Octopath Traveler, la recensione della versione PC 71

Il JRPG nostalgico di Square Enix e Acquire arriva su PC un anno dopo l'uscita per Nintendo Switch: ecco com'è andata nella nostra recensione di Octopath Traveler.

RECENSIONE di Christian Colli   —   07/06/2019

Indice

A quasi un anno di distanza dalla prima pubblicazione per la console Nintendo, il controverso Octopath Traveler (e la sua recensione) arriva anche su PC con una buona conversione che riconferma i pregi e i difetti di un gioco di ruolo che abbiamo recensito lo scorso anno e che ha fatto molto discutere critica e pubblico prima e dopo l'uscita. Incentrato sulle disavventure di otto viandanti distinti, Octopath Traveler approccia il genere sotto un profilo volutamente nostalgico, richiamando un modo di fare videogiochi d'altri tempi senza disdegnare una sfumatura moderna che colloca il titolo del producer Masashi Takahashi in una nicchia molto precisa. Nelle prossime righe sintetizzeremo gli aspetti del gioco già sviscerati in passato, concentrandoci infine sulla qualità della conversione.

Otto storie

All'inizio del gioco potremo scegliere quale viandante impersonare per primo, ma una volta completato il suo capitolo introduttivo potremo proseguire soltanto nella sua campagna oppure cominciare e proseguire a piacimento anche quelle degli altri sette viandanti. Le otto "campagne" di Octopath Traveler non si intrecciano mai, se non attraverso rimandi a fatti e leggende che caratterizzano il mondo creato dallo sviluppatore Acquire. Gli otto racconti, divisi ciascuno in quattro capitoli, si svolgono parallelamente e hanno un inizio, uno sviluppo centrale e una conclusione perfettamente autonomi: solo completando una lunga serie di missioni secondarie completamente facoltative, dopo aver finito i trentadue capitoli totali, si individuano i sottili collegamenti che legano le vicissitudini dei viandanti al mondo circostante.

Anche in questo caso, il rapporto tra gli eroi che compongono questa strana carovana rimane nell'ombra, come un rumore di sottofondo rilegato a scenette opzionali, chiamate chiacchiere di viaggio, che si attivano solo in determinate circostanze e che appaiono abbastanza forzate, specialmente se i personaggi commentano i gravissimi fatti accaduti poco prima mentre erano completamente assenti. Purtroppo il continuo passare da una storyline all'altra spezza la tensione e il ritmo dei racconti, guastando tremendamente i più avvincenti, come quelli di Primrose o di Cyrus, e l'inesistente interazione tra i viandanti reclutati sminuisce l'importanza delle loro vicissitudini e la drammaticità di certe situazioni. Non essendoci una storyline principale portante, lo sviluppatore tratta i viandanti come meri "strumenti" del gameplay e non ci offre nessuna ragione per cui un guerriero valoroso come Olberic o un'ecclesiasta retta e pia come Ophilia dovrebbe aiutare un ladro solitario come Therion a commettere un furto.

Il giocatore recluta gli altri viandanti nelle loro città di partenza come fossero anonimi mercenari: una volta entrati nel gruppo, i personaggi compaiono soltanto durante gli spostamenti o i combattimenti, svanendo completamente negli intermezzi narrativi, senza essere riconosciuti dai PNG con cui avevano interagito nelle loro avventure personali. Ciò non significa che le otto avventure siano sgradevoli, anzi: le storie dei viandanti vantano una scrittura di un certo livello - grazie anche all'ottima traduzione in italiano - e una serie di scelte tematiche che elevano Octopath Traveler sopra i soliti GDR per adolescenti. Il titolo Acquire parla di vendetta, prostituzione e sacrificio: lo fa sempre in toni cauti, senza insistere troppo sugli aspetti più scabrosi, e il risultato sono racconti forse un po' prevedibili ma comunque di grande impatto. Le storie di Alfyn e Tressa sono forse le più deboli ma fanno da contraltare alle avventure degli adulti, componendo un mosaico narrativo interessante, seppur privo di una direzione univoca.

Il sistema di combattimento

Purtroppo Octopath Traveler rivela varie debolezze anche sul fronte del gameplay, un mix di idee interessanti, singolarmente, meno nel complesso dell'esperienza. Abbiamo parlato della necessità di affrontare i capitoli delle otto storie in un certo ordine, se si vogliono ottimizzare i tempi, e questo significa spostarsi continuamente da una città all'altra, spesso visitando le stesse location più e più volte per completare i capitoli o le missioni secondarie intraprese. Le città sono separate da svariate mappe da esplorare, in cui si affrontano gli scontri casuali e si aprono i forzieri che contengono accessori e consumabili. Non ci sono enigmi da risolvere o leve da tirare né all'aperto, né al chiuso: nonostante le molteplici deviazioni, l'esplorazione resta estremamente lineare e diventa presto un ripetitivo viavai. La struttura del gioco, in questo senso, si ripete tale e quale nell'arco dei trentadue capitoli: il giocatore arriva in città, guarda gli intermezzi, parla con qualche PNG, si reca nel breve dungeon di turno, affronta il boss, guarda gli ultimi intermezzi e comincia un nuovo capitolo.

