Windbound, la recensione

Un viaggio nella natura procedurale e nell'animo dell'uomo. Una navigatrice, la sua barca, i suoi timori e le mille insidie della sopravvivenza, alla ricerca delle risposte e della verità sul mondo di gioco. Accompagniamo la nostra protagonista nella recensione di Windbound.

RECENSIONE di Gianluca Scattarella —   05/09/2020
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Indice

La sopravvivenza

L'incipit di Windbound , protagonista di questa recensione, è abbastanza canonico per i titoli di sopravvivenza. La protagonista della storia che vivrete è Kara, una navigatrice che durante una tempesta viene scagliata fuori dalla sua imbarcazione. Risvegliata sola su di un'isola, senza traccia del suo clan, dovrà rapidamente adattarsi all'ambiente ostile per sopravvivere. Intorno a lei c'è solo natura e con il fidato coltello, che è l'unica arma e attrezzo utilizzabile dall'inizio del gioco, dovrete craftare materiali tra i quali bambù, legna e metalli per riuscire a resistere alle insidie che vi si prospetteranno. Sarete obbligati a cacciare per riuscire a continuare a vivere e resistere ai morsi della fame, nonché obbligati ad esplorare le bellissime ed evocative acque della grande mappa procedurale circolare circondata dalla tempesta. Tra paludi, deserti, foreste, scogli, correnti d'aria e creature selvagge, dovrete riuscire a sciogliere i nodi di un enigma ben più grande di voi, una storia che parla di creazione e cooperazione, di battaglie e di dei, che vi porterà a viaggiare non solo sulle acque ma anche dentro voi stessi, trovando nel profondo delle similitudini con la realtà di tutti i giorni, la motivazione per poter sorridere.

Il crafting e le scelte

Appena vi sveglierete sull'isola vi troverete spaesati, sappiatelo. Non c'è un vero e proprio tutorial, non ci sono indicatori a schermo che vi indicano cosa e come fare. Nulla. Sarete voi e la vostra intuizione, che sarà la vera compagna per tutti e 5 i giorni durante i quali si spalma il gioco. La prima cosa da capire è proprio questa: cosa fare. Il gioco di per sé non aiuta in questo senso come detto, quindi armati del vostro coltello dovrete esplorare l'isolotto sul quale vi siete svegliati per cercare di capire come riuscire ad avanzare. Proprio questo è il cuore di tutta l'esperienza di gioco, la personalizzazione e l'unicità dell'esplorazione. Si, è vero, i materiali e le creature saranno bene o male sempre le stesse per tutti, ma come approcciarsi ad essi, come utilizzare le risorse raccolte e come uccidere i vari nemici, quello dipende da voi. Fortunatamente gli sviluppatori ci imboccano dal punto di vista dell'avanzamento, mettendoci davanti una struttura particolare sulla quale arrampicarci per poter cominciare il nostro viaggio alla ricerca delle conchiglie marine raccolte sulla loro sommità. Praticamente lo scopo di ogni giorno di gioco è quello di navigare ed esplorare la mappa alla ricerca delle 3 strutture che racchiudono altrettante conchiglie, per poi raggiungere l'altare principale nel quale inserire gli artefatti e scoprire i segreti che si celano nell'hub principale dove verrete trasportati.

Windbound 05

Una volta raccolte le prime fronde d'erba e il primo legname, la cosa da fare è costruirsi la fidata imbarcazione per poter navigare e capire cosa possa esser successo al vostro clan. Inizialmente potrete costruire solo la semplice barca base e una volta saliti a bordo vi ritroverete nella sconfinata distesa d'acqua, remando verso l'ignoto accompagnati da una melodia molto azzeccata e che ci siamo trovati ad apprezzare particolarmente, soprattutto dopo parecchie ore di gioco. Aprendo la mappa con il touchpad (versione PS4) vi renderete conto della vastità che vi circonda ma soprattutto di una cosa, l'assenza di qualsivoglia indicatore di direzione o obiettivo. L'unica cosa che avrete a disposizione è la vostra icona direzionale e la porzione di località scoperta ed esplorata fino a quel momento. Il resto sta al vostro intuito e al vostro sguardo. Le torri a forma di mano che racchiudono le conchiglie da raccogliere sono molto spesso lontane fra loro e quasi mai raggiungibili dallo sguardo fino ad arrivare a poca distanza da loro. Capite bene che l'esplorazione è abbastanza compassata e lenta, essendo la mappa veramente grande e in totale assenza di punti di viaggio rapido. Abbiamo passato anche buoni 30 minuti navigando senza saper dove andare alla ricerca dell'ultima (o anche della prima) conchiglia. Ovviamente il discorso è particolare, essendo l'esperienza impostata sulle scelte personali. Durante la navigazione potrete tranquillamente fermarvi su questa o quell'isola per cercare qualsivoglia materiale nuovo o potenziamenti a salute o stamina, rispettivamente rappresentati da degli altarini con delle pietre rosse o gialle.

Windbound 01


. Una volta presa manualità con il sistema di gioco vi troverete di fronte a diverse opportunità, come ad esempio poter costruire una barca più resistente o un'arma più forte, potrete cuocere la carne dei nemici cacciati sul fuoco oppure potrete addirittura crearvi un'armatura per l'invisibilità. Insomma di personalizzazione e profondità ce n'è per tutti i gusti.
Ovviamente la sopravvivenza e le insidie potrebbero anche portarvi alla morte. Una volta risvegliati preparatevi ad un brusco risveglio, dato che i 5 lives studios hanno deciso di togliervi tutto, soprattutto le conchiglie, così da dover ricominciare il giorno da capo e facendo si che l'esplorazione e la ricerca di risorse sia sempre più oculata.

