Mafia 2 Definitive Edition, la recensione 169

A dieci anni dalla sua uscita arriva la Definitive Edition di Mafia 2, completa di DLC e apripista della Mafia Trilogy

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   19/05/2020

Indice

Gli anni a cavallo tra i '40 e i '50 del secolo scorso sono tra i più evocativi per quel che concerne l'ambito gangster americano. Quando nel 2010 è arrivato sul mercato il secondo capitolo di Mafia, il mondo videoludico aveva da poco conosciuto la Liberty City di GTA IV e la mania dell'open world stava piano piano fagocitando l'intero mercato. Dopo un decennio la situazione non è mutata così tanto e Mafia II Definitive Edition arriva in un momento particolare, sia storico e globale che anche per quel che concerne l'anno di transizione tra una generazione e la successiva.

In attesa di avere tra le mani la totalità della Trilogy recentemente annunciata (soprattutto il remake dedicato al primo capitolo, in uscita il 28 agosto, a cui si aggiunge il terzo uscito oggi) abbiamo avuto modo di passare nuovamente una manciata di ore a contatto con il secondogenito. La recensione di Mafia II Definitive edition gode quindi di una dualità particolare: da una parte la consapevolezza di quel che ha significato a suo tempo e del tentativo quasi obbligato di 2k Czech di dare un'alternativa oper world alla propria serie; dall'altra la piena coscienza dell'impossibilità produttiva di competere con Rockstar e lo strano incontro tra un titolo lineare e la sua natura aperta piuttosto farraginosa e poco ispirata.

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Ciao, sono Vito Scaletta

Mafia è da sempre sinonimo di narrazione. Il primo capitolo è ancora oggi un'autorità sotto questo punto di vista e il suo diretto sequel, nonostante uno sviluppo lungo e travagliato, si regge proprio sulla sua campagna principale.

Il protagonista risponde al nome di Vito Scaletta, nato in Italia ma ben presto trasferitosi in America insieme alla propria famiglia, rappresenta lo stereotipo del giovane emigrato oltreoceano nei primi decenni del '900. Famiglia povera, padre pieno di debiti e cattive amicizie sono elementi che lo portano suo malgrado ad essere colto in flagrante durante un furto, con la conseguenza di essere riportato in Italia per aiutare nella liberazione della penisola durante la seconda guerra mondiale. Tornato in America a causa di un colpo di pistola, troverà modo di farsi congedare per sempre dall'esercito, speranzoso di riprendere una scalata sociale che gli faccia dimenticare le origini modeste.

A partire da questo plot si dipana una storia lunga una quindicina di ore e divisa in capitoli. Segnata nel mezzo da un ulteriore e lungo passaggio di tempo, utile a raccontare l'evoluzione psicologica di Vito, così come il cambio sociale radicale dal dopoguerra al boom economico degli anni cinquanta, rafforzato dall'abbandono del clima invernale e nevoso a favore di uno più mite e rigoglioso.

Mafia II è, come i suoi fratelli omonimi, un'opera che spinge forte sulle emozioni, volendo raccontare una storia adulta e cruda, che non risparmia niente e nessuno, come la vita ha insegnato agli stessi protagonisti. Vito è un uomo dal basso lignaggio che, come spesso accade, è disposto a sporcarsi le mani pur di vivere a testa alta tra i grandi. Scoprirà le gioie e i dolori delle sue scelte, fino ad un finale amaro ma in qualche modo giusto. Un intreccio che non raggiunge mai i fasti del primo indimenticabile capitolo ma che ancora oggi, a dieci anni di distanza, saprà regalarvi qualche momento di altissimo valore scenico.

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Un free roaming fin troppo lineare

Mafia II ha ricevuto diverse grandi lodi alla sua uscita. Abbiamo già analizzato il periodo dell'arrivo sul mercato e indubbiamente la spinta del ricordo del primo capitolo ha aiutato parecchio nella ricezione generale, sia della stampa che degli appassionati. Con il passare del tempo ci si è accorti, nostro malgrado, delle problematiche importanti e della difficoltà riscontrata nel realizzare un gioco fortemente lineare all'interno di un mondo aperto.

La difficile coesistenza con GTA, arrivato a quel tempo al quarto capitolo e in grado di mettere in mostra una splendida ed enorme Liberty City, ha evidentemente pesato sulle menti dei ragazzi di 2K, al punto di decidere di lavorare ancor più assiduamente alla loro visione dell'open world che, purtroppo, non ha mai funzionato davvero.

Mafia II è un titolo schizofrenico, che lancia il giocatore in una serie di missioni che scandiscono il passaggio del tempo tra un risveglio e un nuovo momento di riposo. Non esiste mai la reale sensazione di avere libertà di movimento, dettata solo da una città ricchissima di dettagli, ma ridotta in dimensioni e mortalmente spenta. A parte una manciata di ristoranti, negozi di abbigliamento e officine, il resto degli interni sono demandati a missioni della campagna che circoscrivono la zona unicamente a quello specifico momento. Scordatevi la libertà di scegliere quale missione intraprendere, così come sarà inutile provare a pensare di trovare incarichi secondari (qui denominati lavori e ridotti all'osso).