Pur non essendo sempre bilanciato alla perfezione, il gioco implementa una forma di scaling che consente al giocatore di cavarsela ricorrendo a qualche strategia fantasiosa. Il sistema di combattimento di Octopath Traveler, nella sua semplicità, fa la parte del leone: è coinvolgente e garantisce una notevole profondità grazie ai potenziamenti e ai punti deboli dei nemici. Se inizialmente sembra che tutto si riduca a mettere da parte i PA per sferrare attacchi devastanti una volta superate le difese dei nemici, cioè dopo averli colpiti usando le armi o le magie più efficaci, nei capitoli finali bisogna pensare in modo più tattico, specialmente quando si affrontano i boss con le loro meccaniche peculiari. Il sistema delle classi secondarie, però, non ci ha convinto del tutto: ognuna di esse si può associare a un solo personaggio, inoltre i ruoli predefiniti lasciano poco spazio alla creatività. Una volta sbloccate tutte le classi secondarie, comprese le quattro speciali, si possono comunque sperimentare parecchie combinazioni interessanti.

Meno interessanti sono invece molte missioni secondarie, che ricompensano soprattutto in denaro e oggetti consumabili. Questi incarichi sono spesso cervellotici e richiedono una buona memoria: solitamente i PNG ci chiederanno di incontrare qualcuno o di recuperare qualche oggetto o una certa informazione impiegando le Azioni viaggio che caratterizzano i viandanti. L'idea è effettivamente molto graziosa, ma finisce col diventare presto ridondante, costringendo il giocatore a fare giri assurdi solo per ricevere in cambio qualche soldo o pozione. La meccanica della reputazione che dovrebbe rendere più entusiasmante questo aspetto del gioco non ci ha convinto completamente: falliti i tentativi a disposizione, il giocatore può semplicemente pagare una certa somma nella locanda per ripristinare la possibilità di interagire con i PNG senza subire altre conseguenze.

La conversione PC

Sul comparto tecnico, però, siamo tutti d'accordo: è chiaro che per apprezzare la fatica Acquire bisogna amare la pixel art. Stiamo parlando di uno stile rivolto a una precisa sfera di appassionati e nostalgici, è vero, ma non si può restare indifferenti davanti ai curatissimi sprite che, minuscoli e animati sommariamente, riescono comunque a emozionarci. Il merito va soprattutto alla colonna sonora composta da Yasunori Nishiki e alle sensazioni di urgenza e di drammaticità che sa esprimere attraverso tracce evocative, coinvolgenti e sempre azzeccate in ogni situazione. La fusione tra vecchio e nuovo espressa attraverso gli sprite così retrò e gli scenari poligonali, impreziositi da effetti grafici moderni, chiaroscuri e sfocature, è davvero affascinante e stabilisce una base solida su cui costruire una nuova linea stilistica.

Stiamo pur sempre parlando di semplici pixel in Unreal Engine 4, perciò era piuttosto prevedibile che la conversione per PC non sarebbe stata particolarmente problematica. Il gioco, in effetti, restituisce le stesse, identiche prestazioni della versione uscita un anno fa: si tratta in buona sostanza della medesima esperienza, impreziosita da una risma di opzioni che consentono una discreta personalizzazione. Nel corso del nostro test non abbiamo riscontrato bug, crash o altri problemi degni di nota: tutto è filato liscio e non possiamo fare altro che sperare che anche il codice di release sia altrettanto pulito. Si può naturalmente decidere se giocare in finestra o a schermo intero e in che risoluzioni, si possono attivare o disattivare alcuni effetti grafici e configurare il sistema di controllo, scegliendo tra tastiera, mouse e joypad. Si tratta, insomma, di una conversione pedissequa senza aggiunte o miglioramenti rilevanti, e per questo motivo abbiamo confermato il voto assegnato lo scorso anno all'edizione per Nintendo Switch.

Multiplayer.it

7.0

Lettori (4)

7.0

Il tuo voto

Octopath Traveler su PC è lo stesso, identico titolo giocato su Switch un anno fa, in cui coesistono idee, meccaniche e spunti che nell'insieme faticano ad amalgamarsi. L'idea che ci siamo fatti è quella di un prodotto sviluppato senza una direzione precisa che ci ha un po' deluso, soprattutto sul piano narrativo: chi si ritiene in grado di sorvolare sull'assenza di una trama corale, e non vedere l'ora di rivivere la nostalgica era dei combattimenti casuali a 16-bit, probabilmente resterà sufficientemente soddisfatto da un sistema di combattimento che è il vero protagonista.

PRO

  • Direzione artistica e colonna sonora sublimi
  • Il sistema di combattimento funziona bene
  • Conversione fedele, senza sbavature

CONTRO

  • Limitatissima interazione tra i personaggi
  • Struttura estremamente ripetitiva
  • Alcune soluzioni troppo rigide

Octopath Traveler pc

nsw  pc 

Data di uscita: 7 Giugno 2019

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