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LEGO Bricktales, la recensione di un gioco tutto da costruire

La recensione di LEGO Bricktales parla di come gli amatissimi LEGO tornino a fare breccia nel mondo videoludico con un'avventura tutta da costruire.

RECENSIONE di Mattia Pescitelli   —   11/10/2022
LEGO Bricktales
LEGO Bricktales
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Chi non ha mai almeno sentito parlare dei LEGO, i celeberrimi set da costruzione che divertono e uniscono intere generazioni da quasi un secolo? La loro fama li ha condotti rapidamente dal mondo fisico a quello virtuale, sfociando in decine di produzioni videoludiche dal più o meno travolgente successo. Se prima i riflettori erano puntati verso gli accordi su licenza con diverse case di produzione cinematografica (e non solo), negli ultimi anni LEGO sembra aver capito che la forza del suo marchio non sta tanto nei legami commerciali (fondamentali, per carità), ma nel prodotto stesso, ovvero i suoi iconici mattoncini. Così, abbiamo avuto modo di assistere a quello che sembra un misto tra una deviazione dalla via battuta e un "ritorno alle origini".

Ce lo hanno dimostrato videogiochi come il simil-Minecraft LEGO Worlds o, più recentemente, LEGO Builder's Journey, un'avventura in miniatura capace di mostrare fino a che punto si possa spingere tecnicamente l'utilizzo delle famose costruzioni all'interno di un mondo virtuale.

La recensione di LEGO Bricktales racconta di come questo gioco sia quasi una via di mezzo tra i due prodotti appena citati.

Un’avventura in miniatura

LEGO Bricktales: una nuova avventura, questa volta alla ricerca della felicità
LEGO Bricktales: una nuova avventura, questa volta alla ricerca della felicità

Per quanto i LEGO siano molto più di semplici giocattoli, quando si tratta di trasporli per il mercato videoludico si cerca sempre di tenere un target abbastanza ampio, che strizza l'occhio sia all'adulto che al bambino. LEGO Bricktales non fa eccezione. Anzi, forse l'ago della bilancia in questo caso punta più verso i piccolissimi. Lo si capisce già dai primi momenti di gioco: un nonno scienziato che cerca di rimettere in piedi il suo parco divertimenti, un robottino parlante che ci svolazza attorno, un viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca della felicità (e non parliamo di qualcosa di metaforico o concettualmente alto, ma proprio di mattoncini di felicità, che serviranno ad alimentare il nuovo parco divertimenti del nonno). Il tutto in un mondo (anzi, più di uno) dove il male non esiste e, se esiste, è solo dato da uno sciocco errore, qualcosa di non voluto.

Non c'è meschinità, non ci sono doppi sensi, non esiste violenza, né morte. Bricktales è quel videogioco che ogni genitore vorrebbe che il proprio figlio giocasse; quello che la zia regala al compleanno. Ma non fraintendete, ciò non sta a indicare una carenza qualitativa. Magari ricevere un gioco come questo dalla zia per il compleanno!

Pur utilizzando l'intero impianto narrativo come mero pretesto per confezionare un'avventura tra mondi fantastici, la particolarità che contraddistingue questo da altre centinaia di titoli che puntano a eliminare la violenza e l'azione frenetica dal proprio curriculum è il fatto che ci sia effettivamente qualcosa da fare tra un dialogo inutile e l'altro. E questo è sicuramente tutto merito della natura stessa dei LEGO, nati per creare.

Costruire il mondo, un mattoncino alla volta

LEGO Bricktales: una vera esperienza 'costruttiva'
LEGO Bricktales: una vera esperienza "costruttiva"

Quando si pensa ai LEGO, la prima cosa che viene in mente è: costruire. E in Bricktales il fulcro del gioco è proprio questo. Per ricostruire il parco del nonno, dobbiamo imbarcarci in un'avventura spazio-temporale insieme al fidato robot Rusty, capace di aprire portali multidimensionali che ci permettono di viaggiare in diversi contesti tematici (cinque in tutto), dalla giungla più selvaggia fino agli atolli dei pirati.

Immersi in piccole mappe, simili a dei diorama dalla base quadrata, dobbiamo aiutare i caratteristici personaggi (stereotipi più dello stereotipo stesso) a risolvere i loro problemi, così che ci possano ricompensare con un mattoncino di Felicità, che servirà ad alimentare il parco e a riportare in vita le giostre del nonno.

