Il panorama Android è ormai un campo di battaglia spietato. La corsa ai megapixel è finita, sostituita da quella per l'intelligenza artificiale generativa e per l'efficienza energetica estrema. E così, oggi, chi spende cifre da capogiro per un dispositivo "Pro" non vuole solo velocità: vuole un'autonomia che superi la giornata senza ansie, una dissipazione del calore che non trasformi il telefono in una stufa e un software che non sia solo bello da vedere, ma anche intelligente nel gestire le risorse.
In questo scenario dove in occidente dominano i soliti noti, che affinano prodotti anno dopo anno sempre più simili, Vivo continua la sua strada parallela. La serie X si è costruita negli anni la reputazione di "macchina fotografica con funzioni telefoniche", dove qualche mancanza lato software (e l'autonomia non sempre da record) viene perdonata grazie alle ottime lenti Zeiss. Il nuovo modello top di gamma sarà quindi un altro smartphone di compromesso? Oppure Vivo stavolta ha fatto centro? Scopriamolo nella nostra recensione del Vivo X300 Pro.
Caratteristiche tecniche del Vivo X300 Pro
Scheda tecnica alla mano, il Vivo X300 Pro è un flagship sotto tutti i punti di vista. A dominare il frontale troviamo un pannello AMOLED piatto da 6,78 pollici di altissimo profilo: tecnologia LTPO 1-120Hz, risoluzione 2800 x 1260 e una luminosità di picco che tocca i 4500 nit, supportata da standard come Dolby Vision e HDR10+.
Sotto la scocca batte il nuovo MediaTek Dimensity 9500 a 3nm, affiancato dalla GPU Arm Mali-G1 Ultra e da 16 GB di RAM LPDDR5X, una combinazione che promette di gestire senza affanni anche i carichi più pesanti, supportata da 512 GB di storage UFS 4.1.
Il comparto fotografico è chiaramente il protagonista: il modulo posteriore ospita una principale Sony da 50MP, una grandangolare Samsung da 50 MP con autofocus e l'impressionante teleobiettivo periscopico da 200 MP. Anche i selfie fanno un salto di qualità con un sensore da 50 MP dotato di autofocus. Lato video i sensori posteriori tutti stabilizzati e dotati di AF; teleobiettivo e camera principale, poi, arrivano a registrare in 4K a 120 FPS.
Chiude il cerchio una dotazione completa che include Wi-Fi 7, sensore d'impronte ultrasonico 3D e una resistenza certificata IP68 e IP69. Tutto questo è alimentato da una batteria al silicio-carbonio da 5440 mAh, che supporta la ricarica rapida a 90W (cablata) e 40W (wireless).
Il Vivo X300 Pro è disponibile in Europa nelle colorazioni Dune Brown e Phantom Black, senza varianti nei taglia di memoria: il prezzo consigliato è di 1.400€, mentre il modello base costa 300€ in meno.
Scheda tecnica Vivo X300 Pro
- Dimensioni: 161,98 x 75,48 x 7,99 mm
- Peso: 226 grammi
- Display:
- Tipo: AMOLED piatto da 6,78 pollici
- Risoluzione: 2800 x 1260 (20:9, 452 PPI)
- Refresh rate: 1-120Hz LTPO
- Luminosità di picco: fino a 4500 nit
- Altre Caratteristiche: Dolby Vision, HDR10+, HDR Vivid, 2160Hz PWM Dimming
- SoC: MediaTek Dimensity 9500 (3 nm)
- GPU: Arm Mali-G1 Ultra
- RAM: 16 GB LPDDR5X
- Storage: UFS 4.1 512GB
- Fotocamere posteriori:
- Principale: 50MP Sony LYT-828 con OIS
- Grandangolare: 50MP Samsung JN1 (autofocus)
- Teleobiettivo periscopico: 200MP Samsung HPB con OIS
- Video: supporto fino a 4K @120fps (main e teleobiettivo)
- Fotocamera frontale:
- 50MP Samsung JN1 con autofocus
- Connettività Wi-Fi: Wi-Fi 7
- Bluetooth: Bluetooth 6.0
- Sensori: Sensore impronta 3D Ultrasonic; NFC; GPS (L1+L5) e altri sensori standard
- Resistenza agli elementi: Certificazione IP68 & IP69
- Colori: Dune Brown e Phantom Black
- Batteria:
- Capacità: 5440 mAh (silicon-carbon)
- Ricarica cablata: 90W FlashCharge
- Ricarica wireless: 40W
- Ricarica inversa: sì
- Prezzo:
- 16 GB RAM + 512 GB Storage | 1399 €
Design
Il Vivo X300 Pro sceglie un approccio estetico che privilegia la sostanza, combinando superfici in vetro e un solido telaio in alluminio. Sebbene il peso si faccia sentire in mano, il profilo laterale stupisce per quanto risulta sottile, soprattutto considerando la buona capacità della batteria integrata.
