Rainbow Six: Siege: Operazione Grim Sky, la recensione 11

Nuovo aggiornamento e nuova recensione dei contenuti di Rainbow Six: Siege: Operazione Grim Sky

RECENSIONE di Tommaso Valentini   —   14/09/2018

Si torna, ancora una volta, a parlare di Rainbow Six: Siege con la recensione dei nuovi contenuti, perché lo sparatutto tattico Ubisoft sembra non volersi fermare ma anzi, dopo essere ripartito a tutta velocità, è ormai lanciato e consolidato anche nel mondo degli e-sport. Il segreto del successo, insomma, sembra essere stato il continuo supporto sul progetto con aggiornamenti a cadenza regolare e anche l'ascolto dei feedback della community. Certo, Rainbow Six: Siege ha anche qualche difetto ed è letteralmente impossibile accontentare ogni singolo giocatore ma quello che il team di Ubisoft Montreal ha messo in piedi è sicuramente da prendere come esempio se si vuole arrivare ad alti livelli. Un piano di sviluppo ben preciso dunque, con tappe programmate in grado di coniugare la spettacolarità delle partite competitive con la presentazione di nuovi operatori, ma anche la capacità di saper togliere elementi di gioco che non funzionano o che sono diventati vecchi per sostituirli e rinfrescarli a dovere. Succede dunque che con Grim Sky, ultima operazione arrivata sui server di gioco, la mappa di Hereford viene riproposta dopo essere stata adattata alla direzione presa da Rainbow Six: Siege e vengono aggiunti altresì due nuovi operatori. Possiamo dunque ritenerci soddisfatti ancora una volta del lavoro svolto da Ubisoft? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Una nuova mappa dal sapore nostalgico

Hereford non è una mappa completamente inedita visto che fa parte di quel riammodernamento di contenuti di cui parlavamo poco fa. È difficile trovare un team disposto a rivedere completamente il proprio lavoro ed ammettere che qualcosa non funzioni a dovere ma Ubisoft, piuttosto che lasciare in rotazione mappe obsolete, (come ha già fatto a suo tempo Blizzard con Heroes of the Storm e altri prima ancora) ha deciso saggiamente di rimuovere questo tipo di contenuti dal gioco, rielaborarli e riproporli in un secondo momento in versione migliorata alla "nuova generazione" di giocatori. Il processo non è di sicuro semplice o indolore, ma è anche vero che in questo modo si possono riciclare vecchie idee, strapparle da ciò che non funziona e avere location nuove con tocchi nostalgici: un mix esplosivo perfetto per tutti gli amanti dello shooter bellico francese. Così succede che Hereford torna dopo quasi tre anni per proporre nuove linee di tiro e strategie inedite, allineate ai nuovi operatori e ad abilità sempre più stravaganti introdotte con le ultime operazioni. Con meccaniche sempre più sopra le righe, dunque, serve un design che stia al passo con i tempi e Hereford ce la fa alla grande, dimostrando come sia possibile riadattare le vecchie mappe senza stravolgerle completamente. La location è ancora riconoscibile ma le strategie di ingaggio e di difesa sono cambiate radicalmente, visto che ora sono presenti più rampe di scale grazie alle quali spostarsi tra un livello e l'altro ed è necessario tenere gli occhi aperti su più fronti, in difesa così come in attacco. Anche gli spazi interni agli edifici sono mutati, con stanze dall'ampio respiro dove ingaggiare interessanti sparatorie con gli avversari, per un dinamismo decisamente superiore rispetto alla sua precedente versione. Cambia ovviamente anche tutto l'aspetto estetico con gli artisti Ubisoft capaci di ripensare a un setting differente traendo vantaggio dalla leggera pioggerellina che ammanta l'area di gioco migliorandone vistosamente l'atmosfera.

