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Mighty DOOM, la recensione del single stick shooter basato sul classico id Software

L'inferno invade anche i dispositivi iOS e Android con il debutto del single stick shooter basato sul grande classico di id Software: la recensione di Mighty DOOM.

Mighty DOOM, la recensione del single stick shooter basato sul classico id Software
RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   26/03/2023

Grandi proprietà intellettuali tradotte efficacemente su mobile: quante volte è successo davvero? Il gaming su iOS e Android si pone senz'altro come una fucina di idee e di sperimentazione, ma al contempo è vittima di trend che ciclicamente finiscono per monopolizzare spazi e generi, nonché naturalmente di un ricorso ormai consolidato e inevitabile a modelli free-to-play talvolta permissivi e sensati, talvolta no.

Mighty DOOM, il curioso spin-off del grande classico di id Software, alla fine dei conti è anch'esso vittima delle mode visto che rientra nel filone che da un po' di tempo va per la maggiore su App Store e Google Play, quello dei single stick shooter: in pratica degli sparatutto con visuale dall'alto che si sviluppano in verticale, un singolo stick virtuale per il movimento del personaggio e un sistema di fuoco automatico verso il nemico più vicino.

Disponibile da pochi giorni e già in cima alle classifiche delle app gratuite, l'avventura del Mini Slayer ha centrato l'obiettivo? Ve lo riveliamo nella recensione di Mighty DOOM.

Gameplay: run & gun dall'alto

Mighty DOOM, il nostro Mini Slayer alle prese con un nemico
Mighty DOOM, il nostro Mini Slayer alle prese con un nemico

Si parla spesso di approccio run & gun (corri e spara) quando ci si riferisce a DOOM, vista l'estrema dinamicità del gameplay che ha sempre caratterizzato la serie, con particolare riferimento agli ultimi due capitoli. Ebbene, al fine di tradurre in qualche modo quel tipo di esperienza così frenetica e viscerale su mobile, gli sviluppatori di Alpha Dog Games hanno optato per dinamiche che diventano quasi quelle di un bullet hell nella seconda metà della campagna, imponendoci dunque di non restare mai fermi mentre continuiamo ad attaccare.

È questa la differenza più grande (i maliziosi diranno l'unica) con il recente Tomb Raider Reloaded, che esattamente come Mighty DOOM segna il ritorno su iOS e Android di un personaggio iconico dei videogiochi per catapultarlo all'interno di arene man mano più insidiose e piene di nemici da affrontare. Ecco, mentre nell'avventura cartoonesca di Lara Croft il fuoco automatico si attiva nel momento in cui ci fermiamo, donando all'esperienza un preciso spessore strategico in quanto bisogna gestire bene tempo e spazio, il Mini Slayer continua a sparare anche mentre si muove e ciò consente di rendere i livelli ancora più affollati e caotici.

Gli altri elementi che regolano il gameplay sono tutti ispirati a DOOM, quello vero: l'arsenale può essere modificato a piacimento sulla base della armi sbloccate fino a quel momento tra fucili, mitragliatrici, fucili a pompa e così via, mentre nello slot secondario trova posto uno strumento speciale di grande potenza, ad esempio un lanciarazzi, che richiede alcuni secondi per la ricarica e va utilizzato quando lo riteniamo opportuno. Mettendo a segno le uccisioni diventa tuttavia disponibile anche una terza arma, che può essere un raggio o una motosega, e che per qualche istante permette di infliggere ingenti danni anche agli avversari più grossi e coriacei.

Lo stordimento dei nemici, che provengono ovviamente dalla serie id Software e offrono una grande varietà di pattern e situazioni, consente anche in Mighty DOOM di eseguire dolorosissime eliminazioni che si attivano semplicemente toccando le vittime e servono anche per ripristinare la nostra energia vitale, che deve essere sufficiente per arrivare in fondo ai quaranta livelli che costituiscono i capitoli della campagna, con sfiziose boss fight a inframezzare questa progressione ogni dieci stanze.

Struttura: fra potenziamenti e microtransazioni

Mighty DOOM, la schermata dell'equipaggiamento con i vari oggetti sbloccati
Mighty DOOM, la schermata dell'equipaggiamento con i vari oggetti sbloccati

A scandire i livelli di Mighy DOOM troviamo soluzioni praticamente identiche a quelle che abbiamo descritto nella recensione di Tomb Raider Reloaded, con potenziamenti da scegliere di volta in volta, man mano che maciniamo punti esperienza, e che possono dotare il protagonista di una potenza amplificata, aumentare la sua salute massima, aggiungere fuoco doppio, laterale o esplosivo, e così via nell'ambito di una progressione in stile roguelike, che si sviluppa nella singola partita e a cui contribuiscono anche personaggi che lungo il cammino ci offrono dei bonus.

