Aya Neo, la recensione: un PC-portatile che funziona

Dopo 10 giorni a testare con vari titoli il curioso PC-console portatile Aya Neo, siamo pronti a dirvi la nostra opinione!

RECENSIONE di Marco Perri —   26/03/2021
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Oltre a essere la recensione della versione Founder di Aya Neo, questa è la storia di un ragazzo cinese di 40 anni, appassionato di videogiochi, uno di quelli che durante il lockdown ha capito che era il momento di dare una svolta alla propria vita. Song Zheng conosce bene il mondo IT ma all'inizio vuole solo realizzare un PC portatile simil-console per non annoiarsi a casa. Il progetto nasce quindi sulla scia dell'entusiasmo, ma di lì a breve capisce che c'è spazio per raffinare l'ambizione. Zheng comincia costruendo un prototipo con LEGO e qualche componente grezzo, lascia a una stampante 3D la composizione dei i primi modelli che saranno via via raffinati e in meno di un anno nasce Aya Neo, il PC handheld che teniamo in mano. Forte di una campagna Indiegogo che si chiuderà a giorni con enorme successo, Aya Neo promette di diventare un ottimo erede di Switch applicato al gaming PC, portandosi quindi dietro l'enorme trasversalità di funzioni tipiche di Windows e una componentistica stimolante. Ve li ricordate quei meteoriti lontani chiamati Steam Machine? Stavolta qualcosa di simile c'è sul serio e funziona anche molto bene. Aya Neo non è il primo e non sarà nemmeno l'ultimo esemplare di PC portatile proveniente dalla Cina.

Componenti e dimensioni

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Qualche parole sull'hardware: Aya Neo nasce innanzitutto per essere un ottimo PC da gioco, indipendentemente dal fatto che incorpori componentistica che strizza l'occhio al mobile. Scegliendo un IPS multi-touch da 7 pollici, 215 DPI e 1280x800 di risoluzione - peraltro bloccata, impossibile da modificare - Zheng e il suo team hanno optato per inserire un'architettura AMD basata su Zen 2, nello specifico Ryzen 5 4500U come SoC, forte di Vega 6 clockata a 1,5 GHz e 6 core a 4Ghz. Un sistema compatto ma capace di restituire belle performance, consumi bassi e temperature che difficilmente superano i 66 gradi, a patto di accettare una risoluzione di 1280x800 su uno schermo da 7 pollici.

La filosofia dei componenti rispecchia in pieno la visione in movimento: dissipazione, scocca, elettronica e batteria devono tutte convivere in un dispositivo che pesa 650 grammi per 25.5cm di lunghezza, 10.6 di altezza e 2 di spessore. Completano il corredo 16 GB di RAM LPDDR4X a 4266 MHz, un M.2 2280 NVMe da 1Tb (nel nostro sample, ci sta anche taglio da 512Gb) e tre celle di batteria a formare un bacino di 12.300 mAh e regalare un tempo di gioco che va dai 100 minuti alle 6 ore, in base all'utilizzo e alla luminosità dello schermo. Il dispositivo ha un jack da 3.5mm e supporta WiFi 6, Bluetooth 5, 3 USB Type-C (1 per la ricarica), joypad, tastiera, mouse, insomma tutto quello che ci si aspetta da Windows 10.

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Due piccole casse nella scocca inferiore compongono l'offerta audio, purtroppo la vicinanza produce un impasto sonoro non eccezionale, specialmente nei medi e nelle voci. Doppio set di analogici convessi stile Switch, direzionale di discreta fattura, tasti silenziosi e dalla buona attuazione, doppia coppia di dorsali facilmente raggiungibili, in generale il corpo della Founder trasmette una buona sensazione di robustezza. Tra l'altro, lo spessore è tale che se volete potete anche collegare un pad e tenerlo in verticale, sta perfettamente in equilibrio a patto di collegare un paio di cuffie, visto che l'audio in basso verrà bloccato dalla superficie di appoggio. Concludono la dotazione 8 tasti scorciatoia, nello specifico i tipici Start e Select, il pulsante Xbox, il tasto Tastiera su schermo, Gestione Attività, il tasto Windows, il tasto Esc e un curioso pulsante per gestire dei led che nel corpo trasparente della Founder possono far compagnia. Non lo abbiamo praticamente mai usato, ma c'è. Ah, nella confezione abbiamo trovato caricatore, cavo USB Type-C e due adattatori Type-C per USB tradizionale.

