Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, la recensione 61

Abbiamo rigiocato su Switch la compilation di Mega Man Zero e Mega Man ZX: un'ottima occasione per chi non ha mai provato alcuni tra i migliori platform di Capcom. E ovviamente per pubblicarne la recensione

RECENSIONE di Christian Colli   —   24/02/2020

Indice

Come iniziare questa recensione di Mega Man Zero/ZX Collection per Switch? Forse partendo dal principio, ma così facendo dovremmo tornare al 1987 e all'uscita del primissimo Mega Man per NES, e non ci sembra il caso. Potremmo fare un salto di qualche anno, sei per l'esattezza, e attaccare bottone con Mega Man X: in fondo è stata quella serie a metà tra un sequel e uno spin-off a cementificare una vera e propria mitologia dietro ai titoli action-platform di Capcom. Prima di allora, Keiji Inafune e tutti quelli che avevano lavorato ai titoli di Mega Man, avevano affidato la storia a sintetiche, enigmatiche schermate o poche righe di testo, ma con la serie Mega Man X si era cominciato a costruire un intreccio, a caratterizzare meglio i vari personaggi, dando un senso al nuovo scenario e alla nuova epoca in cui si svolgevano i giochi. Mega Man Zero non l'ha sviluppato Capcom, ma Inti Creates: dopo aver assillato Inafune nella speranza di convincerlo ad affidargli la sua creatura più famosa, il piccolo sviluppatore si era trovato a dover affrontare una duplice sfida.

Mega Man Zero avrebbe dovuto rilanciare l'identità action-platform 2D del franchise - che col passare degli anni era diventato un RPG e un action adventure 3D, tra le altre cose - e avrebbe dovuto essere anche la sua iterazione più impegnativa. Inoltre, avrebbe dovuto proseguire la storia di Mega Man X abbracciando un'angolazione più adulta e violenta, senza rinunciare all'aspetto cartoonesco che contraddistingueva la serie. Un'impresa apparentemente impossibile, fatta di tanti, troppi traguardi da raggiungere: eppure, chiunque abbia giocato il primo Mega Man Zero quando ha fatto il suo esordio su Game Boy Advance nel 2002, probabilmente vi confermerà che, sì, Inti Creates ce l'aveva fatta. Oggi i quattro Mega Man Zero per Game Boy Advance, già proposti in Giappone con un'unica compilation per Nintendo 3DS, arrivano anche in occidente e su Switch, accompagnati da Mega Man ZX e Mega Man ZX Advent, usciti qualche tempo dopo su Nintendo DS. È un pacchetto assolutamente imprescindibile per chi ama il trentennale franchise e nelle prossime righe vi spiegheremo perché merita l'acquisto.

Da Zero a ZX

Partiamo dalla prima parte del pacchetto, in senso cronologico: Mega Man Zero. Non staremo ad analizzare i giochi nella compilation, uno per uno, ma vi daremo un'idea generale di come funzioni questa serie e in che modo prenda le distanze dai più canonici Mega Man e Mega Man X. Prima di tutto, be', il protagonista è Zero, e questo ve lo dice già il titolo: anche Mega Man ha un ruolo importante, ma non vogliamo anticiparvi nulla. La storia non è certo articolata come quella di un gioco di ruolo, ma il futuro tratteggiato dal director Yoshinori Kawano e dal suo team è cupo e affascinante, a maggior ragione se avete lottato tanto per salvare il mondo nei vari Mega Man X. La nuova serie, infatti, comincia un secolo dopo col risveglio di Zero o, per meglio dire, un nuovo modello dell'androide con la chioma bionda. In questa epoca le tensioni tra gli umani e i sintetici Reploidi stanno raggiungendo le stelle e così Zero, impugnando la sua fidata spada laser, dovrà aiutare la scienziata Ciel a fermare nientepopodimeno che il suo storico rivale X, apparentemente impazzito e deciso a rovesciare l'ordine naturale del pianeta.

La storia si sviluppa attraverso dialoghi, illustrazioni e brevi cinematiche che si fanno via via più elaborate di episodio in episodio, e in questo senso si evolve anche il gameplay, che abbraccia una struttura più libera e una pletora di dinamiche da RPG che Inti Creates andrà rivedendo e correggendo a ogni uscita. Ci sono infatti piccole ma sostanziali differenze tra i quattro Mega Man Zero che, giocandoli oggi, uno dopo l'altro, e non a distanza di mesi o di anni, si percepiscono con maggior chiarezza. Alla base, Mega Man Zero è un Mega Man, un platform a scorrimento suddiviso in stage che culminano ciascuno in una battaglia con uno specifico boss. I nemici che ci aspettano alla fine di ogni stage sono il fiore all'occhiello della produzione: hanno design spesso eccezionali e schemi di attacco complessi e molto meno prevedibili rispetto ai vari boss affrontati negli altri Mega Man. La serie è famosa per la sua difficoltà brutale che punta tutto sui riflessi e sulla memoria muscolare dei giocatori, ragion per cui Capcom ha ben pensato di implementare una modalità "principiante" e/o un sistema a checkpoint che rendono i titoli molto meno frustranti.

