Conglomerate 451, la recensione 67

La recensione di Conglomerate 451, un dungeon crawler roguelike a tema cyberpunk tutto italiano di buonissima fattura, che ci fa vivere una nuova guerra tra multinazionali

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   25/02/2020

Indice

Conglomerate 451 è il nuovo gioco degli italiani Runeheads (Fall of Light). Come vedremo nel corso della recensione, è un miscuglio ben riuscito tra Dungeon Master, da cui riprende l'impostazione generale, e Darkest Dungeon, di cui accoglie alcune idee nella gestione del party e gli elementi roguelike.

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Nel gioco vestiamo i panni del direttore di un'Agenzia segreta incaricata di riprendere il controllo del settore 451 (il riferimento al libro di Ray Bradbury non è casuale) per conto del Senato di Conglomerate City, una metropoli colossale e decadente, teatro di lotta tra multinazionali assetate di potere e bande criminali. L'agenzia dispone della licenza per creare dei cloni umani con innesti cibernetici, che andranno a formare le squadre che scenderanno effettivamente sul campo di battaglia per affrontare le diverse missioni. All'inizio del gioco dobbiamo scegliere tra la modalità storia, che ci permetterà di seguire gli eventi preimpostati dagli sviluppatori in una campagna che ci svelerà piano piano i segreti del settore 451, o la modalità infinita, con eventi casuali e nessun limite temporale. Il gioco in sé è diviso in due macro sezioni, una gestionale e una sul campo. Esamineremo entrambe in dettaglio nei prossimi paragrafi.

Parte gestionale

La parte gestionale di Conglomerate 451 è quella che permette di creare la nostra squadra di cloni e di gestirne tutti gli aspetti, con un occhio alle finanze e uno alla ricerca tecnologica. Sostanzialmente da un menù laterale è possibile selezionare le varie voci che danno accesso alle diverse sezioni dell'agenzia, tutte utili per qualche scopo.

Ad esempio il laboratorio di clonazione ci consente di creare nuovi agenti, scegliendo tra le classi disponibili, il centro di ricerca ci dà accesso ai cinque alberi delle tecnologie, che sbloccano strutture e capacità degli agenti, mentre il centro medico permette di curare i feriti dal dolore e dai traumi, usando delle vasche di rigenerazione. Qualche parola a parte la meritano gli alloggi, dove abbiamo accesso diretto agli agenti già creati. È qui che possiamo gestirne la dotazione, farli crescere di livello, impiantargli nuovi chip, controllarne lo stato, verificarne le mutazioni e, in sostanza, eseguire tutte quelle operazioni di microgestione necessarie per renderli più efficienti. Volendo possiamo anche ritirarli per liberare slot, così da impiegare sul campo cloni freschi che godano di tutti i bonus sbloccati nel centro di ricerca.

Oltre a gestire la squadra, il menù dell'agenzia ci consente anche di accedere a preziose informazioni. Ad esempio nel cimitero possiamo ritrovare tutti gli agenti ritirati o distrutti sul campo di battaglia, mentre l'archivio e l'ufficio del direttore ci presentano una serie di interessanti statistiche sulla nostra partita, nonché i progressi fatti nel prendere il controllo dei vari territori.

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Infine c'è il menù Nuova Missione, che è autoesplicativo: è da qui che possiamo selezionare il nostro prossimo compito e scegliere chi far scendere in campo per provare a portarlo a termine. Ogni incarico ha un suo livello di difficoltà che solitamente determina il numero di nemici presenti e la loro forza. Ovviamente più il livello è alto, più ci sarà bisogno di una squadra rodata per riuscire a uscirne vivi.

Esplorazione e combattimento

Fatte tutte le scelte più opportune nella parte gestionale e composta la squadra operativa, si è pronti a scendere in campo. Qui Conglomerate 451 svela la sua natura da dungeon crawler. Il sistema di controllo infatti è quello tipico dei giochi alla Dungeon Master, quindi con movimenti fissi e rotazioni di novanta gradi per i cambi di direzione. Il confronto però finisce qui perché il sistema di combattimento è completamente differente. Quando la nostra squadra incontra dei nemici si attiva infatti un sistema a turni che ci permette di far agire gli agenti uno alla volta direttamente sul campo di battaglia (la visuale rimane la stessa). Le azioni a disposizione dipendono dalla classe dell'agente e dalle abilità che si sono selezionate in fase creazione (o modificate negli alloggi).

Diciamo che in linea di massima ogni agente può disporre di capacità offensive, difensive, curative o di supporto, con alcune specializzazioni date dalla classe di appartenenza. Ci sono quindi alcune classi più versate per il combattimento, altre che fungono soprattutto da spalla e altre ancora che perfette per le operazioni di hacking, queste ultime utili contro gli avversari dotati di innesti cibernetici o completamente robotici.

Durante le missioni gli scontri sono inevitabili, quindi è bene partire preparati. A differenza di altri titoli, qui non bisogna preoccuparsi tanto del consumo di risorse, dato che ogni abilità è utilizzabile senza limiti, ma proprio di quali abilità utilizzare per avere la meglio. Alcune sono infatti più utili contro gli avversari robotici, altre contro quelli umani e altre ancora proteggono da attacchi specifici portati da certi nemici.