Obiettivi di giocabilità

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Ora, non pensiamo abbia senso stare a fornirvi benchmark prestazionali sintetici perché se volete usare l'Aya Neo anche come PC, è una scheggia, funziona benissimo, potete collegarlo a qualsiasi monitor Type-C volete e usarlo per tutto quello che fa un PC carrozzato. A noi interessa raccontarvi l'esperienza da gaming simil-Switch che propone, inclusa la funzione start-stop, che grazie a Windows 10 e l'NVMe permette con rapidità di recuperare la sessione.

Partiamo dai tasti e dall'obiettivo che secondo noi bisogna darsi quando si impugnano console portatili con specifiche da fissa: poterci giocare bene, a un framerate che sia almeno 30 fotogrammi, con la capacità di arrivare con comodità a ogni tasto, temperature e rumore accettabili, maneggevolezza nel medio termine di utilizzo, peso, schermo e via dicendo. Va anche detto che essendo di base un notebook portatile, Windows 10 permette di scegliere il proprio equilibrio tra prestazioni e risparmio energetico, ma siamo sinceri nel dirvi che i nostri test sono stati fatti in ottica di massime prestazioni, proprio perché ci interessa vedere quanto e come questo simpaticone può valorizzare l'esperienza portatile sulla nostra libreria Steam o GOG.

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Possiamo anticiparvi che la prova su strada è ottima, anche se la ventola fa spesso un rumore assolutamente percepibile, pertanto è consigliato l'uso di cuffie o auricolari, magari Bluetooth. Abbiamo provato un po' di titoli, alcuni consapevolmente sviluppati su base AMD, altri con un team alle spalle poco avvezzi allo sviluppo PC (si From, parliamo di te). Cominciamo dai soulslike ai quali - grazie a Borderless Gaming settato ad hoc - abbiamo applicato una visualizzazione a 720p nativi in modalità Finestra visto che a schermo intero, con alcuni titoli, la versione Founder si porta dietro un bug di risoluzione che talvolta sfoca un po' l'immagine a video, specialmente i testi. Pertanto, ove non presente la modalità Finestra senza Bordi, per i titoli From abbiamo agito così e il risultato finale ci soddisfa molto.

Test su Founder

Dark Souls 2: Scholar of the First Sin

Dark Souls 2 Scholar of the First Sin è un titolo con degli anni e non ci stupisce che Aya Neo, sviluppando internamente una temperatura di 60°, riesca a tenere il gioco inchiodato ai 60 fotogrammi al secondo a preset massimo. Ci siamo rifatti una bozza di run e la giocabilità è eccellente, a patto di abituarsi agli analogici concavi a corsa corta: i dorsali si raggiungono con facilità, l'ergonomia del prodotto è comoda e un'oretta a spasso per Drangleic ci ha fatto tornare la voglia di rifare un giro completo. From non è famosa per applicare sofisticati algoritmi di anti-aliasing ai suoi port PC, ma il titolo è fluido e la risposta ai comandi è ottima.

Dark Souls 3

Avanti con Dark Souls 3, titolo più recente e con un motore grafico non pesante ma nemmeno da sottovalutare, bisogna quindi mettere in conto dei compromessi. Il primo è l'impossibilità di bloccare nativamente a 30 i fotogrammi, che quindi supereremo con il software AMD Radeon già incluso e la funzione Radeon Chill; il secondo è decidere il preset in base alla fluidità desiderata. Le strade sono due: mettere preset basso e viaggiare tra i 42 e i 55 fotogrammi, oppure impostare il cap per un'esperienza più equilibrata e, in questo caso, potersi permettere preset massimo. Dark Souls 3 si presenta quindi in ottima forma a 30 fotogrammi praticamente inchiodati, per una giocabilità ottima e una resa su piccolo schermo eccellente. Siamo sui 64° di media, ma in generale ci siamo fatti due passi fino a Vordt della Valle Boreale e l'emozione di giocare il più recente Souls sul divano non ha prezzo.