Il fronte ospita un display AMOLED piatto, che abbandona le curvature del passato a favore di una maggiore praticità. Le cornici sono ridotte al minimo e offrono un'immersione visiva quasi totale, interrotta solo dal foro centrale che ospita la fotocamera anteriore. La scelta del pannello flat migliora l'ergonomia generale, riducendo i tocchi involontari e facilitando l'applicazione di protezioni.
Sul retro, il design è dominato dall'imponente modulo fotografico circolare: a differenza di soluzioni più minimaliste, qui il blocco camere rivendica la sua presenza con una sporgenza evidente. È una scelta obbligata per ospitare l'ottica periscopica e i sensori di grandi dimensioni, ma la sua presenza rende il tutto un po' sbilanciato. Il frame laterale in metallo accoglie i tasti fisici per volume e accensione sul lato destro e un tasto personalizzabile su quello sinistro; il bordo inferiore ospita la porta USB-C, il carrellino per doppia SIM fisica e lo speaker principale. Chiude il quadro una costruzione certificata per resistere non solo alle immersioni, ma anche ai getti d'acqua ad alta pressione, garantendo una durabilità superiore alla media.
Display
Il pannello del Vivo X300 Pro, come detto, è un AMOLED piatto da 6,78 pollici con risoluzione 2800 x 1260 pixel (453 ppi) e rapporto d'aspetto 20:9. Il dispositivo integra la tecnologia LTPO che permette una frequenza di aggiornamento variabile da 1 a 120 Hz, adattando dinamicamente il refresh rate in base al contenuto visualizzato per ottimizzare l'efficienza energetica senza sacrificare la fluidità.
La luminosità di picco raggiunge l'impressionante valore di 4.500 nit, un dato che lo posiziona ai vertici della categoria e assicura una leggibilità perfetta anche sotto la luce diretta del sole. Particolare attenzione è stata riservata al comfort visivo, grazie a un PWM dimming ad alta frequenza di 2160 Hz che interviene per ridurre l'affaticamento degli occhi e lo sfarfallio visibile quando si utilizza lo smartphone in ambienti scarsamente illuminati. Presente anche un'opzione anti-cinetosi: selezionando gli indicatori di movimento veicolo, il sistema adatta la visualizzazione per mitigare il senso di nausea. A differenza di altri modelli Android, Vivo rileva il movimento anche in automatico, attivando la modalità quando necessaria proprio come con gli iPhone.
La compatibilità con gli standard Dolby Vision, HDR10+ e HDR Vivid garantisce una riproduzione dei contenuti ad alta gamma dinamica di altissimo livello, con una resa cromatica accurata e contrasti profondi. La scelta di abbandonare le curvature a favore di una superficie completamente piatta, unita a cornici estremamente ridotte, migliora l'esperienza d'uso pratica: si eliminano i riflessi indesiderati ai bordi e si massimizza l'area utile, rendendo il pannello ideale sia per la fruizione multimediale che per il gaming.
Fotocamere
Il comparto fotografico del Vivo X300 Pro punta su un'ottimizzazione più intelligente, oltre che su lenti e sensori di altissimo livello. Il modulo principale è affidato al nuovo Sony LYT-828 da 50MP: pur essendo fisicamente un po' più compatto rispetto ai sensori da un pollice di precedente generazione, offre una gamma dinamica e una gestione del rumore notturna persino superiori, grazie a una nuova architettura dei fotodiodi.
La resa cromatica, co-ingegnerizzata con Zeiss, mantiene quel look naturale e contrastato che è diventato un marchio di fabbrica, specialmente nella modalità di scatto "Zeiss Natural".
Il vero salto in avanti, tuttavia, si registra sul fronte dello zoom. Il teleobiettivo periscopico adotta un sensore Samsung da ben 200 MP che, grazie alla struttura a lenti flottanti, permette non solo di catturare soggetti distanti con una nitidezza sorprendente, ma funge anche da eccellente macro teleobiettivo. La risoluzione elevata consente di effettuare crop digitali senza perdita apparente di qualità fino a 10x o 20x, rendendo questo sensore incredibilmente versatile sia per la ritrattistica che per la fotografia di architettura.
