Warcraft 3: Reforged, la recensione 206

La recensione di Warcraft 3: Reforged: è valsa la pena attendere per questa nuova edizione del gioco strategico di Blizzard o era meglio vivere di ricordi?

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   31/01/2020

Indice

Questa recensione di Warcraft 3: Reforged è amara come la consapevolezza che a un'automobile puoi continuare a lucidare la carrozzeria quanto vuoi, ma se il motore è morto non andrà da nessuna parte. Warcraft 3 (2002) è stato un titolo importantissimo per la storia dei videogiochi, uno di quelli che hanno lasciato davvero il segno. Se oggi abbiamo League of Legends e DoTA 2, lo dobbiamo a Warcraft 3. Se vogliamo anche gli auto battler vengono da lì, nonostante la parentela sia più lontana.

Inoltre, la prima versione di World of Warcraft sfruttava buona parte del retroterra concepito proprio per Warcraft 3, espandendolo certo, ma senza stravolgerlo. Erano anni quelli in cui il nome Blizzard Entertainment significava qualcosa e scaldava il cuore dei videogiocatori: ogni suo titolo veniva atteso come il messia, perché ogni lancio era semplicemente perfetto. In fondo era lo studio dei Diablo, dei primi due Warcraft e di Starcraft, cioè uno dei pochi a non aver mai sbagliato un colpo. I suoi giochi erano venerati da comunità sempre più ampie e, nonostante la scarsa originalità (Diablo a parte), finivano sempre per dettare il passo all'industria, vuoi per le altissime vendite e vuoi perché esisteva poco altro che potesse vantare lo stesso livello di rifinitura.

Gameplay

Spendiamo due parole sul gameplay per quelle anime prave che non sapessero di cosa stiamo parlando. Warcraft 3: Reforged è un classico gioco strategico in tempo reale dalla forte componente narrativa, evoluzione della formula canonizzata da Westwood Studios con Dune 2 e magnificata dalla stessa software house con i Command & Conquer e da Blizzard stessa con Warcraft 1 e, soprattutto, 2.

La missione tipo di Warcraft 3: Reforged richiede di raccogliere risorse per costruire delle strutture che danno accesso a truppe e potenziamenti, in modo da poter partire dalla conquista dell'obiettivo principale, solitamente una base nemica o qualche boss particolarmente coriaceo. In realtà ci sono anche degli obiettivi secondari da raggiungere, come la raccolta di certi oggetti o la scoperta di certi luoghi, resi possibili dalla presenza degli eroi. Oltre a quelle standard, chiamiamole così, ci sono anche missioni di pura esplorazione, in cui si utilizzano le truppe che si trovano sul campo per proseguire, o altre in cui bisogna semplicemente resistere agli attacchi delle ondate nemiche per un certo periodo di tempo (avete presente la modalità orda?).

C'è da dire che la parte migliore di Warcraft 3: Reforged è che ciò che era Warcraft 3 funziona alla perfezione ancora oggi: le campagne sono equilibrate e hanno delle missioni progettate in modo egregio, alcune delle quali offrono inoltre delle sfide stimolati.

Difficile in tal senso trovare degli aspetti negativi a un titolo che è sempre stato citato, con pieno merito, come uno dei massimi esponenti del genere degli RTS. Il problema è che tutto ciò che c'è di bello in Warcraft 3: Reforged, ed è tanto, proviene da Warcraft 3. Sono le novità a lasciare a desiderare, per usare un eufemismo.

Rifacimento grafico

Warcraft 3: Reforged sembra l'edizione rimasterizzata di un gioco famoso curata da una software house cui non sono state date le giuste risorse per rendere merito all'originale. Non crediamo che sia questo il caso, visto che stiamo parlando di Blizzard, ma ci sono tutta una serie di aspetti del gioco che lasciano attoniti. Partiamo proprio dalla novità più pubblicizzata: il rinnovo completo della grafica.

Certo, i modelli 3D di Reforged sono sicuramente migliori di quelli originali, l'aspetto generale del gioco è molto più moderno e alcuni effetti, come quelli atmosferici o la simulazione dei fluidi, sono indubbiamente superiori. Non mancano però dei problemi, primo fra tutti la scelta di saturare all'eccesso la paletta dei colori, dando un sapore artefatto ad alcuni scenari, soprattutto quelli che teoricamente dovrebbero essere più cupi come i sotterranei. Inoltre alcuni elementi sono davvero... brutti. Ad esempio quegli alberi che sembrano usciti da una versione super deformed del Fantabosco chi li ha scelti? Ma non indugiamo oltre e proseguiamo.

