Cities: Skylines, la recensione della versione Nintendo Switch 34

Dopo PC e console tradizionali, Cities: Skylines arriva su Nintendo Switch: ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   18/09/2018

Indice

Non era un'operazione semplice da fare, ma Cities: Skylines è stato definitivamente sdoganato anche sulle console fino ad arrivare su Nintendo Switch: vediamo dunque come se l'è cavata nella sua nuova incarnazione in questa recensione. Era più o meno il 1989 quando SimCity raggiunse il Super Nintendo: nonostante potesse sembrare la produzione più distante possibile dagli standard della console, la creatura di Will Wright riuscì a conquistarsi uno spazio importante in quello strano territorio, tra Mario e Zelda. D'altra parte, era un'epoca in cui i confini tra PC e console erano molto più netti di ora ma c'era anche una certa spregiudicatezza, che aveva consentito pochi anni prima addirittura a Maniac Mansion di raggiungere il NES e nelle conversioni veniva messo anche un certo estro per cercare di rendere ogni versione in qualche modo unica.


Giocando a Cities: Skylines viene in mente proprio quella strana ma azzeccata conversione, per motivi di vicinanza concettuale ma anche rendendosi conto di come le cose siano molto diverse oggi. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un city builder nato nel profondo del panorama PC, come progetto studiato per offrire un'alternativa ragionata e complessa nel contesto di un genere che al momento non conta una quantità enorme di scelte valide, e giunto su una console peraltro piuttosto distante dalle atmosfere d'origine del progetto, sebbene Nintendo Switch stia ormai dimostrando una versatilità davvero notevole. Come all'epoca SNES, anche qui si tratta di adattare un'interfaccia studiata per tutt'altro tipo di fruizione, su una console fatta per essere utilizzata con stick analogici e una quantità limitata di tasti, ma in questo caso il porting è figlio dei tempi moderni, in cui il gioco tende a rimanere sostanzialmente lo stesso da una piattaforma all'altra, incappando in qualche inevitabile - e purtroppo evidente - compromesso.

Il sindaco demiurgo

Abbiamo trattato Cities: Skylines a diverse riprese a questo punto, dunque potete trovarne delle analisi più approfondite nella recensione della versione PC e in quella della Xbox One Edition, con delle descrizioni più specifiche del suo funzionamento. La versione Nintendo Switch afferisce in tutto e per tutto a quella della console Microsoft, dalla quale deriva interamente anche l'adattamento dell'interfaccia, con un ovvio cambio di tasti ma seguendo sostanzialmente la stessa logica. In termini di contenuti, in questo caso troviamo integrate con gli elementi originali anche le prime due espansioni uscite: After Dark, che propone il ciclo giorno-notte e consente dunque di avere una rappresentazione più completa della città nell'arco delle 24 ore (virtuali), con attività urbane che variano in base alle diverse fasi della giornata e il pacchetto Snowfall che introduce alcune ambientazioni invernali, eventi meteorologici a tema e alcune variazioni in termini di trasporti pubblici come la gestione dei tram.


Restano dunque fuori vari altri pacchetti usciti successivamente su PC come Natural Disaster, Mass Transit e Green City, almeno per il momento. La dotazione di base su Nintendo Switch consente dunque di costruire la propria città su quindici terreni diversi, alcuni dei quali di tipologia "glaciale", che portano a stili e soluzioni urbane molto differenziate anche in base alle diverse risorse che vi troviamo, dunque la varietà è comunque assicurata, anche se non si raggiungono la quantità e la complessità di scelte diverse presenti su PC, che può contare sia su un maggior numero di DLC che sul fondamentale supporto per le mod, assenti nelle versioni console. Il gioco di base c'è tutto, in una conversione che non ha voluto lasciare fuori praticamente nulla, in barba alle idee di differenziazione tra i supposti gusti del pubblico console rispetto a quello PC: Cities: Skylines su Nintendo Switch è lo stesso city builder che è stato ampiamente apprezzato nella versione originale, con la stessa complessità e profondità, il suo ottimo bilanciamento e la sua introduzione graduale nelle meccaniche più profonde.

