Pode, la recensione 3

Dopo l'uscita su Nintendo Switch e PlayStation 4, il piccolo e colorato titolo della casa indipendente Henchman & Goon si prepara ad arrivare anche su PC: ecco la recensione di Pode

RECENSIONE di Mattia Pescitelli   —   04/04/2020

Indice

Il mondo videoludico, specialmente negli ultimi anni, ci ha insegnato che la grandezza si può trovare anche nelle piccole cose. Non è detto che un budget elevato sia sinonimo di qualità. A volte, più le cose sono fatte con passione e semplicità, più riescono a parlare al giocatore; a fargli provare emozioni differenti dal solito. Questo è sicuramente ciò che ha tentato di fare la piccola software house norvegese Henchman & Goon con Pode, vivace e rilassante puzzle game cooperativo, anche se non è riuscita completamente nel suo intento. Vediamo insieme perplessità e punti di forza nella recensione di Pode.

Insieme ne usciremo

Pode non è uno di quei giochi in cui la componente narrativa si cimenta in voli pindarici o argomentazioni particolarmente elaborate, anzi. Il titolo è interamente muto e "parla" solo per suoni e immagini. Tuttavia, è pur sempre presente una fievolissima linea narrativa che giustifica lo scandagliarsi delle azioni da compiere nel corso della partita. In sostanza, una stella cade su una terra sconosciuta. Qui incontra una roccia, che cercherà in tutti i modi di aiutarla a ritrovare la via di casa. Questo fil rouge stende le basi per un gameplay profondamente influenzato dalla componente cooperativa. Infatti, è possibile giocare l'intera campagna in co-op locale a schermo condiviso. I personaggi non sono "fissi". È, infatti, possibile scambiare il proprio alter-ego con l'altro giocatore in qualsiasi momento semplicemente premendo un pulsante (nel caso della versione PC, utilizzando il pad Xbox, il tasto è Y). Questo rende molto più semplice interagire all'interno del gioco con il proprio compagno d'avventure, in quanto con la sola pressione di un tasto lo si può aiutare a superare un determinato ostacolo, oppure gli si può mostrare la propria strategia.

La campagna può essere giocata anche in solitaria, ma il gameplay ne risente molto. Quindi il nostro consiglio è quello di cimentarvi in questa avventura con chiunque avete a tiro: vostra sorella, il vostro partner, vostro padre, vostra nonna. Il gioco è talmente semplice (a livello di comandi da memorizzare) che può essere giocato da chiunque, dai più piccoli agli ultranovantenni. La vera difficoltà sta negli enigmi, in quanto la natura puzzle è la seconda, forte, metà che caratterizza Pode.

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Enigmi in compagnia

Pode si dimostra già dai primi momenti un puzzle abbastanza intricato. Non è assolutamente impossibile e a volte i rompicapi si ripetono, questo è certo. Ma alcune sezioni (specialmente quelle di fine livello) risultano parecchio complesse anche con due menti all'attivo (magari non le più sveglie, ma comunque capaci di trovare la soluzione). C'è da dire, però, che il gioco non è sempre chiarissimo riguardo ciò che i giocatori devono fare per continuare il proprio percorso. Per risolvere determinati enigmi, molto spesso, siamo incappati per sbaglio nella soluzione, oppure (con nostra profonda vergogna) abbiamo utilizzato dei piccoli escamotage dovuti a una non proprio brillante cura del level design. Una maggiore attenzione a queste inezie, oltre a un occhio di riguardo anche per una più chiara esposizione degli enigmi, non avrebbe di certo guastato, anzi, probabilmente avrebbe migliorato alcune sequenze che spingono i giocatori al limite della frustrazione.

