Tails of Iron, la recensione dell'actionvania dei topi

La recensione di Tails of Iron ci parla di topi, rane, medioevo e tanti combattimenti in un interessante metroidvania a due dimensioni

RECENSIONE di Marco Perri   —   20/09/2021
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Sta per arrivare l'autunno e non c'è modo migliore di accogliervi nella stagione delle castagne di una bella storia di topi coraggiosi che lottano tra foglie cadenti, antiche cripte e piogge scroscianti. Dopo una decina di ore consumate in appena due giorni - tale è stata la foga ludica - scriviamo queste righe col cuore di chi vi sta chiedendo di lasciar perdere per un attimo le passeggere mode o tendenze e vi chiede, semplicemente, di focalizzarvi su un aspetto chiave del gaming: quando il single player funziona, non ce n'è per nessuno. Possiamo aprire mille dibattiti su gusti ludici, priorità e stili di vita, ma diamine, quando tre ragazzi di Manchester come seconda opera tirano un action adventure a due dimensioni con tinte metroidvania e un combat system di primo livello, immerso in un'ambientazione ben confezionata e affascinante, allora c'è ancora tanta speranza per il gaming della passione.

Bravi, Odd-Bug Studio, plausi a voi perché nella storia del principe topo Redgi avete inserito sì, tanti richiami al passato e al presente, ovvio, ma la densità e la credibilità di quanto avete disegnato a mano nelle doppie, triple, a volte quadruple parallassi trasmette così tanta struttura al mondo di gioco che in un attimo ci si sente parte di esso. Sarà la cura che traspare da ogni centimetro di background o il violino che si aggiunge alla colonna sonora quando ci avviciniamo al bardo del villaggio, ma l'ambiente funziona, avvolge con i suoi dettagli e la voglia di raccontare un piccolo mondo fantasy sconvolto da una guerra tra razze del suolo.

Seguiteci nella recensione di Tails of Iron perché questa è una storia di brutalità, sangue e vendetta che merita di essere vissuta appieno.

Vendetta contro le rane

In Tails of Iron, le rane saranno le nemiche prescelte del principe Redgi.
In Tails of Iron, le rane saranno le nemiche prescelte del principe Redgi.

Rane contro topi, un leitmotiv che non sconvolge data la recente esplosione di giochi con protagonisti dalle fattezze antropomorfe, ma che in Tails of Iron cattura sin dai primi istanti. Gli attimi in cui Redgi, uno dei figli del re dei topi, muove i nostri primi passi nel mondo di gioco sono capaci di raccontare che dietro bei fondali realizzati a mano c'è un'aria pulsante di vita a corte, è credibile, realistica. Il piccolo topo tutore che ci aspetta, la faccendiera, lo spazzino, il mercenario sullo sfondo che fa saltare in aria una moneta, il falegname che si muove per riparare pezzi rotti: grazie alla cura del singolo elemento nella quotidianità di quello specifico universo, Tails of Iron ha il pregio di farvi respirare l'ambientazione nella sua progressione.

Non è segreto che la quest di Redgi sia vendicarsi delle malefiche rane, che in una delle loro sortite irrompono a palazzo e si prendono tutto, anche la vita del re: in questo viaggio di ricostruzione e liberazione dall'occupazione nemica, il nostro topo si avventura in quest di paese, a stretto contatto con i suoi sudditi che pezzo dopo pezzo ci faranno ricostruire il regno.

Seppur condito da un avanzamento abbastanza lineare - e in questo senso, poco metroidvania - il percorso di Redgi innesca dei meccanismi artistici che abbiamo apprezzato molto. Prima un mulino, poi un villaggio, poi il castello e via così: ogni tassello della quest si porta dietro un'evoluzione stilistica nell'ambientazione, la quale regala un senso di appagamento e piacevolezza assolutamente non banali, il tutto accompagnato da musica medievale di ottima fattura.

Dicevamo, la linearità: si, Tails of Iron è di base un gioco lineare, in cui storia e gameplay fanno da padroni, con giusto nel finale una spizzicata di backtracking. Ci è andata bene così: per quanto ci saremmo aspettati un po' più di sale nella ricetta, l'avanzata topesca ci ha permesso di godere di questo viaggio senza mai rifiatare particolarmente, a testa bassa verso i nostri obiettivi e poco importa se la mappa non sia enorme o ludicamente variegata, Tails of Iron è un racconto e come tale non vi fa "perdere" tempo a girovagare più di tanto. Sapete cosa dovete fare, la mappa vi dice dove, lo fate e si va avanti a rigenerare il regno: in fondo, la struttura è meno complessa del previsto, ma anche questa essenza quasi primordiale diventa un ottimo ingrediente se unito al vero fulcro di Tails of Iron, ovvero il suo ottimo sistema di combattimento.