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Questi ultimi sono presi tutti dal campionario del perfetto gioco cyberpunk: abbiamo quindi le classiche bande criminali, vari tipi di robot, gli agenti di corporazioni rivali, torrette e pericoli vari. Ognuno di essi può essere dotato di armi corpo a corpo, pistole, fucili, mitragliatori, granate e armi speciali particolarmente efficaci contro gli agenti. Nelle missioni di livello 1 non è facile accorgersi di alcune sfumature del sistema di combattimento, ma già al livello 2 le cose cambiano e le scelte da compiere si fanno più meditate.

Ad aggiungere un altro strato di complessità al tutto ci pensa la batteria: ogni agente è dotato di una certa quantità di energia che può spendere in vario modo. Uno di questi è ricaricare gli scudi, vitali per non essere fatti subito a pezzi. Comunque sia l'energia non si può utilizzare in modo indiscriminato, perché non serve solo per combattere, ma anche per compiere tutte le azioni di hacking del gioco. Finita l'energia di tutti gli agenti non sarà più possibile violare terminali o utilizzare l'hacking in combattimento. Il rischio di rimanere bloccati non esiste, ma c'è quello di rendersi la vita difficile e di perdere alcune importanti risorse. Per trovare queste ultime bisogna essenzialmente esplorare tutte le mappe, andando anche oltre gli obiettivi prefissati. Ogni missione è divisa in due mappe distinte: quella della città, completamente evitabile, e quella ambientata in uno dei quartieri, che è poi dove si trova il nostro bersaglio, sia esso un nemico da eliminare o un oggetto da ritrovare.

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Le mappe sono generate proceduralmente, quindi cambiano di partita in partita, comunque ci sono alcuni elementi fissi che si possono trovare a ogni accesso. Ad esempio nelle città non mancano mai i negozianti, ossia dei venditori sottobanco di droghe potenzianti, di software illegali dall'uso singolo che danno dei bonus consistenti e di chip elettronici da innestare su armi o parti cibernetiche. Oltre a vendere merci, i negozianti possono anche acquistare gli oggetti in nostro possesso, facendoci accumulare soldi e tecnologia, le due principali risorse di Conglomerate 451. Per questo ogni tanto è necessario fargli visita, anche a costo di rendere più difficile una missione. Gli scenari non sono molto interattivi, ma poco importa visto che siamo negli standard del genere. Diciamo che in giro si trovano dei contenitori apribili, qualche oggetto elettronico hackerabile, interruttori che sbloccano porte, chiavi che fanno la stessa cosa e poco altro.

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La natura casuale delle mappe ha probabilmente impedito di creare puzzle più complessi, anche se va detto che il focus di Conglomerate 451 è soprattutto sui combattimenti, quindi tutto il resto è considerabile una specie di extra.

Grafica e appunti finali

A livello tecnico il lavoro svolto da Runeheads è ottimo. Non solo gli oggetti che compongono gli scenari di Conglomerate 451 sono ben realizzati e azzeccati, tra insegne al neon animate, corridoi metallici, palazzi giganteschi e quant'altro, ma sono usati in modo molto intelligente, così da mascherare alcuni limiti, tutti di natura produttiva. Con il passare delle ore un po' di ripetitività emerge, ma è una pecca che si può perdonare a un titolo realizzato da un team di due persone e che costa un terzo di un gioco premium. Anche i modelli umani, nonostante non siano eccezionali, sono ben realizzati e particolareggiati. Meno azzeccato il design di alcuni avversari robotici, troppo negli standard per emergere rispetto al resto.

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Il lato peggiore di Conglomerate 451 è sicuramente la colonna sonora. Non parliamo solo delle musiche, in questo caso, che stancano dopo pochi minuti e sono eliminabili senza troppi rimpianti, ma anche del droide chiacchierone che ci portiamo in missione e che ci infastidisce di continuo con le sue battute. Purtroppo quest'ultimo non si può eliminare, a meno di non staccare completamente il sonoro... o di non distruggere casse o cuffie.

Addio drone

Ci segnalano gli sviluppatori che con l'ultima patch, pubblicata purtroppo mentre stavano finendo di scrivere la recensione, è stata aggiunta l'opzione per disattivare il drone chiacchierone. Ora sapete che fare...

Digital Delivery
Steam, GoG
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (1)

8.0

Il tuo voto

Conglomerate 451 è un buon prodotto. Se dovessimo descriverlo con una parola lo definiremmo "concreto", ossia conscio di alcuni suoi limiti ma capace di mascherarli in modo efficace. In generale funziona e riesce a rendere più che bene le atmosfere tipiche del genere cyberpunk, offrendo anche alcuni spunti interessanti. Sicuramente gli appassionati lo apprezzeranno, così come quelli che sono alla ricerca di un gioco di ruolo fresco e ben studiato. Non è impeccabile in tutto ciò che pretende di fare o di essere, ma ci si passa tranquillamente sopra se ci si lascia prendere dal sistema di combattimento e dalla gestione della squadra.

PRO

  • Il sistema di combattimento
  • La gestione della squadra
  • Un buon miscuglio di generi diversi

CONTRO

  • Alcuni menù sono un po' confusionari
  • La colonna sonora
  • Può diventare ripetitivo sulla lunga distanza