NVIDIA GeForce RTX 2080 Ti: la recensione 102

Una recensione corposa e dettagliata della GeForce RTX 2080 Ti, la nuova e rivoluzionaria testa di serie della scuderia NVIDIA

RECENSIONE di Mattia Armani —   19/09/2018

Se siete interessati alla recensione della NVIDIA GeForce RTX 2080, seguite questo link.

Dopo aver messo sotto torchio la GeForce RTX 2080 è arrivato il momento della recensione della GeForce RTX 2080 Ti, la nuova ammiraglia della serie Turing di NVIDIA che mette in campo le stesse tecnologie della sorella minore con l'aggiunta di maggiore potenza in ogni campo. L'idea è quella del 4K senza alcun compromesso, con la possibilità di ottenere framerate fino a qualche mese fa impensabili con una risoluzione del genere. Ma tutto questo costa parecchio: nel caso della versione Founders ben 1279 Euro, che portano la GPU di punta della serie Turing a finire nella fascia che fino alla versione XP era destinata alle schede semi-professionali Titan. Prima di valutare il prezzo, comunque, è bene mettere alla prova la potente scheda che come la 2080 presenta gli RT Core dedicati al Ray tracing, eredita da Volta i Tensor Core per l'intelligenza artificiale e adotta l'interfaccia multi-GPU NVLink, anche questa mutuata dalle soluzioni professionali NVIDIA.

Specifiche e potenzialità

La GeForce RTX 2080 Ti è identica nell'aspetto alla 2080 e con questa condivide nuove tecnologie, peso elevato, involucro in spesso metallo, cura per il dettaglio, look fantascientifico, robustezza e le due ventole che consentono alla versione Founders di esprimere una potenza superiore rispetto a quella del design reference. Ed è identica anche la connettività con tre DisplayPort 1.4, una HDMI 2.0b, una Virtual Link e una porta NVLink per le configurazioni multi-GPU, con un adattatore DVI a colmare l'assenza di un attacco dedicato. A cambiare sono le specifiche con i Tensor Core orientati al deep learning che salgono da 368 a 544 e gli RT Core riservati all'accelerazione hardware del Ray tracing, dal quale dipendono anche riflessi e illuminazione globale, che passano da 48 a 68, portando il numero di raggi di luce gestibili al secondo a 10 miliardi contro gli 8 della sorella minore. E tutto questo senza tenere conto della potenza bruta che è inevitabilmente superiore con il chip a 12 nanometri TU102 che vanta 4352 CUDA core e 18.6 miliardi di transistor contro i 13.6 della 2080 e i 12 della GTX 1080 Ti. Il tutto spinto a 1635 MHz in boost contro i 1545 del design reference, con 260W di TDP e due connettori a 8 pin a soddisfare le maggiorate esigenze energetiche. Esigenze che dipendono anche dagli 11 GB di memoria GDDR6, come vedremo utili in 4K, supportati da un bus a 352 bit e da una banda passante che arriva a 616 GB/s.

Star Wars Demo Rtx 2080 Ti

L'output finale è di 118.8 GPixel/s e 488.7 GTexel/s che, combinati con le altre tecnologie, ci portano al valore di 78T RTX-OPS, superiore ai 76T del design reference, che si basa sul metro di misura con cui NVIDIA vuole quantificare la capacità combinata delle nuove schede. Valutarlo, per ora, ci riesce ancora difficile, vista l'impossibilità di provare le nuove tecnologie con giochi veri e propri, ma sappiamo che questo numero deriva dalla combinazione, permessa dalla nuova pipeline di rendering ibrida delle RTX, dei 14 TFLOP single precison della GPU, dei calcoli dei Core dedicati al ray tracing e dei 114 TFLOP half precision dei Tensor Core. Inoltre, come nel caso della RTX 2080, abbiamo potuto provare l'illuminazione RTX con la stratosferica demo di Star Wars con cui è stata introdotta, abbiamo potuto misurare i vantaggi dell'anti-aliasing creato con il Deep Learning Super Sampling (DLSS), una tecnologia che genera un upscaling di altissima qualità e migliora al contempo l'immagine. E grazie al benchmark di Final Fantasy XV e abbiamo potuto osservare i vantaggi del nuovo rendering ibrido mentre abbiamo visto all'opera il Mesh Shading con una demo piena zeppa di asteroidi che è stata mostrata anche alla Gamescom. Ma prima di tutto abbiamo messo alla prova la potenza nuda e cruda della RTX 2080 Ti installata su una configurazione composta da Ryzen 7 2700X, GIGABYTE X470 AORUS Gaming 7 e 16 GB di memoria Sniper X a 3200 MHz.