Fin qui sembra solo un andare avanti e indietro come galoppini per accontentare un mucchio di personaggi non giocanti. Però è proprio a questo punto che entra in gioco l'asso nella manica legato al brand: la costruzione. Il titolo, infatti, ci chiede di costruire ponti, strade e meccanismi che agevolino il nostro spostamento all'interno degli ambienti esplorabili, oltre a realizzare opere ingegneristiche e non che soddisfino i requisiti dei personaggi che ce le richiedono. In questi casi, il gioco si sposta in una sorta di "tavolo da lavoro" (qualcosa tra un Kerbal Space Program e un Besiege, con tutte le semplificazioni del caso) dove poter realizzare da zero e testare il proprio lavoro, il più delle volte senza una guida precisa sul come procedere (nel migliore dei casi, ci viene data una struttura da copiare o un puzzle più o meno complesso da assemblare in modo corretto). Qui creatività e ingegnosità si uniscono, spingendo il giocatore a pensare sì fuori dagli schemi, ma tenendo conto della stabilità strutturale della propria opera.

Giusto per fare un esempio, se stiamo costruendo un ponte, unire le due sponde con una banale e debole fila di mattoncini si rivelerà inutile al momento della simulazione dell'effettiva efficacia della costruzione, dato che il gioco propone una gestione della fisica abbastanza realistica, con singole parti che si disgiungono nel caso ci sia un'instabilità anche solo parziale.

Se l'involucro esterno del gioco, quello dell'avventura, è evidentemente indirizzato ai più piccoli, in queste sezioni di costruzione (senz'altro quelle che occupano la maggior parte del tempo) si avverte quella voglia di coinvolgere anche la fascia adulta attraverso un tasso di sfida spesso anche molto alto. Bisogna saper sfruttare ogni pezzo messo a disposizione al meglio, anche se non nel modo "convenzionale" pensato dagli sviluppatori stessi. Ciò non significa che sia eccessivamente difficile procedere in alcune sezioni, ma senz'altro è richiesta una certa dose di ingegno che chiunque, grande o piccolo che sia, è in grado di applicare, a costo di spendere magari anche un'intera ora sulla stessa costruzione.

LEGO Bricktales: un mondo senza malvagità
LEGO Bricktales: un mondo senza malvagità

Cosa che, invece, rimarrà sempre un po' complesso tradurre in formato virtuale è la costruzione stessa. Per quanto gli autori di Bricktales si siano impegnati a proporre un sistema di posizionamento il più intuitivo e vario possibile, rimane sempre quella sensazione di meccanicità che rende il processo un po' frustrante e poco immediato, spesso portando a una non chiara lettura dell'effettivo collocamento dei pezzi che fa sprecare parecchio tempo a comprendere dove si stia effettivamente incastrando il mattoncino.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo: Windows 11
  • Processore: Intel Core i7-10700
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 3070
  • DirectX: Versione 12

Requisiti minimi

  • Sistema operativo: Windows 8, 10, 11
  • Processore: 3 GHz Dual-Core o superiore
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: GeForce GTX 960 / Radeon R9 380 o superiore
  • DirectX: Versione 11

Il dilemma della durata

LEGO Bricktales: il negozio dove acquistare indumenti e mattoncini speciali
LEGO Bricktales: il negozio dove acquistare indumenti e mattoncini speciali

Quanto dura un gioco come LEGO Bricktales? La risposta è: dipende da chi lo gioca. Un ingegnere o anche solo un fan sfegatato dei mattoncini, abituato a costruire intere città, magari sarà in grado di completare il gioco in uno schiocco di dita. Ma lo stesso vale anche per un bambino particolarmente creativo, che riesce a trovare nuovi e inesplorati modi di pensare un'infrastruttura proprio per la sua ancora non troppo condizionata concezione dell'opera dell'uomo. Noi, che sfortunatamente non siamo né l'uno né l'altro, abbiamo portato a termine l'avventura principale in poco più di tredici ore e il contatore segna che abbiamo completato solo il 52% del gioco.