I primi quattro Mega Man Zero ci vedono quindi controllare l'androide biondo e accedere a un loadout di armi che cambia leggermente di episodio in episodio. La pistola Z-Buster e la mitica Z-Saber sono onnipresenti, ma Zero può maneggiare anche scudi, tonfa e fruste che possono rivelarsi più o meno efficaci contro certi nemici o boss. Un'altra feature chiave, che subisce non poche trasformazioni nell'arco dei quattro episodi, sono i Cyber Elfi, piccoli aiutanti che troveremo nascosti negli stage o sconfiggendo i nemici e che ci garantiranno vari bonus. Il sistema dei Cyber Elfi cambia sensibilmente da Mega Man Zero a Mega Man Zero 4, ma rimane un elemento cruciale del gameplay e della storia, sebbene il gioco in sé e per sé ne scoraggi l'utilizzo: abusare dell'aiuto dei Cyber Elfi, infatti, riduce il punteggio a fine stage, un punteggio che può determinare anche l'acquisizione di nuovi poteri o attacchi speciali e che sprona i giocatori a ripetere i vari livelli cercando sempre di migliorare. È interessante notare, inoltre, come la struttura vagamente metroidvania del primo Mega Man Zero - in cui gli stage sono interconnessi a un hub centrale - torni già nel secondo episodio a una formula più tradizionale: bisognerà aspettare Mega Man ZX per cambiare completamente approccio.

Mega Man ZX e Mega Man ZX Advent, invece, si svolgono duecento anni dopo Mega Man Zero 4. Non vi spiegheremo perché - sarebbe un grosso spoiler sul finale della serie - ma i protagonisti cambiano completamente: in Mega Man ZX il giocatore può scegliere tra Vent o Aile, in Mega Man ZX Advent sono invece Ashe e Grey. La storia è un po' più intricata e coinvolge tanti personaggi secondari vecchi e nuovi, influenzando anche le meccaniche di gioco visto che i protagonisti possono trasformarsi nei boss sconfitti, acquisendone non soltanto le abilità d'attacco, ma anche le capacità di movimento. Tornano infatti gli stage interconnessi di Mega Man Zero in una struttura ancor più metroidvania in cui è il giocatore che decide in che direzione esplorare il mondo di gioco, impiegando le forme sbloccate per superare ostacoli ambientali o nemici suscettibili a un certo elemento piuttosto che a un altro.

I due titoli per Nintendo DS, infatti, sfruttavano il secondo schermo della console come mappa, un elemento che in questa versione Switch possiamo posizionare scegliendo tra varie opzioni di visualizzazione. La deriva RPG è interessante: i protagonisti possono anche accettare vari incarichi dai personaggi che gironzolano per l'hub e ricevere le relative ricompense a missione compiuta. Mega Man ZX Advent, in particolare, è il titolo più corposo dei due, ricco com'è di forme, abilità speciali da sbloccare e segreti da scoprire: Inti Creates aveva proprio azzeccato la formula giusta per evolvere Mega Man senza snaturarlo.

Il caro vecchio 2D

La Mega Man Zero/ZX Legacy Collection porta benissimo gli anni di ogni titolo, che sia il primo Mega Man Zero del 2002 o il 2007 di Mega Man ZX Advent. La grafica 2D ricca di colori e particolari ci ricorda costantemente com'era bella la pixel art sulle console che non muovevano otto miliardi di poligoni al secondo, specialmente se decidete di giocare in modalità portatile: ovviamente sullo schermo della TV il gioco sgrana non poco, ma è possibile scegliere il formato della schermata tra varie opzioni per ogni titolo nella compilation e applicare un filtro che ammorbidisca le immagini o emuli la riproduzione dei vecchi televisori CRT. Potete scegliere anche le illustrazioni della cornice e persino la versione di ogni Mega Man Zero tra inglese e giapponese, oppure tra inglese, tedesco, francese, italiano e giapponese per i due Mega Man ZX. Non abbiamo riscontrato incertezze nel sistema di controllo, input lag o altri problemi che qualche volta minano queste compilation di vecchie glorie, ma ovviamente la precisione richiesta nel gameplay potrebbe incoraggiare all'utilizzo del Pro Controller piuttosto che dei Joy-Con.

È un pacchetto completo, insomma, che oltre a sei titoli eccellenti comprende pure una galleria piena di illustrazioni, un lettore musicale per ascoltare o riascoltare gli ottimi brani di Ippo Yamada, un campionamento audio rimasterizzato per le voci, una specie di sistema di achievement e una modalità inedita chiamata Z-Chaser che piacerà agli amanti delle speedrun. La modalità Z-Chaser è infatti esattamente questo: scelto il livello di difficoltà, dovremo giocare una dozzina di stage correndo a perdifiato per completarli nel minor tempo possibile. È possibile scegliere tra diverse opzioni, per esempio gareggiare contro la CPU o contro un altro giocatore, impostando persino lo schermo condiviso per tenere d'occhio i progressi dell'avversario. E naturalmente è possibile caricare i propri record su una leaderboard mondiale per sbandierarli in rete.

Versione testata
Nintendo Switch
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (7)

7.4

Il tuo voto

Mega Man Zero/ZX Legacy Collection è una compilation irrinunciabile per i fan del franchise Capcom o per chi non ha mai giocato alcuni tra i migliori action game bidimensionali mai sviluppati. Stiamo parlando di sei giochi ottimi che ancora oggi hanno da insegnare a tanti titoli molto più chiacchierati: forse si sente la mancanza di qualche extra più succoso, ma a questo prezzo è difficile lamentarsi. Adesso non resta che attendere una Legacy Collection anche per Mega Man Battle Network.

PRO

  • Sei giochi straordinari
  • È possibile ridurre un livello di difficoltà a tratti eccessivo
  • La modalità Z-Chaser per i giocatori più competitivi

CONTRO

  • Alcuni titoli sono invecchiati meglio di altri
  • Gli extra sono carini ma poco originali