Benchmark: la prova sul campo della nuova ammiraglia NVIDIA

Se la RTX 2080 se la cava già bene con il 4K, la GeForce RTX 2080 Ti è la scheda che promette di domarlo definitivamente e di spingerlo verso framerate fino a qualche tempo fa inimmaginabili. Il tutto con temperature accettabili, comprese tra i 35 gradi in idle e i 76 gradi in gioco, e che tra l'altro dovrebbero risultare più stabili con l'arrivo di una patch dedicata. La temperatura massima, a dirla tutta, è salita di un grado rispetto alla RTX 2080, ma la cosa non ci ha sorpreso vista la potenza maggiore e l'utilizzo del medesimo sistema di raffreddamento che comprende un backplate decisamente caldo, sfruttato per consentire l'overclock di fabbrica delle versioni Founders che non sono più svantaggiate rispetto ai modelli custom delle terze parti. La GeForce RTX 2080 Ti arriva a 13346 punti in 3DMark Time Spy, svettando del 25% sulla RTX 2080 e del 40% sulla GTX 1080 Ti, per un salto inferiore a quello compiuto da Pascal, almeno in quanto a potenza bruta, ma comunque netto anche senza l'intervento delle nuove tecnologie, come evidenziano i 180 FPS in 1080p e gli 85 in 4K in The Witcher 3: Wild Hunt. Parliamo di un 27% in più di prestazioni rispetto alla 2080 che subisce lo stesso smacco, già evidenziato con 3DMark, con molti altri titoli. Shadow of the Tomb Raider arriva a 53 FPS in 4K e 140 in 1080p, con un incremento rispettivo del 28% e 26%, mentre La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra arriva a 140 FPS in 1080p, 111 FPS in 1440p, 71 FPS in 4K e 40 FPS in 8K con un salto netto, in quest'ultimo caso, di 25 punti percentuali. Ed è lo stesso nell'esempio di PUBG che, pur segnato da un framerate altalenante, arriva a 80 FPS in Ultra HD.

Fanno invece eccezione Kingdom Come: Deliverance, che si ferma a 33 FPS in Ultra HD confermando la sua natura capricciosa con un misero 10% di incremento sulla 2080, e Forza Horizon 4, che vede la 2080 Ti superare la sorella minore di appena 13 punti percentuali. Ma sull'ammiraglia l'esclusiva Microsoft vola comunque a 83 FPS ed è probabile che possa risultare giocabile anche in 8K. Non male, insomma, e possiamo aspettarci ulteriori incrementi grazie allo sfruttamento del nuovo Mesh Shading che lascia la gestione del livello del dettaglio nelle mani della GPU e permette alle nuove GeForce RTX di gestire scenari estremamente complessi. Scenari come i 300.000 asteroidi della demo dedicata che sulla RTX 2080 Ti gira al 25% di velocità in più rispetto alla 2080. Neanche ci fosse tutto questo bisogno di ulteriori conferme della differenza tra le due schede, che come abbiamo visto si rinnovano sotto molteplici punti di vista, compreso l'HDR che, meglio supportato con questa nuova serie, incrementa il vantaggio di entrambe le schede Turing rispetto alle analoghe GPU Pascal. E questo senza considerare il DLSS che, basato su un modello in continuo miglioramento, promette di essere decisamente efficace e può già contare sulla promessa di 25 giochi supportati tra cui troviamo titoli come Final Fantasy XV, Hitman 2, Hellblade: Senua's Sacrifice, Darksiders 3, Atomic Heart, Fear the Wolves e Shadow of the Tomb Raider che, come altri titoli già disponibili, riceverà presumibilmente una patch al lancio delle nuove GPU o poco dopo.

Nuove tecnologie e overclock: vantaggi e svantaggi

Con una potenza bruta superiore di circa 40 punti percentuali rispetto alla GTX 1080 Ti, la GeForce RTX 2080 Ti non riesce a eguagliare il salto compiuto dalle schede Pascal nei confronti di quelle precedenti, ma parliamo comunque di un incremento prestazionale deciso, tale da rendere il 4K finalmente digeribile da una singola scheda, con un buon framerate e a prescindere delle nuove tecnologie. Ma queste ultime possono dare una spinta importante ed è qui che entra in gioco il DLSS, che con il suo anti-aliasing alleggerito garantisce, ovviamente laddove supportato, un aumento prestazionale notevole. Nel caso del benchmark di Final Fantasy XV parliamo di un incremento del 35% in 4K rispetto all'utilizzo del temporal anti-aliasing, per un guadagno che risulta superiore a quello di 28 punti percentuali registrato dalla RTX 2080 grazie al maggior numero di Tensor Core. E secondo i test NVIDIA le prestazioni possono addirittura raddoppiare, garantendo framerate tali da farci pensare addirittura alla possibilità di sfruttare davvero i nuovi monitor 4K a 144Hz (a questo proposito vi rimandiamo alla recente recensione dell'ASUS ROG Swift PG27UQ. Una tecnologia del genere può cambiare le carte in tavola, se supportata adeguatamente, ed è proprio il DLSS, combinato con gli RT Core delle nuove Geforce, che ci permette di far girare in modo dignitoso la celebre demo in tempo reale di Star Wars, una dimostrazione creata proprio per sfoggiare le potenzialità dell'accelerazione hardware del ray tracing che dà il nome alle nuove GeForce. Gestita da 4 GPU all'epoca della GDC di San Francisco, la demo RTX ora gira in 4K su una singola scheda Turing e con un framerate che, dondolando tra le 26 e le 36 immagini per secondo, è sufficiente per dare vita a uno spettacolo spacca mascella. Promessa di un futuro ormai a portata di mano in cui riflessi, ombre, traslucenze e luce indiretta vengono simulati in tempo reale garantendo una resa cinematografica nei videogiochi.

