva rivelato la verità su Jonestown. L'evento diede il via alla concretizzazione di un piano che prevedeva il suicidio di massa per i seguaci del Tempio del Popolo: oltre novecento di essi si uccisero con il cianuro, lo stesso Jones si sparò un colpo alla testa.

Armi e bagagli

Nella nostra battaglia contro i tantissimi seguaci dell'Eden's Gate potremo contare su di un arsenale discretamente ricco ma non immenso, composto da armi da botta, pistole, mitragliatrici leggere, fucili a pompa, fucili d'assalto e di precisione, archi, mitragliatrici pesanti, lanciarazzi e granate di vario genere, da selezionare utilizzando la tradizionale ruota che si apre premendo un tasto dorsale, e da ripristinare presso i negozi che si trovano nelle zone liberate delle location, quelle dove ci si può trasferire istantaneamente alla bisogna. Abbiamo notato una certa attenzione al bilanciamento, nel senso che vi ritroverete spesso senza munizioni e verrete costretti a cambiare equipaggiamento al volo, rubando le armi e gli oggetti lasciati a terra dai nemici uccisi, così da sperimentare un po' tutti gli strumenti messi a disposizione da Far Cry 5.

Un elemento importante della nuova esperienza targata Ubisoft sta nella grande libertà d'azione che ci viene concessa, che consente non solo di selezionare le missioni nell'ordine che preferiamo, ma anche di affrontare ogni situazione in modo differente. È possibile tentare l'approccio stealth con eliminazioni melee furtive, colpire i nemici dalla distanza con un'arma apposita, mandare i nostri compagni in avanscoperta oppure procedere ad armi spianate, sperimentando in questo caso un ottimo run & gun, solido e soddisfacente anche negli impatti, con gli avversari che vengono sbalzati via in modo verosimile da eventuali pallettoni, oppure che si accasciano in fin di vita richiamando i loro compagni per poter essere curati: una situazione che potremo crudelmente sfruttare a nostro vantaggio, centrando tutti gli edeniti che arriveranno in aiuto. L'intelligenza artificiale si muove dunque su due fronti: da una parte ci sono soluzioni brillanti, come gli appostamenti anche distanti, fra gli alberi, ma in generale i pattern sono discretamente semplici e capita spesso di raggiungere gli avversari di fianco o alle spalle senza che se ne accorgano.

Per muoversi nell'enorme mappa di gioco è assolutamente necessario poter accedere a un veicolo, ed è forse per questo che le strade di Hope County sono così ossessivamente presidiate: un paio di colpi all'edenita di turno e si può salire a bordo di un quad o di un pickup, attraversando a tutta birra le strade asfaltate e quelle sterrate per giungere a destinazione, oppure decidendo di prendere qualche spettacolare scorciatoia. In questo episodio, peraltro, potremo ambire a tante soluzioni differenti oltre al trasporto su gomma: elicotteri, aerei (armati di mitragliatrici e bombe a grappolo, come evidentemente si usa da quelle parti) e barche a motore potranno essere prelevati in determinate zone dello scenario, mentre sorprende un po' la mancanza di moto da cross e monster truck. La guida dei veicoli è in ogni caso di tipo arcade, con differenti layout disponibili per i comandi, e non mancano sfide di abilità specifiche a cui accedere fra una missione e l'altra.

Far Cry Arcade

Nelle zone liberate di Hope County, attraverso specifici cabinati, o dal menu principale, è possibile accedere a Far Cry Arcade. Si tratta di un "gioco nel gioco", con un set di missioni brevi da affrontare in single player o in cooperativa, nonché una modalità multiplayer competitiva per un massimo di dodici partecipanti. Abbiamo potuto provare questa esperienza in tutte le sue parti, pur brevemente, e si tratta senza dubbio di un innesto divertente, capace di allungare di qualche ora la già corposa campagna di Far Cry 5. Si selezionano di volta in volta classi casuali, con equipaggiamenti diversi, e ci si proietta all'interno di oltre trenta mappe fra PvE e PvP, affrontando situazioni sempre diverse: in un caso si gira di notte in una foresta, privi di armi, alla ricerca di pericolosi psicopatici; in un altro si combatte ad armi spianate contro una sorta di folle esercito tutto al femminile. Per quanto riguarda le mappe competitive, si tratta per lo più di deathmatch a squadre all'interno di scenari molto particolari, alcuni dei quali omaggiano simpaticamente altre produzioni Ubisoft. Sia in termini di matchmaking che di latenza non abbiamo riscontrato alcun problema, sebbene chiaramente bisognerà testare il tutto anche a server aperti, con un maggior numero di utenti online. Fra le cose più interessanti di Far Cry Arcade spiccano due aspetti: il primo è che la progressione in termini di punti esperienza è valida anche per la campagna standard, il secondo è la presenza di un editor che strizza l'occhio agli appassionati della community che vorranno creare i loro scenari, con tante opzioni e la possibilità di estendere indefinitamente la durata e il fascino di questa esperienza.

