Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch

La longeva serie Nihon Falcom prosegue anche su Switch con la conversione dell'ottavo capitolo, Ys VIII: Lacrimosa of Dana

RECENSIONE di Christian Colli   —   04/07/2018
70

Indice

La serie Ys è sempre stata poco popolare, ma risale addirittura al 1987: esordì infatti sul PC-88 della NEC e da allora è passata per una moltitudine di piattaforme nell'arco di otto episodi principali e un paio di spin-off. Sviluppata da Nihon Falcom, la saga non ha mai avuto pretese da blockbuster né ha mai voluto sfidare sul campo degli RPG colossi come Square Enix, Atlus o Bandai Namco, ma col tempo si è ritagliata uno zoccolo duro di fan grazie a un universo affascinante, splendide colonne sonore e dinamiche di gioco vecchia scuola infuse di interessanti novità a ogni capitolo. Ys VIII: Lacrimosa of Dana è uscito nel 2016 in Giappone ed è approdato sui nostri scaffali soltanto lo scorso autunno, in versione PlayStation Vita e PlayStation 4, quindi su PC un paio di mesi fa, pur sollevando non poche critiche a una localizzazione frettolosa e superficiale che ha costretto lo sviluppatore a pubblicare numerosi aggiornamenti e a scusarsi ufficialmente coi consumatori. Ora Ys VIII arriva anche sulla nuova console Nintendo: nelle prossime righe scoprirete com'è andata a finire.

La storia e la struttura

Ys racconta le avventure di Adol Christin, un giovane avventuriero che in qualche modo finisce sempre per naufragare qua e là, scoprendo spesso di essere un prescelto destinato a grandi imprese. In Ys VIII, però, Adol si ritrova in buona compagnia. La storia comincia sulla nave Lombardia: Adol è in viaggio insieme al suo migliore amico, Dogi, quando la nave, che trasporta un pittoresco equipaggio, passa troppo vicino all'isola maledetta di Seiren. Molte imbarcazioni sono scomparse intorno a quell'isola, inutile dire che lo stesso destino tocca alla Lombardia: Adol si ritrova così sulla riva, solo e confuso. Dopo aver incontrato Laxia, una giovane e scontrosa spadaccina naufragata proprio come lui, i due cominciano a esplorare l'isola e, ritrovato il capitano, decidono un piano d'azione. Per prima cosa, bisognerà allestire un accampamento. Poi bisognerà esplorare l'isola allo scopo di trovare eventuali altri naufraghi e, imparando a conoscerla meglio, una via di fuga.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch

Gli obiettivi di Adol, in sintesi, descrivono anche le dinamiche di questo nuovo Ys, tutt'al più che la progressione nella storia è legata a doppio filo con la scoperta di nuove location e il "reclutamento", per così dire, dei naufraghi dispersi. L'isola di Seiren è infatti una regione enorme, divisa in ampi spazi separati da brevissimi caricamenti: seguendo l'obiettivo principale di turno, Adol si spinge via via più in profondità, imbattendosi in nuovi personaggi che si uniranno al suo gruppo oppure si rifugeranno nell'accampamento, ampliando una rosa di servizi che comprende botteghe, fabbri e altre funzioni. C'è un profumo di Suikoden che non sentivamo da molto tempo e che rende più entusiasmante il ritrovamento di ogni nuovo passeggero della Lombardia. Alcuni di essi, inoltre, ci forniranno i mezzi o i poteri per tornare sui nostri passi e raggiungere zone precedentemente inaccessibili: non sarebbe sbagliato definire Ys VIII come una specie di "metroidvania" dato che il sistema di progressione è essenzialmente lo stesso.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch

C'è da dire che la storia fatica a decollare per una buona metà dell'avventura. L'inizio è di una lentezza disarmante e rievoca i ritmi cadenzati dei JRPG vecchia scuola: la colpa è anche di un comparto tecnico obsoleto che ricorre frequentemente ai dialoghi - in inglese al lancio, con la possibilità di selezionare la lingua giapponese grazie a un futuro aggiornamento - e che presta il fianco a una certa rigidezza registica anche nelle cutscene più importanti. Fortunatamente i sogni di Adol, un protagonista silenzioso che sembra ricordare la vita di una fanciulla di nome Dana, acquisiscono significato con un giro di boa che dà finalmente senso e concretezza alla narrazione: a quel punto Ys VIII decolla con una serie di colpi di scena interessanti che scavano a fondo nella mitologia del franchise. Bisogna tenere duro per qualche ora, ma Ys VIII poi ripaga l'attesa con quella che è facilmente considerabile come la migliore avventura di Adol Christin.

