Project CARS GO, la recensione

La celebre serie corsistica di Slightly Mad Studios approda anche sui dispositivi iOS e Android, ma non come ce la aspettavamo: la recensione di Project CARS GO.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   24/03/2021
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Nel compiere il percorso che culmina oggi con la recensione di Project CARS GO abbiamo sperimentato stati d'animo parecchio contrastanti, passando da un iniziale entusiasmo misto a curiosità per arrivare poi a un cocente senso di delusione, una volta scoperto che la riduzione del celebre titolo targato Slightly Mad Studios per i dispositivi iOS e Android non è che un semplice drag racer.

Che cos'è un drag racer? Parliamo di una declinazione casual, se così vogliamo definirla, dei normali giochi di guida: esperienze basate principalmente sul singolo tocco, in cui di fatto non viene consentito di controllare la vettura bensì si chiede unicamente di completare una sequenza di quick time event che forniscano lo spunto necessario a tagliare il traguardo per primi.

Project CARS GO, una sequenza di gara.
Project CARS GO, una sequenza di gara.

Uno degli esponenti di punta di questo sottogenere su mobile è senza dubbio CSR Racing, titolo sviluppato da NaturalMotion quasi dieci anni fa, il cui successo ha aperto la strada all'arrivo di cloni più o meno validi. Fra di essi ci piace ricordare l'ottimo Fast & Furious 6: Il Gioco, prodotto da Kabam ma purtroppo non più disponibile per il download.

Tralasciando il discorso relativo alla dignità e al valore di queste produzioni, che nel tempo hanno introdotto anche diversi elementi di novità in grado di aggiungere spessore alla formula di partenza, il problema con Project CARS GO è ovviamente che tutti si aspettavano qualcosa di diverso: una versione ridotta dell'ottimo racer disponibile su PC e console, che potesse contribuire a rilanciare l'intero genere su smartphone e tablet.

Gameplay

Project CARS GO, le drag race sono presenti ma risultano davvero brevi e superflue.
Project CARS GO, le drag race sono presenti ma risultano davvero brevi e superflue.

Analizzare il gameplay di Project CARS GO ci riporta immediatamente al discorso sul valore dei drag racer, perché purtroppo il titolo realizzato da Gamevil restituisce fin dalle prime battute la sensazione di essere stato concepito male, sulla base di idee e presupposti sbagliati, cercando in pratica di offrire un'esperienza alternativa rispetto a quella del già limitato Forza Street e mettendo invece sul tavolo delle dinamiche controintuitive, poco naturali.

Completato un breve tutorial che conduce verso i contenuti del pacchetto, rappresentati sulla mappa in maniera però piuttosto confusionaria, le gare che caratterizzano la campagna del gioco chiedono infatti di regolare l'accelerazione per ottimizzare la partenza toccando lo schermo come se fosse il pedale del gas, quindi di alzare il dito anziché continuare a premere perché la vettura cominci a muoversi. Controintuitivo, come dicevamo.

Project CARS GO, un checkpoint in cui bisogna toccare lo schermo e tenere premuto.
Project CARS GO, un checkpoint in cui bisogna toccare lo schermo e tenere premuto.

Lungo il percorso, che negli eventi normali non è il rettifilo delle drag race (presenti anch'esse ma in misura minore), ci sono dei checkpoint che richiedono il nostro intervento: quelli celesti servono per il cambio marcia e si attivano più o meno correttamente con un singolo tocco quando l'auto passa sotto il segnale, mentre quelli rossi implicano l'inizio di una frenata in cui dovremo tenere il dito sul display per poi alzarlo in corrispondenza dei checkpoint verdi.

Tutto qua. Non c'è una gestione del timing del cambio rapportata all'aderenza delle gomme e allo spunto del motore come nel già citato CSR Racing, non ci sono le derapate di Forza Street, non c'è neppure la nitro e la corsa in sé viene rappresentata visivamente come se ci trovassimo di fronte a un racer tradizionale, senza cambi di inquadratura a uso e consumo della spettacolarità, bensì rimanendo ancorati a una piattezza che si estende alla grafica.

Struttura

Project CARS GO, una gara in notturna.
Project CARS GO, una gara in notturna.

L'impianto alla base di Project CARS GO è indubbiamente semplice e con l'aiuto di un minimo di varietà nei percorsi (cosa che inizialmente si fa un po' pregare: i tracciati tendono un po' a ripetersi) le cose ingranano abbastanza da offrire un intrattenimento piacevole. Tuttavia anche sul fronte della struttura il progetto appare incasinato e confusionario, non si capisce bene come siano organizzati gli eventi e al di là delle tradizionali categorie di vetture ci si limita a rispondere affermativamente alla domanda che ricorre nei menu: vuoi correre?

L'impostazione freemium è fin troppo arzigogolata, sono presenti ben sei tipologie differenti di valuta (crediti, diamanti e tre diversi biglietti) e bisogna anche tenere conto del carburante, come come al solito si consuma con ogni gara che disputiamo e richiede un po' di attesa prima di ripristinarsi. Guardando un trailer pubblicitario dovrebbe essere possibile riempire il serbatoio, ma al momento questa opzione non funziona.

Realizzazione tecnica

I drag racer prendono molto seriamente l'aspetto collezionistico del garage, dell'acquisto di nuove auto e della loro personalizzazione estetica, ma anche su questo fronte il titolo di Gamevil risulta manchevole: oltre a cambiare la vernice è possibile fare ben poco e i modelli poligonali dei veicoli, pur dettagliati, vengono resi giocattolosi e poco interessanti dagli eccessivi riflessi sulla carrozzeria.

Una volta in strada fortunatamente la situazione migliora, ma molto dipende dall'ambientazione: quelle diurne risultano un po' troppo piatte e desolate, quelle serali alzano il livello ma senza mai scomodare i migliori esponenti del genere, sebbene come detto abbiano ormai diversi anni sul groppone. Per fare un confronto recente, Forza Street offre un impatto visivo e una direzione decisamente migliori, pur al netto di un marcato aliasing.

Commento

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Multiplayer.it

6.0

Lettori (3)

1.7

Il tuo voto

Project CARS GO è un titolo deludente, da un lato perché sottovaluta la capacità dei dispositivi mobile e degli utenti di cimentarsi con un gioco di guida propriamente detto, dall'altro perché neppure come drag racer riesce a spiccare. Parliamo di un sottogenere che basa il proprio fascino su elementi precisi che qui vengono puntualmente disattesi: dai controlli touch controintuitivi al gameplay troppo limitato, dalla struttura confusionaria e complicata agli eccessivi tentativi di monetizzare, per arrivare infine alla grafica e al sonoro. La meccanica dei quick time event miscelata alla progressione generale è in grado di intrattenere piacevolmente per un po', ma che si potesse fare molto, molto di più ormai è finanche superfluo dirlo.

PRO

  • Semplice e immediato
  • Un buon numero di vetture, campagna corposa
  • Gameplay a tratti piacevole...
CONTRO
  • ...ma troppo limitato e pieno di scelte discutibili
  • Struttura confusionaria, le meccaniche freemium si sentono
  • Grafica al di sotto delle aspettative