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Moonscars, la recensione del metroidvania soulslike di Black Mermaid

Statue che prendono vita, creature mostruose e una luna che si staglia minacciosa nel cielo di un metroidvania soulslike in toni di grigio: la recensione di Moonscars.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   30/09/2022
Moonscars
Moonscars
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Castlevania, Dark Souls e un'abbondante dose di Blasphemous sono gli ingredienti del nuovo metroidvania soulslike sviluppato da Black Mermaid, al debutto su PC e console. Moonscars è un gioco che fin dalle prime battute mette in mostra una cifra stilistica chiara, che emerge fra i tratti pittorici di personaggi e ambientazioni, i virtuosismi di alcune animazioni bidimensionali e una palette quasi monocromatica.

È un mondo oscuro e inquietante, quello creato dagli autori del gioco, eppure dovremo esplorarlo in lungo e in largo alla ricerca di passaggi, mura che possono essere distrutte, interruttori che aprono porte o azionano ascensori; salvando quando possibile presso specchi che riportano contestualmente in vita tutti i nemici uccisi, e usando la polvere d'ossa raccolta fino a quel momento per sbloccare nuove abilità.

Saremo tuttavia disposti a fare questo e altro per lenire il dolore e l'angoscia di Grey Irma, una statua di argilla in cui un misterioso Scultore ha infuso la vita. A che scopo? Ve lo raccontiamo nella recensione di Moonscars.

Storia

Moonscars, Grey Irma addormentata
Moonscars, Grey Irma addormentata

Argilla, ossa e una goccia di sangue immortale: questo ha utilizzato il misterioso Scultore per dar vita alle sue creature, plasmate a immagine e somiglianza degli esseri umani ma in realtà dotate di abilità ben superiori a quelle di una persona normale. Come novelli mostri di Frankenstein, tuttavia, i guerrieri si sono ribellati al proprio creatore, abbandonandolo uno dopo l'altro.

Grey Irma, la più perfetta di queste creature, si risveglia dopo essere stata sopraffatta dai mostri, in preda al dolore: una voce le intima di trovare lo Scultore, e così impugna ancora una volta la spada e si fa largo fra le patetiche bestie che assediano il castello in cerca dell'unica persona in grado di aiutarla. Non si tratta però di un epilogo: la missione della protagonista di Moonscars è appena cominciata.

Gameplay

Moonscars, una sequenza di combattimento
Moonscars, una sequenza di combattimento

Tanto gli elementi metroidvania quanto le contaminazioni soulslike appaiono ben evidenti fin dalle prime sequenze di Moonscars. Il personaggio che controlliamo è munito di una spada con cui colpire i nemici, anche con un fendente caricato che può eventualmente scagliare l'avversario di turno contro gli spuntoni che sovente agghindano le pareti e i pavimenti dello scenario.

Il salto consente a Grey Irma di muoversi sulle piattaforme, mentre parata e scatto costituiscono le sue manovre difensive, in particolare il secondo: una proiezione in avanti che dura per alcuni istanti e, se eseguita al momento giusto, permette alla guerriera di evitare di subire danni. Una risorsa fondamentale, specie all'inizio della campagna, quando la nostra energia vitale è talmente bassa da non resistere a più di un paio di colpi.

In tale frangente il livello di difficoltà dell'esperienza appare decisamente punitivo, forse anche troppo, ma il gioco premia la nostra pazienza in fretta, consegnandoci miglioramenti che consentono alla protagonista di aumentare in maniera sostanziale la propria resistenza, nonché di ripristinare la salute tramite la pressione del dorsale sinistro, consumando lo stesso indicatore che si carica combattendo e che regola gli attacchi speciali.

Questi ultimi rappresentano un'aggiunta di valore al repertorio di Grey Irma: fanno a pezzi le creature ostili di base, fiaccano quelle più resistenti e si rivelano utili anche ai fini dell'esplorazione, ad esempio per distruggere delle mura che aprono determinati passaggi e creano le classiche scorciatoie da una zona all'altra. L'albero delle abilità appare però desolante, tanto che si ha la sensazione che i poteri iniziali e i relativi miglioramenti siano fondamentalmente tutto ciò che il gioco ha da offrire in tal senso.

Moonscars, un boss fight
Moonscars, un boss fight

Le meccaniche platform soffrono su Nintendo Switch di qualche problema nella precisione dei controlli, visto che spesso accade che il personaggio non salti come gli viene chiesto di fare quando raggiunge il bordo di una piattaforma, cosa che talvolta si traduce nella necessità di rifare da capo una noiosa scalata, o peggio di subire qualche danno imprevisto e immeritato finendo sui già citati spuntoni o addosso a qualche nemico.

Ci sono inoltre tre armi extra a nostra disposizione, tutte caratterizzate da una potenza notevole ma anche da tempi di esecuzione lenti, che le rendono complicate da utilizzare al meglio in determinate situazioni, vedi ad esempio i boss fight; nonché alcuni bonus che amplificano le capacità di Grey Irma, e si ottengono dopo aver eliminato un certo numero di nemici.

