The Bradwell Conspiracy, la recensione 4

Esploriamo i misteri e le ambizioni di The Bradwell Conspiracy nella recensione su iOS

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   22/10/2019

Si può dire che il genere delle avventure narrative abbia ormai raggiunto la sua completa maturazione, trovando nelle varie interpretazioni del walking simulator alcune delle massime espressioni possibili per questo mezzo di comunicazione, ma gli spazi per sperimentare nuove soluzioni in termini di gameplay e racconto si stanno facendo inevitabilmente sempre più stretti, motivo per il quale ci poniamo con le migliori intenzioni di fronte a questa recensione di The Bradwell Conspiracy. Il solo fatto di provare a impostare l'intera comunicazione su una soluzione originale è da accogliere a braccia aperte, e questo gioco di A Brave Plan (nomen omen) prova effettivamente a fare qualcosa di nuovo in maniera coraggiosa, sia in termini narrativi con il suo continuo dialogo asimmetrico, sia per quanto riguarda il gameplay con la trovata della pistola che materializza gli oggetti, di fatto configurandosi come un vero e proprio puzzle con struttura narrativa. Ne viene fuori uno strano misto tra i ritmi e il racconto dialogato di Firewatch e un riferimento abbastanza chiaro ai meccanismi puzzle di Portal, anche se in questo caso si ha a che fare con enigmi molto meno rigorosi dal punto di vista logico.


Durante una presentazione al pubblico organizzata dalla Bradwell Electronics presso lo Stonhenge Museum, un misterioso incidente sconvolge i laboratori della compagnia, che si estendono nella profondità della terra proprio sotto l'antico sito archeologico britannico. Dopo un'evacuazione d'emergenza le uniche persone che sembrano rimaste all'interno della struttura sono il protagonista e una ragazza chiamata Amber, che si trova però sempre fuori portata e che per la maggior parte del gioco sarà una sorta di voce guida e compagna costante del nostro peregrinare tra le aree semi-distrutte della Bradwell Electronics, mentre cerchiamo il modo di uscire dalla struttura e scopriamo progressivamente gli oscuri misteri che serpeggiano tra i laboratori di un'insospettabile compagnia da sempre concentrata sul benessere comune e sulla ricerca scientifica sostenibile, almeno come facciata.


Il personaggio principale, che interpretiamo con inquadratura in soggettiva, non può parlare a causa dei danni alle corde vocali ricevuti per l'inalazione del fumo, per cui si determina lo strano rapporto comunicativo asimmetrico con Amber, che di fatto caratterizza un po' tutta la narrazione del gioco: essendo equipaggiato di un paio di occhiali a realtà aumentata in grado di scattare foto, il protagonista può comunicare con la ragazza inviato delle foto, che lei commenta in maniera più sensata possibile, eventualmente fornendo indicazioni su cosa fare. Questo rappresenta un elemento molto originale perché consente di guidare parzialmente la narrazione indirizzando il dialogo in base ai soggetti che inquadriamo con la fotocamera, sebbene ci siano delle limitazioni tecniche a questo sistema: Amber non può ovviamente commentare in maniera coerente tutte le foto che le inviamo, per cui in molti casi si limiterà a dare risposte vaghe o dimostrandosi anche innervosita, cosa che spezza un po' l'illusione di una conversazione realistica, inoltre è spesso necessario effettuare degli scatti molto precisi ai soggetti sensibili per far proseguire il discorso e sbloccare il gioco, cosa che a volte richiede più tentativi e può creare confusione nella mente del giocatore.

Puzzle e racconto

Oltre al particolare sistema di comunicazione attraverso le foto, l'altro elemento caratterizzante di The Bradwell Conspiracy è lo strumento che dopo qualche minuto di gioco ci verrà affidato: creazione più recente e avanzata dei laboratori Bradwell, la "pistola materializzatrice" è in grado di creare oggetti alla bisogna per gli usi più disparati. La compagnia è riuscita a modellare una sorta di stampante 3D super-efficiente in forma di comoda pistola, che consente con facilità di scansionare oggetti, mantenerli in memoria e poi ricostruirli precisamente a partire dal misterioso materiale base. Questo ovviamente apre la porta a una meccanica puzzle molto particolare, che richiede lo spostamento e costruzione di oggetti vari per risolvere enigmi e aprire nuove strade e passaggi. In linea di massima si tratta di puzzle ambientali piuttosto semplici, basati sulla necessità di creare ponti o punti d'appoggio o incastrare oggetti con altri, ma in certi casi si assiste anche ad elaborazioni piuttosto complesse e intelligenti del concetto base, anche se queste si trovano soprattutto verso la fine del gioco e risultano in definitiva poche, immerse in un livello generale di sfida abbastanza basso.


