Big Scale Racing  0

La BumbleBeast prova a sfidare un tabù: portare il frenetico e roboante mondo delle gare sportive in scala ridotta! E nonostante l'oggetto della simulazione potrebbe apparire ai più come poco serioso ben presto ci accorgeremo che Big Scale Racing si pone come simulazione vera e rigorosa.
Amanti delle auto radiocomandate, preparatevi a rispolverare i vostri bolidi, si parte insieme al nostro Davide Mazzucotelli!

RECENSIONE di La Redazione  —   29/11/2002

Semplicità e Immediatezza

La realizzazione del gioco è molto pulita, i menu sono facilmente accessibili e molto chiari, di veloce consultazione, il tutto studiato per togliere quanta più dispersione possibile all’utente, spesso in molti giochi “ubriacato” da troppe opzioni e sottomenu. La modalità in single player ci offre tre possibilità di gara: possiamo disputare un campionato da una lista di 11 totali, che si snoda su tutte le piste presenti; il numero dei campionati non è dato tanto da particolari impostazioni, ma dal fatto che ogni volta correrete sugli stessi tracciati con un veicolo differente. Per salire di graduatoria e sbloccare passo-passo tutti i campionati (all’inizio bloccati) , dovete vincere la competizione o sperare di arrivare sul podio in tre diverse competizioni.
Oltre a questa modalità troviamo la gara semplice, impostabile secondo poche ma essenziali scelte (la più saliente è la tipologia: “championship race” è una gara ristretta ad avversari con la vostra stessa vettura oppure "open race", aperta a tutti i tipi di mezzi, una vera baraonda! ); infine non poteva mancare di certo una sessione di pratica libera dove poter prendere confidenza con i percorsi e i mezzi senza paura di fare pessime figure o finire mestamente in mezzo all’erba…
Desta subito particolare disappunto il limitato numero di percorsi, appena 6, di cui uno è il classico ovale in puro stile Nascar. Fortunatamente la realizzazione dei tracciati è buona, in quanto sono stati progettati in modo da bilanciare direi ottimamente lunghi rettilinei con ampi tornantoni. Lo stile è quello tipico dei percorsi di Formula 1, in perfetto asfalto scuro con numerosi cordoli dove potersi esibire in sorpassi all’ultimo metro (beh, in questo caso all’ultimo centimetro!).
Per quanto riguarda i mezzi, ne abbiamo 5 “standard”, della potenza di 18cc che non superano i 10.000 rpm, e le loro 5 controparti potenziate (“hopped”), che riescono a darci ben 22cc con accelerazioni oltre i 18.000 rpm! Vi posso assicurare che la differenza in gara la si sente, eccome se si sente! Partirete col modello base standard e vincendo i vari campionati riuscirete alla fine a sbloccare anche tutte le auto, arrivando agli ultimi modelli praticamente incontrollabili talmente sono potenti. Facendo i conti abbiamo 5+5= 10 veicoli, ma che prima ho detto essere 11… c’è una sorpresina finale!
Anche in questo caso però sono rimasto personalmente perplesso: sono 5 i modelli, di cui poi sono state cambiate le caratteristiche per ottenerne altri 5 “finti” nuovi… forse a lungo andare troppi modelli creano confusione, ma al primo impatto si rimane alquanto contrariati. C’è comunque una buona notizia: pare che si stia lavorando (sia da parte di fans che dello staff) a delle future implementazioni e realizzazioni di nuovi percorsi e di nuove auto, quindi in un futuro non troppo prossimo questi difetti potrebbero sparire, magari sulla falsa riga di Need for Speed, con una vasta gamma di auto scaricabili da Internet. Quello che ora potete trovare sono solo le varie skins da applicare ai vostri bolidi per dargli un piglio molto più aggressivo delle colorazioni che vi vengono proposte.
A proposito di Internet, BSR offre (ovviamente) la modalità multiplayer, che si compone di partite in LAN e in Split-Screen per due giocatori locali. Ahimè, niente supporto per partite via rete dunque ed è un vero peccato non sfruttare tutte le potenzialità di questo tipo di gioco. Lo split screen è ormai una modalità consolidata e sempre divertentissima, specie per le risate che si fanno e le gomitate che ci si tira a vicenda! Le partite via Lan sono ovviamente spassose, perché riescono ad integrarsi bene sia col gioco frenetico, leggero e divertente, sia con l’alto numero di persone presenti, fino ad 8.