Il sistema di combattimento

Ys VIII è un action RPG nel senso che il giocatore ha completo controllo, in tempo reale, dei movimenti e delle azioni di Adol o di uno dei suoi compagni di viaggio. Il party può essere infatti composto da un massimo di tre personaggi e il giocatore può scambiarli in qualunque momento premendo un semplice tasto che permette di controllarne ciclicamente uno alla volta. La mappa si esplora in lungo e in largo ricorrendo a corse e salti, mentre il sistema di combattimento è affidato a pochi tasti che, tuttavia, garantiscono un perfetto controllo. Un tasto, infatti, consente di attaccare a ripetizione il bersaglio di turno - i nemici appaiono in punti precisi della mappa e lo scontro si svolge in tempo reale come in un The Legend of Zelda, per intenderci - e un altro, combinato insieme agli altri pulsanti, permette di eseguire i colpi speciali impostati precedentemente nell'apposita schermata.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch

In combattimento, però, fanno la parte del leone la schivata e la parata: premendo i tasti relativi al momento giusto, il giocatore innesca un potenziamento chiamato, rispettivamente, Flash Dodge e Flash Guard. L'effetto dura pochi secondi, ma in questo frangente il tempo rallenta e il giocatore guadagna un sensibile bonus ai danni inferti e alla velocità di movimento. Il gioco, infatti, premia molto l'aggressività; non ci sono veri e propri incantesimi curativi, dato che la vita si ripristina restando fermi, e non ci sono punti specifici da risparmiare in previsione di qualche boss: il giocatore accumula la risorsa cui attingono le mosse speciali semplicemente attaccando il nemico, perciò è incoraggiato a usare i suoi attacchi migliori, ma anche a lavorare di strategia. Ogni membro del party, infatti, impiega un'arma che infligge un certo tipo di danno e i nemici, neanche a dirlo, sono più o meno deboli a certi tipi di attacchi. Va da sé che costruire il party in base ai nemici da affrontare diventa presto molto importante, ma anche imparare i comportamenti dei mostri, così da prevedere i loro prossimi attacchi e sfruttare al massimo gli effetti di Flash Guard e Flash Dodge, caricare l'indicatore dei super attacchi e scatenare l'inferno sopra i nemici inermi.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch

Una conversione non troppo felice

Il gameplay è quindi il punto forte di Ys VIII, un action RPG che intrattiene per una trentina di ore circa grazie a un sistema di combattimento frizzante e dinamico che, però, viaggia a trenta fotogrammi al secondo e neppure sempre, dato che occasionalmente, nelle circostanze più concitate, si verificano alcuni rallentamenti. Questo solitamente non sarebbe un enorme problema, se non fosse che il titolo Nihon Falcom manteneva i sessanta frame costanti in versione PlayStation 4 e certamente, essendo stato sviluppato per PlayStation Vita, non si tratta di un titolo di ultima generazione, Switch o non Switch. Giocare a Ys VIII, insomma, significa venire a patti soprattutto con un comparto grafico vetusto in cui salta all'occhio una modellazione poligonale generalmente grossolana - fortunatamente, i personaggi principali godono di un livello di dettaglio notevole - e un frequente ricorso a texture in bassa risoluzione. La direzione artistica compensa le mancanze sul fronte tecnologico con un character design sobrio e convincente, ma soprattutto con una varietà di location che è un piacere esplorare sulle note di una colonna sonora di altissimo livello come al solito.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch

Ys VIII è un titolo giocabilissimo sia sul TV sia in modalità portatile, anche se abbiamo sinceramente preferito la prima opzione. Nel dock, Switch trasmette un'immagine più pulita e nitida, perciò l'azione mantiene una certa chiarezza in ogni situazione, il che sicuramente aiuta nei combattimenti più impegnativi e caotici, specie quando si prende dimestichezza col sistema di controllo e si inanellano combo aeree e scambi di personaggio istantanei. In modalità portatile, invece, abbiamo notato una discreta sporcizia che, insieme a qualche calo di frame rate aggiuntivo, rende alcuni momenti dell'esperienza un po' spiacevoli. Sul fronte della localizzazione, abbiamo avuto la fortuna di giocare la conversione dopo l'installazione di una serie di aggiornamenti mirati a correggere vari problemi già nel giorno di lancio, perciò non siamo inciampati negli obbrobri denunciati mesi fa, anche se qualche refuso continua a persistere tra un dialogo e l'altro. Niente di trascendentale: Ys VIII è stato tradotto in un inglese scolastico e di facile comprensione, anche se purtroppo era prevedibile l'assenza di una localizzazione italiana.

Ys VIII: Lacrimosa of Dana, la recensione su Switch
Multiplayer.it

S.V.

Lettori (5)

8.7

Il tuo voto

La nostra speranza è che Ys VIII: Lacrimosa of Dana non venga snobbato dai possessori di Switch per il suo aspetto vetusto e qualche problema tecnico assolutamente sopportabile. L'action RPG firmato Nihon Falcom è un titolo di indubbio valore che merita di essere giocato dagli amanti del genere in cerca di un sistema di combattimento divertente e stratificato, purché si sorvoli sulla qualità altalenante della conversione e sull'assenza della lingua italiana.

PRO

  • La colonna sonora
  • L'esplorazione e la storia si intrecciano bene
  • Il sistema di combattimento

CONTRO

  • È una conversione discreta
  • Tutt'altro che sofisticato visivamente
  • Qualche bug e refuso ancora da smaltire