Cadence of Hyrule, Crypt of the Necrodancer incontra The Legend of Zelda: la recensione 36

Cadence of Hyrule è probabilmente il miglior spin off della storia di The Legend of Zelda. Ecco la nostra recensione.

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   17/06/2019

Indice

All'annuncio di Cadence of Hyrule, di cui state leggendo la recensione, ovvero del sodalizio tra The Legend of Zelda e Crypt of the Necrodancer, nessuno si sarebbe potuto immaginare che due prodotti così lontani potessero amalgamarsi al meglio. La realtà ha però messo in luce come i ragazzi di Brace Yourself Games e Nintendo siano stati certamente più lungimiranti di tutti quanti noi. A qualche mese dall'annuncio e in pieno periodo di E3 arriva su Switch un ibrido particolarissimo, che unisce il gameplay roguelike/musicale con le atmosfere dei vecchissimi capitoli di The Legend of Zelda, senza tralasciare però una cifra estetica e stilistica presa di peso dal recente Breath of the Wild. Con questi presupposti si sviluppa un titolo dalla fortissima ispirazione e dall'eredità importante, che si affianca ad una rigiocabilità pressoché infinita, culminando in una modalità cooperativa che è la ciliegina sulla torta della produzione, al netto di qualche sbavatura.

Cadence Of Hyrule 1

La storia di sempre, più o meno

Cadence of Hyrule è ovviamente ambientato, come lo stesso titolo tende a ricordare, nel mondo che fa da sfondo alle avventure di Link e compagni da una trentina d'anni. Cadence, già protagonista di Crypt of the Necrodancer, si ritrova catapultata non si bene per quale motivo nelle terre di Hyrule, costretta a scegliere ben presto se risvegliare Link o Zelda. Questa scelta cambia profondamente il gameplay, di cui parleremo approfonditamente più avanti. Dal punto di vista narrativo, tentare di salvare il regno con l'uno o con l'altra non cambia gli eventi, ancor più che è possibile risvegliare comunque il secondo compagno tramite una delle "quest" presenti nel gioco ed alternarsi a piacimento tra l'eroe e la principessa. Il nostro scopo è quello di sconfiggere il misterioso Octavo, il quale ha preso pieno potere su Hyrule, delegando le varie zone a quattro suoi sottoposti. Si replica quindi un po' la struttura di Breath of The Wild, con la necessità di sconfiggere i quattro boss per arrivare ad affrontare Octavo che, chissà, potrebbe non essere la sola minaccia risvegliatasi ad Hyrule. Un pretesto banale per una trama altrettanto semplice e appena abbozzata, com'era lecito aspettarsi da Cadence of Hyrule. Ciò non toglie che l'avventura fili via liscia, tra incontri divertenti, una mappa che ripropone le zone del regno così come le abbiamo conosciute recentemente ed è impreziosita da tutta una serie di personaggi non giocanti esterni alle vicende del mondo al quale appartengono, che fanno colore e a volte strappano anche qualche sorriso. Come detto la rigiocabilità è alta e questo fattore è decretato da due diversi elementi: la natura procedurale dell'avventura, che modifica di volta per volta i dungeon nei quali saremo chiamati ad entrare, e la capacità di divertire costantemente grazie alla casualità che porta a trovare questo o quell'altro oggetto, spingendovi ad affrontare la vostra partita in maniera sempre diversa.

Cadence Of Hyrule 2

Un gameplay Caden-zato

Chi ha avuto a che fare con Crypt of the Necrodancer in questi anni, riconoscerà facilmente le basi da cui Cadence of Hyrule prende fondamento. All'interno di veri e propri quadri (come si chiamavano un tempo le zona di gioco di ogni singolo titolo) che ripropongono una straordinaria Pixel Art dettagliatissima, siamo chiamati a spostarci seguendo il ritmo della musica di quella zona. Un metronomo nella parte inferiore dello schermo e la griglia sul campo da gioco ci aiutato a districarci meglio in questo tripudio di coordinazione psicomotoria, che risulta più difficile a dirsi che a farsi. È evidente che non aver mai giocato al capostipite del genere crei dei momenti di confusione iniziale: d'altronde alcune scelte di design come l'attacco automatico, il movimento su caselle (di cui talvolta conta anche la direzionalità) e la necessità di muoversi a tempo, pena l'immobilità e la perdita di punti, sono elementi si interessantissimi ma difficili da far digerire velocemente al giocatore. Ciò che rende mediamente più abbordabile questo Cadence of Hyrule rispetto al primo lavoro del team, è la possibilità di tornare istantaneamente in vita, nonostante l'esistenza del permadeath, che è possibile attivare inizialmente e che consente di trasformare il titolo in un brutalissimo roguelike/roguelite. Come abbiamo già detto è necessario contare bene non solo il tempo ma anche i movimenti da effettuare. Avvicinarsi ad un nemico per attaccarlo comporta la necessità di attendere anche la giusta posizione avversaria, pena l'arrivare secondi sul tempo e venire colpiti. La morte porta ad una schermata (che a dire la verità è possibile bypassare) nella quale spendere l'unica moneta di scambio accumulabile tra un gameover e l'altro: i diamanti. Ottenibili ad ogni quadro una volta uccisi tutti gli avversari, o recuperati in punti specifici di Hyrule, si affiancano alle chiavi e alle rupie, altri consumabili che invece vanno persi ad ogni morte, insieme a tutti gli oggetti con una durabilità. Questo vale per torce, anelli, pezzi di equipaggiamenti, pale per scavare e quant'altro. Gli scontri con le diverse tipologie di nemici e la struttura di Hyrule portano ad una naturale pulizia del mondo di gioco, soprattutto quando è possibile riconoscere zone ormai importanti per ogni appassionato della saga, alle quali Brace Yourself Games ha donato l'adeguato riconoscimento. È così che l'approccio al Bosco Perduto porta inevitabilmente alla necessità di trovare la strada in un labirinto apparentemente senza uscita (è possibile recuperare un oggetto utile a trovare la giusta via).