Avanzamento e problemi

Come abbiamo accennato sopra quindi, il gioco si suddivide in 5 capitoli principali, i giorni, durante i quali dover collezionare le 3 conchiglie in giro per la mappa per potersi poi trapostare nell'hub principale. Questo hub, una sorta di dimensione alternativa, è rappresentato come una piccola piazzetta dove vi risveglierete, con ai lati un affresco che piano piano, completando i giorni, vi rivelerà la storia celata dietro agli avvenimenti che starete vivendo. Una volta svelato l'affresco relativo al giorno appena concluso dovrete poi nuovamente salire sulla vostra barca per affrontare una traversata con insidie man mano sempre maggiori, fino ad arrivare ad un santuario circondato da acque calme, dove poter comprare i potenziamenti per Kara. La valuta utilizzata per poter effettuare l'unico acquisto che avrete a disposizione per ogni singolo capitolo, sono i frammenti marini, collezionabili rintracciabili in maniera casuale all'interno della mappa di gioco, normalmente racchiusi all'interno di alcuni menir particolari oppure in vasi da rompere.

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Una volta acquistato il potenziamento desiderato, che può essere un arco indistruttibile così come una maggior resistenza al veleno, dovrete navigare attraverso il portale alle spalle del santuario per far incominciare il giorno successivo, e così via fino al quinto giorno, nel quale dovrete affrontare la traversata più difficoltosa e sicuramente spettacolare. Veniamo però alle note dolenti. Il gioco soffre di parecchi bug dovuti alle mancate compenetrazioni poligonali e a problemi di programmazione pura. Ci siamo trovati diverse volte incastrati in alcune rocce con Kara che urlava come se stesse cadendo da un grattacielo, oppure a volte non siamo riusciti a salire su un determinato appiglio perché gli scatti delle animazioni non ci permettevano di farlo, anche se era ovviamente alla portata.

L'intelligenza artificiale delle creature che abitano il mondo di gioco, a parte qualche caso, non è delle più avanzate nel panorama videoludico. Molto spesso ci siamo trovati di fronte animali che invece di attaccarci, giravano su loro stessi oppure facevano dei giri immensi per attaccarci, costringendoci ad aspettarli per poterli uccidere. Altra nota dolente è proprio quello che dovrebbe essere invece un punto di forza, la barca. Capiamoci, è fantastico navigare spensierati accompagnati dalla brezza marina, ma quando abbiamo fatto l'errore di montare sulla nostra imbarcazione una delle vele che potevamo costruire, si è trasformato tutto in un'esperienza frustrante e, se possibile, ancora più macchinosa e lenta.

Windbound 02

La navigazione con vela è profondamente diversa dal semplice remare per avanzare. Gli sviluppatori hanno voluto applicare una struttura quasi più simulativa rispetto a tutto il resto della produzione, inserendo 4 comandi per modificare la vela e cercare di avanzare, ma rendendo il tutto di difficile comprensione e di ancor più complessa gestione. In teoria si dovrebbe sfruttare la corrente per far gonfiare la vela, ma la maggior parte delle volte ci si ritrova addosso ad uno scoglio oppure fermi in mezzo al mare cercando di girarla in mille maniere senza risultato. In più non siamo mai riusciti a costruire la chiglia, non sappiamo se per qualche altro problema di codice oppure per una nostra mancanza in effetti. Una volta ottenuti i materiali non c'è stato mai verso di riuscire a piazzarla.

La nota peggiore è però, purtroppo, la lentezza del tutto. Windbound è un gioco veramente lento, seppur di breve durata, non offrendo al giocatore quell'intrattenimento che dovrebbe avere un survival open world. La navigazione è spesso legata alla sola pressione del tasto dorsale per avanzare, aspettando di riuscire a captare qualche struttura o isola interessante da poter esplorare, ma questo processo può durare anche decine di minuti, vuoti, riempiti solamente dalla OST e dal rumore del mare. Non che questo sia un male in generale, ma non essendo Windbound un simulativo, non ci aspettavamo di dover vivere così tanti tempi morti.

Dal punto di vista stilistico invece il titolo è un piccolo gioiellino di design. Ha uno stile che, forse volutamente, richiama il fantastico Atlantis della Disney e riprende i colori di Oceania, altra opera della stessa casa di produzione. Kara è veramente caratterizzata bene e modellata altrettanto, le ambientazioni sono molto colorate e lo stie cartoon che permea il tutto lo rende davvero godibile. L'acqua poi, vera compagna per tutta l'avventura, anche se non realistica come siamo abituati a vederla ad esempio in Sea of Thieves o Assassin's Creed, fa il suo lavoro riuscendo a restituirci una buonissima sensazione tra correnti e onde.

Multiplayer.it

7.0

Lettori (20)

7.2

Il tuo voto

Windbound è un viaggio personale, un rogue-like survival action rpg che amerete o odierete. Un gioco con uno stile molto piacevole e una struttura abbastanza solida, basata sull'esperienza di navigazione e il crafting ossessivo. Portarlo a termine non è lunghissimo ma il viaggio in barca è decisamente tedioso. Al netto di qualche bug ed imperfezione è un gioco veramente interessante che si fa giocare bene per le sue circa 10 ore. Il prezzo budget e l'esperienza che ne viene fuori fanno di Windbound un piccolo gioiellino leggermente incrinato, da portare sempre dentro di voi.

PRO

  • Stile da vendere
  • Colonna sonora evocativa
  • Esplorazione divertente e soddisfacente
  • Prezzo budget

CONTRO

  • Lentezza di navigazione
  • assenza di viaggio rapido
  • Ripetitività compulsiva
  • Bug vari ed eventuali