Evil Hunter Tycoon, la recensione

Il business della caccia al male è un gioco in Evil Hunter Tycoon, che scopriamo in questa recensione

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   25/03/2020
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Il ribaltamento della prospettiva è sempre un bell'espediente per uscire un po' dagli schemi imposti nei videogiochi, ed è questo l'elemento di maggiore interesse che emerge dalla recensione di Evil Hunter Tycoon, un titolo che prende i cliché classici dell'RPG e ci gioca per mettere in scena qualcosa di sostanzialmente diverso. Siamo stati eroi innumerevoli volte, nei mondi in pixel dei videogiochi: guerrieri, paladini, bardi, cacciatori di malvagità in diverse fogge e in migliaia di storie differenti. Eppure, in tutte quelle avventure diverse, abbiamo ritrovato spesso elementi ricorrenti, tra i quali uno in particolare: il villaggio. È questo il punto in cui l'eroe può riposarsi, prepararsi alle dure quest che lo attendono nell'oscurità, vivere qualche momento di tranquillità prima della tempesta e ovviamente acquistare o vendere materiali e oggetti, fare affari in varie maniere. Il villaggio è una costante fondamentale eppure sembra rimanere sullo sfondo come una quinta teatrale, ma è veramente così? Non è forse una struttura più profonda, con una propria storia e dinamiche che persistono al di là della vanagloria degli eroi, come un elemento centrale intorno al quale ruotano i destini di tanti avventurieri?

Evil Hunter Tycoon


E se fosse proprio il villaggio il fulcro di tutto, il motore degli eventi che portano gli eroi a scontrarsi con il male? D'altra parte, non è lì che alla fine ritornano sempre, in cerca di conforto e benedizioni, di rifornimenti e denaro che dia valore al bottino conquistato con tanto coraggio? Non è quello il luogo che, alla fin fine, innalza gli avventurieri al rango di eroi e testimonia delle loro gesta? Ebbene, immaginate come possa funzionare un luogo così complesso e importante: sempre in pericolo e ai confini con l'oscurità ma perfettamente organizzato, in grado di rispondere a ogni esigenza di qualsiasi avventuriero si voglia cimentare nelle numerose minacce circostanti. Esatto, c'è un responsabile dietro a un'infrastruttura così complessa e tale responsabile è il protagonista di Evil Hunter Tycoon. Il gioco di SuperPlanet ci pone nei panni di una sorta di sindaco di un villaggio, che fa le veci di vero e proprio manager del luogo, in grado di gestire interamente il business dell'avventura e della lotta al male. Sembrerà strano ma è davvero un lavoraccio, che richiede grande dedizione e capacità gestionali, organizzazione e ovviamente fiuto per gli affari.

Il manager della lotta al male

Evil Hunter Tycoon, come suggerisce bene il bizzarro titolo, è precisamente un gestionale, che ci mette al controllo di un intero villaggio tutto organizzato per essere al servizio di eroi intenzionati a combattere il male. Come detto nell'introduzione, svela proprio quello che potrebbe celarsi dietro a uno dei tipici villaggi-hub dei giochi di ruolo, sempre piazzati al limitare di aree estremamente pericolose e piene di mostri e tesori e sempre pronto ad accogliere gli avventurieri e proporre qualche buon scambio commerciale. Il meccanismo è dunque tutto giocato sull'equilibrio fra il villaggio e gli avventurieri, che va un po' al di là delle semplici leggi di mercato strutturate sul rapporto di domanda-offerta. Come un vero e proprio manager dalle ampie vedute, il Tycoon protagonista deve accogliere gli aspiranti eroi, indirizzarli come meglio crede verso le quest aperte (che si dipanano senza troppe complicazioni nei territori contigui, popolati da mostri di vario tipo) e poi intavolare rapporti commerciali.

