Hellblade: Senua's Sacrifice, la recensione per Nintendo Switch 41

Senua torna su Nintendo Switch, ma la conversione sarà all'altezza delle aspettative? La nostra recensione di Hellblade: Senua's Sacrifice.

RECENSIONE di Simone Pettine   —   21/04/2019

Hellblade: Senua's Sacrifice venne pubblicato circa un anno e mezzo fa, più esattamente nell'agosto del 2017, su PlayStation 4, Xbox One e PC: il mondo e la critica rimasero interdetti. Ninja Theory, la più recente delle acquisizioni Microsoft, aveva fatto centro ancora una volta, raccontando una storia profonda e affascinante, affrontando temi molto intensi e profondi, accompagnando il tutto da un comparto tecnico ed una direzione artistica davvero notevoli. Molti portano ancora con sé la storia di Senua, altri (si spera che siano tanti) potranno farlo adesso che Hellblade: Senua's Sacrifice approda su Nintendo Switch, la console ibrida della Casa di Kyoto dal successo apparentemente inarrestabile. Annunciato a sorpresa nel corso dell'ultimo Nintendo Direct, il gioco è disponibile già da alcuni giorni su Nintendo Switch, solo in versione digitale, frutto di una conversione che ha richiesto molto tempo. Il punto di arrivo è un prodotto completo, soddisfacente, probabilmente il migliore che fosse lecito pretendere sulla console (anche) portatile di Nintendo: ciò non toglie che il porting abbia richiesto numerosi compromessi. Ve li raccontiamo nella nostra recensione di Hellblade: Senua's Sacrifice.

Trama: celti, norreni, psicosi

Pare che aprile 2019 debba essere ricordato come il mese dei porting tanto attesi su Nintendo Switch, anche se appartenenti a generi molto differenti: l'altro giorno vi abbiamo proposto la recensione di Cuphead su Nintendo Switch, adesso è il turno di quella di Hellblade: Senua's Sacrifice. Non aspettatevi però di ritrovare nel secondo dei due gli stessi temi scanzonati del primo, e neanche lo stesso genere videoludico: l'avventura di Senua è un percorso tortuoso negli abissi della follia, nella nevrosi che affligge la mente e la persona della protagonista; si gioca su due diversi piani di realtà, quello interiore dell'eroina tormentata, quello esteriore del mondo celtico recentemente conquistato dall'invasore norreno. E il mondo esteriore e contestuale di Hellblade: Senua's Sacrifice farà decisamente la felicità degli estimatori della mitologia nordica e più specificamente norrena, la stessa del più recente capitolo di God of War.

La trama è anche apparentemente lineare e semplice: Senua è la guerriera di un villaggio pitta (popolazione scozzese preromana). La sua tribù viene assalita e decimata dagli invasori norreni, che nella brutale operazione di razzia e conquista uccidono anche Dillion, l'uomo di cui è innamorata: comincia quindi il suo viaggio verso il regno dei morti, Hel, nel tentativo di riportarlo in vita. Un po' il mito di Orfeo ed Euridice, ma al contrario, e con Euridice in forte stato confusionale: del resto la psicanalisi freudiana, di cui la produzione di Ninja Theory è pregna, ci ha insegnato bene come il funzionamento della mente umana possa venire facilmente compromesso dalle esperienze traumatiche. L'invasione nemica, la distruzione di un villaggio e la morte della persona amata sono decisamente esperienze traumatiche. Ma queste brevi considerazioni non sono sufficienti per spiegare la profondità psicologica e la precisione scientifica che accompagnano il viaggio di Senua nell'Hel. La ragazza sin da piccola ha manifestato forme di nevrosi, le stesse che per lungo tempo la tradizione storica occidentale (precristiana e poi cristiana) ha considerato (quasi sempre) esperienze mistiche, veri e propri incontri con la divinità. Il folle è sempre stato un privilegiato, colui che era in contatto con il mondo divino: poteva fare esperienze precluse al resto dei mortali.

Per Senua accade esattamente questo: le voci nella sua testa, le Furie, la conducono nel regno dei morti. Qui deve affrontare una serie di divinità minori e maggiori, tutte pericolose, in una disperata corsa contro il tempo per salvare Dillion. Non vi anticipiamo oltre, né tantomeno oseremmo mai anticiparvi la conclusione del viaggio, ma mai come in questo caso è più importante l'esperienza del viaggio in sé, rispetto al suo reale obiettivo e la sua fine. Hellblade: Senua's Sacrifice è un'esperienza videoludica che oscilla tra l'avventura interattiva propriamente detta, l'action, il titolo esplorativo e il puzzle game. La maggior parte dell'avventura è dialogata, Senua parla costantemente con le voci nella sua testa che le rispondono, la guidano, l'ingannano, la incalzano, la scherniscono. Il giocatore controlla la protagonista in una visuale in terza persona, attraverso ambientazioni nordiche e infernali di vario tipo; risolve puzzle ambientali piuttosto elementari e altri un po' più complessi, ma mai davvero ostici (purtroppo però molto ripetitivi); di tanto in tanto combatte nemici in duelli all'arma bianca, anche in questo caso mai davvero insormontabili e senza un sistema di progressione o potenziamento delle proprie abilità, che nell'avventura in questione non avrebbe del resto alcun motivo di esistere.