Completare i capitoli e ottenere punti si traduce nell'ottenimento di risorse e crediti utili ad alimentare la componente free-to-play di Mighty DOOM, che si concretizza nella presenza di un sistema di biglietti (che però di fatto non ci ha mai limitati davvero), nonché di casse da aprire per ricevere armi e componenti con cui migliorare o personalizzare il Mini Slayer. Tutti elementi con cui avremo a che fare in particolare nella seconda metà della campagna, quando le sfide si fanno diverse e più aspre, i danni subiti appaiono ogni volta più ingenti e la sfida diventa davvero interessante, ma irrimediabilmente soggetta a grinding.

Mighty DOOM, gli scenari acquistano man mano nuovi elementi come mura e portali
Mighty DOOM, gli scenari acquistano man mano nuovi elementi come mura e portali

Si può ovviamente parlare di paywall: le microtransazioni arrivano dopo un bel po' di tempo, ma arrivano; e a quel punto, come sempre nei free-to-play, ci si trova di fronte alla scelta di investire un po' di denaro per l'acquisto di pacchetti che possano accelerare la progressione oppure rigiocare i capitoli già completati, cimentarsi con gli eventi speciali che pure abbondano e cambiano ciclicamente, o ancora attendere i vari bonus a tempo per ottenere le risorse necessarie agli upgrade che ci permetteranno di sopravvivere.

Ecco, nelle fasi iniziali abbiamo avuto la sensazione che Mighty DOOM fosse persino troppo semplice, e che arrivare al termine dei nove livelli che ne costituiscono la campagna potesse rivelarsi un'impresa da pochi tentativi, ma poi appunto si verifica questo innalzamento della difficoltà e la situazione cambia, com'era prevedibile. Sia chiaro, è possibile sperimentare tutto ciò che il gioco ha da offrire anche senza mettere mano al portafogli: basta semplicemente avere un po' di pazienza. E magari ricorrere alle microtransazioni per il motivo giusto, ovverosia premiare l'ottimo e non facile lavoro svolto da Alpha Dog Games con una proprietà intellettuale così importante.

Realizzazione tecnica: DOOM a cartoni animati

Mighty DOOM, una delle sanguinolente finisher del gioco
Mighty DOOM, una delle sanguinolente finisher del gioco

Non era semplice immaginare una riduzione in stile cartoon della serie di id Software, vista l'inevitabile presenza di un'abbondante quantità di sangue e violenza, ma anche su questo fronte gli sviluppatori sono riusciti a trovare il giusto compromesso. Il Mini Slayer, fondamentalmente un collezionabile di DOOM che prende vita, si muove in maniera convincente e al termine dei combattimenti coi boss esegue delle esecuzioni che provano a rappresentare in maniera buffa e divertente gli smembramenti a cui i fan della saga sono ben abituati.

Il risultato finale non è sempre brillante e magari alcune animazioni avrebbero meritato uno sforzo extra, ma in linea di massima ci troviamo di fronte a un adattamento sorprendente, di indubbia qualità, con una grande abbondanza di avversari (appunto quelli di DOOM) e arene che in qualche modo si rifanno agli scenari del gioco originale, pur con tutti i limiti della visuale dall'alto.

Mighty DOOM, il primo boss fight
Mighty DOOM, il primo boss fight

Le regolazioni grafiche consentono di premiare qualità o prestazioni, dunque anche sui terminali meno recenti dovreste riuscire a far girare il gioco in maniera fluida. Allo stesso modo, dalla schermata delle opzioni è possibile cambiare la posizione dei pulsanti per l'attivazione delle armi extra, mettendoli nella parte sinistra o destra del display a seconda che stiate utilizzando il pollice sinistro o destro per agire sullo stick analogico virtuale che occupa la zona inferiore del touch screen.

Infine le musiche: un elemento di grande rilevanza in DOOM, e che anche qui viene valorizzato dalla presenza di una colonna sonora metal piuttosto coinvolgente, capace di aggiungere ritmo e spunto alle sequenze d'azione che si susseguono sullo schermo, impreziosite anche da buoni effetti e da una voce narrante a tre testicoli che annuncia gli eventi più rilevanti.

Conclusioni

Versione testata iPhone
Digital Delivery App Store, Google Play
Prezzo Gratis
Multiplayer.it
8.0
Lettori (15)
7.7
Il tuo voto

Mighty DOOM non è certamente il single stick shooter più originale che vedrete su iOS e Android, ma svolge con estro e competenza un compito tutt'altro che semplice, ovverosia quello di tradurre in qualche modo la celebre serie di id Software in un mobile game divertente e coinvolgente, strapieno di riferimenti alla saga e dotato di un'impostazione free-to-play discretamente permissiva, caratterizzata da microtransazioni del tutto opzionali ai fini della progressione. E poi diciamocelo: vedere il Mini Slayer che fa a pezzi un boss dopo averlo sconfitto, tra fiumi di sangue, è una soddisfazione anche in questa versione cartoonesca dello sparatutto.

PRO

  • Gameplay immediato ma frizzante
  • Campagna discretamente corposa e tanto contorno
  • Riduzione cartoonesca di sorprendente qualità

CONTRO

  • Nelle fasi più avanzate l'approccio single stick mostra i suoi limiti
  • Il potenziale visivo delle arene si scontra con la visuale dall'alto
  • La seconda metà della campagna impone un po' di grinding