Just Cause 4, la recensione 70

La serie di Avalanche Studios torna con un episodio ancora più ampio, ancora più ricco e ancora più spettacolare. Just Cause 4 mantiene le promesse? Scopritelo nella nostra recensione.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   03/12/2018

Just Cause 4 è un giocattolo per videogiocatori, un vero e proprio parco dei divertimenti virtuale fatto di veicoli, esplosioni e caos estremo. Da questo punto di vista gli sviluppatori non si sono smentiti, consegnando ai fan della serie esattamente ciò che si aspettavano: un ampio sandbox in cui sbizzarrirsi facendo saltare in aria qualsiasi cosa, lanciandosi da altezze incredibili, planando in maniera vertiginosa fra le montagne e affrontando per la prima volta uno scenario, quello sudamericano ma fittizio dell'isola di Solis, caratterizzato da quattro differenti biomi che presentano condizioni meteorologiche davvero peculiari. L'ampia mappa di gioco alterna infatti zone dal clima mite e luoghi soggetti a improvvise tempeste tropicali con tuoni e fulmini, lande desertiche dove si sollevano fortissimi venti che sollevano la sabbia e valli in cui si scatena la potenza di giganteschi tornado.

L'inusuale presenza di situazioni così variabili è legata in qualche modo alla (non proprio irresistibile) trama di Just Cause 4, che vede il protagonista Rico Rodriguez impegnato a indagare sul passato della sua famiglia e sul lavoro svolto dal padre proprio in relazione a dei dispositivi progettati per il controllo del meteo. Dopo un primo impatto tutt'altro che amichevole con il bizzarro clima di Solis e con le truppe della Mano Nera, l'esercito privato che controlla il territorio, Rico riesce a evitare che l'amica Mira e i suoi compagni vengano uccisi, dando vita all'ennesimo fronte di liberazione: L'Armata del Caos. Il contributo delle forze ribelli rispetto al completamento della campagna sarà fondamentale, visto che per seguire le missioni principali della storia, legate a quattro specifiche operazioni, dovremo prima far avanzare il nostro esercito conquistando le varie regioni della mappa dopo aver liberato le relative basi.

Gameplay

Bastano davvero pochi minuti per ritrovare familiarità con il gameplay di Just Cause 4, che non si discosta da quanto visto nei precedenti episodi della serie se non per l'aggiunta di alcuni elementi, nella fattispecie i nuovi gadget per il rampino e la funzione di fuoco secondario delle tante armi che ci capiterà di impugnare nel corso dell'avventura, nell'ottica di un gunplay che abbiamo trovato spensierato ma divertente. Rico parte subito con un equipaggiamento completo, che gli consente di spostarsi rapidamente utilizzando insieme il già citato rampino, il paracadute e la tuta alare; e, allo stesso modo, i nuovi innesti vengono introdotti durante le prime ore: il Sollevatore, il Riavvolgitore e il Booster.

Il primo dispositivo funziona in maniera simile al sistema Fulton di Metal Gear Solid V, consentendo di collocare dei palloni che possono sollevare con più o meno energia qualsiasi oggetto o persona, azionandosi in maniera automatica oppure a comando. Il Riavvolgitore permette di usare i ganci del rampino per tirare via un pannello oppure per aprire una pestante porta, mentre il Booster è un propulsore che fornisce anch'esso una spinta variabile. È possibile combinare in maniera fantasiosa fino a dieci di questi gadget contemporaneamente, e siamo sicuri che vedremo a breve su YouTube sequenze fuori di testa, con gente che solleva in aria delle grosse autocisterne per farle cadere in testa a un gruppo di nemici, scatenando un inferno di fiamme.

Viene in effetti il dubbio che queste novità siano state introdotte con in mente proprio i risvolti social: una mossa intelligente da parte di Avalanche Studios, che si scontra però con una realtà in cui tante di queste possibilità non vengono davvero sfruttate durante l'azione in-game, semplicemente perché è più pratico ricorrere alle manovre tradizionali fra armi, rampino ed eventuali rinforzi. Le quest in cui lo sfruttamento delle nuove meccaniche viene posto in maniera obbligatoria, del resto, si rivelano spesso inconsistenti e frettolose. Ad ogni modo, il nostro personaggio dispone di tre setup richiamabili tramite il d-pad, con impostazioni regolabili per ogni appendice in termini di potenza e sistema di attivazione.

