Asus ROG Strix XG49VQ, la recensione 11

Le dimensioni contano, anche e soprattutto in ambito gaming, e così abbiamo provato un monitor ultra-wide da ben 49 pollici di diagonale e funzionalità avanzate: ecco la recensione dell'Asus ROG Strix XG49VQ.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   17/04/2019

Indice

Asus ROG Strix XG49VQ è il nuovo monitor ultra-wide curvo dell'azienda coreana, un concentrato di tecnologia e funzionalità avanzate racchiuso in un design al tempo stesso elegante e imponente. Confezionato con grandissima cura in un box letteralmente enorme, lo schermo può essere montato con sorprendente facilità e senza aver bisogno di strumenti particolari, visto che ci sono soltanto sei viti da stringere e tutte dispongono di una comoda "maniglia" che consente di effettuare l'operazione usando semplicemente le dita. Certo, è il caso di gestire le operazioni con una persona a supporto per via del peso dell'apparecchio, che sfiora i 13,5 Kg e vanta dimensioni ragguardevoli, nella fattispecie una larghezza di circa 120 centimetri e un'altezza di circa 53 centimetri. Vi servirà insomma una scrivania bella grossa su cui piazzarlo, ma una volta assemblato il monitor fa decisamente la sua figura: le linee sono moderne, raffinate, e comunicano in modo immediato e concreto la qualità del prodotto, che trasmette finanche una grande sensazione di robustezza quando andiamo a regolare l'inclinazione del display o la rotazione dello stand.

Specifiche tecniche e prezzo

Come accennato in apertura, l'Asus ROG Strix XG49VQ si pone senza dubbio come un concentrato di tecnologia. Con una diagonale di ben 49 pollici, il monitor curvo vanta una risoluzione di 3840 x 1080 pixel con rapporto 32:9, frequenza di aggiornamento fino a 144 Hz, supporto per l'HDR (ma con certificazione DisplayHDR 400, non 600), compatibilità con la tecnologia FreeSync 2 per la sincronia verticale hardware, un pannello con latenza pari a 4 millisecondi e l'opzione Shadow Boost, che opera sulla falsariga del contrasto dinamico per migliorare i dettagli nelle zone d'ombra. Nella parte posteriore è presente un pannello rimovibile a incastro che nasconde la maggior parte delle entrate: due porte HDMI 2.0, due porte USB 3.0, una DisplayPort 1.2 e il connettore per l'alimentazione a corrente. Richiuso lo scompartimento, è possibile far uscire i cavi da una feritoia di generose dimensioni e lasciar passare il fascio attraverso un foro nello stand per una gestione accorta e ordinata dei fili.

La connettività, tuttavia, non si esaurisce così: sotto lo schermo, nella parte destra, trovano posto un'ulteriore porta USB 3.0 di rapido accesso e un'entrata jack da 3,5 millimetri. Per quanto riguarda gli input, nella parte inferiore del monitor sono presenti due piccoli tasti per accensione e selezione, con al centro una levetta che permette di accedere alle tante regolazioni disponibili: scegliere fra otto differenti preset per l'immagine, attivare le opzioni GamePlus che includono anche un contatore di fotogrammi, gestire il colore e le feature avanzate come FreeSync, filtro per la luce blu e HDR, utilizzare la funzionalità picture-by-picture per assegnare a ogni input una porzione di schermo, modificare l'audio degli altoparlanti integrati (poco pretenziosi, come da programma) e altro ancora. Tutte queste specifiche ovviamente incidono sul prezzo dell'XG49VQ, che risulta essere importante e generalmente superiore rispetto ad altri display con caratteristiche simili: circa 1100 euro.

Prova su strada

Abbiamo provato l'Asus ROG Strix XG49VQ con diversi titoli per PC e testato anche la funzionalità picture-by-picture del dispositivo collegando una PlayStation 4 e dividendo lo spazio in due. Le potenzialità nell'ambito dello streaming online sono chiaramente percepibili e dunque l'investimento può avere un senso non solo per chi di norma si può permettere questo tipo di spesa per pura passione, ma anche per chi vuole fare qualche sacrificio al fine di migliorare il proprio setup a fini professionali, con la possibilità di giocare in una porzione dello schermo e gestire la trasmissione nell'altra. Chiaramente in modalità PBP non è possibile utilizzare feature avanzate come HDR, FreeSync e la frequenza d'aggiornamento a 144 Hz per via dei diversi input che il display deve gestire.

Il primo gioco che abbiamo testato a 3840 x 1080 è stato Forza Horizon 4, lo spettacolare racer di Playground Games che si è subito dimostrato all'altezza della situazione. Le schermate principali e di caricamento non supportano la risoluzione ultra-wide, ma una volta in-game tutto funziona a meraviglia e la straordinaria ampiezza laterale, unitamente alla discreta resa dell'high dynamic range, regalano sequenze di grandissimo impatto visivo mentre si percorrono liberamente le varie zone della Gran Bretagna "sintetizzate" per l'occasione dal team di sviluppo inglese. Ci sembra quasi superfluo dirlo, ma è ovvio che per sfruttare al meglio uno schermo del genere bisogna disporre di un hardware di fascia alta, che possa gestire i 4K con una certa disinvoltura, e puntare a frame rate superiori in virtù del fatto che i 32:9 di fatto dimezzano la conta dei pixel e insieme al FreeSync liberano importanti risorse per ottenere una fluidità maggiore anche nei titoli di ultima generazione.

L'approccio ultra-wide non si presta ugualmente bene a tutte le esperienze, e infatti in Assassin's Creed Origins ci si sente un po' ingabbiati dal fatto di poter visualizzare così tanto spazio attorno al personaggio ma non al di sopra di esso. La verticalità è infatti da sempre uno degli elementi centrali della serie Ubisoft e su di un monitor di questo tipo finisce per essere sacrificata. È andata decisamente meglio con DOOM, ma non avevamo dubbi: lo sparatutto di id Software si muove con grande disinvoltura in qualsiasi condizione e non si fa alcun problema ad aumentare in maniera consistente i fotogrammi alla risoluzione di 3840 x 1080, regalando un'esperienza ancora più frenetica e spettacolare mentre si affrontano le creature infernali che hanno invaso il pianeta rosso.

Multiplayer.it

8.0

L'Asus ROG Strix XG49VQ non è un monitor per tutte le tasche e il prezzo rappresenta senza dubbio un ostacolo non da poco, anche perché è possibile trovare prodotti simili a cifre decisamente più basse. Il supporto all'HDR sarebbe potuto essere migliore e la risoluzione di 3840 x 1080 potrebbe non corrispondere alle vostre esigenze, ma la qualità del prodotto e la vasta gamma di feature che offre sono aspetti indiscutibili, che si percepiscono fin dal primo istante e danno un'idea piuttosto chiara delle potenzialità di un apparecchio del genere. Giocare su PC con un hardware adeguato e questo display si rivela un'esperienza emozionante, e alla fine dei conti è questo che più di ogni altra cosa potrebbe convincervi a sganciare gli oltre mille euro necessari per portarvi a casa il monitor.

PRO

  • Ottima resa visiva
  • Elegante, moderno e ben rifinito
  • Tantissime funzionalità

CONTRO

  • Prezzo molto alto
  • Supporto HDR un po' limitato

#Periferiche

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