Crusader Kings 3, la recensione

La recensione di Crusader Kings 3, l'erede di uno degli strategici più apprezzati di sempre che introduce diverse novità alla formula originale

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   31/08/2020
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Indice

Scrivere una recensione di Crusader Kings 3 non è semplice, perché da una parte offre un sistema di gioco così complesso e articolato, dotato com'è di centinaia di funzioni che si intrecciano tra loro, che è sostanzialmente impossibile da raccontare nel dettaglio, a meno di non volersi mettere a scrivere una specie di guida ufficiale; dall'altra il gameplay è paradossalmente così "narrativo", che si rischia facilmente di perdere di vista il lato più meccanico dell'intera esperienza.

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In effetti uno dei punti di forza del nuovo grand strategy di Paradox, che poi lo era anche del glorioso predecessore, è la sua capacità di creare trame coinvolgenti dando al contempo al giocatore tutti gli strumenti per gestirle come meglio crede. Per Crusader Kings 2 si parlò della migliore trasposizione videoludica di Il Trono di Spade, pur senza licenza ufficiale, per il seguito si può dire lo stesso, con in più l'aggiunta di diverse caratteristiche che rendono i suoi intrighi ancora più significativi.

Gameplay

Raccontato in poche parole, Crusader Kings 3 è uno strategico in cui bisogna riuscire a far prosperare la propria dinastia, sia a livello territoriale, sia a livello di potere politico. Il gioco è ambientato in pieno medioevo ed è diviso in un gran numero di campagne di diversa difficoltà, che ci vedono interpretare vari signori feudali in cerca di fortuna. La difficoltà iniziale varia a seconda dell'ampiezza del regno, delle risorse a disposizione, ma soprattutto dei rapporti del leader con il vicinato, nonché dell'ampiezza della sua linea di successione. La mappa di gioco, completamente 3D, aiuta enormemente a ottenere le informazioni che servono per iniziare immergersi nel gameplay e per perseguire i nostri obiettivi, siano essi l'espansione, la stabilità o la creazione di un'ampia linea di successione (il gioco lascia liberi in tal senso, pur dando alcuni obiettivi di massima).

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Come in Crusader Kings 2, la mappa è liberamente zoomabile. A ogni livello di zoom corrispondono informazioni differenti, come i confini politici dei vari regni o la visione delle icone delle truppe che si stanno spostando per i territori. Non mancano indicazioni sulla divisione interna dei singoli regni, icone legate ad alcuni ruoli chiave, come ad esempio gli scudi dei vassalli (personalità cui il signore feudale affida il governo di un certo territorio), o la rappresentazione delle città maggiori presenti. Queste ultime danno la possibilità di cliccarci sopra per gestirle, magari costruendo nuovi edifici o verificando la felicità della popolazione.

Uno dei primi concetti da comprendere per giocare al meglio Crusader Kings 3 è di come sia una simulazione non solo economico militare, ma anche politica e, per certi versi, umana di quello che poteva essere un regno all'epoca delle crociate. Per capire meglio il gioco la prima cosa da fare è avviare il tutorial, che comunque nella sua ora di durata non ci prova nemmeno a spiegare nel dettaglio tutte le funzioni dell'interfaccia.

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Del resto non sarebbe possibile. Fornitoci qualche concetto base ci invita quindi a sperimentare e a consultare l'enciclopedia interna in caso di necessità. Da notare che Paradox ha scelto di concentrarsi molto più sulla spiegazione di come funzionano i personaggi, che sull'illustrazione del lato militare, dando l'idea già dal tutorial che l'obiettivo di Crusader Kings 3 non è solo quello di farci scendere in guerra con chiunque, ma anche di farci comprendere i rapporti di forza determinati dalle relazioni umane e dalla capacità di un regnante di garantirsi una discendenza forte, nonché di soddisfare i suoi servitori più fedeli. Nel mezzo c'è una quantità infinita di possibilità.

