La guerra alle porte  10

Nel nuovo aggiornamento di World of Warcraft esplode il conflitto per la conquista di Pandaria tra missioni, scenari e reputazioni

SPECIALE di Christian Colli   —   28/11/2012

Sono trascorsi appena due mesi dall'uscita di Mists of Pandaria e Blizzard sembra proprio voler mantenere la sua promessa di rilasciare regolarmente nuovi aggiornamenti con maggior frequenza rispetto al passato. C'è però un prezzo da pagare per questa rinnovata celerità, e cioè un numero di novità più contenuto:

le nuove patch si concentreranno infatti su determinati tipi di attività, proponendo di volta in volta abbastanza novità ma senza strafare a discapito della qualità. Con questo aggiornamento del client alla versione 5.1, ad esempio, non viene aggiunta alcuna spedizione o incursione inedita; un netto distacco nei confronti della tradizione di World of Warcraft, e una scelta controversa che ha fatto chiacchierare parecchio la community.

Una questione di reputazione

Mists of Pandaria si è rivelata sicuramente l'espansione più ricca di contenuti dai tempi di The Burning Crusade. Ci siamo innamorati del continente dei Pandaren e ci siamo fatti coinvolgere dalla storia e dalla mitologia delle razze che lo abitano. In questi due mesi abbiamo combattuto il redivivo impero dei Mogu e quello dei Klaxxi, affrontando contemporaneamente gli Sha, emozioni negative personificate, liberatisi da una prigionia millenaria. Adesso torniamo con i piedi per terra, perché il conflitto tra Orda e Alleanza che, in primo luogo, ci aveva condotto sull'isola, esplode letteralmente sulle spiagge di Pandaria con l'arrivo degli eserciti delle due fazioni.

Con l'aggiornamento 5.1 si compie dunque un passo importante nello sviluppo della trama principale che, come sappiamo, condurrà alla presa di Orgrimmar, una campagna finale anticipata da Chris Metzen stesso durante lo scorso BlizzCon. Nel gioco, tutto ciò si riflette nell'aggiunta di due nuove fazioni, una per l'Orda e una per l'Alleanza, rispettivamente Dominance Offensive e Operation: Shieldwall. I giocatori si imbatteranno in questi nuovi personaggi e nelle missioni che hanno da offrire nella Giungla di Krasarang; si tratta quindi di un nuovo grind di reputazione tramite missioni giornaliere, una decisione che ha fatto storcere il naso alla stragrande maggioranza della community. Il problema, infatti, è che Blizzard sembra voler concentrarsi troppo su questo tipo di attività, come ha dimostrato l'endgame approntato per l'espansione fin dall'inizio e come conferma anche questa patch:

le nuove reputazioni consentono di acquistare oggetti epici di alta qualità, pari a quella dell'equipaggiamento acquisibile nelle incursioni a difficoltà normale. La questione delle missioni giornaliere è molto delicata: sono sostanzialmente la principale attività single-player di alto livello nonché un passo obbligatorio, checché ne dica Blizzard stessa, nel miglioramento del proprio personaggio, in quanto la maggior parte degli oggetti epici è legata a questa o quella fazione ed è necessaria una seppur minima quantità di essi anche soltanto per accedere alla modalità Ricerca delle incursioni. Si potrebbe arguire che è possibile aggirare il grind di reputazioni attraverso l'equipaggiamento epico PvP e, quindi, il PvP stesso, ma per chi preferisce la componente PvE non c'è scampo. L'aggiunta di nuove reputazioni da aumentare, sommate alle numerose già presenti, è dunque al centro di una tempestosa polemica, ma Blizzard sembra essere conscia della ripetitività che rischia di incidere sulle sottoscrizioni: non a caso, sarà possibile acquistare degli oggetti che raddoppiano, da "riverito" in poi, i punti reputazione guadagnati da tutti i personaggi legati allo stesso account. Basterà questo accorgimento a tenere sotto controllo la comunità degli scontenti?

