Rangers of Oblivion, la recensione 2

Un misto tra un MMORPG classico e Monster Hunter, per dispositivi portatili.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   08/02/2019

Con l'arrivo di Monster Hunter: World pare che il mondo abbia definitivamente scoperto la serie Capcom, nonostante questa stia sulla cresta dell'onda da parecchi anni soprattutto in Giappone. La risonanza ottenuta dal nuovo capitolo è destinata a farsi sentire a lungo tra console e PC, assegnando finalmente a Monster Hunter un posto di rilievo nell'offerta ludica occidentale, con il segno lasciato da questo capitolo che sarà in grado di fornire ispirazione e esempi da seguire per coloro che vorranno cimentarsi in questa particolare accezione dell'action RPG. Tra le conseguenze dirette del suo successo possiamo contare la nascita di nuovi titoli mobile che cercano di ricalcarne la struttura, ormai una reazione fisiologica del mercato dei dispositivi portatili a un qualsiasi prodotto videoludico di successo. Rangers of Oblivion si inserisce chiaramente in questa tendenza alla ricerca del Monster Hunter su piattaforma mobile, ma questo non significa che non sia in grado di caratterizzarsi per alcune peculiarità specifiche tra stile, ambientazione e struttura di gioco, come cerchiamo di spiegare in questa recensione.


A dire il vero, più che originalità si rileva un certo equilibrio ben bilanciato tra varie fonti d'ispirazione che compaiono con forza nei tratti del gioco: essenzialmente si tratta di una riduzione in piccolo del classico MMORPG di stampo asiatico (non per nulla la produzione è affidata al gigante cinese NetEase) incentrato soprattutto sulla caccia ai mostri e sulla crescita del personaggio attraverso accumulo di esperienza, armi e armature. In effetti i due generi presentano un'ampia area d'intersezione che può dare facilmente luogo a numerosi esperimenti di questo tipo e Rangers of Oblivion riesce a porsi in un punto piuttosto equidistante dalle due principali fonti d'ispirazione, anche se nel corso del gioco la vicinanza al MMORPG classico si fa più netta. Dal punto di vista tecnico, Rangers of Oblivion è semplicemente spettacolare e dimostra chiaramente il valore della produzione messa in campo da NetEase per il suo sviluppo, con un impianto grafico veramente di alto profilo per un gioco mobile che si riflette nella qualità dei modelli dei vari personaggi (sebbene fortemente afferenti ai soliti stereotipi di genere dal gusto orientale) e delle ambientazioni.

La caccia e il ruolo

Dopo una spettacolare presentazione in computer grafica e un editor abbastanza completo, almeno per gli standard dei titoli mobile, il gioco si rivela essere un action RPG all'apparenza del tutto assimilabile ai classici MMORPG ad ambientazione fantasy di costruzione orientale. La struttura delle quest, tuttavia, rimanda direttamente al suddetto Monster Hunter, come risulta subito evidente, essendo incentrata interamente sulla caccia ai mostri. Il gameplay si suddivide fra attività nei centri abitati, dove si svolge la classifica fase social e di gestione del personaggio, e fase delle quest con esplorazione dell'ambiente circostante alla ricerca di materiali per il crafting e ovviamente il combattimento contro i mostri. Tra questi troviamo creature più o meno possenti e difficili da abbattere ma siamo decisamente lontani dai livelli di epica che caratterizzano molti degli scontri in un normale Monster Hunter.


La caccia in Rangers of Oblivion non raggiunge mai la scala impressionante di alcuni combattimenti proposti da Capcom, limitandosi a una sorta di compito bilanciato, che può essere impegnativo ma difficilmente proibitivo o addirittura epico. Questo sia per il design più semplice dei mostri che a causa della meccanica stessa del sistema di combattimento. Per venire incontro alle limitazioni dei controlli su touchscreen, infatti, il combattimento si svolge semplicemente con la pressione di tasti corrispondenti ad attacco semplice, schivata e abilità speciali. Vista la potenza di quest'ultime, siamo sostanzialmente chiamati a toccare alternativamente i tasti delle mosse speciali limitandoci ad attendere i tempi di cooldown e possibilmente attaccare i punti deboli dei nemici di maggiore stazza per massimizzare i danni e la raccolta di materiali, unico elemento strategico inserito nello scontro. L'attenzione si sposta dunque soprattutto sulla crescita del personaggio, sulla conquista del loot che porta a nuove armi e armature più che sul piacere dello scontro, anche se le animazioni rendono il tutto sicuramente spettacolare a vedersi. Per quanto riguarda la struttura free-to-play, il gioco sembra sorprendentemente equo nella gestione di risorse e micro-transazioni, dunque una prova è consigliata a chiunque sia attirato dall'ambientazione e dalla particolare soluzione mista RPG.

Versione testata
Android, iPad 1.2.2
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

7.2

Lettori (1)

8.0

Il tuo voto

La corsa per trovare il Monster Hunter mobile è ufficialmente partita e NetEase si fa trovare subito pronta con uno sfidante di grosso calibro, ma Rangers of Oblivion si porta dietro ancora parecchi elementi da RPG online classico per riuscire a proporre una vera alternativa su questo fronte. Il sistema di combattimento, pur studiato per funzionare bene sui dispositivi mobile, risulta anche troppo semplice e gli scontri con i mostri raramente raggiungono momenti di sfida epici come dovrebbero, essendo effettivamente il fulcro dell'esperienza di gioco. Qui ci troviamo ancora in un territorio intermedio, che non brilla in nessun campo preciso ma può appagare per la vastità del mondo messo a disposizione e per la realizzazione tecnica davvero di alto profilo.

PRO

  • Tecnicamente imponente
  • Sistema di controllo semplice e spettacolare
  • Un po' diverso dagli RPG standard, con tanti aspetti da tenere d'occhio

CONTRO

  • Sistema di combattimento fin troppo semplificato
  • Non riesce a smarcarsi più di tanto dai classici RPG online come dovrebbe
  • Scontri con i mostri non troppo esaltanti