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Due nuovi operatori per completare il pacchetto

Mappe a parte, il vero piatto forte di Grim Sky è ovviamente l'arrivo di Maverick e Clash due nuovi operatori suddivisi equamente tra attacco e difesa, così da mantenere il bilanciamento numerico. Dopo ben quaranta operatori inventarsi qualcosa di completamente nuovo e impattante sul gameplay è indubbiamente difficile, molto più che reimmaginare una mappa per il meta attuale. Maverick però è un'aggiunta interessante, una trovata che può cambiare radicalmente il modo di difendere ed attaccare. Oltre alla sua dotazione standard d'assalto, Maverick è equipaggiato con una fiamma ossidrica decisamente funzionale, grazie alla quale può perforare sostanzialmente qualsiasi superficie, incluse le pareti rinforzate ed elettrificate. Immaginate quindi se dal muro che pensavate essere inespugnabile fino a qualche attimo prima qualcuno aprisse un piccolo foro e creasse nuove linee di tiro, non solo per individuarvi ma anche per mettere a segno all'improvviso qualche colpo ben piazzato. Una strategia di sicura efficacia, che migliora ulteriormente se pensiamo che grazie alla fisica di Rainbow Six: Siege sarà possibile forare ripetutamente i muri creando varchi attraverso i quali passare acquattati, una sorpresa che ben pochi, almeno fino ad oggi, si aspettano in partita. Maverick è dunque capace, da solo di cambiare molte strategie, senza l'aggiunta tra l'altro di gadget troppo fantasiosi o immaginari, elemento che stava iniziando a far storcere il naso alla community, abituata a dotazioni più classiche e attinenti alla realtà. Maverick è insomma un operatore dalla versatilità incredibile per attaccare di nascosto ma altresì indispensabile per distruggere i gadget difensivi solitamente inamovibili come gli scudi mobili e le CLE-V di Maestro. Se non fosse abbastanza anche il suo fucile d'assalto Ar-15.50 è particolarmente temibile nonostante il colpo singolo, opzione che può essere sostituita con il più classico M4 nel caso si voglia un maggior rateo di fuoco.

Dall'altra parte invece troviamo Clash, che purtroppo non ci ha colpito altrettanto positivamente. Non tanto quanto a efficacia, ma perché di operatori con gli scudi ne abbiamo già visti parecchi su Rainbow Six: Shield. Per cercare di ottenere il nostro favore, Clash si fa perdonare però con un taser integrato nello scudo, basato sul cooldown della batteria ed utilizzabile senza troppe limitazioni. Il lato negativo di questo Operatore è la sua necessità di portare lo scudo sulla schiena nel caso in cui voglia usare le armi da fuoco, cosa che lo rende utilissimo sulle brevi distanze e più svantaggiato nelle situazioni di gioco mutevoli.Lo scudo di Clash, a differenza di quelli di Blitz e Montagne protegge completamente l'operatore dagli attacchi frontali e l'unico modo per rimuoverlo è colpirlo in melee o usare granate. Interessante la sua applicazione in difesa, che non lo rende solo la classica tartaruga per contestare punti specifici ma gli permette altresì di uscire allo scoperto e giocare in maniera relativamente sicura come scout. Curiosi di vedere poi le sue applicazioni in ambito competitivo.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.0

Lettori (1)

7.5

Il tuo voto

Un nuovo aggiornamento corrisponde sempre a nuovi contenuti interessanti, è ormai una regola per Rainbow Six: Siege. I due operatori sono intriganti da giocare anche se Clash ci ha fatto rivivere preoccupanti déjà vu essendo il terzo soldato armato di scudo anti sommossa, benché primo dal lato dei difensori. Piacevole anche il ritorno a gadget meno futuristici, chiudendo un occhio per il taser attaccato all'armatura di Clash, e adorabile la reinterpretazione di una mappa come Hereford adattata più che bene alle nuove meccaniche evolute di gioco. Se questi sono i risultati a tre anni dal lancio non possiamo che augurarci che il futuro sia roseo come il presente!

PRO

  • Reinterpretazione di Hereford ben riuscita
  • Si torna a gadget meno fantasiosi

CONTRO

  • Il design di Clash non è particolarmente originale