LifeAfter: Night Falls, la recensione 4

Un survival post-apocalittico nel palmo della mano, ecco la recensione di LifeAfter: Night Falls

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   02/09/2019

Il genere dei survival ad ambientazione post-apocalittica e impostazione realistica è stato ormai esplorato a fondo nel panorama videoludico, ma resta ancora poco sfruttato sulle piattaforme mobile, a causa soprattutto di limitazioni tecniche. Anche per questo motivo, in questa recensione di LifeAfter: Night Falls, ci troviamo ad apprezzare la relativa novità di un gioco di questo tipo che sembra trasportato di peso dall'ambito PC a quello mobile, con discreti risultati. Si tratta, peraltro, di un concetto comune a diverse produzioni per smartphone da parte di sviluppatori e publisher cinesi (NetEease, in questo caso), che tendono a concepire la piattaforma mobile come una sorta di micro-PC portatile, con gli elementi positivi e negativi che possono derivare da un'impostazione del genere.


Per quanto riguarda i primi, un approccio così ambizioso porta appunto a immettere nel panorama mobile tipologie di gioco che precedentemente non vi si trovavano, spesso con risultati tecnici anche notevoli ma i difetti intrinseci che derivano da queste soluzioni sono spesso legati alla fruibilità, con ritmi di gioco, interfacce e sistemi di controllo che risultano poco adatti all'utilizzo su schermi piccoli. Nella maggior parte dei casi, titoli del genere vengono paradossalmente giocati più volentieri sugli emulatori PC che sulle piattaforme per cui sarebbero stati pensati. LifeAfter: Night Falls rientra abbastanza precisamente in questa visione, anche se non manca di una certa originalità in certe soluzioni di gioco, cosa piuttosto preziosa in questo ambito. Si tratta di un survival nel quale creiamo un personaggio e il suo cane e cerchiamo poi di mantenerli in vita all'interno di un vasto mondo esplorabile pieno di minacce di vario tipo (zombie e creature mutanti), con la necessità di combattere, raccogliere risorse, costruire un riparo e collaborare possibilmente con altri sopravvissuti.

Gameplay: un mix di elementi

Sono diverse le suggestioni che emergono giocando a LifeAfter: Night Falls, visto il mix di elementi che compone il suo gameplay, tra esplorazione, combattimento, crafting e dinamiche sociali. L'idea che più si avvicina potrebbe essere quella di uno State of Decay con maggiore accento posto sul crafting, vista la necessità di equilibrare la sortite in solitaria con l'attenzione alla gestione di un riparo condiviso, in questo caso con la collaborazione di altri giocatori umani. L'obiettivo è la ricostruzione di una qualche umanità dopo la diffusione dell'epidemia zombie, dunque le azioni non sono volte alla sola sopravvivenza del singolo ma anche alla costruzione e al mantenimento di una sorta di micro-società. In questo senso è impostata la meccanica del gioco, che alterna combattimenti e crafting, ricerca di risorse in giro per il mondo ed eventi più o meno organizzati e impegnativi per ottenere loot utile sia al rafforzamento del personaggio che al miglioramento della base. Il sistema di controllo con stick virtuale su touchscreen si porta dietro i difetti intrinseci di questa soluzione, anche se bisogna dire che risulta piuttosto reattivo al di là del lag che può emergere dalla connessione al server.


I combattimenti risultano un po' macchinosi e poco dinamici a causa del sistema di controllo, ma si basano sull'utilizzo di un'ampia gamma di armi e si svolgono su creature anche diverse dagli zombie standard, come negli eventi contro creature più potenti, dunque si nota anche una certa varietà di situazioni di gioco. La grafica è notevole, mettendo in scena un mondo ampio e dettagliato, dotato di ambientazioni diverse e con una buona rappresentazione dei modelli dei personaggi, anche se tutta questa ricchezza può facilmente gravare su hardware portatili meno prestanti. I problemi maggiori di LifeAfter: Night Falls emergono più sul lungo termine e sono legati al bilanciamento del loot e alle meccaniche del crafting che tendono pericolosamente al pay to win. Il crafting più semplice si basa sull'utilizzo di materiali trovati per la costruzione di nuovi oggetti, come da tradizione, ma per ottenere cose più preziose è necessario utilizzare gli shard, da investire a diversi tier. Si tratta di oggetti piuttosto rari che però sembrano non portare spesso a risultati sperati, cosa che determina una certa frustrazione per lo squilibrio che si crea tra l'impegno richiesto per raccogliere certi materiali e i premi che si ottengono da questi, con il sospetto che una dinamica random così severa tenda a spingere verso l'acquisto di risorse con denaro reale.

Versione testata
Android, iPad 1.0.130
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

7.8

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Si nota una certa cura nella costruzione di LifeAfter: Night Falls, che nel suo misto di caratteristiche tratte da vari titoli noti riesce a trovare un buon equilibrio. Il fatto di trasportare di netto il genere action survival, per come si è configurato su PC, all'interno di uno smartphone porta con sé il vantaggio di un gioco profondo e strutturato ma anche i difetti di un sistema di controllo spesso non all'altezza e meccaniche che non si sposano sempre bene con questo tipo di fruizione, ma il gameplay e il ritmo di gioco risultano piuttosto bilanciati. Le prime ore di LifeAfter: Night Falls scorrono piacevoli nella scoperta delle sue caratteristiche, ma sul lungo termine emergono i problemi maggiori, quando entrano in azione le dinamiche più distorte del sistema di loot e crafting che sembra spingere verso l'acquisto in-app.

PRO

  • Un survival portatile ampio e profondo
  • Buon equilibrio fra esplorazione, combattimenti e crafting
  • L'implementazioni del multiplayer arricchisce l'esperienza

CONTRO

  • Solita macchinosità nei controlli via touchscreen
  • Un po' sbilanciato il sistema di loot e crafting
  • Le situazioni tendono un po' a ripetersi dopo le prime ore