Le alternative

Una delle parole d'ordine che reggono la nuova filosofia Blizzard per Mists of Pandaria è varietà. Non c'è dubbio che questa non sia mancata in termini di attività alternative, seppur non strettamente o per nulla legate al progresso o all'equipaggiamento del proprio personaggio. L'aggiornamento 5.1 sembra dunque voler calcare la mano su questo aspetto, migliorando, tra le altre cose, alcune feature che hanno riscosso un insospettabile successo, come i duelli tra mascotte. Probabilmente ispiratasi ai numerosi add-on rilasciati nel corso di queste otto settimane, e traendo spunto dal generoso feedback dei giocatori, Blizzard ha dato una bella ritoccata all'interfaccia di gestione delle mascotte e ha gonfiato il numero di creaturine collezionabili inventandone alcune che è possibile acquisire sconfiggendo i boss di vecchissime incursioni come il Nucleo Ardente o le Rovine di Ahn'Qiraj, offrendo probabilmente un bottino un po' più ghiotto anche per i giocatori a caccia di oggetti vintage per la trasmogrificazione. Torna a galla anche un'altra feature, anticipata durante il BlizzCon e poi negli scorsi mesi, ma che poi non ha visto la luce al momento sperato: stiamo parlando della possibilità, in un certo senso rivoluzionaria per ciò che concerne la tradizione di World of Warcraft, di potenziare il proprio equipaggiamento spendendo i punti Giustizia, Onore e Valore.

Un nuovo e intuitivo menù permette dunque di aumentare il livello intrinseco dell'oggetto e dunque il valore delle statistiche rappresentate: si tratta effettivamente di un'alternativa graditissima alla ricerca di upgrade, sopratutto nel caso si sia disperatamente sfortunati in spedizioni e incursioni. Rimane comunque necessario accumulare la valuta necessaria attraverso missioni giornaliere, incursioni, spedizioni o scenari. Questi ultimi si sono rivelati un po' il punto debole di Mists of Pandaria: un'idea decisamente carina sulla carta, gli scenari hanno riscontrato un buon successo nella teoria, ma nella pratica sono i contenuti meno giocati dell'espansione, probabilmente a causa delle esigue ricompense. Appare dunque un po' discutibile la decisione di aggiungerne ben sei, tre per fazione, ma Blizzard ha già anticipato di voler rivedere l'importanza degli scenari in una delle prossime patch.

La prima regola di una patch...

Per chi è stato abbastanza abile, determinato e sopratutto fortunato da completare il primo ciclo di missioni "leggendarie" del Principe Nero, la 5.1 propone una nuova e lunga catena di missioni che sfiora perfino il PvP e la mitologia di Warcraft, con tanto di ritorno al Tempio Nero di Illidan nelle care, vecchie Terre Esterne. Dove voglia andare a parare questa lunghissima serie di missioni, per le quali la lista delle imprese già anticipa almeno altri due cicli, proprio non si sa. È curioso, però, che la tanto anticipata serie di missioni esclusiva degli Stregoni sia stata rimandata all'ultimo minuto alla prossima patch: sarà la volta buona che Blizzard implementi il tanto agognato "fuoco verde", magari in forma di ricompensa? Chissà.

Come dicevamo, le missioni del Principe Nero richiedono anche una breve sortita nei nuovi campi di battaglia, forse allo scopo di ricordarci una componente di World of Warcraft rimasta ultimamente un po' nell'ombra. La Giungla di Krasarang propone adesso una serie di obiettivi PvP che le fazioni possono contendersi per dei potenziamenti decisamente utili nello svolgimento delle nuove missioni giornaliere: quanto successo possa avere questo timido accenno di PvP "aperto" è difficile prevederlo, benché sicuramente renda più pepato, e sensato, lo scontro tra i giocatori nei reami PvP. Chiude il cerchio, in questo senso, la nuovissima Brawler's Guild: si tratta di un'area istanziata di Stormwind o Orgrimmar dove è possibile entrare solo dopo aver ottenuto un apposito oggetto, trovandolo o comprandolo presso il Mercato Nero, o essere stati invitati da un altro giocatore che ne fa già parte. Fondamentalmente, è un mini-gioco: il giocatore aspetta il proprio turno per combattere in un ring e ad ogni vittoria aumenta il proprio rango nella gilda, ottenendo delle ricompense. L'idea di certo non è ancora completamente sviluppata, ma siamo curiosi di vedere cosa riserverà in futuro. Di sicuro, questa nuova feature conferma l'identità non completamente definita e forse anche un po' confusa della patch 5.1, un aggiornamento di transizione con il quale Blizzard cerca probabilmente di provare la nuova formula dei pochi contenuti per volta. Il giro di boa ci aspetta probabilmente dopo Natale, con l'aggiornamento che implementerà nuove incursioni e spedizioni: a quel punto sapremo se "pochi ma buoni" è un detto che vale anche per Mists of Pandaria.