Cadence Of Hyrule 5

Lo stesso vale per i villaggi, che richiamano la mitologia del luogo e che spesso nascondono segreti della lore di The Legend of Zelda. Ciò che sorprende più di tutto nel corso dell'avventura è il modo nel quale il team sia riuscito a donare originalità e fedeltà in egual misura, toccando le corde di tutti e senza mai annoiare. La possibilità poi di utilizzare sia Link che Zelda dona quella differenziazione di approccio che non guasta mai. Mentre il primo è molto più classico, puntando tutto sull'attacco e poi sulla guardia con lo scudo, Zelda risulta inizialmente più fragile, ma pian piano recupererà una serie di pietre che la renderanno una maga provetta. Non tutti gli oggetti saranno utilizzabili da entrambi e questo permette di variare non solo gli elementi di gameplay ma di rendere più adatto l'uno o l'altra in base alle situazioni. Ad onor del vero, c'è da dire che quando si gioca in co-op, la possibilità di averli entrambi a schermo comporta anche spesso la "rottura" dei vari enigmi, che diventano improvvisamente più semplici, eliminando quasi del tutto il grado di sfida. Cosa che tra l'altro è possibile anche individualmente, grazie all'opzione che disabilita la necessità di andare a ritmo. Inutile dire che questo elemento distrugge qualsivoglia motivo di esistenza del gioco in sé ma, come diciamo sempre in questo caso, meglio averlo che non. A concludere un'offerta ricca ci pensa la classifica dei giocatori, che spinge a migliorarsi sempre con l'obiettivo di completare l'avventura secondo alcune specifiche richieste. Abbiamo parlato di offerta ricca perché Cadence of Hyrule è certamente un titolo profondo e rigiocabile, ma non certamente lungo. La singola partita, fosse anche la prima che si porta a termine, si può concludere tranquillamente tra le cinque e le sei ore, diminuendo drasticamente una volta conosciuti gli elementi cardine del gameplay e dell'avanzamento. Questo dettaglio non ne vanifica la pienezza strutturale, né lo si può considerare un vero e proprio difetto - in fondo il mondo di gioco è talmente vasto che risponde alle esigenze di ognuno - ciò che però non convince è il suo prezzo di vendita. Come spesso accade quando si tratta di titoli che sfruttano licenze così forti, venticinque euro ci sono sembrati decisamente un po' troppi per la mole di contenuti, adeguati se invece si considera la cura con la quale solo stati realizzati. A voi la scelta.

Cadence Of Hyrule 3

La pixel art e l'amore per la tradizione

Come abbiamo già accennato, Cadence of Hyrule è un vero gioiello da guardare in movimento. Inutile ribadire il solito elemento distintivo di Nintendo Switch, con una versione portatile stracolma di colori e dalla qualità estetica disarmante, che si scontra purtroppo con una visione slavata, meno dettagliata e anche leggermente più "scattosa" quando si passa in ambito casalingo e si sfrutta il dock della console. Al netto di questo, il lavoro di Brace Yourself Games è incredibile. La cura per i dettagli, la capacità di riproporre creature e luoghi in pixel art e la struttura di tutta Hyrule - che rappresenta a tutti gli effetti uno dei protagonisti del gioco - si traduce in una dichiarazione d'amore difficile da quantificare. È palese quanto il team abbia sentito la responsabilità dell'eredità messa nelle loro mani, ma che evidentemente si è tramutata anche nella spinta a dare qualcosa in più, sorprendendo tutti, per primo che scrive. Hyrule è viva, colorata, differenziata e colma di piccoli segreti, impreziosita da una lavoro sulla colonna sonora che è certosino e riuscitissimo. Muoversi a tempo non è solo lo scopo del gioco, ma risulta qualcosa di naturale che viene dall'ascoltare dei remix di pezzi storici da capogiro. Ci sentiamo liberi di consigliarlo a tutti gli amanti di Crypt of the Necrodancer, a quelli di The Legend of Zelda e anche a tutti coloro i quali amino gli esperimenti riusciti appieno, di cui questo è uno dei massimi esponenti degli ultimi anni.

Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
24.99 €
Multiplayer.it

8.5

Lettori (15)

8.2

Il tuo voto

Cadence of Hyrule è un gioiello sotto quasi ogni punto di vista. Eliminando quei due o tre piccoli difetti elencati nel corso di questa recensione, ciò che resta è un gioco straordinario, divertente ed impegnativo al punto giusto. In grado di regalare sia sorrisi che genuina rabbia, non si dimentica di accompagnare per mano il giocatore nelle sue fasi più cruciali, finendo per abbandonarlo al fuoco degli inferi solo in una parte finale dove il grado di sfida sale vertiginosamente, ma senza mai spingere alla frustrazione. Brace Yourself Games è un team talentuosissimo, che non ci dispiacerebbe vedere a lavoro su altri esperimenti di questo tipo. Nel frattempo si vola a ballare per Hyrule.

PRO

  • Hyrule è magnificamente realizzata
  • I dungeon sono divertenti e mediamente impegnativi
  • L'accompagnamento musicale è straordinario
  • La formula di gameplay funziona e diverte

CONTRO

  • La durata non è esattamente esaltante, ma in parte giustificata
  • La parte finale innalza la difficoltà, che potrebbe far desistere qualcuno poco avvezzo al genere