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Star Wars: The Mandalorian 3x02, l'analisi del secondo episodio

La puntata 3x02 di Star Wars: The Mandalorian ci porta finalmente sul pianeta Mandalore in un episodio ad alta tensione incentrato su Grogu e Bo-Katan Kryze.

Star Wars: The Mandalorian 3x02, l'analisi del secondo episodio
RECENSIONE di Christian Colli   —   08/03/2023

La terza stagione di The Mandalorian è cominciata con un episodio quasi riassuntivo in cui il protagonista ha cominciato una nuova "main quest" mentre Jon Favreau faceva il punto della situazione sui Mandaloriani e i personaggi che abbiamo conosciuto nelle annate precedenti. Temevamo che la serie tornasse alla sua struttura da videogioco e in un certo senso è successo con questo secondo episodio che ci ha tenuto col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Per gli amanti di Star Wars, e soprattutto per quelli che si sono innamorati della mitologia di Mandalore seguendo The Clone Wars, Le miniere di Mandalore è un episodio ricchissimo di rimandi, ma ha anche un compito più importante: perfezionare il cast di comprimari. Vi spieghiamo come nella nostra analisi di The Mandalorian 3x02, ricordandovi che ci saranno spoiler giganteschi nelle righe a seguire.

Da Tatooine a Mandalore

The Mandalorian 3, Grogu diventa sempre più indipendente
The Mandalorian 3, Grogu diventa sempre più indipendente

L'episodio si apre su Tatooine durante il Boonta Eve, una specie di Capodanno istituito dagli Hutt per festeggiare Boonta the Hutt e la loro vittoria contro Xim il Despota nella Terza Battaglia di Vontor. Se il nome vi ricorda qualcosa, probabilmente è perché il piccolo Anakin vinse la Boonta Eve Classic, cioè la gara di sgusci in Episodio I. Credevamo che Mando sarebbe andato a chiedere aiuto di Boba Fett e Fennec Shand, ma considerando che la sua "missione secondaria" lo vede cercare un cervello elettronico per il droide IG, avremmo dovuto pensare subito a un altro personaggio, che ovviamente era la Peli Motto di Amy Sedaris.

Purtroppo neppure il suo, eh, legame coi Jawa è servito a risolvere il problema di Mando, che però è ripartito alla volta di Mandalore con una malmessa unità R5. Ora, tralasciando il fatto che Din si sia fatto gabbare come un pivello da Peli, soffermiamoci su R5-D4: è proprio lo stesso droide che Owen Lars stava per comprare in Episodio IV, e che è andato in corto circuito - probabilmente per volontà della Forza - portando lo zio di Luke a scegliere R2-D2, dando così inizio a tutta la Saga degli Skywalker.

Un cammeo glorificato, insomma, che si rivela particolarmente inutile se non come gag ambulante. Se questo significa che Din Djarin tornerà a cercare un modo per riparare IG-11 è presto per dirlo, ma ci ha stupito arrivare a Mandalore in men che non si dica: credevamo, sinceramente, che la stagione ci avrebbe messo qualche episodio in più.

Invece è stato emozionante - per non dire strabiliante, in termini puramente visivi, considerata l'ottima computer grafica - prima vedere da lontano la luna Concordia, su cui è cresciuto Din, e poi sorvolare un Mandalore per la prima volta live action, e che vediamo anche vetrificato dall'Impero. La ricerca di Din lo porta all'ingresso di un "dungeon" da GDR, pieno di Alamiti, umanoidi "lucertolosi" che aggrediscono prima R5 e poi i nostri eroi, avendo la meglio sul protagonista. L'incidente ha un'importanza davvero cruciale, perché serve a emancipare il personaggio di Grogu: finora la mascotte tenerissima della serie, che esiste quasi soltanto per vendere merchandising, il nostro caro "baby Yoda" comincia a essere sempre più indipendente e potente nella Forza. Lo abbiamo visto saltare in braccio a Peli con una capriola questa settimana e usare la telecinesi la scorsa, ma nel secondo episodio riesce persino a usare una "spinta" della Forza per sbarazzarsi di un Alamite che stava per aggredirlo.

Grogu in un certo senso è la chiave dell'episodio, perché è solo grazie a lui se la notizia del pericolo che sta correndo Din nelle viscere di Mandalore arriva all'unica persona nei paraggi - si fa per dire - che potrebbe salvarlo: Bo-Katan Kryze.

