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MIO: Memories in Orbit, la recensione di un metroidvania tra sci-fi e misticismo

Classico nell'impostazione globale, l'opera di Douze Dixièmes, piccolo team francese, si distingue per l'art design delicato e suggestivo.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   19/01/2026
L'artwork di MIO: Memories in Orbit con la protagonista dell'avventura in primo piano
MIO: Memories in Orbit
MIO: Memories in Orbit
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Quello dei metroidvania continua ad essere un genere estremamente cavalcato, una sorta di terra promessa per software house di piccole e medie dimensioni che, nell'intelligibilità di pilastri e regole che ne definiscono la struttura globale, trovano un porto sicuro in cui instillare idee di design adatte a palati eterogenei.

MIO: Memories in Orbit sulla carta si presenta identico a tante altre proposte simili, figlie del successo di titoli come Ori and the Blind Forest e ovviamente Hollow Knight, sebbene i suoi parenti più stretti, come vedremo, vadano ricercati altrove. Per descriverlo brevemente, potremmo parlarne come di un metroidvania bidimensionale che vive soprattutto di suggestioni e momenti esteticamente notevoli, oltre che di un gameplay caratterizzato da un buon ritmo.

Non si tratta di un'avventura priva di sbavature, beninteso. Inoltre, nella sua pedissequa aderenza al genere, privo com'è di qualsivoglia tocco di originalità, potrebbe risultare ridondante agli occhi di chi ha già esplorato questa declinazione di level design in diverse salse. Tuttavia, per chi non ne avesse avuto ancora abbastanza, per chi nutre una certa passione per la fantascienza, si tratta di un titolo indubbiamente valido, disponibile su PC e su console di attuale e passata generazione.

Sci-fi e religione

MIO è una piccola unità robotica che viene riattivata all'interno di una gigantesca nave spaziale in cui tutto sembra sospeso, avvolto in un'inerzia secolare, attutito da un vuoto cosmico che inizia ad insinuarsi tra le paratie metalliche che, teoricamente, dovrebbero tenere ben separato l'esterno dall'interno. MIO non è sola, viene accolta e letteralmente abbracciata, come farebbe una madre con una figlia, da un'altra entità fatta d'acciaio e cavi, anch'essa disorientata, scollegata da quel network che l'aiuterebbe a comprendere la situazione.

Il vascello che le sta trasportando chissà dove, chissà perché e da chissà quanto, vaga ormai senza una meta precisa, governata da intelligenze artificiali evidentemente confuse, disilluse, mortificate di fronte ad una situazione che sembra ormai irrecuperabile, inevitabilmente compromessa, in balia di un'entropia sistemica e incontrovertibile. MIO non deve solo tentare di risolvere la situazione, deve anche cercare di capire cosa abbia causato questo guasto globale e, soprattutto, che fine abbiano fatto i Pellegrini, gli umani che hanno generato ogni creatura robotica all'interno del vascello e che sembrano i primi ad essersi persi in un viaggio senza più meta.

Con pochi dialoghi e qualche didascalia, la creatura della piccola software house francese Douze Dixièmes riesce agilmente a tratteggiare un incipit sfocato al punto giusto. L'ambientazione fantascientifica è chiarissima, ma al tempo stesso il tutto è pervaso da una certa dose di misticismo che rende il tutto ancora più affascinante e misterioso, per non dire misterico. Il paragone diretto, in questo senso, non può che essere Ultros, altro metroidvania ambientato in una gigantesca stazione spaziale in cui tecnologia e religione si mescolavano di continuo.

Colori tenui e tratto delicatissimo, vi innamorerete degli acquerelli in movimento offerti da MIO: Memories in Orbit
Colori tenui e tratto delicatissimo, vi innamorerete degli acquerelli in movimento offerti da MIO: Memories in Orbit

Anche in MIO: Memories in Orbit la CPU è una reliquia, il network la via attraverso cui viene tramandato il credo, la funzione di ogni unità robotica l'unico modo per avvicinarsi alla grandezza dei Pellegrini, gli umani navigatori dello spazio. Il misticismo che permea l'intera avventura è ciò che più di ogni altra cosa caratterizza la piacevole trama del gioco. Il confine tra incomprensibile e allegorico è sottile, ma grazie ai documenti recuperabili esplorando la stazione spaziale quasi tutto diventa chiaro, ma va da sé gli intransigenti dell'hard sci-fi mal digeriranno un contesto volutamente fumoso e poco definito. Come dicevamo, MIO: Memories in Orbit non si pone come obiettivo quello di tracciare una narrazione condotta da dialoghi profondi e cut-scene registicamente d'impatto. Ammalia lo spettatore con sussurri, frasi metaforiche, ambientazioni che costruiscono una trama emergente solo in minima parte ricostruibile da chi stringe il pad tra le mani.