I leader sono dei normalissimi esseri umani, quindi delle creature transitorie con dei punti di forza e molte debolezze. Sono i loro tratti caratteriali a determinare le relazioni con gli altri personaggi, sia essi gente di corte, signori di altri territori o rappresentanti delle varie religioni.

Da questo punto di vista Paradox ha fatto un lavoro eccezionale, dotando ogni personaggio di una sua personalità che entra in relazione con quella degli altri in modo verosimile, portando però anche a dei risultati inattesi. La prima cosa da fare all'inizio di ogni partita è di tenere l'azione in pausa (il gameplay scorre in tempo reale a velocità selezionabili dal giocatore) per esaminare i tratti caratteriali di tutti i personaggi facenti parte della cerchia del leader, nonché quelli delle figure chiave dei territori intorno al nostro. È vitale conoscere la considerazione che i nostri vassalli hanno di noi, così come capire da subito con chi sia possibile allearsi e con chi si finirà probabilmente per fare la guerra o peggio. Del resto è anche importante capire da subito che i rapporti sono inevitabilmente fluidi e che ogni scelta fatta produce conseguenze in base alle aspettative che gli altri hanno di noi. Ma ora facciamo un esempio di situazione di gioco, che forse è l'unico modo per far capire davvero lo spirito di Crusader Kings 3.

Una situazione di gioco

Il nostro leader, di origini scozzesi, è un uomo rude e carismatico, amante della bella vita e delle scappatelle, ma allo stesso tempo molto accorto a livello economico. È sposato con la figlia di un signore scandinavo, una donna morigerata e devota che ha una scarsissima considerazione di lui, nonostante sia la sua consigliera.

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I due hanno già una loro discendenza, ma i due figli sembrano propendere più per la madre che per il padre. In termini di politica generale, all'inizio della partita decidiamo che il nostro governo avrà un occhio sempre vigile sulle spese, ma cercherà di fare il bene della popolazione non tassandola eccessivamente. In questo modo la crescita sarà più lenta, ma eviteremo insurrezioni interne. Le nostre abilità iniziali verteranno tutte sul principio della pace sociale. Con il tempo fattori quali l'educazione, lo stress e il naturale cambio di leader per invecchiamento e morte porteranno a dei cambiamenti nella abilità di governo, ma vista la situazione iniziale è meglio non tirare troppo la corda con la popolazione, visto che i nostri tratti caratteriali sono forieri di ben altri. Come dicevamo il nostro leader è un seduttore irredento che non può fare a meno di infilarsi tra le lenzuola delle donne delle corte e finanche delle moglie dei suoi amici, almeno di tutte quelle che gli lanciano occhiate lascive a tavola. Volendo, come giocatori potremmo evitare di soddisfare questo suo lato farfallino, con però il risultato di aumentare a dismisura il suo stress portandolo probabilmente dritto alla pazzia. Meglio assecondarlo.

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Il problema è che questa sua debolezza crea forti dissapori con diverse persone: i mariti delle sue amanti, che nel caso siano degli altri signori feudali può significare l'inasprimento dei rapporti fino ad arrivare alla guerra; i rappresentanti ecclesiastici, che non vedono mai di buon occhio un leader che si abbandona alla lussuria più sfrenata; e moglie e figli, che non apprezzano un padre troppo libertino. Inoltre il tradimento è una leva potente, che alcuni uomini spregiudicati possono sfruttare per accrescere il loro potere tramite gli schemi (sostanzialmente dei piani a lungo termine che prevedono la seduzione, l'omicidio, la ricontrattazione delle condizioni di vassallaggio e molto altro), tanto che un nostro vassallo convince la moglie a essere molto disponibile con noi proprio per ottenere ciò che vuole: un posto in consiglio.

Per farla breve, il primo cambio di leadership della partita, abbastanza repentino, avviene per avvelenamento. La mittente del dolce regalo pare essere stata la nostra castissima consorte, in collaborazione con uno dei figli diventato ormai adulto, che condivideva il suo profondo disprezzo nei nostri confronti. È lui il nuovo leader.