Il rovescio della medaglia

La curva di apprendimento del gioco è veramente alta, in quanto dopo appena pochi giri di pista il meccanismo di gestione risulta essere immediato e naturale. La confidenza con le macchine è ottima all’inizio, ma proseguendo e controllandone di diversi modelli diminuisce drasticamente. Da un lato i BumbleBeast hanno realizzato un prodotto di impatto istantaneo, veloce sia da capire che da fare proprio: frenate in curva, derapate, controsterzate riescono piuttosto bene, aiutate pure da un modello fisico delle vetture altamente realistico e molto spettacolare; da questo punto di vista sono riusciti là dove altre più blasonate case hanno fallito, ovvero creare un sistema che crea subito un feeling col giocatore senza risultare “macchinoso”.
Dal lato opposto però con il crescere della potenza dei motori e la maggior quantità di “simulazione” presente nelle gare, si ha la sensazione di non essere completamente padroni della strada: le auto si scompongono molto in curva, le entrate decise e le sportellate stile Gran Turismo si fanno molto rischiose, in quanto all’80% siamo noi a rimetterci, minime correzioni in piena accelerazione nei rettilinei portano quasi sempre ad un’uscita disastrosa in mezzo ai prati, con ripartente assolutamente dure.
Questo “realismo sportivo” potrebbe scoraggiare alcuni players giovani, magari più portati ad uno stile arcade e dinamico ma non ad uno più meditativo e tecnico; agli utenti esperti invece potrebbe dare grosse soddisfazioni poiché necessita non tanto di grinta e decisione, quando di precisione e strategia: occorre sapere quando frenare, quando inserirsi in curva, saper controllare le sbandate e gestire i propri avversari senza commettere errori. Sembra strano a dirsi, chi vince non è tanto il più veloce, ma quello che alla fine ha commesso meno sbavature e ha tenuto una condotta di guida più pulita e netta degli altri; ahimè l’aggressività e la spettacolarità delle manovre pagano poco a fine gara in questo gioco.

Il mondo visto in scala 1/15

Graficamente BSR si presenta scarno ma essenziale, privo di inutili fronzoli nei vari menu, ma curato nei dettagli della gara. Le auto sono ben realizzate, con delle ottime textures (anche se non elaboratissime), solamente rovinate da modelli 3d un po’ poveri di poligoni (ma non è un grosso male). I circuiti sono ottimi, e i vari effetti di tempo (specie il bagnato) contribuiscono a dare particolare atmosfera alle partite, riflettendo minacciose nuvole nere nel cielo o mostrando un bel tramonto. La guida effettivamente risente degli effetti climatici (come se non bastasse il resto! ) in maniera diversa, ma non così forte da stravolgere l’andamento regolare della gara.
Il gioco è sempre fluido, non pesa eccessivamente sul nostro computer e questo lo rende ancora più apprezzabile da tutti coloro che vogliono un godersi un passatempo divertente e non invasivo. L’ambiente che circonda la pista è buono, ma non eccezionale; i soliti bitmap al posto dei tifosi e costruzioni in 3d dell’ambiente circostante.
Restando sempre di immediatezza, una rapida menzione per l’audio che risulta abbastanza anonimo, senza infamia e senza lode; i sibili della auto sono buoni così come le musiche di sottofondo, che comprendo pezzi dance, rock e misti, senza però lasciare una forte traccia… su di questo in effetti si poteva lavorare meglio, ma evidentemente i programmatori hanno deciso di non spendere troppe energie in un settore che poco interessava loro.

Conclusioni finali

Tirando le somme, BSR si presenta come un ottimo gioco nato in silenzio, da una software house sconosciuta, senza grandi pretese e senza troppe ricercatezze, ma che ha trovato il pubblico videoludico fortemente interessato, vuoi per la realizzazione così lineare e “pratica”, vuoi per la facilità con cui ogni persona può giocarci ed accederci (stessi motivi per cui il solitario e il pinball di windows sono tra i giochi più usati al mondo), vuoi per il divertimento immediato che trasmette.
Tuttavia il prezzo da pagare per tutto ciò si è rilevato notevole, e in alcuni campi il gioco denota delle mancanze che lasciano l’amaro in bocca perché sanno di occasione persa. Il numero ristretto di macchine e piste, le lacune sonore, i dettagli grafici non estremi, sono dei nei che pesano sul giudizio finale, che comunque rimane sempre soddisfacente; mi auguro però che essi non taglino troppo presto le gambe a questo gioco che zitto zitto sta facendo molto parlare di sé.

Una nuova sfida

Sicuramente quando si parla di gare sportive di macchine, le prime cose che vengono in mente sono i motori con cilindrate esagerate, carrozzerie aerodinamiche ed elaboratissime, tracciati impegnativi e tortuosi, piloti agguerriti e tenaci, asfalto rovente e molta, molta folla. Bene, Big Scale Racing non è niente di tutto questo!! La nuovissima software house BumbleBeast ha prodotto questo nuovo gioco puntandolo non tanto sul grande mondo dei motori, ma su quello delle piccolo auto radiocomandate.
In effetti questo settore dei videogames risulta da parecchio tempo orfano di significativi prodotti e colui che ancora detiene lo scettro di miglior gioco è l’imbattibile Revolt. Certo, quest’ultimo privilegiava maggiormente lo spirito arcade delle gare con le macchine radiocomandate, mentre Big Scale Racing nasce più come una simulazione realistica del mondo delle mini quattro ruote.