Life is Strange: Wavelengths, la recensione di questo DLC dedicato a Steph Gingrich

La nostra recensione di Life is Strange: Wavelengths, il DLC con protagonista Steph ambientato un anno prima degli eventi di Life is Strange: True Colors

RECENSIONE di Alessandra Borgonovo   —   04/10/2021
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Come abbiamo scritto nell'intervista avuta con Katy Bentz e Mallory Littleton, Stephanie "Steph" Gingrich si è rivelato un personaggio secondario interessante in Life is Strange, al punto da diventare un comprimario più di spessore in Life is Strange: True Colors. Questo, evidentemente, non è bastato a Deck Nine, che le ha anche voluto dedicare il DLC Wavelengths, ambientato un anno prima degli eventi principali e che ci porta a scoprire il lento ambientarsi di Steph nella piccola comunità di Haven Springs.

Il suo è un personaggio che ha consentito agli sviluppatori di spaziare su diversi temi: è lesbica, quindi permette a Deck Nine di toccare un tema sempre delicato; è un'amante dei giochi di ruolo da tavolo, il che dà quel pizzico di nerd mai fuori posto; ancora più importante, ha vissuto ad Arcadia Bay prima e soprattutto durante gli eventi dell'originale Life is Strange. Se c'è qualcuno che può fare da filo conduttore, offrendoci un altro punto di vista su eventi e personaggi, è proprio lei.

Riesce nell'intento? Possiamo dire di sì, senza riserve. Wavelengths è un racconto che parte lento e cresce progressivamente, proprio come la vita di Steph in quel di Haven Springs: deve acclimatarsi e dunque procede per gradi, a piccoli e spesso incerti passi fino a trovare il suo spazio e chiudere il cerchio, ricollegandosi al primo incontro con Alex durante gli eventi di True Colors. L'aspetto più particolare di questo DLC è che si ambienta tutto all'interno del negozio di dischi: non si esce mai da lì, eppure l'esplorazione è sempre remunerativa, offrendoci nuovi dettagli sui vari personaggi di True Colors, restituiti a noi attraverso un'altra lente che tuttavia è, in un certo senso, comune a quella di Alex. Abitanti e cittadini vengono filtrati dagli occhi di un'estranea, proprio come per la sorella di Gabe.

Il risultato finale è una piacevole introspezione che si mescola al lavoro quotidiano da DJ e commessa del negozio di dischi, un connubio nel quale riesce a trovare ancora una volta spazio la parte più nerd di Steph: se vi state chiedendo com'è possibile adattare il gioco di ruolo all'interno del ristretto spazio di un negozio, non vi resta che continuare a leggere.

Prima di entrare nel vivo di questa recensione di Life is Strange: Wavelengths, un consiglio: la narrazione si apprezza molto di più se avete giocato l'originale Life is Strange, poiché i riferimenti non mancano, a prescindere dalla scelta finale. Giocare a questo DLC senza aver vissuto Arcadia Bay sicuramente non vi trasmetterà le stesse emozioni di chi invece conosce gli eventi pregressi.

Nuova vita a Haven Springs

Life is Strange: Wavelengths, Steph alle prese con il suo lavoro da dj
Life is Strange: Wavelengths, Steph alle prese con il suo lavoro da dj

Riprendendo dai paragrafi precedenti, Wavelengths si apre con Steph pronta per il suo nuovo lavoro a Haven Springs: DJ e commessa del negozio appartenuto a una donna ormai in pensione da diverso tempo. Nell'arco di un anno, che verrà coperto attraverso alcuni momenti salienti, Steph dovrà prendere confidenza con il proprio ruolo e ambientarsi in una comunità pronta ad accoglierla a braccia aperte. Noi, dall'altro lato, scopriremo quello che già le parole di Katy Bentz e Mallory Littleton ci hanno suggerito, ovvero che dietro il suo sorriso smagliante e l'aria sempre "cool", il vuoto di Steph è molto più grande di quanto si possa credere.