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Il giovane è di tutt'altra pasta rispetto al vecchio sovrano: amante della guerra e fervente cattolico, vuole che la popolazione si sollevi contro alcuni sovrani indegni, rei probabilmente di somigliare troppo al padre. Anche il suo enturage politico (vassalli o personalità del regno assegnate a ruoli chiave come quelli amministrativi e d'intelligence) subisce una vera e propria rivoluzione, con i cambiamenti volti a premiare la fazione che ha aiutato a complottare contro l'indegno genitore. I vecchi amici di orge e di bevute diventano ora dei nemici da tenere al margine del regno, mentre i vecchi nemici sono ora insediati in ruoli chiave e sono stati premiati anche con dei titoli nobiliari che danno loro ulteriore prestigio. L'importante è che la dinastia prosegua e che i titoli conquistati non vadano perduti.

Guerra

Qualche parola la merita anche il lato militare. Come in Crusader Kings 2, non è il focus del gioco: si possono formare eserciti assoldando diversi tipi di unità, ma gli scontri avvengono in modo automatico e sono determinati dalla forza complessiva del nostro esercito, cui non possiamo dare ordini diretti in combattimento. In qualche modo ci troviamo di fronte al sistema più semplice di Crusader Kings 3, quasi secondario rispetto agli altri: per dichiarare guerra dobbiamo avere un casus belli, utile per non deteriorare di colpo i rapporti con gli altri regni (dichiarare guerra senza motivo non viene visto di buon occhio da nessuno).

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Il casus belli può essere il semplice accampare diritti su di un determinato territorio per questioni dinastiche, o l'essere stati aggrediti, o l'avere una leva molto forte contro qualcuno. Ad esempio un leader profondamente religioso può attaccare il territorio di un leader dallo stile di vita dissoluto facendo leva proprio su questo (magari dopo aver inviato alcune cortigiane appositamente a fabbricare prove contro l'avversario). Entrati in guerra è possibile sollevare tutte le truppe di un territorio per formare un esercito e inviarlo dove serva. Nel caso si abbiano degli alleati li si potrà chiamare in nostra difesa, aumentando la scala del conflitto. Di solito le guerre di Crusader Kings 3 si svolgono tra più regni, soprattutto nelle fasi avanzate di gioco, dove i rapporti politici costruiti in precedenza assumono un'utilità strettamente pratica in termini di forze schierabili in campo. Naturalmente più il nostro esercito è grande, più costa mantenerlo. Ma questa è davvero la base. In generale, anche il lato militare ha dei precisi risvolti su tutta la politica del nostro regno.

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Ad esempio una guerra troppo lunga finirebbe inevitabilmente per sfinire la popolazione; una guerra immotivata rischierebbe di crearci dei nuovi nemici, mentre una guerra persa potrebbe costringerci a cedere sovranità territoriale. I casi fattibili sono tanti e diversificati. L'importante non è elencarli tutti, ma che capiate quanto siano interconnessi con tutto il resto.

Grafica

Graficamente Crusader Kings 3 è un deciso passo in avanti rispetto al predecessore. Paradox non ha compiuto alcun miracolo e, visto il genere, non gli era nemmeno richiesto, ma alcune novità sono sicuramente le benvenute. Intanto ora tutti i personaggi hanno il loro ritratto 3D e sono dotati di piccole animazioni, che rendono l'immagine più dinamica. Inoltre invecchiano con il passare del tempo, mostrando in modo plastico la loro evoluzione. Certo, i modelli dei personaggi non sono bellissimi, ma essendo migliaia era abbastanza chiaro che Paradox sarebbe dovuta scendere a qualche compromesso.