Da questo punto di vista Mafia II fallisce miseramente il suo scopo e, ciò che fa più rabbia, è che lo fa per la sola ed unica necessità di accontentare un mercato che non lo avrebbe accettato altrimenti. Come se non bastasse questo sposta in secondo piano un sistema di shooting e un modello di guida che sono in grado di fare scuola ancora adesso all'interno del genere.

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Anche gli appassionati del completismo che non sono ancora stufi dei collezionabili potranno dare la caccia ad una cinquantina di riviste di Playboy e ad più di un centinaio di poster dei ricercati, chiudendo qui l'insieme degli elementi accessori.

Ovviamente questa versione "definitiva" inserisce al suo interno anche tutti i DLC venduti separatamente nei giorni e mesi successivi all'uscita originale. Non possiamo esimerci dal parlarne perché questi pacchetti esulano totalmente da quel che abbiamo analizzato finora riguardo la componente di esplorazione libera del gioco. Sia che si tratti di Jimmy che di Joe (i due protagonisti dei contenuti aggiuntivi) questi non fanno altro che spingere proprio sulla libertà di movimento, di scelta dell'incarico e di "giocazzeggio". Per giunta il primo di questi pacchetti era a suo tempo già installato nel gioco originale, necessitando però dell'acquisto a parte per sbloccarne l'utilizzo. I DLC di Mafia II non fanno che confermare in maniera inequivocabile come la struttura free roaming alla GTA sia stata pensata e realizzata come qualcosa di totalmente collaterale, forse addirittura aggiunta a sviluppo più che avanzato. Paradossalmente le storie di Jimmy e Joe (che nel primo caso non gode neanche di cutscene, ma solo di cartelli con testi scritti), allungano a dismisura la durata del gioco, proprio mettendo in gioco rapine, scontri a fuoco e inseguimenti secondari che innalzano il nome dell'esperienza arcade. Al contrario però sono propedeutiche anche a smascherare definitivamente un'intelligenza artificiale talmente deficitaria e scriptata, da far impallidire anche quella del capostipite uscito ormai da quasi vent'anni.

Quel che resta nel gameplay è un discreto sistema di fuga dalla polizia che non si limita a giocare con gli incontri con le volanti, ma che richiede di eliminare anche le tracce dei propri crimini tramite il cambio di vestiti, della targa dell'auto o la riverniciatura.

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La Definitive Edition

Mafia II era tecnicamente sontuoso già alla sua uscita e se ancora oggi doveste avviare la versione del day one vi sorprendereste di quanto bene possa essere invecchiato, soprattutto sulla gestione delle luci e dei riflessi, nonché nei modelli delle auto. Questa revisione, realizzata dai ragazzi di d3t, non stravolge il risultato finale ma spinge in alto la risoluzione di tutti quegli elementi precedentemente lasciati in disparti. Questo comporta un livello di dettaglio generalmente spaventoso, che non rinnova i modelli o aggiunge poligoni lì dove non esistono, ma che lavora con la luce e la rifrazione in una maniera onestamente spaventosa, arrivando a vette straordinarie per quanto riguarda esterni ed interni delle automobili, elemento molto sentito della produzione.

Meno impressionanti sono i modelli di personaggi secondari e passanti, così come di fondali che sentono, in questo caso, il peso del tempo e della mancata cura già alla sua uscita originale.

Il doppiaggio in italiano è rimasto quello mediamente discreto di dieci anni fa, che alterna personaggi sufficientemente interessanti, ad altri invece totalmente fuori luogo. Splendida come sempre la colonna sonora, sia originale che su licenza, con una serie di brani che hanno fatto la storia della radio a cavallo tra gli anni '40 e '50.

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Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Multiplayer.it

8.0

Lettori (29)

8.2

Il tuo voto

Mafia II Definitive Edition arriva sul mercato come una mina vagante, prima del remake del Mafia originario e prima della Trilogy che comprenderà anche il fratello più recente e meno fortunato. Dal canto nostro siamo contenti di aver rivissuto in buona parte la storia di Vito Scaletta e siamo certi che si tratti di un titolo ancora godibile, sia per gli appassionati che per i nuovi giocatori. Non abbiamo avuto modo di sapere in anticipo il prezzo di uscita e questo è un fattore che indubbiamente potrà cambiare le carte in tavola, ma la qualità resta la stessa, sia per quel che concerne aspetti positivi che negativi.

PRO

  • La storia di Vito Scaletta
  • La cura per i dettagli e l'amore per l'ambito gangster
  • Modello di guida e controlli sono ancora ottimi
  • La rimasterizzazione è di qualità

CONTRO

  • È l'emblema della corsa ingiustificata all'open world
  • Il doppiaggio vive di alti e bassi