Vorremmo parlarvene nel dettaglio, ma finiremmo per rovinarvi l'esperienza: ci limitiamo a dire che, in particolare nel suo legarsi all'originale Life is Strange, Wavelengths riesce ancora una volta a colpire lì dove le avventure di Max e Chloe si sono impresse di più. Noi personalmente abbiamo fatto una precisa scelta, a suo tempo, di cui non ci siamo mai pentiti né abbiamo pensato di ricaricare per vedere cosa sarebbe successo altrimenti: già con Before the Storm, Deck Nine ha tratteggiato personaggi che hanno reso quella decisione un po' più pesante, ma è con Wavelengths che affonda definitivamente.

Steph ha vissuto quei momenti e possiamo dire che soffre di DSPT, qualcosa che dal suo personaggio non ci saremmo aspettati. Eppure è lì, pronto a riemergere quando meno ce lo si aspetta, aprendo una serie di scenari e conversazioni che nella loro introspezione danno ancora più spessore alla scelta compiuta a suo tempo.

Conversazioni

Life is Strange: Wavelengths, in un anno possono succedere tante cose
Life is Strange: Wavelengths, in un anno possono succedere tante cose

Il bello di Wavelengths è proprio questo: le conversazioni. Per tutto il corso del DLC, Steph non si vedrà mai con nessuno e tutte le sue interazioni avverranno tramite messaggi sullo smartphone, computer e chiamate durante le sessioni di DJ. È come se il negozio di dischi si staccasse dalla realtà pur continuando a farne parte: nessuno entra, nessuno esce, sebbene sia ovvio che dietro le quinte questo avvenga - Steph non dorme certo in negozio e i dischi non si vendono al nulla. Passo dopo passo, il suo personaggio viene approfondito e noi giocatori siamo invitati nella sua quotidianità, tra i ripetitivi compiti da DJ e l'imprevedibilità di un D20: ve l'abbiamo detto, Deck Nine ha trovato il modo di implementare D&D anche qui, in parte con una regolare sessione da preparare per giocare a distanza ma, soprattutto, grazie al ruolo di indovina di Steph. A seguito della sua prima chiamata, viene scherzosamente (o forse no) ritenuta in grado di prevedere il futuro e da quel momento in avanti gli spettatori la chiameranno per farsi fare delle predizioni: la risposta verrà anzitutto stabilita dal lancio del D20, a seguito del quale ci si apriranno due possibilità da seguire, che Steph provvederà a narrare lasciando correre la fantasia, ma restando nell'ottica della situazione sottoposta.

Per quanto buffo da un lato, questo dialogo DJ/spettatore tocca bene o male temi sempre seri: nella giornata del Pride, uno dei momenti caratteristici di questo DLC, ascolteremo per esempio un padre dispiaciuto che racconta della sera in cui il figlio ha fatto coming out; in un'altra occasione si parlerà di potenziali molestie sul lavoro; ancora, un nipote che non sa come reagire di fronte al regalo fin troppo importante fattogli dalla nonna. Le situazioni sono diverse e, a mano a mano, si capisce come quel piccolo angolo nato per gioco sia diventato un punto fermo per molte persone, che chiamano per cercare un confronto e forse del conforto nelle nostre parole. Questo però starà a noi, perché il dado dà una direzione ma un estremo o l'altro toccherà comunque a noi deciderlo.

Life is Strange: Wavelengths, tutte le interazioni di Steph avverranno tramite smartphone, telefono o PC
Life is Strange: Wavelengths, tutte le interazioni di Steph avverranno tramite smartphone, telefono o PC

Al di là dei compiti da DJ, ci sono delle note personali da seguire all'interno del DLC, che concorrono a plasmare ancora di più Steph e il suo rapporto con gli altri personaggi, ma anche con se stessa. C'è la componente dating sim, in cui si devono scorrere potenziali persone interessanti tramite un'app di incontri e da lì decidere se sono o meno quelle giuste per noi. Considerato che a ogni nuovo contesto cambiano, il numero di candidate è considerevole e non sappiamo quante abbiano un effettivo riscontro con noi (tutte no di sicuro, le possibilità ovviamente aumentano con gli interessi in comune): qualora ci fosse, si può iniziare una conversazione che, a seconda di quando la si comincia, può estendersi fino alla fine del DLC.