Ma non fatevi ingannare. Non esistono missioni secondarie con linee di trama intricate. Quel che ci manca all'appello sono sostanzialmente i collezionabili, da recuperare tornando sui propri passi ed esplorando i diversi biomi con le nuove abilità apprese (cinque anch'esse, come i mondi). Oltre a questo, da aggiungere alla lista del completismo troviamo anche gli indumenti con i quali possiamo personalizzare il nostro alter ego (quelli tematici da acquistare nei negozi del gioco con moneta fittizia si aggiungono a un numero già abbastanza sostanzioso fornito sin dall'inizio dell'avventura) e i mattoncini speciali con i quali possiamo tornare a ripensare ogni singola struttura costruita, in una modalità libera che dà pieno sfogo all'immaginazione del giocatore. Durante l'avventura la pesantezza dell'andare avanti e indietro più volte, magari anche solo per inutili interazioni con personaggi che non hanno praticamente nulla da dire, si faceva sentire, quindi vi lasciamo immaginare cosa possa rappresentare andare a caccia di collezionabili che non aggiungono praticamente nulla al gioco se non qualche ora in più davanti allo schermo.

La qualità visiva dei LEGO

LEGO Bricktales: un 'diorama' del gioco
LEGO Bricktales: un "diorama" del gioco

Il fascino dei LEGO, nella vita quotidiana, risiede in buona parte nelle loro differenti texture e nel modo in cui queste si intessono le une alle altre quando incastriamo i pezzi tra loro. Questa particolare qualità è qualcosa che è stata assente per molto tempo all'interno dei videogiochi del marchio danese, vuoi per la mancanza di tecnologie adeguate, vuoi per la maggior facilità di realizzare un ambiente tridimensionale semirealistico in cui inserire poi elementi fatti di LEGO. Tuttavia, con Worlds, prima, e con Builder's Journey, poi, la potenzialità di un mondo interamente realizzato in mattoncini colorati ha dimostrato l'importanza di una coerenza visiva e stilistica all'interno di prodotti del genere, tanto che il secondo è una punta di diamante tecnologica, forse più una dimostrazione tecnica che non un vero e proprio videogioco.

Con LEGO Bricktales la speranza era quella di assistere a una continuazione della fiera marcia con in mano il vessillo del punto di riferimento tecnico, ma ci si è assestati, invece, su una meno audace via di mezzo. Noi abbiamo avuto modo di provare il gioco su PC al massimo del dettaglio grafico e non gli si può assolutamente dire che sia un gioco tecnicamente poco soddisfacente. La qualità è indubbia, grazie principalmente a un sistema di illuminazione che fa ben più della metà del lavoro, ma siamo lontani dalla rifinitura e dalla "capacità tattile" che restituiva Builder's Journey. Però, pensando al target di riferimento e alle prospettive di un gioco simile, il risultato è molto più che soddisfacente.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, GoG, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Multiplayer.it
7.8
Lettori (5)
8.6
Il tuo voto

Se ci chiedeste di pensare a un'immagine che sintetizzi LEGO Bricktales, vi descriveremmo dei genitori che condividono quest'esperienza di gioco con i propri figli. Un po' per uno, la gioventù ammira e sperimenta, mentre l'adulto direziona e si lascia ispirare dalla genuina spinta creativa che, a malincuore, un po' lo ha abbandonato. Il tutto in un passaggio di controller vorticoso che, idealmente, potrebbe farla diventare quasi un'avventura cooperativa. Magari non tutto sarà di gradimento ad ambedue le parti, con momenti più pesanti per l'una o per l'altra, ma quando si arriva a un incontro generazionale, tutto ciò che conta alla fine è condividere quei momenti assieme. Però ciò non significa che Bricktales non sia capace di intrattenere chi vuole giocarlo per conto proprio, anzi. Il gioco è sempre e comunque per un unico giocatore. Siate solo pronti a ciò a cui andate incontro: un'avventura semplicissima, quasi un pretesto per inventare e sperimentare con gli amatissimi mattoncini in un contesto virtuale. La complessità sta solo nell'ingegno e nell'impegno che vorrete dedicargli.

PRO

  • Una vera esperienza di costruzione LEGO
  • Tecnicamente convincente

CONTRO

  • Pochi contenuti al di fuori delle sezioni di costruzione
  • Sistema di controllo non sempre chiaro