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Comunque sia la funzione dei ritratti 3D non è meramente estetica, ma come tutti gli altri elementi del gioco serve a dare al giocatore delle informazioni. Ad esempio l'espressione del personaggio con cui stiamo parlando consente di capire a occhio il suo atteggiamento nei nostri confronti. Si tratta di una piccolezza, a ben vedere, dato che ci sono i numeri a darci il polso della situazione, ma una di quelle che aiuta a immergersi maggiormente nel gameplay. Rimanendo sul lato tecnico, anche la mappa merita qualche parola. Mostra più informazioni di quella di Crusader Kings 2, ma è anche più piacevole da guardare in virtù dei maggiori dettagli, siano essi la migliore rappresentazione dei biomi o le città 3D con i loro edifici chiave in bella vista. Forse è leggermente meno leggibile di quella del predecessore, ma va detto che dopo qualche ora di gioco ci si abitua alle nuove icone e non ci si fa più caso. Del resto il maggior numero di informazioni a schermo vale la candela, come si suol dire.

Problemi

Uno dei limiti di Crusader Kings 3, se così lo vogliamo definire, è il suo essere facilmente leggibile come una base sulla quale Paradox costruirà un castello di aggiunte. Dal punto di vista contenutistico il confronto con Crusader Kings 2 in questo momento è impietoso, ma era inevitabile che fosse così: stiamo parlando di un gioco uscito nel 2012 che ormai conta più di sessanta DLC, per circa 300€ di valore complessivo. Naturalmente chi viene da quell'esperienza deve accettare di non poter avere da subito la stessa quantità di contenuti, o aspettare, magari anche anni, che il gioco venga corredato di extra. Da precisare che parliamo comunque di un titolo che può tranquillamente reggere per decine, se non centinaia, di ore. Noi stessi ci abbiamo passato più di cinquanta ore per scrivere questa recensione a siamo incappati sempre in situazioni diverse.

La domanda da porsi non è quindi se Crusader Kings 3 sia in grado o meno di reggere il confronto con Crusader Kings 2, ma se sia una base valida per costruire qualcosa di altrettanto maestoso sulla lunga distanza. La risposta in questo caso è che non solo lo è, ma anche che le sue novità permetteranno sicuramente agli sviluppatori di realizzare contenuti diversificati per il gioco. In particolare il focus sulle personalità e le dinastie apre a delle possibilità che Crusader Kings 2 non aveva. Comunque è presto per mettersi a fare previsioni di questo tipo. C'è un regno da governare e un paio di fastidiosi avversari da assassinare, così che i loro sodali capiscano che formare fazioni per spodestarci con l'aiuto di un re straniero non è mai una buona idea.

Digital Delivery
Steam
Prezzo
49,99 € / 79,99 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (13)

8.7

Il tuo voto

Crusader Kings 3 è un seguito intelligentissimo di quello che viene considerato come uno dei migliori strategici di sempre. Paradox ha lavorato di fino sulle nuove caratteristiche, in particolare quelle riguardanti le dinastie, senza andare però a smontare quegli elementi che rendono il predecessore tanto appassionante e diverso dagli altri strategici. Il risultato è un titolo profondo e sfaccettato, dal sistema di gioco complesso e articolato, ma giustificato dall'obiettivo che mira a raggiungere: simulare un regno in tutti i suoi aspetti, non solo economici e militari, ma anche umani. In questo senso Crusader Kings 3 non solo riesce nel suo intento, ma stupisce nel suo essere capace di creare delle situazioni di gioco coerenti che reggono sulla breve e sulla lunga distanza, in cui le scelte fatte dal giocatore appaiono sempre significative, pur magari di fronte a risultati apparentemente disastrosi.

PRO

  • Sistema di gioco sfaccettato e complesso
  • Il nuovo focus sulle dinastie lo differenzia dal predecessore in modo significativo
  • Il più narrativo degli strategici

CONTRO

  • A molti potrebbe non piacere il suo essere solo una base da riempire di DLC
  • Chi non conosce bene l'inglese lo eviti