Da questo punto di vista, dà un fortissimo e solidissimo contributo l'art design. C'è un lontanissimo richiamo alle opere di Moebius nel tratto scelto da Douze Dixièmes, in questa ricchezza di colori e dettagli che tende alla semplificazione e al monocromatismo a mano a mano che ci si avvicina alla linea d'orizzonte. Il vascello è un vivace collage di biomi diversi. C'è un'oasi ricca di vegetazione, una sezione completamente congelata, un deposito in cui si agitano costantemente braccia meccaniche e in cui ci si sposta dentro stretti condotti trasparenti. Ogni luogo cerca di raccontare la sua storia, di offrire costantemente indizi su cosa abbia causato il progressivo disfacimento della stazione spaziale.

Non mancano alcuni personaggi che vi aiuteranno offrendovi potenziamenti e bonus di varia natura
Non mancano alcuni personaggi che vi aiuteranno offrendovi potenziamenti e bonus di varia natura

La telecamera, in questo senso, direziona lo sguardo dell'utente con intelligenza, ora restringendo il campo, così da focalizzare l'attenzione su un dettaglio, ora offrendo ampie panoramiche su scorci capaci di togliere il fiato. Non c'è l'affollamento di dettagli di un Ori and the Blind Forest, ma il colpo d'occhio è sempre soddisfacente, capace di riattivare la curiosità dell'utente e di spingerlo a proseguire nell'esplorazione.

A infondere ulteriore misticismo al contesto, ci pensa inoltre la delicatissima colonna sonora. L'ampio uso del sintetizzatore e dei cori suggellano, anche in termini uditivi, questa comunione tra fantascienza e spiritualismo che rappresenta la cifra stilistica del progetto. Alcuni temi sono davvero splendidi e non è escluso che, di tanto in tanto, farete visita ad alcuni biomi solo per riascoltarli.

Derivativo, ma efficace

Indubbiamente, MIO: Memories in Orbit ha puntato tantissimo su un comparto narrativo e artistico di ottima fattura per caratterizzare il più possibile la propria offerta. Nonostante i numerosi punti di contatto col già citato Ultros, è innegabile che da questo punto di vista il tutto funzioni alla grande. Il gioco non mette in difficoltà gli hardware per cui è stato concepito sotto il piano prettamente prestazionale, la resa dell'effettistica, per dirne una, è un po' abbozzata, ma ogni scenario è un piacere per gli occhi e per l'udito. Inoltre, non è difficile filosofeggiare un po' e lasciarsi andare a qualche personalissima congettura mentre si tenta di ricostruire cosa sia esattamente accaduto all'interno del vascello spaziale.

Sconfiggendo i nemici otterrete madreperla, valuta necessaria per comprare potenziamenti
Sconfiggendo i nemici otterrete madreperla, valuta necessaria per comprare potenziamenti

La premessa è d'obbligo, visto che le meccaniche ludiche non fanno altro che instradarsi su un sentiero già ampiamente battuto. Gli esperti dei metroidvania sapranno già come muoversi e con che progressione si schiuderà l'avventura, senza particolari sorprese lungo il percorso. Non è per forza un male, beninteso, ma l'assenza di qualsivoglia originalità è certamente un deterrente per chi sperava che MIO: Memories in Orbit potesse in qualche modo innovare il genere.

MIO aumenterà il suo atletismo dotandosi del doppio salto, della schivata, di una sorta di frusta con cui darsi uno slancio su specifici elementi dello scenario o sfruttando come trampolino i nemici. A metà dell'avventura circa, potrà arrampicarsi su quasi tutte le pareti, rendendo così accessibili numerosi sentieri fino ad un secondo prima inesplorabili. Anche in termini di level design, il gioco espone magistralmente la lezione appresa, con scorciatoie e ulteriori strade da esplorare che si palesano a mano a mano che MIO entra in possesso di nuove capacità.

Alcuni passaggi sono davvero complessi e vi costringeranno ad imparare quasi a memoria la sequenza di pulsanti da premere
Alcuni passaggi sono davvero complessi e vi costringeranno ad imparare quasi a memoria la sequenza di pulsanti da premere

Molti dei suoi poteri sono vincolati ad una specifica barra che si consuma con velocità differente a seconda dell'abilità utilizzata e che si ricarica automaticamente una volta al suolo. Questa caratteristica è alla base di moltissime sezioni platform piuttosto intricate. In questo senso, il termine di paragone più prossimo è certamente Guacamelee!, in cui il luchador protagonista del titolo doveva utilizzare spesso in sequenza molte delle sue mosse per raggiungere sano e salvo la piattaforma di turno. Nel gioco di Douze Dixièmes accade la stessa cosa, in diversi passaggi in cui dovrete sviluppare buoni riflessi e una certa dimestichezza con il pad per uscirne indenni.

