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PUBG: New State, recensione del nuovo battle royale gratuito per iOS e Android

La recensione di PUBG: New State, sulla carta già un grande successo, il battle royale di Krafton per iOS e Android ci catapulta nel futuro per una nuova battaglia.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   17/11/2021
PUBG: New State
PUBG: New State
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Particolarmente atteso dagli appassionati di battle royale su iOS e Android, PUBG: New State non avrà certamente problemi a ritagliarsi un'ampia fetta di pubblico, provando magari a superare gli straordinari numeri totalizzati in precedenza da PUBG Mobile.

La formula appare infatti invariata, ma ci sono alcune novità sul fronte del gameplay e dei controlli (purtroppo unicamente touch), due grandi mappe e una più piccola per i deathmatch a squadre, il tutto declinato al futuro.

La nuova battaglia si svolge nel 2051, ma le regole sono sempre le stesse: ve le spieghiamo nella recensione di PUBG: New State.

Modalità

PUBG: New State, una sequenza dalla modalità Deathmatch
PUBG: New State, una sequenza dalla modalità Deathmatch

Partiamo dai contenuti, perché PUBG: New State non vuole limitarsi a riproporre unicamente le meccaniche battle royale che ben conosciamo, bensì tentare anche la strada più convenzionale dei deathmatch a squadre. C'è una mappa specifica per questa modalità, si chiama Station ed è disponibile in versione beta, il che significa che verrà sostanzialmente migliorata sulla base del feedback dei giocatori, ma per il momento non ci ha entusiasmato.

Tornando al concept tradizionale, gli scenari più ampi a disposizione sono due: Troi ed Erangel 2051. Apparentemente si tratta di due facce della stessa medaglia futuristica: nel primo caso una città con alcuni scorci moderni e suggestivi, nel secondo caso una landa prevalentemente desolata, quasi post-apocalittica, in cui la Erangel che conoscevamo è finita in pezzi.

Anche stavolta potremo percorrere le ambientazioni più rapidamente grazie a una serie di veicoli abbandonati, di cui due inediti: l'auto elettrica Volta e la moto Vulture. Naturalmente l'obiettivo è sempre lo stesso: cento giocatori si paracadutano nello scenario (rappresentato visivamente dall'alto con delle grosse scritte che indicano i vari distretti) e, una volta a terra, devono procurarsi armi e corazzature utili a eliminare tutti gli altri utenti, giocando da soli oppure all'interno di squadre.

Le opzioni sono certamente strabordanti: si va dalla possibilità di selezionare la visuale in terza o prima persona, regolare le opzioni grafiche per ottenere una qualità e un frame rate superiori sui dispositivi di fascia alta (ma su iPhone 12 Pro le impostazioni al massimo fanno salire rapidamente la temperatura) oppure personalizzare l'esperienza in vari modi andando a modificare i controlli e le tantissime icone che di default compaiono sullo schermo.

Gameplay

PUBG: New State, i nemici eliminati lasciano il solito zaino che potremo depredare
PUBG: New State, i nemici eliminati lasciano il solito zaino che potremo depredare

Sotto il profilo del gameplay, PUBG: New State appare fondamentalmente identico al suo "prequel" (ecco la recensione di PUBG Mobile, a proposito), dunque non sono stati fatti grandi passi in avanti nella resa degli scontri a fuoco, ugualmente inconsistenti e approssimativi, ma si è pensato bene di aggiungere un paio di nuove azioni.

È infatti possibile sporgersi a destra o a sinistra, tramite gli appositi pulsanti, oppure effettuare una capriola toccando due volte rapidamente l'icona per abbassarsi, manovra questa che può tornare utile durante i combattimenti a distanza ravvicinata. È stato inoltre introdotto il Drone Shop, che permette di acquistare in qualsiasi momento degli oggetti, utilizzando il denaro raccolto in giro, e farseli recapitare dove si desidera.

L'interfaccia di default appare estremamente caotica, strapiena d'icone sullo schermo, un po' come negli MMORPG orientali, e capita spesso di attivare azioni involontariamente. Per fortuna dalle opzioni è possibile modificare il layout in tanti modi diversi e liberare spazio utile alle manovre, ottenendo in questo modo un impianto base più accessibile. Per quel che vale, si può rinunciare tranquillamente alla capacità di sporgersi pur di avere una disposizione migliore dei comandi.

Dopodiché ci sono altri elementi inediti, come ad esempio la possibilità di risparmiare un avversario atterrato e chiedergli di entrare nella nostra squadra, in sostituzione di eventuali compagni eliminati, oppure il già citato switch istantaneo fra visuale in prima o terza persona, anche se come FPS l'esperienza di shooting risulta ancora meno solida. Tante piccole aggiunte che però non danno l'idea di un prodotto completamente nuovo, bensì piuttosto di un semplice spin-off che si fa fatica a distinguere da PUBG Mobile.

Grafica e sonoro

PUBG: New State, la solita dinamica del camperaggio in un punto strategico
PUBG: New State, la solita dinamica del camperaggio in un punto strategico

Anche sul piano tecnico, PUBG: New State è un progetto decisamente poco originale, che prende il grosso degli asset dalla precedente versione del battle royale e cerca di maniera molto blanda di applicare alla grafica uno stile che dia in qualche modo l'idea di un mondo futuristico, quello del 2051 appunto: un obiettivo che purtroppo viene centrato solo in pochi frangenti.

Al di là di un comparto audio decisamente mediocre, caratterizzato da effetti sonori tutt'altro che realistici, la resa visiva degli scenari si muove fra alti e bassi: l'estensione c'è e viene gestita in maniera discreta, pur con qualche pop-up sulle ombre, e il sistema d'illuminazione è stato migliorato, ma le geometrie degli edifici rimangono piuttosto semplici e la contropartita in termini di performance non ci è sembrata adeguata: impostando la qualità e il frame rate al massimo, il gioco scalda in fretta un iPhone 12 Pro.

Conclusioni

Versione testata iPhone
Digital Delivery App Store, Google Play
Prezzo Gratis
Multiplayer.it
7.0
Lettori (2)
3.8
Il tuo voto

PUBG: New State si pone come una sorta di replica di PUBG Mobile, con poche novità che giustifichino davvero questo spin-off "futuristico" e un gunplay che purtroppo non si è evoluto negli ultimi anni, mantenendosi inconsistente e approssimativo, specie rispetto a esperienze come Call of Duty: Mobile. La modalità deathmatch è decisamente acerba e riserva poche soddisfazioni, mentre le due mappe per il battle royale si confermano ampie e sufficientemente varie per supportare l'impianto originale del gioco, ma anche qui senza particolari acuti.

PRO

  • La formula battle royale funziona ancora bene
  • Matchmaking veloce ed efficace
  • Alcune novità per il gameplay

CONTRO

  • Gunplay approssimativo e inconsistente
  • Modalità deathmatch decisamente acerba
  • Tecnicamente privo di acuti