A Monster's Expedition, la recensione

Un puzzle game itinerante a base di tronchi, isole e reperti archeologici umani, ecco A Monster's Expedition e la sua recensione.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   18/09/2020
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Il puzzle game è forse uno tra i generi maggiormente coperti su Apple Arcade, ma non è facile trovare, come vediamo invece in questa recensione di A Monster's Expedition, un perfetto connubio tra stile, leggero umorismo intelligente, atmosfera e ottima meccanica da rompicapo. Qualcosa di molto simile l'avevamo vista già in A good snowman is hard to build, e non è un caso, visto che proviene proprio dallo stesso team di sviluppo, ma in questo gioco a un buon meccanismo di puzzle si associa anche un contorno particolarmente godibile, che pur rimanendo marginale rispetto al gameplay stimola l'esplorazione e spinge ad andare avanti di isola in isola. Anche qui il protagonista è un goffo mostro dall'aria piuttosto trasognata e intellettuale, che invece di costruire pupazzi di neve si dedica all'osservazione di reperti archeologici legati all'antica civiltà umana, ormai finita e perduta da molti secoli. Non c'è una vera narrazione, ma viaggiando da un'isola all'altra il mostro può ritrovare iscrizioni e oggetti in esposizione come all'interno di un museo all'aria aperta, che illustrano le caratteristiche tipiche della curiosa civiltà umana.

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Questo bizzarro punto di vista apre la strada a numerose battute brillanti sulla quotidianità, le abitudini e la cultura popolare dell'umanità, con una particolare inclinazione verso il sarcasmo per la società britannica. La ricostruzione che la nuova civiltà di mostri ha fatto delle antiche vestigia umane, o meglio della terra che loro chiamano "Englandland", è infatti spesso distorta in maniera comica, prendendo perfettamente in giro molti aspetti della nostra realtà e risultando dunque in una parodia azzeccata e molto brillante. Tutto questo è solo un contorno al rompicapo che è alla base del gameplay, ma funziona bene come motore per l'esplorazione degli ambienti, anche perché il gioco si basa su un'ampia mappa non lineare che può essere esplorata in varie direzioni e scoprire tutte le isole diventa in questo modo un gioco nel gioco. A rafforzare l'immersione in questo strano mondo c'è poi lo stesso stile rilassato e malinconico che avevamo apprezzato già nel gioco precedente di Draknek, che qui viene esaltato anche da un miglioramento generale della grafica con aggiunta di dettagli ed effetti.

Un gioco di tronchi, pietre e reperti museali

Il meccanismo alla base di A Monster's Expedition è molto semplice: si tratta di spostare tronchi facendoli rotolare in varie direzioni, in modo da creare dei ponti per il passaggio da un'isola all'altra. A un concetto semplice segue però un'esecuzione alquanto complicata, come si conviene ai migliori esponenti del genere: il tronco tagliato può essere mosso in due modi diversi, ovvero facendolo rotolare se spinto di lato oppure alzandolo in verticale e riabbassandolo se mosso longitudinalmente. Mentre quest'ultimo movimento consente di spostare il tronco di una unità di spazio per volta, facendolo rotolare esso prosegue invece il movimento per tutto lo spazio disponibile fino a raggiungere l'acqua se non incontra ostacoli, e se la posizione non è precisamente quella richiesta per fare da ponte possiamo soltanto premere il tasto per ripartire dall'inizio dell'isola e riprovare.

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Si tratta dunque di studiare le direzioni in cui spingere il tronco sfruttando gli elementi dello scenario come sporgenze e rocce per bloccarne il rotolamento in maniera strategica, in modo da far arrivare il pezzo di legno precisamente dove ne abbiamo necessità, seguendo percorsi più o meno contorti. Il gioco è tutto qui e anche proseguendo il meccanismo di base rimane inalterato, con la sola complicazione aggiuntiva di avere a che fare con scenari più complessi, che incrementano il livello di sfida, ma come nei puzzle tradizionali non ci sono variazioni sostanziali al gameplay. Questo da una parte rende l'esperienza compatta e coerente ma dall'altra fa affiorare inevitabilmente con un po' di monotonia, che però viene bilanciata dalla simpatia dei testi che si trovano esplorando le isole e dalla progressione non lineare che consente, occasionalmente, di scegliere la strada da percorrere risolvendo gli enigmi anche in maniera diversa per aprire nuove strade.

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Un elemento che risalta particolarmente è la capacità di A Monster's Expedition di inserire il giocatore subito all'interno delle sue meccaniche senza spiegare nulla: non esiste tutorial ma la soluzione degli enigmi emerge in maniera logica semplicemente con la pratica, così come l'affinamento della tecnica deriva da un attento studio sul puzzle design che si complica in maniera graduale e perfettamente sostenibile, rendendo la progressione veramente piacevole.

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Commento

Versione testata
iPad 1.0.2
Digital Delivery
Steam, App Store
Multiplayer.it

8.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

C'è qualcosa di magico nell'atmosfera di A Monster's Expedition, risultante dalla perfetta combinazione di stile, puzzle design e umorismo diffuso. Si basa su un meccanismo logico elementare ma che riesce a introdurre progressivamente delle sfide sempre più impegnative, eppure non risultando mai frustrante, grazie anche alla possibilità di intraprendere strade diverse ed esplorare liberamente la mappa. La mancanza di variabili può far emergere una certa monotonia di fondo, ma questo è un gioco che può essere goduto anche a piccole dosi e da utenti che non sono necessariamente dei geni maniaci dei rompicapo, accogliendoci sempre come un'esperienza rilassante.

PRO

  • Meccanismo puzzle basilare ma coinvolgente
  • Atmosfera rilassante e umorismo british
  • Mappa che si apre all'esplorazione libera
CONTRO
  • La mancanza di variabili può far emergere una certa monotonia
  • Il controllo con touch screen non è sempre preciso