Evil Hunter Tycoon   Mix 2


Questa è la dinamica di base, ma il gioco non si esaurisce qui: è necessario gestire un'enorme quantità di materiali che possono essere utilizzati per creare oggetti di vario tipo, andando dal cibo alle pozioni magiche, dalle armi agli equipaggiamenti incantati, tutti elementi che ovviamente animano il commercio nel villaggio. I materiali possono essere acquistati da altre città oppure richiesti o comprati direttamente dagli avventurieri, che possono trovarli nel vario loot circostante. Ampliando l'economia, il villaggio si espande fino a diventare una città sempre più ampia, aumentando di livello e potendo ospitare un maggior numero di avventurieri. A questo punto diventa necessario ampliare le strutture e costruire nuovi edifici: entrano dunque in scena i classici elementi ruolistici da hub cittadino con infermeria, ristoranti, taverne, locande, negozi, fabbro e tutti i tipici luoghi d'interesse che solitamente l'avventuriero DOC visita prima di lanciarsi in nuove quest, solo che in questo caso siamo noi a doverli gestire, rifornendoli di materiali e assicurandoci che funzionino a dovere.

Nonostante l'azione degli eroi sia completamente automatica, una volta assegnato l'obiettivo da portare a termine, questi ricadono comunque all'interno del controllo del Tycoon. Ciò perché attraverso le varie strutture del villaggio è possibile far salire di livello gli avventurieri ed equipaggiarli in modo da affrontare al meglio le sfide all'esterno, oltre a far loro apprendere nuove abilità. Infine, oltre ad osservare il comportamento dei combattenti all'interno dei dungeon più profondi e potenzialmente ricchi, è possibile lanciarli contro vari boss per ottenere ricompense di alto livello.

Evil Hunter Tycoon   Mix 1


Lo stile grafico di Evil Hunter Tycoon è il classico pixel art molto particolareggiato, che ricorda un po' quello delle produzioni Kairosoft come High Sea Saga o il recente Social Dev Story. L'estetica è notevole, ma l'interfaccia risulta difficile da navigare e generalmente poco piacevole, a causa di dimensioni estremamente ridotte di scritte e icone e una certa confusione generale nella sua organizzazione, tanto da diventare un vero e proprio ostacolo al comfort di gioco. Si tratta peraltro di un free-to-play che punta molto sul grinding, ma non sembra costringere più di tanto agli acquisti in-app, che sarebbero anche numerosi. Questi servono soprattutto a ottenere ricompense più velocemente e sbloccare eroi più potenti e rari, ma non emergono, almeno per le prime ore di gioco, dei veri e propri muri che costringono all'acquisto, al di là della visione di qualche pubblicità.

Commento

Versione testata
Android 1.113
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

7.2

Lettori (2)

6.7

Il tuo voto

È soprattutto la sua geniale idea di base che tiene insieme Evil Hunter Tycoon, fornendo l'appeal al gioco e facendoci calare al suo interno anche se l'introduzione non è proprio delle più confortevoli. L'estetica in pixel è sempre molto piacevole, specialmente se gestita con cura e originalità come in questo caso, ma l'interfaccia fa di tutto per rendere scomoda l'azione di gioco e poco comprensibile la progressione, specialmente all'inizio. Non è un difetto da poco, considerando che si tratta soprattutto di navigare tra menù e sotto-menù, cercando di toccare precisamente i minuscoli elementi sensibili dello schermo. Una volta costruita ed espansa la città al massimo, il gioco sostanzialmente raggiunge il suo culmine e poi l'interesse cala, ma fino ad allora saprà comunque soddisfare gli appassionati dei gestionali, in questo caso con l'aggiunta di atmosfera e stile veramente peculiari.

PRO

  • Ottima l'idea di base che ribalta la visione del GdR mettendoci alla guida del villaggio
  • Come gestionale è piuttosto profondo e sfaccettato
  • Bello stile grafico in pixel
CONTRO
  • Interfaccia piuttosto ostica e poco piacevole
  • Alquanto improntato sul grinding
  • Ripetitivo una volta raggiunta l'estensione massima