Completa la dotazione una grandangolare da 50 MP con autofocus, finalmente allineata per qualità agli altri due sensori.
La selfie camera infine, è anch'essa da 50MP, ha l'auto focus e gestisce molto bene anche l'effetto bokeh.
Lato video, il supporto al 4K a 120 FPS su teleobiettivo e sensore principale chiude il cerchio di un sistema multimediale molto completo, dove ogni elemento funziona bene, incluso il miglioramento tramite IA in condizioni di luce complesse.
L'esperienza di scatto cambia radicalmente abbinando il Photography Kit opzionale: il teleobiettivo ZEISS esterno con attacco dedicato porta la lunghezza focale equivalente oltre i 200 mm, con zoom estremi e un bokeh estremamente naturale; il camera grip con pulsante di scatto fisico, leva zoom e batteria integrata poi, rende tutto più semplice da utilizzare. Il pulsante di scatto a doppia corsa restituisce un feedback da macchina fotografica tradizionale, fondamentale per bloccare la messa a fuoco in situazioni concitate.
Nelle nostre prove, il kit si è rivelato decisivo proprio nell'uso del teleobiettivo: la stabilità extra fornita dall'impugnatura permette di sfruttare tempi di scatto più lenti anche a forti ingrandimenti, riducendo il micromosso e massimizzando i dettagli catturati dall'algoritmo di fusione.
Il prezzo di questo extra, bello ma non sempre semplice da usare, è però piuttosto elevato: parliamo di ben 350€ per la lente con cover dedicate, a cui si deve aggiungere il costo del kit grip con power bank, che costa 180€. Siamo oltre i 500€ complessivi a fronte di uno smartphone che, già di suo, non è particolarmente economico.
Batteria
La batteria del Vivo X300 Pro è un'unità al silicio-carbonio da 5.440 mAh, una scelta ingegneristica cruciale che ha permesso di condensare un'enorme capacità in uno spessore ridotto. Nell'utilizzo misto quotidiano - fatto di social, messaggistica, email e navigazione web - questa batteria si comporta in modo ineccepibile, mascherando perfettamente i consumi del sistema e portando a sera con un margine di sicurezza che permette spesso di dimenticare il caricabatterie.
L'autonomia svela però una doppia anima quando si chiede al Dimensity 9500 di sprigionare tutta la sua potenza bruta. Il consumo energetico cambia passo e diventa decisamente più aggressivo in due scenari specifici: durante le sessioni di gaming ad alto frame rate, dove la richiesta della GPU si impenna generando anche un sensibile calore, e soprattutto durante l'uso intensivo della fotocamera. La registrazione di video in 4K o l'uso prolungato degli algoritmi di zoom mettono sotto torchio il processore d'immagine (ISP), trasformando quella che sembrava un'autonomia infinita in una riserva che cala a vista d'occhio.
In questi frangenti di massimo stress, la batteria maggiorata non fa miracoli ma funge da "ammortizzatore" appena sufficiente a coprire la fame di energia dell'hardware: qualche mAh in più sarebbe stato probabilmente decisivo. A bilanciare la situazione interviene comunque il sistema FlashCharge a 90W, che pur non essendo il più veloce in assoluto, con il giusto alimentatore permette di recuperare circa il 50% di carica in una ventina di minuti, un tempo sufficiente per ripartire dopo una sessione impegnativa. Completa il quadro la ricarica wireless a 40W, comoda per i rabbocchi durante la giornata, e la ricarica inversa, utile per cuffiette e altri gadget.
Videogiochi e prestazioni
Il Vivo X300 Pro non è solo un top di gamma, ma un vero e proprio manifesto di forza bruta. I benchmark dipingono un quadro impressionante: il processore MediaTek Dimensity 9500 ha fatto registrare su Geekbench punteggi di 3.237 in single-core e ben 9.428 in multi-core. Si tratta di valori che lo pongono al vertice della categoria, superando molti concorrenti diretti e garantendo un'assoluta reattività del sistema. Confermiamo però che l'ultimo SoC Mediatek è allergico al test della CPU con Geekbench AI: proprio come accaduto nella recensione dell'OPPO Find X9 Pro, infatti, il test si blocca immancabilmente a pochi punti percentuali dal traguardo. A confermare questa potenza tecnica c'è il punteggio AnTuTu, che sfonda agevolmente il muro dei 3 milioni, certificando un hardware privo di colli di bottiglia.