La presenza di versioni maschili e femminili di alcuni eroi e di alcune creature, come gli zombi, i demon hunter e i death knight, aumenta leggermente la varietà visiva e consente una maggiore personalizzazione degli scontri, ma la sensazione generale è comunque quella di un lavoro incompiuto: se nel 2002 la grafica di Warcraft 3 era al top del genere degli RTS, nel 2020 quella di Warcraft 3: Reforged è appena passabile.

Che l'obiettivo dell'apertura alla personalizzazione sia quello di vendere inutili skin per gli anni a venire capitalizzando sull'amore dei fan per l'originale? Chissà cosa ce lo fa sospettare... Thrall vestito da Babbo Natale per qualche evento stagionale ameno in arrivo.

Inoltre, immensa bestemmia per Blizzard, il gioco ha dei vistosi cali di framerate nelle situazioni più affollate. Da notare che la versione del 2002 girava in modo immacolato sulle configurazioni medie della sua epoca, anche al massimo dettaglio. Ma che diavolo è successo? Ci manca l'aria a parlare male di Warcraft 3, anche perché non è ancora finita: delle promesse quattro ore di nuove sequenze filmate in computer grafica è rimasto davvero poco (un paio di scene). Certo, i filmati originali sono stati tutti renderizzati a 1080p (erano a 240p) e ora appaiono molto più belli, ma non è ciò che era stato annunciato. Come non era stato annunciato che l'interfaccia sarebbe rimasta praticamente invariata. Si era parlato di un rifacimento totale, ma Blizzard è tornato sui suoi passi e ha mantenuto praticamente tutto com'era (o quasi).

Nuovi contenuti, almeno? Non ce n'è traccia. In totale quindi abbiamo le campagne di Warcraft 3, quelle dell'espansione Frozen Throne e... basta.

I nuovi giocatori possono accontentarsi, visto che parliamo di decine di ore di gioco, ma per chi le ha finite più e più volte? Se le rigioca un'altra volta ancora per vedere i nuovi modelli 3D? E vogliamo parlare del multiplayer? Non si poteva aggiungere qualche mappa? La domanda sorge quindi spontanea: perché un giocatore di Warcraft 3 dovrebbe acquistare Reforged?

Altre caratteristiche mancanti

Un'altra grossa pecca di Warcraft 3: Reforged è la mancanza di alcune, troppe caratteristiche accessorie che molti davano per scontate, come i profili, la gestione dei clan, i tornei automatizzati e le campagne personalizzate. In realtà c'è anche dell'altro, come l'assenza delle ladder o alcune questioni legate a Battle.net, tipo l'assenza dei ritratti 3D animati. In alcuni casi si tratta di piccolezze, ma in altri sono caratteristiche che ormai i giocatori davano per assodate e che utilizzavano da anni nella versione classica del gioco, quindi saperle assenti non può che fare male. Sicuramente saranno aggiunte con i futuri aggiornamenti... perché?

Davvero Blizzard non può permettersi di riprendere un gioco di quasi vent'anni fa e riproporlo con tutte le sue caratteristiche, senza doverlo spezzettare in una miriade di patch? Non è una questione da poco, se ci pensate bene, anche perché come già detto non stiamo parlando di un titolo di secondo piano, ma di uno di quelli che ha fatto la storia dei videogiochi e che avrebbe meritato più rispetto invece di diventare oggetto di un'operazione rapace e, a conti fatti, insensata.

Digital Delivery
Battle.net
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori (36)

4.5

Il tuo voto

Warcraft 3: Reforged è una rimasterizzazione zoppa di un classico che, visti i risultati, sarebbe stato meglio lasciare com'era. Il solo remake grafico e la modifica di alcuni dettagli non giustificano l'intera operazione, soprattutto in virtù delle numerose mancanze che abbiamo segnalato nel corso della recensione, tra bug, tagli e assenza di nuovi contenuti. L'amara conclusione è che, grafica a parte, ci troviamo di fronte a un titolo paradossalmente peggiore di quello che tenta di svecchiare. A salvarlo da un votaccio è solo il fatto che il gioco in sé rimane il capolavoro che era, sia in single player, sia in multiplayer (quando si riesce a giocare senza problemi). Fa quasi male affrontare delle campagne così ben congegnate, formate da missioni progettate con tale cura, sapendo però che è mancato l'impegno per fare anche solo un singolo passo in avanti. Warcraft 3 e la sua comunità avrebbero meritato un po' di rispetto in più.

PRO

  • Le campagne single player sono ancora ottime e non si discutono
  • Le modalità online sono ancora ottime e non si discutono

CONTRO

  • Mancano molte caratteristiche accessorie del gioco originale
  • Mancano alcune delle novità promesse
  • Praticamente nessun nuovo contenuto
  • Rifacimento grafico discutibile