Completando le missioni legate ai personaggi di Sargento, Javi e Garland si possono aggiungere ulteriori funzioni all'equipaggiamento, dunque diventa possibile modificare l'altitudine massima del Sollevatore e il suo comportamento nelle varie situazioni, cambiare la velocità del Riavvolgitore e la lunghezza del cavo, aggiungere direzionalità, durata e accelerazione ai Booster, e così via. Tante sfaccettature, insomma, che si sposano con la vocazione sandbox di Just Cause 4 e con la voglia di assecondare qualunque sfizio gli utenti vogliano togliersi adoperando gli strumenti che il gioco gli mette a disposizione. Aspetti molto pubblicizzati come il meteo fortemente variabile, tuttavia, si rivelano delle semplici gimmick, trovate un po' fini a se stesse, legate a specifiche situazioni e regolabili successivamente con un limitato grado di libertà.

Missioni e struttura

La mappa di Just Cause 4 è molto ampia e non c'è dubbio che osservarla dall'alto rappresenti uno spettacolo suggestivo, specie durante alcune ore del giorno, ma oltre alla natura selvaggia di Solis non c'è in verità molto da esplorare. Le basi che avremo il compito di liberare e le zone urbane dello scenario hanno infatti un aspetto generico, con una ripetizione ossessiva degli asset che va di pari passo con meccaniche di gameplay in cui si alternano sempre le stesse situazioni: attivare delle console e attendere l'hacking del sistema, raggiungere una serie di dispositivi entro un tempo limite, liberare dei prigionieri e scortarli fino all'uscita, distruggere o disattivare dei generatori, oppure difendere delle postazioni dall'attacco delle truppe ostili per un certo periodo di tempo.

In tutti i casi la variabile viene rappresentata unicamente dalla quantità e dalle tipologie di nemici inviati per fermarci, e ciò non può far altro che creare situazioni molto ripetitive, che vanno ad aumentare artificiosamente la durata di una campagna che si completa nel giro di una ventina di ore procedendo dritto per dritto e lasciando dunque da parte le sfide e le quest secondarie. Sebbene queste ultime ci provino a introdurre un minimo di sperimentazione, non riescono a distogliere l'attenzione dal fatto che le missioni di tipo narrativo sono in effetti poche per un titolo di tali dimensioni e con l'ambizione di spingere il franchise verso nuove vette: un compito che Avalanche Studios non riesce a portare a termine con successo, accontentandosi di restare nel solco di un'esperienza che vanta tuttavia un certo seguito.

Quegli aspetti che avrebbero potuto cambiare le cose ma che purtroppo non lo fanno risiedono in un'intelligenza artificiale spesso basica, che porta i nemici a esporsi in maniera irragionevole alle nostre raffiche, con ben poche eccezioni (vedi i soldati dotati di un sistema di mimetizzazione, che saltano di qua e di là mentre cerchiamo di centrarli). Alla fine dei conti è più che altro il numero esorbitante di avversari, fra unità a piedi e veicoli, che fa la differenza man mano che si procede alla liberazione di Solis, ma la progressione di per sé si manifesta in maniera controversa, dando la sensazione di essere già in possesso di tutti i requisiti necessari per poter completare il gioco e aggiungendo vantaggi (i sette piloti sbloccabili che ci trasportano rapidamente nelle zone già visitate, oppure scaricano a pochi metri armi, veicoli e quant'altro) che non fanno altro che tagliare le gambe a un'esplorazione più lenta e ragionata delle location. Del resto, perché spostarsi in macchina se è possibile fin da subito usare un elicottero o un aereo?

Problemi su PC?