Ma questa feature comporta anche calcoli impegnativi che mettono a dura prova le nuove GPU, con gli sviluppatori di Battlefield V e Shadow of the Tomb Raider che sono al lavoro per rendere possibili i 60 FPS in 1080p con l'illuminazione RTX attivata. Troppo poco per una scheda da 1279€ ma, come per la 2080, è bene aspettare che il mercato prenda confidenza con la nuova tecnologia che comunque promette spettacolo anche in 1080p con giochi come Assetto Corsa e Control che figurano tra gli 11 già ufficialmente legati alla nuova tecnologia NVIDIA. Nel frattempo potrebbe essere utile iniziare a pensare a come sfruttare al massimo le nuove GPU NVIDIA. Normalmente le frequenze sono gestite dal GPU Boost 4.0, più efficace della precedente versione, ma ci viene data la possibilità di incrementarle anche senza bisogno di grandi calcoli relativi a voltaggi e consumi. La nuova tecnologia NVIDIA Scanner è infatti in grado di verificare la stabilità della scheda con diverse frequenze, sfruttando un nuovo thread su cui gira un algoritmo pensato per verificare eventuali errori, e in 20 minuti sforna l'impostazione raccomandata. Ma questo non priva l'utente finale del piacere dell'overclock. Anzi le possibilità aumentano con il nuovo EVGA Precision X1 tra le mani, un tool che permette di provare frequenze, voltaggi e memoria, consentendoci di valutare gli effetti dell'overclock in tempo reale e di compensare tarando singolarmente ogni ventola. In tutto questo noi abbiamo scelto la via più diretta e grossolana, aumentando a 110% la potenza disponibile per la scheda, cosa che ha portato il clock a superare i 1710 MHz contro il valore in boost di 1635 che è già superiore al massimo clock del design reference. Inoltre abbiamo spinto la memoria da 7 a 8 GHz arrivando a ottenere 14595 punti in 3DMark, con una percentuale di guadagno del 9,35%, e questo senza che la temperatura sia mai salita oltre la soglia di guardia. Parliamo di circa 80 gradi in stress con una temperatura ambientale di oltre 25 gradi, per un ottimo risultato che lascia margine per ulteriori affinamenti. Questo anche se il backplate diventa davvero caldo, tanto da consigliare di evitare il contatto con eventuali cavi sospesi nel case.

Multiplayer.it

8.5

La nostra recensione parla chiaro: la GeForce RTX 2080 Ti è la scheda gaming più potente in circolazione e questo a prescindere dall'implementazione del DLSS o delle nuove ottimizzazioni. Ce lo dicono senza mezzi termini i 40 FPS in 8K con La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, gli oltre 25 punti percentuali di vantaggio sulla 2080 e i circa 40 punti percentuali di potenza bruta in più della GTX 1080 Ti che consentono alla nuova arrivata di superare anche la Titan Volta. E con il DLSS, figlio di quei Tensor Core che sono hardware aggiuntivo da sfruttare in molteplici modi, si aggiunge un incremento netto nelle prestazioni: nei nostri test del 35% ma secondo i benchmark NVIDIA capace di arrivare al doppio a seconda del motore e dell'implementazione, per una scheda che in alcuni casi potrebbe consentire di sfruttare davvero i nuovi monitor 4K a 144Hz. Tuttavia, anche se è bene aspettare qualche prova sul campo prima di fare i conti, fatica comunque a gestire il ray tracing in tempo reale, la grande novità di questa generazione, e si fa pagare a caro prezzo, con quei 1279€ che spingono la RTX 2080 Ti nella fascia in cui un tempo c'erano le Titan.

PRO

  • Il 4K senza compromessi è finalmente una realtà
  • Il DLSS aumenta nettamente lo scarto prestazionale rispetto al passato
  • L'accelerazione hardware del ray tracing rappresenta un passo in avanti per la qualità tecnica dei videogiochi...

CONTRO

  • ...ma riesce a mettere in difficoltà anche la scheda video più potente in circolazione
  • Il prezzo è esorbitante
  • Il valore delle nuove tecnologie dipenderà dalla quantità e qualità del supporto