Masters of the Universe: Revelation, la recensione

He-Man e i Dominatori dell'Universo tornano coi primi 5 episodi di Masters of the Universe: Revelation, la nuova serie animata targata Netflix: ecco la recensione.

RECENSIONE di Christian Colli —   24/07/2021
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C'è stato un momento, a cavallo tra gli anni '80 e i '90, in cui non ci si poteva girare da qualche parte senza vedere i Masters of the Universe. He-Man, i suoi alleati e i suoi nemici troneggiavano su cartelle, zaini e diari nelle cartolerie e nei centri commerciali. Li trovavate in edicola, negli album di figurine e negli albi a fumetti. Sulle patatine, sui gelati, e ovviamente in TV e nei negozi di giocattoli.

Erano anni forse più innocenti, in cui i bambini alle elementari non immaginavano neppure cosa fosse uno smartphone e durante la ricreazione si giocava con quelle che oggi definiremmo action figure, ma che all'epoca chiamavamo semplicemente pupazzi. Poco importava che il cartone animato targato Filmation fosse un minestrone di idee messe insieme alla bene e meglio, con tanto di ramanzina che sfondava la quarta parete a fine episodio: un'immensa marchetta per vendere i giocattoli Mattel che negli anni sono diventati iconici.

In seguito, qualcuno ha tentato di rinnovare il brand senza troppa convinzione. Hanno tentato nel 2002 con un reboot a cartoni animati, ci hanno provato in DC Comics con una discreta miniserie che cercava di mettere un po' di ordine nella confusa mitologia che giocattoli e fumetti avevano appena abbozzato tempo addietro, e poi è arrivato Kevin Smith.

Il controverso regista, noto per film cult come Clerks o Dogma, ma anche per schifezze inenarrabili come Yoga Hosers, è quello che potremmo considerare un nerd di prima categoria con una conoscenza enciclopedica di fumetti, cinema e cultura pop. Così, quando si è scoperto che stava lavorando per riportare He-Man su Netflix insieme agli sceneggiatori Marc Bernardin e Tim Sheridan, molti hanno pensato che fosse l'uomo giusto per questa impresa.

E in questa recensione di Masters of the Universe: Revelation possiamo confermarvi che Smith si è davvero superato.

Masters per tutti

Masters of the Universe: Revelation, He-Man in una scena.
Masters of the Universe: Revelation, He-Man in una scena.

Per la verità abbiamo avuto solo un assaggio dell'affresco che Kevin Smith intende dipingere nella sua serie a cartoni animati: su Netflix potete trovare in questo momento solo i primi cinque episodi, che costituiscono la prima parte di una stagione composta da dieci appuntamenti, con la seconda in arrivo a data da destinarsi.

Non vogliamo anticiparvi troppo sulla trama di questa prima tranche di episodi, ma è importante fare una premessa. Masters of the Universe: Revelation prosegue a tutti gli effetti la serie animata Filmation, dando per scontato che lo spettatore conosca i personaggi e i loro rapporti fin dall'inizio. Fortunatamente, la serie originale era composta da storyline contenute e puntate completamente autonome, perciò Smith ha avuto relativamente poco materiale cui attingere per restare in continuità. Al contempo, Revelation è anche una serie nuova, che porta la narrativa dell'universo Filmation/Mattel in direzioni completamente diverse, svecchiandola delle sue ingenuità anni '80, ma sempre nel rispetto della nostalgia che attirerà la stragrande maggioranza dei fan.

Masters of the Universe: Revelation, Skeletor in una scena.
Masters of the Universe: Revelation, Skeletor in una scena.

Nelle ultime settimane si era inoltre gonfiata un'enorme polemica sulla base di alcune anticipazioni che Smith si era lasciato scappare nei suoi podcast; dettagli che avevano ridimensionato le aspettative della parte più ansiosa della community. Smith aveva lasciato intendere che nella sua serie sarebbe stata più protagonista Teela di He-Man, e questo aveva turbato i maschi alfa che già sentivano minacciato il loro idolo in virtù del politicamente corretto e dell'uguaglianza di genere.

Masters of the Universe è un brand che ha fatto del machismo una vera e propria iconografia, quindi il fan con più di qualche annetto sulle spalle che si avvicina a Revelation e al posto del biondo protagonista storico si ritrova la giovane guerriera - dall'orientamento sessuale ambiguo, per giunta - potrebbe rischiare un embolo. O forse no. Perché Smith non è uno scribacchino qualunque: è un fan prima di tutto, un fan che ha scritto l'ottimo In cerca di Amy e quindi qualcosa da dire sulla questione non solo ce l'ha, ma l'ha già detta.

Masters of the Universe: Revelation, Teela contro Evil-Lyn in una scena.
Masters of the Universe: Revelation, Teela contro Evil-Lyn in una scena.

E sì, in effetti è vero quello che aveva anticipato, e nel primo episodio succede qualcosa che cambia completamente lo status quo - la rivelazione da sottotitolo - e dà il la alla nuova serie, che comincia sul serio nel secondo episodio dopo un vero e proprio "time skip". Smith fa una mossa coraggiosa, e non solo una in verità, e rimuove He-Man dall'equazione, trattandolo un po' come Saitama di One Punch Man: che rischi possono esserci quando hai per protagonista l'uomo "più forte dell'universo"? Escludendolo, alzi la posta in gioco e la storia diventa immediatamente più avvincente e intrigante.