Trofei PlayStation 4

I cinquantuno Trofei di Far Cry 5 sono legati al completamento della campagna e delle sue varie missioni, ma anche alla modalità Far Cry Arcade e all'esplorazione del vasto sandbox di Hope County, con le sue tante attività differenti. Otterremo Trofei dopo aver portato a termine quest secondarie, eseguendo uccisioni di precisione, spendendo una certa quantità di denaro nei negozi, investendo i nemici lungo la strada e cimentandoci con la cooperativa insieme a un amico.

Great again

La regione di Hope County rappresenta lo scenario ideale per il nuovo capitolo di Far Cry 5, dal momento che miscela splendidi paesaggi, tratti montuosi, fitte foreste e laghi con piccole zone urbane. Le tre zone in cui si divide lo scenario (Holland Valley, Whitetail Mountains e Henbane River) vantano una caratterizzazione differente, ma è soprattutto nella natura più aperta e selvaggia che il Dunia Engine si esprime al meglio. La grafica del gioco rappresenta infatti la notevole sintesi di un lavoro di anni, che ha portato al miglioramento e alla rifinitura degli asset, ma anche al potenziamento di un'effettistica che riesce a valorizzare molto bene il verde, gli alberi, la natura in generale e il ciclo giorno / notte. Visualizzato su di uno schermo 4K OLED con supporto per l'HDR su PlayStation 4 Pro, il gioco Ubisoft offre uno spettacolo di grande impatto, evocativo, ricco di dettagli e con poche sbavature (l'interno di alcuni veicoli, ad esempio), che viene peraltro mosso in modo convincente a trenta frame al secondo, con pochissime incertezze e una costante sensazione di fluidità, certamente merito di un riuscito intreccio fra sincronia verticale, frame pacing e motion blur.

Durante i tragitti a bordo di elicotteri e aerei è inevitabile notare effetti di pop-up sullo scenario che viene renderizzato in lontananza, e allo stesso modo i modelli poligonali dei nemici tendono a ripetersi un po' troppo spesso (magari una base procedurale nell'assegnazione dei tratti avrebbe aiutato in tal senso), ma in generale gli sviluppatori hanno svolto davvero un ottimo lavoro, che non viene fortunatamente sminuito dai pur frequenti glitch. Il doppiaggio in italiano è eccellente, con una rosa di attori affidabili e davvero competenti, che non a caso calcano ormai da un po' la scena dei videogame. Sì, ok, sentire Marco "Batman" Balzarotti dire "ho davvero voglia di mettermi in bocca due grosse palle", parlando dei testicoli di toro alla griglia, fa sorridere e non poco: l'ennesima dimostrazione di una localizzazione fatta bene e con una certa dose di ironia (vedi anche l'achievement "po' esse' fero e po' esse' puma").

Le musiche originali di Far Cry 5 sono molto belle, tanto che ci si sorprende talvolta a restare fermi sulla schermata di avvio per ascoltare il tema principale del gioco, ma lo stesso vale anche per le pur assurde canzoni di Eden's Gate. C'è inoltre una colonna sonora firmata di buon gusto, che accompagna il nostro peregrinare in macchina attraverso il solito espediente della radio: la selezione è ottima, non ci sono dubbi, ma la direzione audio è tutto fuorché irreprensibile, mostrando anche in tale frangente una fatale mancanza di attenzione ai dettagli: quando parte il dialogo con un NPC, sarebbe il caso di stoppare tutto il resto, che si tratti di musica, nemici, animali e quant'altro. Aspetti che potremo vedere sistemati con qualche aggiornamento?

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.4

Lettori (106)

8.0

Il tuo voto

Far Cry 5 è un nuovo giro sull'entusiasmante giostra di Ubisoft, un'esperienza ricca e divertente, con davvero tante cose da fare e un set di sfide piuttosto impegnative. Non si tratta di un episodio rivoluzionario, certo: al di là dell'ambientazione e dei villain inediti, invero scritti molto bene, quello che vi ritroverete a fare nel corso della campagna avrà un sapore alquanto familiare. L'ampio sandbox di Hope County nasconde tante opportunità, tante attività con cui è possibile cimentarsi, diversi veicoli da utilizzare e NPC con cui interagire, ed è dunque un peccato che al gioco manchi quel tocco in più, in termini di rifinitura e direzione, che avrebbe potuto fare la differenza e proiettare il nuovo titolo Ubisoft in una categoria superiore: quella delle esperienze imprescindibili.

PRO

  • Quattro villain di spessore, ambientazione meravigliosa
  • Tecnicamente convincente e con un ricco contorno
  • Gunplay ben collaudato, interessanti i mercenari
  • Ottima narrazione, presupposti indovinati...

CONTRO

  • ...ma la direzione in-game manca di attenzione e rifinitura
  • Strutturalmente non si discosta dagli episodi precedenti
  • Alcune situazioni risultano molto caotiche e macchinose
  • Qualche glitch di troppo