Sekiro: Shadows Die Twice

Sekiro ha bisogno di qualche altro accorgimento: purtroppo, a preset Massimo il titolo è costantemente nella fascia 24-30 fotogrammi, risultando quindi ingiocabile. Bisogna andare su preset Alto con parti a Medio per avere un framerate tendenzialmente ancorato a 30, regalando così un'esperienza unica ai fan di Miyazaki che o non hanno un PC o vogliono poter giocare in giro. Per inciso, sbloccando il cap di fotogrammi e mettendo preset Basso, il gioco viaggia sopra i 40 fotogrammi, ma l'esperienza ha un frame pacing incostante, pertanto consigliamo di impostare cap ma aumentare i dettagli. Il nostro shinobi preferito taglia e affonda, ma anche in assenza di un pad i dorsali permettono di giocare a Sekiro ottimamente, evitando quindi gravi ripercussioni ludiche anche su un titolo così particolare.

Dragon Questi XI

È il turno di Dragon Quest 11, JRPG dal comparto artistico sublime e anche proporzionalmente pesante, in cui ombre e post-processing pesano purtroppo molto sulle performance. Per godere di un'esperienza ottimale sui 30 fotogrammi stabili, bisogna mettere gli scaler sopracitati al minimo o eliminarne uno, in questo modo il JRPG è assolutamente godibile da navigare e sempre bellissimo da vedere. Il sistema rende partecipi di questo carico alzando la temperatura della GPU fino a 66°.

Ni No Kuni II

Ni No Kuni 2 migliora molti elementi rispetto al primo episodio, con una Level-5 che torna alle origini action. Su Aya Neo, Ni No Kuni 2 è bellissimo in qualsiasi modo si imposti. Se si accettano dei preset bassi, il software gira tra 50 e 60 fotogrammi, risultando piacevolissimo da vedere su piccolo schermo. Se invece non si vogliono compromessi, basta impostare il cap a 30 per poter alzare lo scaler su preset Massimo, godendosi tutto il meglio dell'offerta visiva. In generale, in qualsiasi modo si giri, la fatica di Hino è una meraviglia da giocare in portabilità, rimane fresco sui 60° e - complice un gran prodotto alla base - perfettamente fruibile su uno schermo da 7 pollici.

Rise of the Tomb Raider

Rise of the Tomb Raider si comporta più che bene. Nonostante il gioco non sia famoso per la sua leggerezza, ci siamo goduti una mezz'oretta a preset Alto, stabilmente sui 30, senza cali vistosi e perfettamente giocabile, peraltro sempre bello da vedere. Non ha molto senso togliere il cap per vedere alzare i fotogrammi in un flusso incostante a preset bassi, quindi - vista la mole del titolo - ci sentiamo decisamente soddisfatti così.

Shadow of the Tomb Raider

Discorso un po' diverso per Shadow of the Tomb Raider. Aya Neo subisce un po' il peso dell'assenza di ottimizzazione del titolo, soffrendo non poco. Per avere una versione quantomeno giocabile e guardabile bisogna andare su settaggio Basso, ma comunque dei frame per strada ce li perdiamo e andare su Molto Basso renderebbe il prodotto poco galvanizzante. Esperienza in questo caso non ottimale.

Star Wars Jedi: Fallen Order

Star Wars Jedi: Fallen Order è un grandissimo prodotto e una delle sorprese del 2019, plauso a Respawn Entertainment. Su PC non è un titolo particolarmente ottimizzato, ma ha una caratteristica non banale: la risoluzione dinamica. Impostando preset Medio e scaler attivo con cap a 30 fotogrammi, il titolo è perfettamente giocabile, a patto di accettare l'abbassamento di risoluzione nelle situazioni più impegnative per la GPU. Purtroppo non esiste un preset Basso, quindi bisogna accontentarsi in questo modo. Temperatura intorno ai 60°.