La strategia funziona e tratteggia una Eternia sull'orlo della catastrofe, in cui i Masters rimasti, buoni e cattivi, devono costruire nuove alleanze per salvare tutto, ma proprio tutto. E He-Man, comunque, fa capolino in ogni episodio come flashback, come ricordo, come illusione. C'è e non c'è, ma comunque Revelation concede uno spazio molto importante ai suoi comprimari storici: non solo Teela, ma Man-at-arms, Orko, Evil-Lyn e altri, attingendo a oltre trent'anni di idee e di storie, canoniche e non, che riempiono ogni episodio di citazioni e riferimenti.

Equilibrismi

Masters of the Universe: Revelation, Scare Glow in una scena.
Masters of the Universe: Revelation, Scare Glow in una scena.

Il fan dei Masters che ha letto i fumetti DC, trovato gli albetti nelle confezioni dei giocattoli Mattel e guardato ogni episodio delle serie animate che seguirono quella Filmation originale, spin-off come She-Ra compresi, riconoscerà le citazioni e i riferimenti, ma Masters of the Universe: Revelation resta una serie assolutamente godibile così com'è anche per chi quell'epoca non l'ha vissuta.

È un prodotto ben confezionato, scritto meravigliosamente, che strizza l'occhio all'umorismo vecchia scuola e un attimo dopo assesta un colpo di scena o una battutina molto più contemporanea. Smith è un vero equilibrista, ma anche un giocoliere: si mantiene lungo quel confine invisibile senza sporgersi troppo né da una parte né dall'altra, ammicca in una direzione ma prosegue nella sua, convinto e sicuro, come uno che sa quello che sta facendo e non vede l'ora di condividerlo.

Così Revelation è una serie dove i buoni continuano a scaraventare i loro avversari gli uni contro gli altri, perché all'epoca non dovevano impressionare i bambini, ma il sangue non manca e le scene d'azione sono feroci il giusto, senza strafare o scivolare nella violenza gratuita.

Masters of the Universe: Revelation, il cast in una scena.
Masters of the Universe: Revelation, il cast in una scena.

Abbiamo apprezzato i dialoghi, che spesso hanno un impatto adulto e maturo, ma sanno anche commuovere e divertire: il cast italiano è ottimo, grazie anche al ritorno di voci storiche come quella di Cinzia De Carolis, ma Revelation è una serie che merita di essere guardata o riguardata in lingua inglese perché i doppiatori originali sono... be', stellari. Mark Hamill vince facile - è la nuova voce di Skeletor - ma il cast conta anche Sarah Michelle Gellar, Justin Long, Liam Cunningham, Kevin Conroy e soprattutto Lena Headey, che doppia Evil-Lyn: insomma, immaginate una come Evil-Lyn con la voce di Cersei Lannister, come si fa a non amarla? Personaggio che guadagna una profondità incredibile grazie alla scrittura di Smith e soci, tra l'altro. E una menzione speciale merita anche l'ottima colonna sonora di Bear McCreary che, tanto per dire, ha composto anche quella di God of War, oltre a un'infinità di film e serie cult.

Masters of the Universe: Revelation, una scena della serie.
Masters of the Universe: Revelation, una scena della serie.

Sul fronte visivo, invece, Masters of the Universe: Revelation è una serie molto più discreta. Il character design è davvero eccellente, intendiamoci: i personaggi sono immediatamente riconoscibili; modernizzati nell'aspetto e nei lineamenti, mantengono i tratti iconici originali che li hanno distinti negli anni. C'è una discrepanza tra i dettagli al chiuso, molto più minuziosi, e la povertà di particolari che contraddistingue alcune scene all'aperto, ma non tutte: Eternia continua a essere un mondo fondamentalmente spoglio come nell'originale, che doveva risparmiare sul budget, ma ad alcune ambientazioni è stato riservata molta più cura.

Il vero problema sono le animazioni. La serie è stata affidata a Powerhouse Animation Studios, che sono gli stessi di Castlevania, quindi dovreste già intuirne pregi e difetti. Alcune sequenze sono estremamente fluide e curate, mentre altre perdono letteralmente fotogrammi per strada, cosa che si percepisce soprattutto nelle scene d'azione. È una carenza che non disturba più di tanto, ma non si può far finta che non ci sia: la nostra speranza è che il successo di questa prima miniserie stimoli a una migliore lavorazione degli episodi futuri.

Masters of the Universe: Revelation, la splendida locandina della serie.
Masters of the Universe: Revelation, la splendida locandina della serie.

Commento

Multiplayer.it

9.0

Masters of the Universe: Revelation è un vero gioiello. Kevin Smith è riuscito a mettere tutto il suo impegno e la sua passione in una serie che si rivolge anche e soprattutto ai quarantenni che sono cresciuti coi giocattoli Mattel, ma che riesce a restare fedele a sé stessa mentre si muove in una direzione completamente nuova e piena di potenzialità. Complice un cast stellare sia in lingua italiana ma soprattutto in lingua inglese, e una colonna sonora d'eccellenza, Revelation scivola via che è una meraviglia e lascia col fiato sospeso in attesa della prossima tranche di episodi. Peccato solo per la qualità altalenante delle animazioni che speriamo migliori sensibilmente.

PRO

  • Un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione con non pochi colpi di genio
  • Doppiaggio straordinario sia in italiano, sia in inglese
  • La colonna sonora di Bear McCreary
CONTRO
  • Le animazioni altalenanti soprattutto nelle scene d'azione
  • Farete fuori cinque episodi in un paio d'ore e poi vi toccherà aspettare mesi dopo un cliffhanger da cardiopalma!