Parate, schivate e tanto contrattacco

Il sistema di combattimento di Tails of Iron è divertene e appagante
Il sistema di combattimento di Tails of Iron è divertene e appagante

In Tails of Iron c'è una scelta di gameplay, molto apprezzabile, che sentiamo il dovere di condividere: i mob che riappaiono sono pochissimi. Intendiamo i nemici ricorsivi, quelli che compaiono a ogni passaggio. È una scelta che ha senso, una decisione di ambientazione molto intelligente: se passiamo ore a liberare le terre dai cattivi, perché dovrebbero ricomparire? Non ci sono loop, non ci sono falò: il mondo di gioco si evolve in base al nostro avanzamento e dove prima c'era distruzione e fuoco, tolti di mezzo i nemici, il popolo ha ripreso in mano il tutto e ha riparato le costruzioni, tornando a viverci. Se la postazione dei ranger era invasa, allontanato l'invasore, gli abitanti dei boschi sono tornati a fare le loro mansioni, risultando in un ambiente quasi rilassato in cui girare. Da questo punto di vista, il gioco riprende abbastanza da Hollow Knight, sia per l'utilizzo delle panchine sia per l'aver relegato alla parte sottoterra buona parte delle aree pericolose. Ma in Tails of Iron l'avanzamento è equilibrato con il combattimento, vero fiore all'occhiello della produzione.

Grazie a una riuscita sequenza di schivate, parate e contrattacchi, combattere è divertente e appagante. Sia nei dialoghi a versi, sia nelle animazioni dei nemici, Tails of Iron utilizza della semplice terminologia visiva per indicare cosa accadrà da lì a poco: con il rosso si schiva, con il giallo si para e contrattacca, con il tondo arriva un attacco dall'alto. Tutto il resto sta ai nostri riflessi, alla doppia schivata, alla gittata delle armi e alla pesantezza dell'equipaggiamento che sceglieremo. Come nei souls, il peso influenza l'agilità, mentre le armi a disposizione sono un mix di spade, asce e lance a una o due mani, armi a distanza e relativi elmi, armature e scudi dal peso e caratteristiche variabili nella resistenza alle varie tipologie di nemici. Tails of Iron non è un gioco difficile, ma non va sottovalutato: dovrete prendere per forza mano col sistema di combattimento, altrimenti non andrete avanti. Ci sono alcuni scontri più tostarelli, ma nulla di incredibile e appena entrerete nella logica del sistema, sarà appagante andare in giro a sconfiggere nemici.

Chiudiamo con l'unica nota un po' dolente: l'esplorazione. Per carità, tutto bello e ben raccontato da Doug Cockle - la voce di Geralt - che crea tanta atmosfera, ma Tails of Iron non è un gioco grosso. Le aree non toccate dalla quest principale sono pochissime e abbastanza veloci da completare, così come le quest extra, le finirete in un'ora a dir tanto. Il backtracking è pochissimo e l'ambizione generale è naturalmente relegata a una piccola produzione indipendente, appassionata ma umile. È un gran peccato: avendo incastrato tutto al posto giusto, sarebbe stato bellissimo perdersi nei meandri del regno, esplorare, scoprire e amplificare la portata dell'ambientazione, invece c'è veramente poco di extra e quello che c'è non è nemmeno così appagante in termini di qualità della ricompensa. È evidente che il gioco vuol dare il meglio di sé nella corsa a perdifiato che si compie dall'inizio alla fine, rapiti dalle sue indubbie qualità, ma giocatori un minimo esperti si mangeranno questo titolo in massimo dieci ore, facendo più o meno tutto e ritrovandosi un po' con l'amaro in bocca per tutto quello che si sarebbe potuto esprimere e che invece, speriamo, troverà completamento in un secondo episodio.

Commento

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo 24,90 €
Multiplayer.it

8.2

Lettori (10)

8.3

Il tuo voto

Seppur non particolarmente lungo, Tails of Iron accompagna il giocatore in un viaggio sulla chiara ispirazione de "La guardia dei Topi", a cavallo tra medioevo fantasy e razze antropomorfe di indubbio fascino. Grazie a un sistema di combattimento ben congegnato, alle belle illustrazioni realizzate a mano e a un cast di personaggi ideale - nonché un doppiatore d'eccellenza - l'atmosfera che si respira in Tails of Iron è convincente e credibile. Purtroppo, terminata la storia non c'è molto da fare e vi accorgerete che, alla fine, la mappa non è grande e di backtracking ce ne è poco. Però, ciò che abbiamo vissuto per scrivere questa recensione ci ha perfettamente ripagati del tempo speso per vedere i titoli di coda e vi consigliamo di fare altrettanto.

PRO

  • Ottima atmosfera
  • Il sistema di combattimento funziona bene
  • Colonna sonora e doppiaggio
CONTRO
  • Finita la storia, la mappa si conclude molto velocemente
  • La parte extra non è particolarmente appagante