I Tre Regni: La Battaglia di Red Cliffs  0

Tornano gli sviluppatori di Fate of The Dragon con il suo degno seguito: I Tre Regni: La Battaglia di Red Cliffs, titolo dalle ambientazioni decisamente orientaleggianti.
Riuscirà questo RTS "vecchia maniera" ad assicurarsi un poco di spazio in un genere dove titoli come Warcraft 3 ed il futuro Age Of Mithology la faranno da padrone? Sentiamo il giudizio ed i pareri del nostro Mauro Licciardello.

RECENSIONE di La Redazione  —   05/11/2002

I tre regni

Il gioco narra le vicende di una delle più epiche battaglie della storia Cinese ed esattamente quella nota con il nome di Red Cliffs, che si svolse nel terzo secolo dopo Cristo e che sancì la suddivisione dell'Impero Cinese in tre regni.
Il completo manuale allegato al gioco (in Italiano), ci narra tutte le vicende che hanno portato a questa famosa battaglia ed è una lettura che ritengo propedeutica per meglio gustare il gioco. D'altronde la grande accuratezza storica profusa nella realizzazione di questo gioco è anche uno dei suoi punti di forza. A noi tocca solo scegliere da quale parte stare e quindi impersonare uno dei personaggi principali tra Cao Cao, Liu Bei e Sun Quam e quindi seguirli nel loro cammino che li porta alla battaglia finale.
Come il precedente Fate of The Dragon, La Battaglia di Red Cliffs è un clone del fortunato titolo della Microsoft, che, di fatto, ha creato un vero standard in giochi con forte connotazione storica come questo.
C'è da dire che La Battaglia di Red Cliffs promette d’essere più profondo ed annovera tante novità che rendono il gioco più complesso, al solito quello che c’interessa sapere e se queste novità siano veramente tali o se alla fine si possono vincere le partite con il classico “ammucchia mille armate e distruggi”, a mio avviso, il vero grande problema dei giochi strategici che, a parte qualche rara eccezione, si affrontano e si risolvono tutti nello stesso identico modo.
Comunque bando alla ciance, installiamo il gioco ed entriamo immediatamente dentro il gioco per provare la modalità Single Player.

Uno schema classico, ma ben fatto

Il gioco sfoggia l’ormai classica grafica 2D in prospettiva isometrica, che raggiunge livelli veramente ragguardevoli, certo c’è da dire che ultimamente c’eravamo abituati alla grafica tridimensionale, ma se il risultato è questo allora siamo ben lieti che si adottino ancora soluzioni come queste.
L’interfaccia di gioco è semplice e ricalca in grandi linee quelle d’altri giochi, la cosa che desta impressione, sono le due mappe ai due angoli inferiori dello schermo, una rappresenta la mappa della città in cui siamo, l’altra tutto il territorio con le varie città.
Una notevole cura è stata posta nella gestione delle risorse, visto che è possibile raccogliere ben sette diversi tipi di beni e la loro produzione è molto specializzata.
Ad esempio, all’interno di una fattoria è possibile produrre grano, ma anche carne cruda (per far questo si deve impostare manualmente la specializzazione del lavoratore).
Il numero di edifici è enorme ed evito di elencarveli tutti, ma sono davvero tanti, così come è complesso il sistema di upgrade ricerca che il gioco ci consente di affrontare, sappiate solo che tuta una parte del manuale è destinata ad elencare tutti i miglioramenti che è possibile ottenere con la scienza.
Particolare importanza rivestono anche le calamità naturali, come inondazioni, Siccità, terremoti ed altri eventi ameni, in questo caso possiamo anche effettuare dei sacrifici per richiedere la protezione di qualche Dio (il che non fa mai male).

Scendiamo in campo

Uguale trattamento è stato riposto nella realizzazione delle truppe, che stupiscono per quantità e qualità, forse sono anche troppe; inoltre l’interazione con l’ambiente circostante è magnifico, ad esempio i nostri soldati si barricano dentro le torri o possono salire e scendere dai cavalli.
Sorprendenti sono anche le attrezzature, carri, navi ed aquiloni (si si avete letto bene!) che oltre ad essere ben fatti, ci consentono di approntare strategie diverse.
Ma torniamo alla domanda iniziale. Il gioco è tattico o no?
Beh c’è da dire che possiamo affrontare le missioni che ci vengono affidate in vari modi, ed utilizzando diverse unità, e quindi diverse tattiche, ma se poi vogliamo affrontare il tutto attaccando a testa bassa, lo possiamo fare (purtroppo).
Quello che mi ha un po’ deluso è la brevità della modalità campagna che si esaurisce in breve tempo, nonostante ci siano tre storie da affrontare.
Ottimo, come era lecito aspettarsi, il supporto multiplayer che ci consente di affrontare delle belle partite via Internet grazie a GameSpy.

Luci ed ombre

In definita La Battaglia di Red Cliffs si distingue per un’accuratezza storica fuori dal comune, una grafica ed un’interfaccia da riferimento e per un completo supporto Multiplayer, ma non fa centro in pieno a causa di una certa vetustà concettuale.
Ad ogni modo si deve sottolineare l’ottima traduzione in italiano (escluso il parlato che è in Mandarino) e la bella confezione con il bel libro di Sun-tzu.

L'arte della guerra

Chi in cento battaglie riporta cento vittorie, non è il più abile in assoluto. Chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette le truppe dell'avversario, è il più abile in assoluto.

Questa filosofica frase fa bella mostra di se sulla copertina del famoso libro di strategia "L'arte della Guerra" di Sun-tzu, che troviamo in regalo dentro la confezione di questo ennesimo strategico intitolato I Tre Regni: La battaglia di Red Cliffs e che ci introduce nell'epica era della grande Cina del terzo secolo d.c.
In realtà questo gioco non è una novità in assoluto, perchè non è altro che il nuovo capitolo del fortunato Fate of The Dragon, la cui recensione è consultabile a questo indirizzo.