Prizefighters 2, la recensione: boxe sullo stile di Punch-Out su mobile

Torna il gioco di boxe mobile con Prizefighters 2, portando con sé una buona dose di novità che vediamo in questa recensione.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   26/12/2020
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A pensarci bene, nonostante ci siano un sacco di picchiaduro di vario tipo, i giochi propriamente basati sulla boxe scarseggiano alquanto e anche per questo motivo si può guardare con un certo interesse a questa recensione di Prizefighters 2. È un discorso che abbiamo già fatto introducendo la recensione del primo capitolo, ma di fatto è ancora valido perché nel frattempo non sono emerse particolari novità in questo ambito: fatta eccezione per lo storico Punch-Out di Nintendo, a cui questo gioco si ispira in maniera evidente, e pochi altri esempi, il pugilato sembra non riuscire ad essere rappresentato in forma di videogioco con una certa regolarità, probabilmente proprio per la complessità degli scontri, la loro tecnica e i ritmi che ben poco hanno a che fare con il menare selvaggiamente su dei tasti. Da questo punto di vista, Prizefighters 2 fa un buon lavoro nel mettere in scena le particolarità di questo sport, anche se sul ring l'azione è chiaramente molto improntata all'arcade.

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A una rapida occhiata, il riferimento a Punch-Out sembra palese: anche in questo caso si affrontano i match con una particolare inquadratura alle spalle del pugile, che è una caratteristica distintiva del gioco Nintendo, con la possibilità di menare diversi tipi di colpi e l'ovvia attenzione al tempismo tra attacco e difesa, ma c'è qualcosa anche di molto tecnico in Prizefighters 2, che lo avvicina quasi a una simulazione, sotto certi aspetti. È tutto parecchio semplificato e reso particolarmente digeribile, come si conviene a un gioco che dev'essere fruito su piattaforme mobile, ma la gestione del pugile e della palestra, con elementi manageriali applicati, rende questo titolo qualcosa di più profondo di quanto possa sembrare da una semplice occhiata all'azione sul ring.

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Da questo punto di vista c'è da segnalare anche una distinzione sostanziale: il gioco è distribuito come free-to-play ma si può passare alla versione Premium con il singolo acquisto in-app da 3,50 euro e solo in quest'ultima modalità è possibile accedere a tutte le diverse caratteristiche gestionali legate alla palestra e all'organizzazione dei match. È una buona soluzione che consente un'introduzione graduale, con una prova molto approfondita sulle meccaniche di base attraverso l'accesso gratuito e senza fastidi legati alle micro-transazioni (è possibile acquistare denaro aggiuntivo da investire nella palestra ma non è indispensabile, considerando quello che si ottiene già giocando) per poi passare all'esperienza completa con calma, attraverso un singolo acquisto e senza meccaniche che vanno ad inficiare il bilanciamento attraverso acquisti in-app.

Gli occhi della tigre

Il fatto che lo stile grafico riprenda il classico pixellato dalla tradizione 16-bit non tragga in inganno, perché non si tratta qui di un semplice giochino arcade di poco spessore. L'attenzione ai dettagli e la completezza dei contenuti appaiono evidenti fin dall'editor del personaggio: possiamo scegliere nome, nazionalità, stile di combattimento e caratteristiche di base del nostro pugile e poi agire su numerosi aspetti della customizzazione estetica, prima di lanciarci nella scalata al successo. Lo scopo è partire dai circuiti amatoriali e vincere incontri fino a salire di categoria e diventare sempre più famosi, gestendo diversi aspetti del combattente tra un match e l'altro, cercando di arrivare ad essere "il più grande di tutti i tempi", attraverso una lunga strada che accompagna la crescita del protagonista.

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Sul ring, ci troviamo a controllare il pugile con alcuni comandi posizionati sullo schermo, con una soluzione non proprio ideale ma comunque funzionale, considerando il ritmo ragionato e tattico degli scontri. Sulla destra dello schermo, una serie di pulsanti corrispondono a tutte le mosse base della boxe tra jab, diretti, uppercut e varie combinazioni oltre a colpi speciali da sbloccare e affinare con allenamento ed esperienza, con la diversa durata della pressione che corrisponde a una differente potenza del colpo. Sulla parte sinistra, il medesimo schema di tasti corrisponde invece alle parate e alle manovre evasive, da attuare scegliendo il tempismo giusto. Il gameplay è tutto giocato sull'osservazione dei movimenti dell'avversario, che possono suggerire le mosse in arrivo consentendoci di adottare le giuste contromisure nella frazione di secondo concessa, tra schivate, guardia, contrattacchi e attacchi. Nel frattempo è necessario tenere d'occhio l'energia del pugile e la stamina, cercando di infliggere più colpi possibile per puntare al KO o alla vittoria ai punti.

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Fuori dal ring, le componenti manageriali consentono di organizzare diversi aspetti della carriera del pugile. Su questi elementi si basa in gran parte la differenza tra la versione gratis e la Premium, con quest'ultima che apre una serie di possibilità più ampie per l'organizzazione degli incontri e delle leghe, oltre alla possibilità di importare ed esportare campionati con la community, ulteriori opzioni di customizzazione e una maggiore quantità di salvataggi. In entrambi i casi, comunque, ci troviamo a fissare le date per gli incontri, cercando di scegliere gli avversari in maniera oculata e organizzando il tempo tra un match e l'altro con una serie di allenamenti che siano in grado di sviluppare le caratteristiche del lottatore senza però stancarlo troppo o farlo uscire dai parametri della categoria in cui si trova.

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Commento

Versione testata
Android, iPad 1.02
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

7.5

Lettori (5)

8.4

Il tuo voto

C'è un gioco piuttosto profondo sotto la superficie da arcade in pixel di Prizefighters 2, con caratteristiche che lo avvicinano più a una vera e propria simulazione a tutto tondo del pugilato, pur mantenendo meccaniche di gioco semplici. Il sistema di controllo, che punta sull'approccio tattico e appare piuttosto macchinoso, mantiene il gioco lontano dall'immediatezza e dal dinamismo di molti picchiaduro, ma riesce a calarci nei ritmi di un incontro di boxe. Sebbene la forma complessiva sia necessariamente semplificata, anche a causa della fruizione mobile, l'equilibrio tra elementi manageriali e incontri sul ring riesce a ricreare lo spirito del pugilato in maniera convincente, spingendoci a portare avanti la carriera.

PRO

  • Buon equilibrio tra incontri sul ring e gestione manageriale
  • Molti aspetti da tenere sotto controllo
  • Lo spirito del pugilato emerge bene, nonostante l'aspetto semplice
CONTRO
  • Sistema di controllo macchinoso
  • Gli scontri, basati su attese e tattica, possono risultare snervanti