Ci sono in effetti degli inconvenienti logici nella meccanica puzzle proposta da The Bradwell Conspiracy: al di là dell'assenza, nella maggior parte dei casi, di implicazioni fisiche nelle nostre costruzioni (spiegabile magari con le particolari qualità del materiale utilizzato dalla pistola), notiamo come la scelta degli oggetti da riprodurre sia fortemente indirizzata dalla struttura dei puzzle, limitando dunque le possibili scelte creative, oltre a far emergere alcune incongruenze come il fatto di dover costruire passaggi per raggiungere luoghi che sarebbero perfettamente accessibili, se solo nel gioco esistesse un tasto per saltare. In generale, a fronte di un concetto molto estroso e stimolante, gli enigmi rimangono nella maggior parte dei casi piuttosto terra-terra e questo è un peccato.


Questi elementi fantasiosi vengono ben calati in un contesto fondamentalmente realistico grazie al tono adottato da A Brave Plan per mettere in scena il gioco: c'è un costante umorismo di fondo che descrive gli eventi in maniera ironica, grazie ai commenti di Amber e alle continue intromissioni dell'intelligenza artificiale contenuta negli occhiali AR, che stempera l'atmosfera e delinea una visione sarcastica della ricerca scientifica spinta all'estremo, facendo emergere i contorni più inquietanti della cospirazione in maniera leggera e intelligente, ma anche sempre più netta col progredire del gioco. Anche in questo caso l'ispirazione a Portal è piuttosto evidente, ma la scrittura su cui si basa The Bradwell Conspiracy è davvero di alto profilo, soprattutto per quanto riguarda la qualità dei dialoghi, ed è probabilmente il vero punto di forza dell'intera produzione (l'ottimo parlato è in inglese, supportato da buoni sottotitoli in italiano). La durata del gioco è scarsa, richiedendo circa tre ore per essere completato, ma questo va a vantaggio di una notevole compattezza dell'esperienza, mantenendo un buon ritmo per la particolare modalità narrativa scelta.


Sul fronte tecnico, la versione iOS soffre di qualche problema di troppo: testato su un iPad di sesta generazione, il gioco dimostra alcuni cali di frame-rate ma soprattutto una riduzione della risoluzione, rispetto almeno alla versione PC, che in certi casi rende confusi i contorni degli elementi sullo schermo, facendo emergere anche un aliasing molto evidente. I controlli via touch rallentano molto l'azione, soprattutto per quanto riguarda lo spostamento dello sguardo che anche a sensibilità massima resta poco reattivo, problema parzialmente mitigato dall'utilizzo di un controller.

Versione testata
iPad
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop, App Store
Multiplayer.it

6.7

Lettori (2)

8.6

Il tuo voto

È molto facile voler bene a questo gioco così come risulta difficile passare sopra ai suoi evidenti difetti. L'ambientazione, i personaggi e i testi ci catturano subito nei curiosi misteri di The Bradwell Conspiracy, ma è indubbio che la parte più propriamente ludica, quella che riguarda i puzzle, non riesca a sviluppare a dovere l'idea di partenza sulla materializzazione di oggetti, che pure sarebbe ottima. La meccanica asimmetrica della comunicazione con Amber resta forse l'elemento caratterizzante e innovativo più riuscito del progetto, ben supportato dall'ottima sceneggiatura che può tranquillamente bastare a catturare l'attenzione fino alla fine dell'avventura, corta ma ben coesa. La versione iOS, purtroppo, risulta fin troppo ridimensionata in termini tecnici, dunque non è decisamente la veste migliore in cui è consigliabile provarla sebbene la sua presenza su Apple Arcade la renda in effetti facilmente accessibile.

PRO

  • Storia interessante e ben raccontata
  • La comunicazione asimmetrica con la co-protagonista è un'ottima idea
  • Notevole il concetto dei puzzle basati sulla pistola materializzante

CONTRO

  • Gli enigmi in linea di massima non risultano molto stimolanti
  • Decisamente corto (ma coeso con la narrazione)
  • La versione iOS è tecnicamente azzoppata