Moonscars, la classica struttura piattaformica dei metroidvania
Moonscars, la classica struttura piattaformica dei metroidvania

La "build" che è possibile creare tramite tale feature nell'aqmbito di un singolo tentativo risulta efficace, specie nelle fasi di gioco più complesse, ma il game over è sempre dietro l'angolo. Per fortuna, come accade in diversi soulslike, al rientro ci verrà data la possibilità di raggiungere il luogo in cui siamo morti e recuperare i resti della Grey Irma che ci ha preceduti, riconquistando così le risorse raccolte.

Potremo spenderle presso gli specchi oscuri: postazioni che permettono il salvataggio della posizione, lo spostamento rapido da un punto all'altro degli scenari, l'interazione con personaggi e mercanti che si trovano in una sorta di limbo ma anche la nascita di un doppelganger che ritroveremo all'uscita dallo specchio e che proverà a ucciderci. Battendolo avremo indietro l'arma extra che ci ha rubato o si potrà sceglierne un'altra.

Moonscars, Grey Irma attacca con la lancia
Moonscars, Grey Irma attacca con la lancia

Sul fronte della varietà dei nemici i ragazzi di Black Mermaid hanno fatto un gran bel lavoro: per quanto lato design Moonscars soffra l'approccio monocromatico, che inibisce un minimo di varietà visiva, gli avversari che ci troveremo ad affrontare sono numerosi e divisi in varie tipologie, con pattern di attacco ben definiti che bisogna memorizzare al fine di attuare le dovute contromisure.

Un discorso che si estende naturalmente anche ai boss, grandi o piccoli che siano: l'esito degli scontri è sempre legato alla nostra capacità di leggere le mosse del mostro di turno ed eseguire la schivata per evitare danni, oppure recuperare rapidamente un po' di salute se ne abbiamo l'occasione, cercando di affondare i colpi ogni volta che è possibile. Come detto, la sfida dopo le prime ore risulta calmierata: qualcuno potrebbe storcere il naso, noi no di certo.

Struttura

Moonscars, i bonus sbloccabili nell'ambito di un singolo tentativo
Moonscars, i bonus sbloccabili nell'ambito di un singolo tentativo

Moonscars si rifà alla tradizione dei metroidvania e ciò vale anche e soprattutto per quanto riguarda il level design, legato all'alternanza di piattaforme, porte e meccanismi da attivare per poter aprire determinate strade e passaggi, ma anche per capire dove bisogna andare al fine di accedere allo scenario successivo, cosa non sempre intuitiva.

Diciamo che gli elementi tipici del genere sono tutti presenti nel gioco, in maniera persino prevedibile: l'esperienza attinge a dinamiche ampiamente consolidate, e così è davvero difficile rimanere sorpresi. Dopodiché c'è la questione dello stile grafico, che se da un lato conferisce una precisa personalità al titolo di Black Mermaid, dall'altro rende davvero troppo simili le location, rendendo il nostro percorso monotematico.

Realizzazione tecnica

Moonscars e il suo stile quasi monocromatico
Moonscars e il suo stile quasi monocromatico

Se è vero che la versione Nintendo Switch soffre in alcuni momenti di scatti e incertezze del tutto ingiustificati, che speriamo verranno sistemati con i prossimi aggiornamenti, dal punto di vista tecnico Moonscars è un prodotto solido e convincente, forte di ottime animazioni bidimensionali e di uno stile che, ne abbiamo già parlato, porta con sé vantaggi e svantaggi.

Che la grafica risulti molto ben riconoscibile lo riteniamo un punto di forza, ma insistere sulle tonalità di grigio inframezzate a lampi di rosso vivo per tutta la durata della campagna, addirittura nelle schermate dei menu, magari non è stata una grandissima idea. Rispettiamo tuttavia la coerenza degli autori, che si esprime anche attraverso una colonna sonora priva di brani che restano impressi, eppure capace di contribuire all'atmosfera generale.

Conclusioni

Versione testata Nintendo Switch
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo 19,99 €

Moonscars è un metroidvania soulslike molto ben caratterizzato sul piano stilistico, nel bene e nel male, e dotato di un gameplay solido e convincente, per quanto tutt'altro che originale. La mancanza di una sperimentazione che si spinga al di là degli aspetti artistici dell'esperienza un po' delude e sul piano delle meccaniche la campagna scorre senza acuti, a parte forse un impatto iniziale fin troppo ruvido. Se tuttavia apprezzate il genere, il titolo di Black Mermaid può senz'altro offrirvi alcune ore di piacevole intrattenimento, peraltro a un prezzo accessibile o addirittura senza alcun costo se siete abbonati a Xbox Game Pass.

PRO

  • Stilisticamente molto ben caratterizzato
  • Gameplay solido, nemici vari e numerosi
  • Storia affascinante, grande atmosfera

CONTRO

  • Meccaniche e struttura ben poco originali
  • Lo stile grafico monotematico risulta pesante dopo un po'
  • Qualche problema tecnico su Nintendo Switch