La Mandaloriana

The Mandalorian 3, Bo-Katan Kryze è la grande protagonista di questo episodio
The Mandalorian 3, Bo-Katan Kryze è la grande protagonista di questo episodio

Con l'aiuto di R5-D4 e il caccia nubiano N-1 di Din Djarin, Grogu riesce a tornare su Kalevala, dove Bo-Katan passa le giornate a deprimersi sul trono del castello di famiglia. Inizialmente decisa ad accogliere il caccia N-1 con le cattive, l'erede dei Kryze intuisce dall'espressione di Grogu la gravità della situazione e parte alla riscossa sulla sua astronave, The Gauntlet . A questo punto l'episodio sposta completamente i riflettori sul personaggio interpretato con decisione dall'attrice Katee Sackoff: Bo-Katan Kryze ha avuto un ruolo ricorrente e importantissimo nelle stagioni di The Clone Wars e di Star Wars Rebels incentrate sulle guerre dei Mandaloriani, che vi consigliamo caldamente di recuperare per capire meglio il personaggio e, con ogni probabilità, i prossimi episodi di The Mandalorian 3 visto che lei stessa menziona di aver conosciuto i Jedi (Ahsoka e Obi-Wan, in particolare) proprio in un dialogo con Grogu.

Nel passaggio a questa versione live action, Bo-Katan è sicuramente più matura e anche più stanca, ma non ha perso la sua grinta che dimostra, insieme a un arsenale di gadget mandaloriani - tra cui un vibroscudo - infiltrandosi nei sotterranei del centro civico di Mandalore insieme a Grogu.

The Mandalorian 3, la Spada Oscura conferisce a Din il dominio su Mandalore
The Mandalorian 3, la Spada Oscura conferisce a Din il dominio su Mandalore

È anche un'occasione per scoprire qualcosa di più su questo mondo, attraverso i suoi racconti che, allo stesso tempo, gettano luce su alcuni misteri. Le creature mutanti nel sottosuolo vivevano fuori città prima della Purga e il fatto che siano sopravvissute potrebbe significare che non siano le sole. Inoltre, il ritorno di Bo-Katan a Mandalore, e alla città su cui aveva regnato per qualche tempo, sembrerebbe averla motivata a sostenere la causa di Din Djarin.

Il quale, frattanto, è prigioniero del "boss di fine dungeon" che Bo-Katan affronta e sconfigge per lui: una creatura inedita che indossa una specie di esoscheletro aracniforme, ma che dall'occhione che si intravede al suo interno sembrerebbe essere un Dianoga. I Dianoga, originari del pianeta Vodran, sono celafopodi particolarmente attratti dall'umidità: ne abbiamo già visto uno nel compressore dei rifiuti della Morte Nera in Episodio IV e, più recentemente, nell'episodio 1x07 di Star Wars: The Bad Batch. Se si tratta veramente di un Dianoga, questa sarebbe la prima volta che li vediamo comportarsi come scienziati pazzi.

The Mandalorian 3, finalmente vediamo un Mitosauro
The Mandalorian 3, finalmente vediamo un Mitosauro

Il nostro Mandaloriano, tuttavia, non si dà per vinto e intende raggiungere le Acque Viventi in cui è convinto di potersi redimere agli occhi del Credo - che avrebbe tradito togliendosi l'elmo di sua volontà. Inizialmente restia, Bo-Katan sembra essere conquistata dalla sua fede nel Credo dei Mandaloriani.

L'episodio si conclude nella grotta sotterranea, dove Bo-Katan ci racconta di più su di sé e sul folclore del pianeta, tutto incentrato sul fantomatico scontro tra Mand'alore, il primo sovrano, e il leggendario Mitosauro, cui appartiene il teschio che è anche il simbolo ricorrente nella serie: una creatura originata nelle storie non canoniche di Star Wars e diventata pian piano ufficiale, fino a comparire davvero, e per la prima volta, nel finale di questo episodio con una scena da jump scare. A giudicare dall'espressione di Bo-Katan, il Mitosauro potrebbe essere il punto di svolta che indurrà i Mandaloriani a rifare fronte comune per riprendersi il loro pianeta, che sarà al centro dell'intera stagione.

Conclusioni

In realtà c'è poco da dire su questo secondo episodio di The Mandalorian 3, che tiene col fiato sospeso per 42 minuti, spostando l'attenzione tra due comprimari importantissimi e sulla storia del pianeta intorno al quale girerà tutta la stagione. A livello di trama principale si sono fatti pochi passi avanti, ma alla seconda settimana l'equilibrio tra azione, comedia e stupore resta ancora perfetto. Cominciamo a credere che non ci sia davvero bisogno di cambiare la formula di The Mandalorian, ma solo di perfezionarla, e finora non ci sentiamo per niente delusi.

PRO

  • Grogu e Bo-Katan Kryze rubano la scena al protagonista
  • Tantissime informazioni su Mandalore e la sua storia

CONTRO

  • Il cammeo di R5-D4 è un po' sacrificato