Compromessi inevitabili

Il problema principale nel voler portare un city builder su console e nel volerlo fare peraltro, come in questo caso, senza sacrificarne alcun aspetto della meccanica di gioco e proponendone dunque l'esperienza completa, è rappresentato dall'interfaccia. Questo era un po' il punto debole della precedente versione Xbox One e si ripropone identico, se non leggermente peggio, su Nintendo Switch: le soluzioni adottate per i controlli sono le stesse e nelle opzioni sono presenti anche numerose possibilità per personalizzarli e modificarne vari aspetti come la sensibilità e gli assi, ma è chiaro come non ci sia nulla di paragonabile al mouse per un gioco di questo genere. Cities: Skylines richiede in certi casi delle progettazioni alquanto precise, in particolare per quanto riguarda strade, linee elettriche e idrauliche o sistemi di trasporto e queste sono inevitabilmente scomode da disegnare con gli stick analogici. Stranamente, gli sviluppatori hanno anche evitato completamente di utilizzare il touch screen di Nintendo Switch, che invece poteva tornare particolarmente utile nel riproporre un'esperienza simile a quella del mouse ma evidentemente il lavoro di riorganizzazione dell'interfaccia sarebbe stato troppo complesso da affrontare.


I piccoli stick analogici della console possono mettere a dura prova la pazienza dei giocatori, cosa che migliora parzialmente con l'utilizzo del Pro Controller ma non si risolve mai del tutto. Un altro problema, questo più specifico della versione Switch anche rispetto alle altre console, è dato dalle performance del gioco. Cities Skylines effettua il classico upgrade di risoluzione se viene giocato su TV ma in ogni caso i cali di frame-rate sono piuttosto all'ordine del giorno, soprattutto quando le città cominciano ad essere particolarmente complesse e si effettua lo zoom al massimo. Non è un problema che inficia l'utilizzo del gioco, dato anche il genere di appartenenza, ma può comunque disturbare nella volontà di seguire la propria creazione nei minimi dettagli. Paradossalmente, la questione sembra notarsi meno con il gioco in versione portatile, visto che la riduzione di risoluzione sembra giovare alla fluidità sebbene anche la perdita di dettaglio sia alquanto evidente. Cities: Skylines è disponibile in varie lingue ma al momento manca ancora il supporto per l'italiano.

Versione testata
Nintendo Switch
Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
39,99 €
Multiplayer.it

8.2

Lettori (6)

7.3

Il tuo voto

Non possiamo fare altro che ribadire quanto detto in precedenza, considerando Cities: Skylines il miglior city builder ad impostazione classica dai tempi di SimCity 4, cosa particolarmente vera su console vista la scarsa quantità di concorrenti. Resta fermo il problema inevitabile di una certa scomodità nell'utilizzo dell'interfaccia sui controller console, forse leggermente accentuato in questa versione Nintendo Switch che accusa anche alcuni peggioramenti sul lato tecnico, in termini soprattutto di prestazioni. D'altra parte, se avete voglia di un gioco di costruzione e simulazione urbana su Switch non ci sono molte altre proposte e questa, fortunatamente, è anche la migliore scelta possibile nell'ambito, oltretutto con il vantaggio peculiare di poter essere fruito in mobilità sebbene questa versione non rappresenti il miglior modo in assoluto di giocare a Cities: Skylines.

PRO

  • Resta il miglior city builder a impostazione classica
  • Presenza delle espansioni After Dark e Snowfall
  • Possibilità di giocare ovunque un portabilità

CONTRO

  • L'interfaccia adattata al controller è sempre un po' problematica
  • Cali di frame-rate e riduzione del dettaglio grafico
  • Mancano alcune espansioni e le mod della versione PC