Il comparto grafico non è da meno e si conferma un punto di riferimento. I test di 3DMark raccontano di una GPU capace di gestire qualsiasi carico di lavoro: nel benchmark Wild Life Extreme il dispositivo tocca i 7.430 punti di media, mentre nel test Solar Bay standard il risultato rimane intorno ai 14.000 punti, certificando un'ottima gestione anche del ray tracing. Titoli esigenti come Genshin Impact o Call of Duty Warzone girano inchiodati ai massimi frame rate possibili, con una fluidità che raramente abbiamo riscontrato altrove. Tuttavia, come ogni motore ad alte prestazioni, anche questo chiede il suo tributo in termini di calore. Gli stress test evidenziano che per mantenere questi ritmi vertiginosi il sistema di dissipazione è costretto agli straordinari e questo comportamento innesca due fenomeni inevitabili. Il primo è il thermal throttling: per evitare il surriscaldamento critico, il sistema è costretto presto a tagliare le frequenze (comportamento, questo, che si nota anche quando si tiene il profilo batteria bilanciato e la carica residua scende sotto il 30%). Il secondo è il consumo anomalo della batteria di cui abbiamo già parlato: quando la GPU e la CPU lavorano al 100%, l'efficienza energetica crolla drasticamente rispetto all'uso standard, rendendo il dispositivo estremamente energivoro nelle sessioni di gioco.
La gestione del calore è comunque ottima: il calo delle prestazioni nei test è marcato ma rimane su livelli buoni, mentre il dispositivo si scalda un po', ma senza mai diventare fastidioso da impugnare.
Esperienza d’uso
Nell'uso di tutti i giorni, il Vivo X300 Pro restituisce una sensazione di fluidità che nulla ha da invidiare agli Android con chip Snapdragon. La combinazione tra MediaTek Dimensity 9500 e memorie veloci azzera di fatto i tempi di caricamento: il passaggio tra le applicazioni è istantaneo e le animazioni di sistema scorrono a 120 Hz senza mai perdere un fotogramma, offrendo quella reattività immediata che ci si aspetta da un vero top di gamma.
L'interfaccia, con la versione 6 di OriginOS basata su Android 16, mantiene una buona ricchezza di personalizzazioni senza essere invadente: il software si dimostra maturo e ricco di spunti intelligenti per il display, per le icone, i font, le animazioni, ma anche per app di sistema come la sveglia. La barra laterale che permette di avviare rapidamente applicazioni anche in finestra, con una gesture dedicata che permette di aprire un'app in finestra quando si trascina una notifica verso il basso.
Le funzioni IA sono quelle base: aiutano nella trascrizione e nelle traduzioni, senza però invadere l'esperienza con automatismi eccessivi, lasciando all'utente il controllo finale. Lato produttività, Vivo ha lavorato bene sull'immediatezza e sull'integrazione, anche con sistemi Mac. Molto comoda poi, la gestione del multitasking tramite la barra superiore: basta trascinare un file o un contenuto verso l'alto per condividerlo al volo o spostarlo in un'altra app, un gesto che diventa presto naturale.
Il comparto telefonico sfrutta microSIM fisiche ed eSIM senza incertezze: la ricezione è stabile, il suono chiaro e potente, con un feedback aptico di alto livello in tutte le situazioni. Chiude il quadro un supporto software accettabile per la fascia di prezzo: Vivo garantisce 5 anni di aggiornamenti del sistema operativo e 7 anni di patch di sicurezza.
Conclusioni
Multiplayer.it
8.0
Il Vivo X300 Pro è un manifesto di potenza bruta proposto a 1.400€, un dispositivo che corregge i difetti del passato abbracciando uno schermo piatto e un design sorprendentemente sottile nonostante il gigantesco oblò sul posteriore. Se nell'uso quotidiano è un compagno instancabile, la sua vera natura emerge sotto stress: il Dimensity 9500 offre prestazioni grafiche da primato e il teleobiettivo da 200 MP ridefinisce la fotografia mobile, ma il prezzo da pagare sono temperature elevate e consumi voraci quando si spinge sull'acceleratore. Non è lo smartphone equilibrato per tutti, ma è lo strumento definitivo per chi cerca il massimo in ambito multimediale e creativo, accettando di dover gestire un "motore" che scalda e beve quando corre.
PRO
- Il teleobiettivo è un nuovo riferimento per qualità dello zoom, macro e ritratti
- Display luminoso
- Prestazioni grafiche importanti
- OriginOS 6 è fluido e ricco di personalizzazioni
- Ricarica veloce
CONTRO
- Taglio delle prestazioni evidente sotto stress
- Energivoro per fotografia e gaming
- Batteria di taglio inferiore ai competitor
- Prezzo alto