Lo abbiamo sottolineato nell'intervista e lo ripetiamo qui, l'approccio di Deck Nine al tema dell'omosessualità - e non solo, in ambito LGBTQ+ - è naturale, fluido, non si percepisce alcuna forzatura. Steph è lesbica e non lo nasconde ma questo aspetto non viene esacerbato: persino la scelta di introdurre il Pride come momento chiave tra quelli del DLC non è uno strizzare l'occhio fine a se stesso, bensì offre un'ulteriore introspezione su Steph e sui suoi rapporti passati, dando al contempo l'occasione di introdurre situazioni (vedasi quella del padre menzionata in precedenza) senza farle apparire di comodo. Non che certi discorsi debbano essere affrontati per forza durante il Pride, ma proprio perché vuole essere una ricorrenza celebrativa, ha senso farla diventare nel gioco la cassa di risonanza per alcune conversazioni.

Nel complesso, Wavelengths ha un ritmo compassato, è molto più narrativo del gioco principale ed è giusto così perché è stato appositamente sviluppato attorno a un personaggio per farlo conoscere meglio. Nonostante sia ambientato solo all'interno del negozio di dischi, la ripetitività non viene mai a noi poiché lo stacco tra un periodo e l'altro, con i cambiamenti che ne conseguono, spinge sempre a guardarsi attorno a vedere come, piano piano, il negozio stia diventando quello che abbiamo conosciuto in Life is Strange: True Colors. È un lento chiudersi del cerchio, che parte da Arcadia Bay e si chiude con l'arrivo di Alex a Haven Springs, dettando la progressiva evoluzione di Steph e la sua consapevolezza verso determinate situazioni. Ancora una volta, persino più che nel gioco base, la musica la fa da padrona: siamo noi i dj e sempre noi scegliamo il ritmo della giornata, oltre a comporre una nostra personalissima canzone che potremo goderci nelle battute finali del gioco. L'unica cosa che un po' stona è la breve transizione tra quando si entra ed esce dalla stanza da DJ: lo stacco a nero e soprattutto l'interruzione della musica creano un piccolo, ma sentito scollamento da quella che altrimenti si trasforma quasi subito in una piacevole quotidianità.

Commento

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Multiplayer.it

8.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Analizzato per quello che è, ovvero un contenuto aggiuntivo prettamente narrativo che comunque riesce a introdurre piccoli elementi di gameplay, Life is Strange: Wavelengths si dimostra un ottimo DLC. Il personaggio di Steph viene approfondito sotto diversi aspetti, persino i più tragici che si ricollegano ad Arcadia Bay, e al contempo permette agli sviluppatori di affrontare diversi temi. Tra i personaggi presentati in Life is Strange: True Colors, era l'unica così omnicomprensiva e il risultato finale è un gioco più lento, più ristretto nell'ambientazione (limitata al negozio di dischi) ma non per questo meno piacevole. Deck Nine traccia un cerchio che parte dall'originale Life is Strange e si chiude con questo, ricollegandosi alle avventure di Chloe e Max meglio di quanto abbia fatto Life is Strange 2 e offrendoci uno spaccato di quei momenti che marca ancora più a fondo le conseguenze di una particolare scelta. Se uscire ed entrare dalla stanza del DJ fosse stata senza interruzioni sarebbe stato ancora meglio, tuttavia il piccolo scollamento che si viene a creare non disturba troppo la partita.

PRO

  • Un'accurata introspezione del personaggio di Steph
  • Riesce a gestire bene l'assenza di interazioni faccia a faccia
  • Il gameplay è ridotto all'osso ma nel suo piccolo è piacevole
CONTRO
  • Peccato per l'interruzione quando si entra ed esce dalla stanza del DJ
  • Il suo ritmo molto compassato potrebbe non essere apprezzato da tutti