La conversione su Nintendo Switch

Veniamo al nodo spinoso della questione, e cioè la conversione su Nintendo Switch dal punto di vista tecnico, grafico e acustico. Hellblade: Senua's Sacrifice approda sulla console ibrida della Casa di Kyoto con un porting più che dignitoso: si vede benissimo sul televisore Full HD in salotto, un po' meno bene (ma comunque in modo ampiamente accettabile) in modalità portatile, si ascolta sempre con attenzione e piacere prediligendo un bel paio di cuffie. Dal nostro punto di vista, giocare a Hellblade: Senua's Sacrifice in modalità portatile rischia invece paradossalmente di snaturare la produzione in sé, che richiede sempre molta attenzione da parte del giocatore: perdere un dettaglio, una parola o affrontare sovrappensiero un livello influisce sulla comprensione dell'intera storia.

Se proprio si avverte la necessità di giocare il titolo in quest'ultima configurazione, probabilmente è meglio farlo in luoghi chiusi e dove si è sicuri di non essere interrotti costantemente o di lì a poco, pena la frammentazione delle situazioni narrative e dell'intera esperienza; portare a termine il gioco richiede più o meno nove ore, e non è una cattiva idea organizzarsi in sessioni da circa due ore ciascuna, possibilmente ravvicinate tra loro. Anche l'aliasing e le prestazioni inferiori in modalità portatile, comunque, forniscono un discreto incentivo a godere di Hellblade: Senua's Sacrifice in modalità TV (o docked): il titolo gira a 30FPS (fissi) e 720p in modalità fissa, mentre a parità di frame la resa grafica complessiva diminuisce ancora un po' in versione portatile (o tabletop). Per fare un confronto puramente illustrativo, ricordiamo che il gioco poteva essere fruito su PlayStation 4 Pro con due differenti impostazioni: 1440p e 30 FPS oppure 1080p e 60 FPS. Considerando che Nintendo Switch presenta pur sempre dei limiti legati all'hardware, la conversione di Hellblade: Senua's Sacrifice ci è sembrata una giusta via di mezzo: non è eccellente, ma rappresenta comunque un buon lavoro, da qualsiasi punto di vista la si voglia considerare.

Fa sicuramente piacere, comunque, vedere allargato il bacino di utenza e di giocatori che potranno per la prima volta giocare ad Hellblade: Senua's Sacrifice, godendo di un'avventura davvero unica nel suo genere. Il team di Ninja Theory ha studiato a fondo il tema della nevrosi e della follia, grazie al supporto di un team di scienziati e specialisti del settore; a ciò si aggiungono anche le straordinarie capacità di recitazione, di immedesimazione e di espressività di Melina Juergens, volto e corpo di Senua grazie ai più sofisticati sistemi di motion capture. La versione per Nintendo Switch include tra l'altro anche i contenuti speciali legati al making of del titolo, un valore aggiuntivo per tutti coloro che vogliono indagare più a fondo sulla fase di realizzazione e i retroscena del gioco.

Versione testata
Nintendo Switch
Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

8.2

Lettori (6)

9.1

Il tuo voto

Hellblade: Senua's Sacrifice è un titolo importante nella storia recente del medium videoludico, probabilmente una di quelle produzioni che verrà studiata anche nel prossimo futuro: ha contribuito a diffondere il tema della nevrosi e dell'instabilità mentale all'interno della nostra tanto amata forma artistica, raggiungendo risultati notevoli e impiegando una metodologia seria, rigorosa, scientifica. Tutto questo senza trascurare naturalmente il gameplay e il pur sempre doveroso "fattore divertimento": il titolo di Ninja Theory si lascia giocare con piacere nelle sue nove ore richieste per portare a termine la narrazione, alternando generi differenti come l'avventura narrativa e l'action in terza persona. La conversione su Nintendo Switch non è tecnicamente perfetta, ma la resa grafica complessiva è piuttosto buona e i 30FPS quasi sempre solidi: resta inoltre l'unico modo per portare con sé il viaggio nell'abisso della protagonista.

PRO

  • Avventura indimenticabile
  • Psicologicamente e tematicamente profondo
  • Buon equilibrio tra i vari generi

CONTRO

  • Conversione buona, ma non eccellente, soprattutto in modalità portatile
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