La nostra prova di Just Cause 4 su PC è stata tempestata da una lunga serie di frustranti crash, con o senza messaggi di errore, e la cosa ha inevitabilmente condizionato l'esperienza con il gioco. Visto che non avevamo mai sperimentato nulla del genere con i tanti altri titoli provati di recente, ci siamo confrontati con alcuni colleghi scoprendo che il fenomeno era piuttosto diffuso. Disattivare il motion blur e l'effetto bokeh dalle opzioni grafiche sembra rendere il software più stabile, ma è chiaro ed evidente lo stato problematico della produzione targata Avalanche Studios: la patch del day one dovrà imperativamente sistemare le cose.

Grafica e sonoro

Anche sotto il profilo della realizzazione tecnica Just Cause 4 punta tutto sulle prestazioni e sull'implementazione di una fisica complessa, sebbene a dir poco inverosibile in tante sue sfaccettature, che il motore grafico Apex sembra gestire senza particolari problemi. Dotato su PC di caricamenti sorprendentemente rapidi, specie se si considera l'estensione della mappa, il gioco offre panorami mozzafiato e una resa convincente degli agenti atmosferici, ma guardando un po' più da vicino spuntano tantissime concessioni a un design di vecchia generazione fra texture sfocate, materiali disposti un po' a casaccio e, in generale, una direzione artistica non propriamente al passo coi tempi, molto distante dalle produzioni più blasonate. Il fatto che alcuni elementi della review build fossero ancora dei work in progress, e di cui ci sembra dunque giusto non parlare, lascia purtroppo intendere uno sviluppo molto frettoloso nelle fasi finali, che avrebbe necessitato di qualche settimana ancora per potersi presentare al meglio. Detto ciò, ai fini pratici tutto funziona bene: le esplosioni sono spettacolari e non sono stati risparmiati effetti impegnativi come lo screen space reflection, sia per il mare che per le semplici pozzanghere.

Sulla configurazione di prova, Just Cause 4 gira a 40-45 frame al secondo con tutte le impostazioni al massimo e alla risoluzione di 2160p, restando però consistente anche nelle situazioni più caotiche, con tanti nemici ed effetti climatici su larga scala. Per ottenere i 60 fps stabili bisogna scendere a 1440p oppure rinunciare a qualche regolazione, anche se da questo punto di vista le opzioni non sono moltissime: risoluzione, due soli tipi di antialiasing (FXAA e MSAA), qualità texture e acqua, tassellazione dell'oceano, qualità di dettaglio e ombre, occlusione ambientale, motion blur, sfumatura bordi, illuminazione globale, riflessi spazio schermo, profondità di campo bokeh, filtro anisotropico e sincronia verticale. Buone notizie per quanto riguarda il comparto audio: la colonna sonora di Just Cause 4 non vanta un'enorme personalità ma si lascia ascoltare, gli effetti ci sono sembrati buoni e il doppiaggio in italiano è ottimo, affidato ad attori di grande esperienza.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 6600K
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1080 Ti
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core i5 2400, AMD FX 6300
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 760, AMD R9 270
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Hard disk: 59 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1 a 64 bit
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i7 4770, AMD Ryzen 5 1600
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1070, AMD Vega 56
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Hard disk: 59 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
Versione testata
PC Windows
Prezzo
57,90 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori (17)

7.3

Il tuo voto

Just Cause 4 prova a portare la serie verso un ulteriore step evolutivo, ma senza riuscirci. Deve dunque accontentarsi di offrire un pur godibile more of the same, con alcune interessanti novità che però incidono nel concreto meno di quanto ci si aspettasse. Per il resto il gioco è il solito, ampio e divertente sandbox in cui sbizzarrirsi con veicoli, armi, gadget e fragorose esplosioni: i fan del franchise magari non aspettavano altro, ma anche loro dovranno inevitabilmente fare i conti con una struttura piuttosto ripetitiva e con una progressione che viene scandita in maniera controversa, forse per la smania di mettere subito in mostra quali siano le potenzialità di questo parco giochi virtuale.

PRO

  • Un sandbox ampio e divertente
  • Si spara e ci si muove bene
  • Interessanti i gadget e le condizioni meteo...

CONTRO

  • ...ma ci aspettavamo qualcosa di più
  • A parte i panorami, tecnicamente è modesto
  • Missioni poco varie