Final Fantasy XV

Final Fantasy XV è un po' la sorpresa del lotto. Non pensavamo di poter far girare con assoluta dignità l'ultimo macigno Square-Enix e invece sì. Aya Neo digerisce l'open world di Noctis non senza difficoltà, ma a settaggi Bassi e un cap sui 30 fotogrammi il titolo ci rimane con discreta frequenza, risultando perfettamente utilizzabile. Dopo dei trascorsi su Pascal non proprio idilliaci, non pensavamo questo portatile riuscisse a farcela, complimenti per la sorpresa.

Devil May Cry 5

Devil May Cry 5 è un titolo ottimizzato e leggero grazie all'enorme prestigio del motore su cui gira. Su Aya Neo, il titolo riesce a stare quasi sempre su 60 fotogrammi al secondo a settaggi medio bassi e menare le mani con Nero in portabilità è un bel giocare senza dover sacrificare troppi dettagli. Nel caso invece si accettasse il compromesso dei 30 fotogrammi, si possono aumentare senza problemi i settaggi al massimo, il che è comunque un'alternativa allettante per chi predilige la qualità visiva al gameplay.

Resident Evil 2

Dopo DMC5 un altro titolo su RE Engine, stavolta però con piena dote: Resident Evil 2 gira benissimo su Aya Neo, portando tanto horror in portatile. A settaggi medio-alti il titolo gira perfettamente a 30 fotogrammi ed è sia bello da vedere che perfettamente godibile, anche in condizioni di stress grafico da illuminazioni multiple. Se si vuole provare la carta performance, a patto di abbassare vari dettagli il gioco viaggia su una media di 50 fotogrammi, un risultato comunque assolutamente ottimo.

The Witcher 3

Chiudiamo il cerchio con un altro bel titano: The Witcher 3 in realtà è un'altra piacevolissima sorpresa. A settaggi medi il gioco è stabile sui 30 fotogrammi, il che su uno schermo da 7 pollici è splendido da vedere. La curva di crescita non è enorme e a settaggi bassi non si superano i 37 fotogrammi, quindi abbiamo deciso di bloccare a 30 e goderci impostazioni più interessanti. Alzare i dettagli purtroppo provoca un flusso non giocabile, ma siamo comunque molto soddisfatti della prova visto che settaggi e risoluzione "undocked" sono decisamente più alti del port su Switch, e il tutto - ricordiamolo - senza risoluzione dinamica.

Commento

Prezzo
727 €
Multiplayer.it

8.0

Attualmente in campagna a 727€ nella versione da 1Tb, Aya Neo è un accessorio particolarissimo che ha soddisfatto tutta la nostra curiosità, risultando un compagno che diventa presto imprescindibile, esattamente come Switch prima di esso. L'avanzamento tecnologico è ormai così rapido che non è più sconvolgente giocare titoli AAA in portabilità, ma farlo spesso a settaggi medio-alti è incredibile. Certo, quella da noi testata è la versione Founder e il modello definitivo promette tutta una serie di migliore; inoltre ci sono elementi importanti che sono ovviamente figli di inesperienza da parte del team - come rumorosità e audio - ma il risultato partorito dal Zhang, una persona qualunque che in meno di un anno ci ha fatto recapitare questo sample, è strabiliante. Non siamo stati a elencare per ovvi motivi tante altre potenzialità di Windows 10, come la possibilità di giocare pressoché infiniti titoli retrogaming in emulazione, ma Aya Neo ha la birra per digerire fino alla sesta generazione di console senza problemi. La potenza della più recente componentistica mobile di AMD unita a un NVMe capace di rendere ogni operazione rapida regalano a questa portatile Windows un orizzonte enorme di opportunità ludiche. Se questa è l'alba dei dispositivi simil-Switch su Windows 10, siamo eccitati all'idea di dove potranno arrivare tra qualche anno.

PRO

  • AAA recenti assolutamente giocabili, talvolta anche a 60
  • Maneggevole, ben bilanciato, strutturato con intelligenza
  • Apre tutta una nuova parentesi AMD sul PC Gaming in portabilità
  • Per essere una start-up, prezzo non esagerato
CONTRO
  • Qualche titolo ha bug sulla risoluzione a tutto schermo, in teoria assente dalla versione definitiva
  • Ventola talvolta rumorosa
  • Audio nativo decisamente da migliorare