Proprio a questo proposito si palesa uno dei difetti di MIO: Memories in Orbit. La disposizione dei checkpoint, difatti, è ampiamente criticabile. Non è raro incappare in un game over, in seguito ad una lunga serie di lotte contro i nemici o proprio nel tentativo di superare una delle tante sezioni platform, e vedersi costretti a lunghe camminate per ritornare là dove la partita si è interrotta. In questo senso, non aiuta nemmeno la distribuzione dei punti in cui è possibile recuperare preziosi punti vita, unico modo per rimpinzare la barra di salute di MIO. Accade qualcosa di simile anche con le arene dei boss, spesso posizionate in punti inutilmente distanti dai checkpoint.

La mappa si aggiornerà ogni volta che raggiungerete un checkpoint e rende sempre visibili le porte ancora chiuse e i luoghi che non avete ancora esplorato
La mappa si aggiornerà ogni volta che raggiungerete un checkpoint e rende sempre visibili le porte ancora chiuse e i luoghi che non avete ancora esplorato

Nulla da dire, invece, proprio sulle battaglie con questi nemici particolarmente arcigni. Sebbene i pattern offensivi siano relativamente limitati, complici le ottime animazioni di tutti i nemici, diventa davvero piacevolissimo abbatterli, dopo qualche tentativo utile per studiarli, tramite sequenze di mosse calcolate al millesimo.

MIO: Memories in Orbit è un titolo relativamente complesso. Non raggiunge il sadismo di un Hollow Knight, ma oltre alle già citate sezioni platform, cerca di fermare la corsa dell'utente verso i titoli di coda con un bestiario di nemici piuttosto ampio e dai comportamenti non sempre prevedibili. I boss, per l'appunto, godono di barre della vita ampie e in certe situazioni vi ritroverete in pesante inferiorità numerica. Per riequilibrare la situazione gli sviluppatori hanno pensato a due soluzioni differenti.

Da una parte, in modo perfettamente contiguo al gameplay, una serie di chip che potrete installare che donano bonus di varia natura a MIO. Esattamente come nel gioco di Team Cherry, dovrete rispettare il numero di slot disponibili per installarli, ma potrete godere di attacchi più potenti, combo più efficaci, un consumo inferiore di energia per le varie abilità e così via. Attivare o meno questi chip a seconda delle difficoltà che incontrerete, soprattutto in certi passaggi e contro certi nemici, cambierà sensibilmente la situazione e l'approccio che avrete. Dall'altra, invece, potrete attivare dei veri e propri aiuti, come uno scudo extra che si ricarica automaticamente o il progressivo abbassamento della salute dei boss, piccole concessioni che tentano di rendere la vita più facile anche a chi ha meno dimestichezza con il pad.

Nel corso dell'avventura potrete naturalmente recuperare documenti e altri collezionabili utili a decifrare meglio la trama che fa da sfondo al tutto
Nel corso dell'avventura potrete naturalmente recuperare documenti e altri collezionabili utili a decifrare meglio la trama che fa da sfondo al tutto

Purtroppo, tra i difetti che sporcano l'esperienza, va annotata anche una gestione non sempre perfetta dell'hitbox di MIO. Non è sempre chiarissima l'area entro cui apporta gli attacchi, né in quali situazioni possa ritenersi completamente al sicuro dalle offensive nemiche. Non è una problematica congenita, quanto limitata a particolari situazioni e contro specifici avversari, ma a volte le cose sono rese più ardue per l'imprecisione del software.

In generale, tuttavia, l'esperienza fila liscia come l'olio per le trenta ore necessarie per giungere ai titoli di coda. Complice la velocità con cui MIO scorre da uno scenario all'altro e grazie al suo spiccato atletismo con cui potrà eliminare nemici in serie, nonostante il backtracking a volte estenuante, ne viene fuori un'esperienza certo derivativa, ma che mostra il fianco a pochissimi momenti morti.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Prezzo 19.99 €
Multiplayer.it
7.5
Lettori (4)
7.4
Il tuo voto

MIO: Memories in Orbit non infonde alcun tipo di novità nel genere dei metroidvania. Sci-fi e misticismo si erano già incontrati in Ultros e anche la necessità di concatenare diverse abilità per superare specifiche sezioni platform sono un segno distintivo di molti altri titoli simili, Hollow Knight e Guacamelee! in primis. Inoltre, non mancano alcuni difetti, come la pessima distribuzione dei checkpoint e una relativa imprecisione nell'hitbox della protagonista. Ciononostante, siamo di fronte ad un'avventura bidimensionale artisticamente ispiratissima, dotata di un buon ritmo, efficace nel mettere insieme le regole che gestiscono equilibri e regole dei metroidvania. Nella creatura di Douze Dixièmes non troverete nulla di nuovo, ma tutto è in ordine, perfettamente in grado di offrire un buon intrattenimento per la trentina di ore di longevità garantita. Se poi siete amanti di un certo tipo di fantascienza, allora avrete ben pochi motivi per lasciarvelo sfuggire.

PRO

  • Artisticamente ispiratissimo
  • Buon ritmo
  • Level design all'altezza delle aspettative

CONTRO

  • Distribuzione dei checkpoint poco convincente
  • Qualche problema con le hitbox