Il titolo è composto da otto livelli più un hub centrale, dal quale accedere nuovamente alle varie aree già esplorate per ottenere i collezionabili che magari sono sfuggiti durante il precedente passaggio. Per terminare la campagna abbiamo impiegato tra le quattro e le cinque ore. Se vi piace completare un titolo al 100%, probabilmente potreste arrivare a sei, massimo sette ore di gioco. Certo, la longevità non è esaltante, calcolando anche il fatto che non sono presenti modalità aggiuntive che permettano di tornare nuovamente sul gioco una volta concluso o particolari sequenze che spingano a rigiocare il titolo. Tuttavia, avere la possibilità di giocare con chi più ci è caro e divertirsi assieme per qualche ora potrebbero rendere Pode un ottimo passatempo durante le giornate più grigie.

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Luce e colore nelle profondità della terra

Lo stile artistico è senz'altro uno dei punti a favore di Pode. Il design dei protagonisti è molto particolare. Due antipodi, se vogliamo. Una stella rotonda, leggera e luminosa, e una roccia squadrata, cupa e pesante. Entrambi, grazie ai loro peculiari legami con la natura, permettono di "dipingere" il mondo di gioco con cromatismi e forme contrastanti ma armoniose allo stesso tempo. La palette cromatica riesce a portare vivacità alle buie grotte che i due improbabili amici si trovano a esplorare. Coadiuvato anche da alcune vedute veramente suggestive, il comparto artistico restituisce sicuramente un ottimo colpo d'occhio.

Certo è che, a livello prettamente grafico, forse il titolo su PC poteva essere spinto un po' di più, così da armonizzarsi maggiormente anche con i due video creati con motore di gioco che aprono e chiudono la storia. Inoltre, abbiamo riscontrato in diversi casi alcuni problemi con la profondità, che rendono difficile muoversi con precisione per il mondo di gioco e, a volte, costringono il giocatore a ripetere sezioni particolarmente intricate per un errore che poteva essere evitato con un posizionamento più oculato della camera di gioco.

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Altro piccolo appunto va fatto al frame rate. Al massimo dettaglio grafico, infatti, il gioco ha traballato un po' sulla nostra configurazione (Microsoft Surface Book 2 15" collegato per comodità a un monitor Samsung 27" Full-HD), con diversi cali anche in momenti non necessariamente stressanti. Va detto, però, che abbiamo provato una versione del titolo ancora non definitiva, quindi è probabile che risolvano queste piccole perplessità già dal giorno del lancio. Inoltre, con una configurazione più performante, i problemi potrebbero non presentarsi affatto.

Infine, il sonoro, forse il fiore all'occhiello di Pode. Oltre a rumori ambientali abbastanza suggestivi, tra i quali non abbiamo riscontrato criticità particolari, un plauso va fatto alla magnifica colonna sonora, che ci accompagna per tutta la durata di questa piccola e rilassante avventura.
Si intuisce che dietro a essa ci sia un gran compositore già solo dal tema portante che "avvolge" il menù principale. Infatti, a firmarla è nientemeno che Austin Wintory, autore acclamato di commenti musicali come quelli di Journey, The Banner Saga e Assassin's Creed Syndicate.
Sicuramente le sue sonorità contribuiscono a dare corpo e forma a questo piccolo titolo perso in un mare pieno di giganti.

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Multiplayer.it

6.8

Lettori (3)

7.7

Il tuo voto

Pode non è assolutamente un gioco esente da difetti. La componente enigmistica molto spesso è ripetuta o poco chiara, l'ottimizzazione non è esaltante, la campagna non è troppo longeva e non invoglia a rigiocare il titolo. Tuttavia, nonostante queste piccole, grandi mancanze, riesce comunque a strappare un sorriso, a divertire, a stupire. È una breve avventura, un po' traballante, è vero. A volte perfino tediosa. Ma è una di quelle che rimangono impresse perché si è avuta la possibilità di condividerla con qualcun altro. E, forse, alla fine, è proprio questo ciò che conta maggiormente.

PRO

  • Stilisticamente appagante
  • La colonna sonora rilassa e stupisce
  • Giocare in due è molto stimolante

CONTRO

  • Qualità degli enigmi non sempre esaltante
  • Cura del level design non eccelsa
  • Graficamente poteva dare di più