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NVIDIA fa retromarcia su OpenAI: il nuovo accordo vale 70 miliardi in meno

NVIDIA prepara un investimento da 30 miliardi di dollari in OpenAI, che ridimensiona l'accordo precedente nonostante le recenti smentite.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   20/02/2026
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Il rapporto tra NVIDIA e OpenAI si prepara a un ridimensionamento degli impegni finanziari. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Financial Times, NVIDIA sarebbe pronta a finalizzare un investimento da 30 miliardi di dollari (circa 27 miliardi e mezzo di euro) nel gruppo fondato da Sam Altman, sostituendo l'accordo da 100 miliardi di dollari annunciato con grande enfasi lo scorso anno.

La mossa si inserisce in un nuovo round di finanziamento destinato a superare quota 100 miliardi di dollari, che porterà la valutazione della società produttrice di ChatGPT a circa 730 miliardi di dollari (670 miliardi di euro), esclusi i nuovi capitali. Le trattative con OpenAI sarebbero nelle fasi conclusive e, secondo le fonti citate dal quotidiano britannico, l'accordo potrebbe arrivare già nel fine settimana.

Il dietrofront di NVIDIA

L'interesse di NVIDIA verso OpenAI non è nuovo, considerato il ruolo centrale che la società di Santa Clara ha assunto nella corsa globale ai chip per l'intelligenza artificiale. A luglio 2025 l'azienda aveva superato una capitalizzazione di 4.000 miliardi di dollari, sostenuta dall'esplosione della domanda di acceleratori grafici destinati ai modelli generativi.

Il CEO NVIDIA Jensen Huang aveva di recente smentito la possibilità che l'accordo venisse ridimensionato
Il CEO NVIDIA Jensen Huang aveva di recente smentito la possibilità che l'accordo venisse ridimensionato

Il nuovo investimento da 30 miliardi si colloca all'interno di un'operazione più ampia, con cui OpenAI punta a garantirsi risorse necessarie per sostenere la crescita dei propri modelli e per consolidare la posizione competitiva in un mercato sempre più affollato. Gran parte del capitale raccolto verrà reinvestita nell'hardware fornito da NVIDIA, confermando la dipendenza della startup dalle soluzioni tecnologiche del produttore statunitense. Nonostante questo legame industriale rimanga solido, le due società non porteranno avanti la partnership pluriennale da 100 miliardi di dollari annunciata a settembre. Le ragioni non sono state commentate ufficialmente, ma il ridimensionamento lascia intuire una revisione delle priorità finanziarie in un contesto di mercato meno euforico rispetto ai mesi precedenti.

NVIDIA scettica sul possibile accordo da 100 miliardi con OpenAI mentre i rivali guadagnano terreno NVIDIA scettica sul possibile accordo da 100 miliardi con OpenAI mentre i rivali guadagnano terreno

La rinuncia al progetto da 100 miliardi arriva infatti in un momento delicato per il settore dell'intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi gli investitori hanno mostrato segnali di crescente prudenza, con un impatto evidente sulle valutazioni tecnologiche statunitensi, scese del 17% dall'inizio dell'anno. La contrazione riflette dubbi sulla sostenibilità dei livelli di investimento richiesti dallo sviluppo di modelli sempre più sofisticati e sulla reale capacità delle aziende di trasformare queste tecnologie in ricavi stabili.

Nonostante il clima più teso, la raccolta record prevista da OpenAI suggerisce che la startup consideri ancora una priorità espandere la capacità computazionale e accelerare il ritmo di innovazione. La collaborazione con NVIDIA rimane strategica, dato che nessun altro fornitore appare in grado di offrire la stessa combinazione di potenza di calcolo e maturità dell'ecosistema software. Il nuovo assetto dell'accordo sembra quindi orientato a mantenere il rapporto industriale senza assumere impegni finanziari difficili da sostenere nel lungo periodo.

Le prossime settimane saranno decisive per capire come il settore reagirà a uno dei round di finanziamento più imponenti mai progettati nell'ambito dell'intelligenza artificiale. L'operazione potrebbe diventare un punto di riferimento per valutare la solidità dell'intero mercato e la disponibilità degli investitori a sostenere progetti di dimensioni senza precedenti.