Pride Run, la recensione 67

La recensione di Pride Run ci racconta di un gioco colorato e pieno di musica, realizzato per celebrare la cultura dei pride, contro ogni forma di discriminazione

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   04/11/2019

Indice

Pride Run non poteva che essere un rythm game. Le affinità elettive tra il genere videoludico musicale per eccellenza e la natura stessa dei cortei dei Pride è così forte che una qualsiasi altra scelta avrebbe creato una forte dissonanza, anche perché l'obiettivo del gioco di Steam Factory, Hard Ton e IV Productions, come vedremo nel corso della recensione, è proprio quello di mettere in scena lo spirito di queste manifestazioni, attraverso una coloratissima pixel art e una serie di brani evocativi dell'allegria impegnata, passateci l'ossimoro, che le caratterizza.

Gameplay da rhythm game

Descrivere Pride Run è abbastanza semplice: il giocatore deve premere i tasti del controller al momento giusto, seguendo il ritmo delle note del brano che accompagna il corteo. Se avete giocato un qualsiasi emulo di Guitar Hero sapete di cosa stiamo parlando. La difficoltà è determinata dalla frequenza degli input, dalla presenza di note più lunghe, da affrontare con una pressione prolungata, e dalle note doppie, che richiedono di agire su due tasti alla volta.

La parte meccanica di Pride Run s'intona alla perfezione con il messaggio tutto politico che il gioco vuole mandare: più si riesce a seguire il ritmo, più gli abitanti delle città in cui si tengono i cortei si lasciano coinvolgere, facendo crescere a dismisura la folla festante che segue i carri posti in testa al gruppo. Il tutto è ben rappresentato sullo schermo da un nugolo di ometti pixellosi che creano una coreografia di luci e colori coinvolgente e appagante. Sbagliando le note, invece, si ottiene l'effetto opposto: il corteo s'ingrigisce e qualcuno pensa bene di abbandonarlo, riducendone la portata.

Alla fine di ogni marcia il leader del corteo deve affrontare un boss in uno scontro uno contro uno. Le battaglie, una delle grandi idee di Pride Run, sono rappresentate come una specie di picchiaduro a turni in cui la fase di attacco si conduce eseguendo diverse combinazioni di tasti, tutte legate a tecniche differenti, per poi superare un minigioco (solitamente richiede la pressione rapida di tutti o alcuni tasti, ma ci sono anche prove di precisione) e portare finalmente il colpo, mentre la fase di difesa consiste nella pressione di una sequenza di tasti con successiva pressione rapida di due tasti. Vince chi riempie prima la barra in cima allo schermo.

I boss di loro sono una delle attrattive maggiori di Pride Run. Sono tutti 'nemici' della comunità LGBTQ+, nel senso di personaggi che, vuoi per la loro collocazione politica, vuoi per la loro natura culturale, sono contro i diritti delle minoranze rappresentate da questa sigla. Non stupisce quindi la presenza di Trump e Putin, mentre è più sottile l'inclusione di una creatura come il Wendigo, o quella di un toreador. Comunque sia, le scelte sono molto dirette e mirano a non creare fraintendimenti su quali siano i bersagli degli sviluppatori.

Alla fine di ogni scontro si viene chiamati a premere un'ultima sequenza di tasti per eseguire una prideality, con cui il boss sarà trasformato definitivamente in un supporter dei Pride. In caso di prima vittoria, si sbloccherà anche la città successiva per proseguire verso uno degli otto finali disponibili, alcuni dei quali legati alla seconda modalità di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Gameplay da RTS

La seconda grande idea di Pride Run è quella di trasformarsi in un vero e proprio strategico in tempo reale selezionando la modalità Play Hard. Inizialmente credevamo che fosse solo una versione personalizzabile della modalità standard, ma di fatto è come se fosse un gioco nel gioco. Il nostro obiettivo in questo caso diventa quello di gestire il corteo scegliendo chi far partecipare e come disporre le forze in campo, a partire dal leader. Mentre il corteo procede è possibile eseguire delle performance per attirare persone e bisogna proteggersi dall'odio che circonda il Pride, la cui energia tenta di inibirci, facendoci perdere seguaci. Ovviamente più persone si riescono ad attirare, più il punteggio cresce.

Procedendo si possono anche raccogliere degli oggetti che ci aiutano a frenare gli hater o ad abbellire la parata. Anche in modalità Play Hard ci sono i combattimenti contro i boss che concludono i livelli: sono identici a quelli della modalità standard, senza specificità da segnalare.

Incertezze

Pride Run non è purtroppo un gioco perfetto e ha dei problemi non trascurabili, pur non essendo condivisi tra le due modalità di gioco. Diciamo che la componente standard dà il suo meglio quando si inizia a giocare con le orecchie, più che con gli occhi, per via di una certa imprecisione della barra delle note. Inoltre, finché si osservano le icone da premere ci si perde buona parte delle coreografie del gioco e l'esperienza ne risulta un po' castrata. Quando però si inizia a 'sentire' un brano e non si ha più bisogno di guardare per la pressione dei tasti, il coinvolgimento aumenta e rigiocare diventa un piacere. La modalità Play Hard ha invece un problema diverso: le scelte di personalizzazione sono abbastanza superflue, visto che si può andare avanti senza patemi con le configurazioni dei cortei di default che, anzi, sono consigliatissime, soprattutto la prima volta che si gioca.

Per il resto Pride Run è un titolo solidissimo che riesce a far bene in tutte le sue modalità e con alcune trovate davvero sopra le righe che gli danno un tocco in più. Inoltre può diventare davvero trascinante e ogni città è rigiocabile più volte per provare i livelli di difficoltà superiori o, semplicemente, fare un punteggio migliore. Cosa chiedere di più a un titolo del genere?

Digital Delivery
Steam
Prezzo
16,79 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori (7)

6.6

Il tuo voto

Pride Run è esattamente il gioco che doveva essere: colorato, chiassoso, politicamente impegnato, ma anche adatto a tutti quelli che sono semplicemente alla ricerca di un buon rhythm game. Qualche aspetto potrebbe essere rivisto, ma in generale funziona davvero molto bene e ci si ritorna sopra volentieri per migliorare i punteggi fatti o per sbloccare tutti i finali.

PRO

  • Un rhythm game ben fatto
  • Le battaglie con i boss sono una grande idea
  • Stilisticamente spassoso

CONTRO

  • Qualche imprecisione nella modalità rhythm
  • La modalità RTS si gioca benissimo senza personalizzare nulla